venerdì 15 maggio 2009

Mio fratello

Non sono in molti a saperlo ma io ho un fratello.


Mio fratello è molto più alto di me, magro e sottile. I suoi occhi hanno un taglio felino.


E' un grande "guerriero pacifico" e quando è venuto per la prima volta a Roma si è commosso nel camminare dove tanti grandi guerrieri avevano camminato prima di lui.


Mio fratello ha la pelle del colore del cioccolato al latte.


Viene da un paese devastato dalla guerra, la sua casa è stata bombardata tante volte, e suo padre ogni volta la ricostruiva.


Mio fratello dice che non è possible fermare gli immigrati. A noi sembra assurdo e degradante che questi uomini affrontino rischi così grandi per venire in un paese dove faranno il venditore ambulante o la prostituta, dove vivranno di stenti e non verranno accettati. Ma mio fratello dice che per questi disperati è meglio una vita ai margini della società in Europa che nessuna vita a casa loro. Per questo pagano migliaia di dollari per venire e corrono tanti rischi.


Allora gli ho chiesto cosa si potrebbe fare. Non molto. Si potrebbero aiutare i paesi di provenienza a sviluppare un'economia più equilibrata. Ma non è facilmente realizzabile, i paesi del Terzo Mondo cercano di emulare le nazioni dove il livello medio di vita è più alto, e per questo sono diventati molto più consumisti, inquinanti e attaccati alla tecnologia (quella che hanno) di quanto non siamo noi. Ed è inutile spiegare che l'inquinamento va contrastato, ad esempio, lo prendono come un tentativo di togliere loro quei privilegi che hanno tanto faticosamente guadagnato, un tentativo dell'occidente di boicottare il loro sviluppo per tenerli maggiormente a bada. Ormai gli abbiamo insegnato che il fine di tutto è il denaro, e hanno rinunciato a tutta la loro cultura, tutte le loro idee, tutte le loro tradizioni per adeguarsi a questo.


Qualcuno viene in Europa a studiare convinto che poi tornerà a casa e aiuterà la costruzione di una società migliore ma sono in pochi quelli che effettivamente tornano.


Detto così sembra senza speranza. Ma spero di sbagliarmi.


In ogni caso non credo che la repressione sia una risposta saggia all'immigrazione. Sono convinta che se anche ci fossero soldati con il mitra lungo tutte le coste ci sarebbero comunque tanti pronti a rischiare la vita pur di arrivare, con la forza della disperazione.


Forse però se fossimo più GIUSTI. Se alle persone che vengano chiedessimo, ad esempio, di seguire le leggi mostrando che NOI PER PRIMI le seguiamo. Forse se li rispettassimo chiedendo in cambio lo stesso rispetto. Forse se non dessimo per scontato che sono tutti delinquenti, e punissimo allo atesso modo tutti i delinquenti, senza guardare il passaporto. 


Io non so quale sia la soluzione. Però sono convinta che una soluzione, almeno parziale, ci sia.  Ma non mi sembra che ci stiamo avvicinando.....


 


Scusate, una volta tanto un post serio. Per i curiosi: mio fratello non è stato adottato.,Semplicemente un giorno ci siamo conosciuti e abbiamo deciso che eravamo fratelli.

18 commenti:

  1. é cosí che si diventa fratelli! a me é successo sia con francesco (che é figlio di mio padre e di mia madre) sia con altri che sono nati genitori diversi dai miei!

    :)

    bellissimo post michi, condivido tutto, e vi abbraccio tutti e due!

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  2. Gran bel post! Mi associo alla condivisione della Sign.na Fraudelciaro.


    P.S.

    La repressione fa una cosa sola: aumenta la rabbia.


    --

    Angelo

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  3. Lucia: sicuramente ti saluta anche lui, magari lo farà di persona visto che legge sempre li blog!


    Angelo, il problema non è solo la repressione, ma anche la politica di demonizzazione degli stranieri agli occhi della popolazione, e la rabbia monta sui entrambi i fronti....

