domenica 10 maggio 2015

Viaggi

Negli ultimi anni ho sempre viaggiato molto, e questo ultimo periodo non è stato un'eccezione. C'è stata, è vero, una piccola differenza. Fino a pochi mesi fa viaggiavo quasi sempre in aereo, in treno, in pullman, sempre con un trolley a seguirmi passo passo come un cagnolino, sempre con lo zaino clandestino da mettere in valigia all'ultimo minuto tenendo il kindle in mano e il biglietto in bocca. Nel 2015 invece ho per lo più viaggiato fra le pagine, esplorando non solo posti nuovi, ma soprattutto idee, storie impossibili che piano pianino si sono fatte sempre più reali, fino a poterle toccare con mano, annusare, sentire mie.

Ho cacciato mammiferi marini sulle coste della Siberia, mi sono trasferita da una coltivazione ormai esaurita ad un nuovo terreno selvaggio da addomesticare con gli indigeni delle isole del Pacifico. Ho assaggiato il latte di cavalla nelle steppe dell'Asia Centrale, ho visto agricoltori baldanzosi iniziare una lunga marcia che dalla Cina li ha portati a conquistare un nuovo continente. Ho scavato in una grotta dietro casa di Lucia, e ho lanciato un razzo da una base petrolifera al largo del Kenya.

E forse fermandomi per pochi mesi sono cresciuta più che in tanti anni di vagabondaggio.

Ora è il caso che torni di nuovo a prendere un aereo, altrimenti se continuo a crescere a questo ritmo avrò problemi a passare dalla porta!

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