giovedì 23 aprile 2009

Korzo ti tetesko 1 (ovvero: i teteski sono intelligenti?)

L'universitá organizza corsi di tetesko per stranieri. Ce n'è uno per gli Erasmus, uno per gli studenti, uno per dottorandi e ricercatori, ecc ecc.


Le informazioni per i corsi si trovano sul sito internet o all'ufficio lingue straniere.


Prima cosa intelligente: sul sito dell'universitá la pagina dei corsi di tetesko per stranieri è solo in lingua teteska. Che uno la capisce solo dopo averlo finito il corso (se ci arriva a farlo).



Poi si va all'ufficio lingue straniere. È nel Centro Lingue Straniere della gloriosa universitá di Magonza, ci sará qualcuno che parla inglese?


Intanto bisogna arrivarci. E' nel seminterrato e sembra di stare in un film dell'orrore, labirinti di corridoi vuoti, nessun essere vivente, ogni tanto una porta (fra cui il laboratorio di osteologia pieno di scheletri, sempre per rimanere in tema) e naturalmente l'ufficio che si cerca è irreperibile. Alla fine ho trovato qualcuno a cui chiedere e ci sono arrivata.


L'impiegata parlava un inglese alquanto traballanrte, ma almeno ci provava.


Seconda cosa intelligente: Fuori c'erano affissi orari e date dei corsi di tetesko per straneri, comprensivi di avvisi. Tutto in tetesko naturalmente (e cche tte voi spreca' a fa' 'a traduzzione pe' sti du' scemi che nun capischeno?).


Comunque il corso iniziava l'altro ieri. Non trovavo l'aula (anche quella nel seminterrato delgi orrori) e ho chiesto in un ufficio sulla cui porta erano attaccate tre bandierine: Italia, Francia e Corea. Mi sono detta: ho il 66% di probabilitá di farmi capire, proviamo...





Prima mi sono impappinata col tetesko (ensciuldigung, kann ich helfen fraghen?), poi ho provato con l'inglese (che lei non sapeva) e alla fine ci siamo accordate sul francese. Mi ha detto che era in fondo al corridoio a sinistra. Ma c'era il muro, in realtá era in fondo al corridoio a destra e poi dopo tre chilometri a sinistra. Ma vabbé.


E una volta trovata l'aula c'era un cartello che diceva che il corso era rimandato a oggi perchè il prof era malato.



In tetesKo.


 E due poveri disgraziati lí a guardarsi in faccia (è il corso per principianti) e ad aspettare la prima autoctona che potesse tradurre. Che per nostra fortuna è arrivata. Se no stavamo ancora lì.


Ma io non capisco, come puó un popolo che ha dato i natali a tanti grandi filosofi comportarsi in maniera cosí idiota?


Immanuelino* mio si stará rigirando nella tomba


Mo' sono proprio curiosa di vedere il corso... se sopravvivo domani aggiorno.


 


* (io con Kant ho un rapporto preferenziale, un giorno magari vi racconto perchè)

8 commenti:

  1. LOL!


    Comunque ovvio no? Il cartello è parte del corso! :-)


    Mi viene in mente quella volta che nell'azienda dove lavoro, ad un nuovo assunto mandarono la password per accedere alla posta elettronica aziendale... via posta elettronica! :-D


    ---Alex

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  2. eh, cara, abituati... in bocca al lupo (della steppa).

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  3. Alex: ah, tu dici che il tutto è fatto come una sorta di esame per selezionare gli allievi, avere solo gente che parla già perfettamente il tedesco e risparmiare fatica agli insegnanti? ... ma mi sa che hai proprio ragione!

    Moon: crepi il lupo della steppa! e spero proprio di non abituarmi ma di imparare il tedesco prima!!!

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  4. I Teteshchi sono dei bravissimi pianificatori ma... Difettano alquanto in "elasticità"... Poi penso che le menti migliori siano finite o uccise nella guerra mondiale oppure deportate negli USA... Questo spiega perchè gli USA siano progrediti tanto dopo la guerra e perchè i "Teteschi" siano invece ritornati ad essere i "barbari" che erano prima del '900...


    Insomma... Però queste cose capitavano anche nella mia Facoltà... Per trovarti l'esame dovevi tribolare e sudare 7 camicie... Per fortuna però gli avvisi, se c'erano quando c'erano, erano almeno in italiano :)

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  5. altro che poco elastici... granitici!

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  6. Eheheh...concordo con Alex...il cartello era ewidentemente parte del corso...d'altra parte la necessità aguzza li ngegno!


    @bukaniere: I tedeschi non sono tornati barbari...certo...la guerra ha spazzato via quella cultura mitteleuropea che ha caratterizzato la fine ottocento/inizio novecento...ma da qui a dire che sono selvaggi...


    Non sono assolutamente d'accordo sugli americani. Il loro progresso è dovuto principalmente alla enorme quantità di denaro ed alla quantità di menti che importano da tutto il mondo, tedeschi compresi (lo so...è un po' semplicistica). Pensa a Von Braun...senza di lui non so se sarebbero riusciti a mandare un razzo in orbita.


    Poi, per quello che riguarda la coscienza civile, la legislazione, laicità ecc...sono anni luce davanti a noi.


    Si...sono un po' rigidini...ma con la lingua che parlano...che t'aspettavi?

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  7. sono d'accordo, saranno rigidi ma su tante cose ci danno dei punti! tante volte "la fantasia e la creatività" italiana son solo alibi e nomi per chiamare il "fancazzismo" italiano in maniera gentile.

    naturalmente ci sono (e ci siamo!) tanti italiani che non corrispondono a questo stereotipo, x fortuna!

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  8. Sono qui da poco e il mio punto di vista è molto limitato, soprattutto dal fatto che non capisco la lingua. Tuttavia la Germania mi ha un pochino deluso. Non mi sembra un paese più civile e meno "pasticcione" dell'Italia. Mi sembra semplicemente più rigido. Rigidità che non impedisce loro di avere una burocrazia folle, ad esempio. Dalla mia esperienza trovo che la Francia sia più seria.

    per rispondere ad Angelo e a Secondo me i tedeschi sono un po' repressi. La seconda guerra mondiale è un macigno che pesa tuttora sulla coscienza collettiva, ed in maniera molto evidente. Forse questa cosa li blocca. Poi hanno il groso problema dell'immigrazione, che non sanno gestire.

    Comunque non credo che Mainz sia rappresentativa di tutta la Germania, e io conosco solo qui! Ci riaggiorniamo fra un annetto...


    E se devo pensare ad un paese davvero civile penso alla Francia, non alla Germania, almeno dalla mia esperienza.

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