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  4. mi piace molto il tuo post serio, michi e lo condivido anch'io.. Respingimenti, demonizzazione dello straniero e del DIVERSO in generale (ma diverso da chi??) servono solo per inasprire gli animi di tutti e far montare la rabbia su tutti i fronti :-(

    1,2,3stella

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  5. al Musée de l'Homme di Parigi c'era una frase bellissima: tutti parenti tutti differenti. La diversità non è un valore oggettivo ma dipende da dove si vogliono mettere i confini fra simile e diverso. A me, sotto certi punti di vista, piace ampliarli un po' questi confini.

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  6. la scienza insegna che dalla diversità deriva arricchimento reciproco ed il confronto nell'accezione positiva mi attira molto..

    mi spieghi come fare qui su splinder a non comparire come utente anonimo (pur firmandomi)e magari avere un avatar personalizzato? devo per forza aprire un account?

    1,2,3stella

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  7. Non ti sembrerà stano se dico che sono d'accorto sia con te che con tuo fratello.


    Il problema è che qui da noi comanda un branco di populisti che temono per il proprio culo.


    In pratica son talmente mediocri ed attaccati alla loro "roba" verghiana (che possiedono ovviamente senza averla mnimamente meritata) che hanno sempre paura che qualcuno, più giusto o meritevole, gliela porti via.


    E poi, aggiungo anche che la paura, sia essa del "diverso", dell'immigrato è un ottimo metodo per tenere la gente a bada e questo governo lo sa perfettamente.


    ---Alex

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  8. Stella: ecco perché la scienza in Italia è messa così male... per splinder purtroppo l'unico modo per non comparire come utente anonimo è crearti un profilo. Credo sia una community abbastanza chiusa.


    Alex: la paura è la cosa peggiore perchè chi ha paura non ragiona più e non è in grado di seguire nessuna logica se non l'emergenza.

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  9. uhmm..da qualche altra parte ti ho sentito parlare di elettroforesi, deduco che tu sia emigrata non esattamente per piacere :-(

    1,2,3stella

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  10. eh si, sto facendo il dottorato in Krukkonia, perché quello che faccio io:

    1) in Italia praticamente non esiste

    2) se esiste io non lo posso fare perché ho un curriculum abbastanza interdisciplinare (che qui mi serve, eccome se mi serve)

    3) se dico che vorrei farlo mi prendono per pazza (cit)


    che dovevo fare?

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  11. abbiamo un bel po' in comune anche se il dottorato è l'unica cosa che mi sono fatta mancare.. L'interdisciplinarietà cui nella pratica quotidiana devo molto mi viene valutata tanto, sisi.. tanti complimenti e tante belle parole.. :-x

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  12. io senza dottorato non avei potuto fare nient'altro, ero troppo specializzata ma con un livello basso. Quando usciró da qui probabilmente non troveró un lavoro, ma almeno avró inseguito un sogno, che é comunque una bella soddisfazione...

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  13. Non essere drastica, nel resto del mondo, con la tua preparazione un lavoro lo trovi sicuro...poi se vuoi rinetra in itaGlia...beh...auguri!


    --

    Angelo

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  14. Angelo, non lo so. Il mio lavoro é piuttosto teorico e molto poco applicato, diciamo "ricerca pura senza ricadute", quindi dipende da quanti soldi ci saranno nei prossimi anni e come verranno spesi. Siamo effettivamente in un periodo di crisi, chissá fra tre anni come saremo messi.

    Certo, in Italia non c'é proprio possibilitá, ma anche per l'estero preferisco stare con i piedi per terra e sognare poco.

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  15. Non ti fasciare la testa, pensa a fare il dottorato e a finirlo al meglio! E ricorda che alla fine dei tre anni hai un titolo che pesa, teorico o sperimentale che sia...


    P.S.

    Anche te tastiera teteska?

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  16. Qual è la differenza tra un clandestino e Berlusconi dopo un anno di governo di quest'ultimo? Che il clandestino è punibile pur non commettendo alcun reato, Berlusconi non è punibile qualsiasi reato commetta...

    venividiwc (luca)

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