giovedì 15 gennaio 2015

Le feste ai tempi di Facebook

La tecnologia, come tutti sanno, migliora la vita.

Indiana Michi con la vita migliorata dalla tecnologia.
La storia è qui.

Ad esempio, prendiamo le feste. Quanto è più facile organizzare una festa con le moderne tecnologie, rispetto agli antiquati mezzi di comunicazione dei decenni passati?

Indiana Michi, ormai trentenne, è perfettamente in grado di ricordare comme
Ai bui vecchi tempi si doveva innanzi tutto aspettare che il telefono di casa fosse libero. Si prendeva la nostra bella rubrica cartacea e si telefonava ai 35 invitati, facendo attenzione a non sbagliare numero. Se, fortunosamente, erano a casa, si pronunciavano le fatidiche parole:
"Ciao! Organizzo l'annuale festa di carnevale a casa mia il sabato 7 di Febbraio, vieni? Ognuno porta qualcosa."
La risposta in genere era compresa nel range "si/no/non lo so". Sulla base dell'opzione scelta dall'interlocutore si segnava manualmente (MANUALMENTE! oh, roba da non crederci) su un pezzo di carta il nome con un simbolo atto a codificarne la risposta. Di solito una sbarra sul nome stesso in caso di no, una spunta in caso di si, un circolo intorno in caso di forse. Ma gli archeologi non sono concordi su questo argomento.
Poi si ritrovava a dover chiamare a cadenza (nell'ordine) mensile, settimanale e giornaliera i "forse" che invariabilmente finivano con dargli buca il giorno stesso, oltretutto privando l'allegra compagnia degli agognati panzerotti fritti (a loro assegnati per il gioco dell'"Ognuno porta qualcosa") che rappresentavano l'apice gastronomico della serata.

Qualche anno dopo sono comparse le e-mail. Spettacolari! Permettevano di comunicare in tempo reale con milioni di persone! Ora, anche riducendo il numero degli interlocutori ai 35 invitati di cui sopra, che nel frattempo hanno deciso di adeguarsi ai tempi moderni attivando un account e-mail con un evocativo indirizzo assimilabile a farfallina84@hotmail.com o forzaroma_3678934@hotmail.com, la mail si è subito dimostrata un mezzo estremamente utile al disperato organizzatore di feste di Carnevale.
Il disperat... ehm... l'organizzatore mandava ai suoi 35 amici una mail che diceva più o meno una cosa del genere:
"Ciao! Organizzo l'annuale festa di carnevale a casa mia il sabato 7 di Febbraio, vieni? Ognuno porta qualcosa."
Mai stato così facile! L'invitato non deve che rispondere all'organizzatore dicendo "Si/No/Forse".
Se non che di solito l'invitato rispondeva (a tutti, e che non vuoi mettere pinco_pallo86@hotmail.com, cugino di terzo grado dell'organizzatore che è stato invitato per sbaglio al posto del caro amico Panco.Pillo85@hotmail.com) a conoscenza del fatto che tu quel giorno non puoi e vorresti cambiare a domenica 8? Così poi altri 32 invitati avvertono (sempre tutti) che loro no, non possono domenica 8, perchè sono in Molise dai genitori/hanno tre compleanni/il giorno dopo hanno un esame/varie ed eventuali. 18 di loro propongono venerdì 6. E così via.
Tre giorni prima della festa di solito l'organizzatore si ribella, manda una lettera minatoria a tutti mettendoli in ccn (resistendo malamente all'impulso di mandare in allegato un megavirus). Poi il giorno prima dell'evento, non avendo ovviamente ottenuto risposta, chiama a voce i 35, riesce a stabilire un numero molto approssimativo di persone presenti, e definisce chi porta cosa.
Ovviamente nel migliore dei casi c'è chi alle 9 e 45 di sera, quando tutti aspettano solo lui per avventarsi sul panbrioche, telefona dicendo che non può venire e gli dispiace tanto ma i panzerotti se li mangia tutti lui. Oppure nel peggiore dei casi non telefona. E l'organizzatore alle 10.15, appena prima di avere un attacco isterico, dà il famoso pan brioche in pasto alle belve fameliche in cui si sono trasformati gli invitati.

Ora, nella luminosa epoca di facebook è molto più semplice! Si crea un EVENTO Facebook e si invitano le 35 persone di cui sopra.
Gli invitati riceveranno una notifica ben visibile sulla loro bacheca Facebook, e non avranno che da cliccare su una delle tre opzioni: si, no, forse.
L'organizzatore della festa non avrà che da contare i si e organizzarsi di conseguenza. In caso di necessità sarà inoltre in grado di mandare un messaggio solo a chi ha confermato la propria presenza, senza infastidire chi ha detto che no, purtroppo quella sera è occupato.

