mercoledì 1 luglio 2009

Burokrazia portami via (il guaio è che lo fa sul serio)

Orbene, dove eravamo arrivati?


Ah si, che mi hanno rimandato indietro dei documenti in modo che io glieli potessi portare.


Ma in realtà loro credono di avermeli rimandati, ma non è vero, quindi sono dovuta tornare all'ufficio del cittadino a farmi autenticare delle nuove copie. Ma stavolta mi sono fatta furba, ho parlato in un tedesco improbabile e MIRACOLO! La tizia mi ha parlato GENTILMENTE e quasi LENTAMENTE utilizzando solo parole con meno di 25 lettere.... miracoli della Krukkitudine.


Comunque pensavo di avercela fatta.


Poi le cose si sono complicate. Sono tornata all'ufficio degli studenti e ecco cosa ho scoperto:


La signora a cui devo consegnare i documenti non può aiutarmi a compilarli, non ha la minima idea di come si faccia (del resto ho trovato una che parla inglese, mica poteva essere competente...)


L'ufficio dove potrebbero aiutarmi a compilarli funziona solo su appuntamento, il primo posto libero è fra due settimane (del resto se risolve i problemi di tutti come risolve i miei ci credo che l'altro ufficio è oberato di lavoro). Dimenticavo di dire che sabato parto per Londra.


Non sono sicura che i documenti siano giusti perchè la tizia che ieri mi ha detto che andavano bene oggi li guardava non capendo cosa fossero e perché glieli avessi portati.


E LAST BUT NOT LEAST: Devo portare un documento firmato dal prof che dice che accetta il fatto che non parlo tedesco. Il problema è che secondo lei non posso essere accettata come studente se non parlo tedesco. Questo non me l'aveva ancora detto nessuno, nè il prof che mi ha accettato per il dottorato, nè l'ufficio studenti internazionali, nè l'altro ufficio, nè l'ufficio del cittadino, nè lei stessa qualche giorno fa.


Allora le ho fatto notare che io vengo regolarmente pagata fin da gennaio da un'università ma che questa poi non mi accetta perché non parlo tedesco?


Si rende conto che la cosa ha del surreale?


No.


 

5 commenti:

  1. Stando alla mia esperienza ti hanno detto una cazzata apocalittica. Ho conosciuto almeno una decina di studenti di dottorato che non spiccicavano una parola di tedesco, ma una a dire una. Questi lo sanno che fai un dottorato presso quella università e che hai firmato un contratto?


    Bah...ma il tuo capo di queta storia che ne pensa?

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  2. stando alla mia esperienza sono sei mesi che mi pagano, ho l'indirizzo di posta elettronica dell'università e quindi l'università DEVE avermi accettato... e comunque al corso di tedesco per dottorandi ero quella che lo parlava meglio (figurati gli altri...)

    Il prof ieri non c'era, spero di parlarci oggi.

    Comunque ci rinuncio, me ne vado a londra e vedessero loro...

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  3. Eccho...vai a Londra. Lascia che le loro follie se le sbrighino per i cazzi loro...Al massimo chiedi il lasciapassare A/39...

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  4. utente anonimo2 luglio 2009 11:21

    Beh, dovresti essere contenta no? Non ti ricorda l'Italia? :)

    Sei molto simpatica...pero`a chi si lamenta tanto del paese che li ospita e li foraggia, mi viene da dire: ma tornate pure in Italia, se state meglio :))

    Spero che per te sia solo un momento, e che magari col tempo tu smetta di chiamarli krukki, visto che e`un termine dispregiativo usato nella seconda guerra mondiale...

    ciao,

    Giulio

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  5. Caro Giulio, hai perfettamente ragione. Non si puta nel piatto in cui si mangia. Infatti io in realtá mi lamento solo di una cosa: io sono stata accettata a novembre, e il professore mi ha detto TESTUALMENTE: Non é necessario che tu sappia il tedesco, certo, se lo impari é meglio, ma stai tranquilla che all'inizio puoi cavartela benissimo con l'inglese.

    Beh, non é vero. Sono arrivata a Gennaio. Nessuno parla inglese, e adesso ho scoperto che per essere accettata all'universitá secondo loro DEVO parlare tedesco (anche se da altre fonti mi risulta che non é vero)

    Insomma, non é per cattiveria, ma se me lo avessero detto prima avrei trovato un corso di tedesco (il periodo era infelice, ma ci avrei provato) e mi sarei risparmiata un sacco di casini.

    E poi unáltra cosa che mi da fastidio é che loro si danno l'aria di quelli che parlano le lingue straniere e di quelli perfettamente organizzati anche se non sono molto meglio di noi.

    Spero di essermi spiegata

    ;-)

    grazie di essere passato e del commento

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