Sembra un sogno, vero? E infatti la realtà è molto diversa. Prima di tutto non tutti gli amici sono presenti su Facebook, per cui il minimo che si possa fare è fare l'invito a voce, via mail, via Facebook e via whatsapp (che se no non è abbastanza moderno). E lasciamo perdere il gioco "ognuno porta qualcosa" che già è abbastanza complicato così.
Dei 33 invitati che hanno ricevuto la notifica su facebook, nel giro di due ore tre dicono di sì, due cliccano sul "forse" e un altro paio conferma che alla festa non può partecipare. A quel punto inizia una lunga fase di silenzio, in cui l'organizzatore si ritrova con 26 invitati che forse non hanno visto la notifica, forse l'hanno vista ma non sono sicuri (ma allora clicca sul "forse", no?), forse non gliene frega niente e non risponderanno mai.
Dopo un giro di telefonate, e nonostante il mese e mezzo di preavviso, si scopre che quasi tutti gli amici più stretti dell'organizzatore quel week end devono improrogabilmente partire per l'Alto Adige, Aix-en-Provence, Barcellona o la Turchia (maledetti voli low cost). E purtroppo molti altri avvertono che fino al giorno prima non sapranno se e come potranno venire alla festa. Perché certo, fare la spesa per 3 persone o per 32 è proprio la stessa cosa...
Nel frattempo chi ha deciso per il sì o per il no ne dà comunicazione a voce, via whatsapp, via mail, via chat di facebook, e immancabilmente NON cliccando sul relativo pulsante dell'evento facebook. Per cui l'organizzatore deve rimuovere a mano le persone che gli hanno detto di no, ricordare il numero di non confermati che ha detto di si, sommarlo al numero di chi si è confermato su facebook e di chi ha dato la conferma a voce. E deve continuare a contattare chi non ha dato notizie in nessun modo, o chi ha dato il 50% di possibilità per poterli inserire in una delle categorie sopra menzionate.

Quest'anno sarò draconiana. Chi non risponde entro il 1 febbraio o non entra oppure se entra non mangia. E per l'anno prossimo ho deciso, vado di piccioni viaggiatori.

Sempre se sopravvivo alla preparazione della festa....

sabato 3 gennaio 2015

A "proposito" del nuovo anno

Tutti gli anni all'inizio di gennaio faccio (sul blog o semplicemente nella mia testa) l'elenco dei buoni propositi, che di solito possono essere riassunti in:

- essere felice
- perdere 10 chili
- diventare più organizzata (ordinata sarebbe chiedere troppo)
- pubblicare 4-5 articoli
- scrivere di più sul blog
- incaponirsi e non abbandonare dopo un massimo di 10 giorni i buoni propositi.

E poi finisce che mi scade il contratto e cado nella disperazione più nera, nonostante lo sapessi dall'inizio.
E che dopo continue fluttuazioni di due chili in più (molto spesso) e in meno (molto di rado) per tutto l'anno, nel solo dicembre prendo 5 kg.
E che i chili sono le uniche cose che non riesco a perdere, mentre continuo ad essere una professionista nello smarrimento di carte di identità, biglietti aerei, sciarpe, cappelli, occhiali da sole, guanti, ombrelli, libri, orecchini e chi più ne ha più ne metta.
E che gli articoli non vengono finiti e rimangono lì nel cassetto (non solo per colpa mia, va detto).
E che il blog pullula di ragnatele e commenti di spam.
E che nemmeno nell'ultimo mese dell'anno riesco a finire il concorso di Zelda was a writer e a postare una foto per 30 giorni di seguito.

Allora, per evitare brutte figure, quest'anno ho deciso di "barare" e di cominciare a seguire i buoni propositi ad ottobre. Ed ecco cosa sono riuscita a fare:

Dopo la fine del contratto sono caduta nella disperazione più nera. Poi mi sono alzata e, ancora intontita dalla botta, ho deciso di cominciare a camminare. E sono riuscita a trovare una direzione da seguire.
il segreto è semplice: una volta superato il valore massimo di
stress sopportabile entro nella fase zen e sono felice.

Ho perso 9 chili e mezzo. Il mio dottore (non il dietologo) dice che devo perderne altri 10, però ormai sono allenata da tre mesi di dieta nelle grinfie di un medico intransigente e per niente comprensivo, non può andare peggio di così.

e dopo qualcosa come 15 anni riesco ad entrare in una taglia M!

Abbiamo mandato ad una rivista specializzata un articolo che aspettava da anni, e ho praticamente finito il lavoro tratto dal mio dottorato. E lo spedirò da sola, che tanto se devo aspettare l'aiuto degli altri sto fresca. E ne ho un altro in preparazione.

da grande farò la scienziata vera! siiiii!

Quindi direi che mi mancano solo gli ultimi due punti, e sul primo inizio a lavorarci da adesso.

Direi che come proposito per il 2015 mi piacerebbe fare tanti piccoli passi in tanti campi differenti, per potermi avvicinare sempre di più agli obbiettivi a lungo termine che ora mi sembrano tanto lontani da essere irraggiungibili.

E auguro a tutti voi un 2015 pieno di tanti piccoli passi, che rosicchino poco a poco la distanza che vi separa dai vostri sogni, fino al giorno in cui guardando avanti scoprirete di avercela fatta.