venerdì 20 novembre 2015

Coppie sull'orlo di una crisi di nervi

Persona1: "Vieni presto?"
Persona2: "Si, certo"
P1: "Tipo stasera?"
P2: "Ehm... si. Ehm... posso chiederti un favore?"
P1: "Si certo, dimmi"
P2: "Potresti evitare di chiedermelo? Sai mi metti un po' di ansia"
P1: "In che senso ansia?"
P2:"Si, insomma, mi fa sentire in colpa che io non possa venire da te stasera, se me lo chiedi penso che poi dovrei venire"
P1: "Ma non e' possibile, sei a millemila chilometri da qui, mica hai un jet supersonico"
P2: "Ma mi faccio ugualmente venire i sensi di colpa, magari potresti dirlo in un altro modo"
P1: "Tipo?"
P2: "E che ne so, prova tu"
P1: "Se tu avessi un jet supersonico verresti da me stasera?"
P2: "Si"
P1:"Meglio?"
P2:"Si"
P1: "Ok. A me pero' non da soddisfazione"
P2: "Beh, alla fine potresti semplicemente dirmi che ti manco"
P1: "NOOOOOOO"
P2: "Perche' no?"
P1: "Perche' se ti dico che mi manchi poi mi sento in colpa che ti faccio sentire in colpa dicendotelo"
P2: "Ma io non mi sento in colpa"
P1:"Io si pero'"

...il discorso continua per una decina di minuti e poi...

P2: "Sai che ti dico?"
P1: "No, dimmi"
P2: "Ti crea problemi se ti dico TU PUZZI?"
P1: "No, e a te?"
P2: "Nemmeno a me"
P1: "Ok, allora tu puzzi"
P2: "Anche tu"
P1 e P2: "Risolto il problema"

liberamente ispirato a una storia vera

giovedì 15 ottobre 2015

La Forza e' con me

Succede di non farcela più e di scrivere un post triste in cui si buttano fuori tutte le cose brutte che da un mese ronzano nella testa.

Succede che tante persone amiche lo leggano e corrano ai ripari. Chi commenta 10 secondi dopo la pubblicazione del post, chi mi chiama per farmi sorridere, chi mi contatta per chat e mi coccola, chi mette annunci ovunque su Facebook per aiutarmi a cercare, chi mi aggiunge come amica su Facebook e mi da' supporto, chi (senza nemmeno leggere il blog, solo dal tono di un messaggio un po' spento) mi invita a cena fuori.

E grazie a voi la Forza e' di nuovo con me.

May the fourth be with you!


Ed essendo la Forza con me pare che io abbia trovato una casa per tre mesi. Non ci credo ancora, ma dovrebbe essere abbastanza sicuro. Ho un'altra casa più a lungo termine da vedere sabato.

Ma soprattutto sono tornati il sorriso e la fiducia.

Grazie, fate la differenza!

NB: scusate gli accenti fatti con l'apostrofo, sto ancora cercando di imparare ad usare la tastiera del computer nuovo. Che ha una tastiera strana, però e' rosa e ci piace così!

Love my new PINK laptop!!! 💝

Come va?

Eh, cara amica che mi scrivi per mail/skype/facebook, come faccio a spiegartelo come va?
Va che sono isterica, potrei dirti, ma poi tu ti preoccupi, e anche se sono consapevole di non essere il fulcro della tua giornata non ho voglia di rattristarti e farti preoccupare, magari dopo una difficile giornata di lavoro quando decidi di sacrificare qualche minuto del tempo che potresti passare in altro modo per scrivere a me.
Il problema e' che per quanto io possa provare a spiegarti come mi sento qui, non credo che lo potresti capire. Io che ho viaggiato tanto, che ho cambiato tante case, non lo avrei capito un mese e mezzo fa. Anzi, non lo avrei nemmeno considerato possibile.
Invece la realtà e' che sono qui da oltre un mese e non so dove andrò a vivere. Ho una settimana in questa casa, poi due settimane in un albergo, e poi boh.
Ma hai chiesto agli amici? All'università?
Amici veri e propri qui ancora non ne ho, ho chiesto ai conoscenti, ho chiesto di spargere la voce. C'e' chi ha scritto su Facebook, e non ho avuto risposte. C'e' chi mi ha detto che sentiva in giro, e non ne so più nulla. C'e' chi mi ha fatto capire che devo cavarmela da sola.
Questa del cavarsela da soli e' una cosa che va di moda qui. Non e' che nessuno si preoccupi di te, e' che o ci guadagna ad aiutarti (perché magari ha una casa da offrirti) oppure sono problemi tuoi. Un sorriso mesto e gira le spalle. E a me, con il mio carattere, sembra di venire dall'Africa, da uno di quei posti dove si dice sempre che "tutti ti aiutano".
Ma come hai cercato casa?
Ho cercato casa su tutti i siti internet disponibili, anche quelli a pagamento. mando una media di 10 mail al giorno, sono arrivata anche a 30. Sono 31 giorni che sono qui, fai il conto delle mail mandate.
E non ti rispondono?
No, di solito no. Sai, bisogna capirli, loro ricevono 300 mail per la loro casa, rispondono solo a quelli che gli interessano.
E a te non hanno mai risposto?
Si, ogni tanto, diciamo una decina di persone. Mi danno un appuntamento, poi due ore prima mi scrivono che gli dispiace ma l'appartamento e' già affittato, in bocca al lupo per la ricerca.
Ma che davvero?
Si, davvero.
Ma hai provato su Facebook? O Airbnb?
Su facebook mi hanno chiesto l'amicizia persone con la bacheca scritta in uno strano alfabeto che non conosco dicendomi di ricordarmi di loro appena trovato casa, che così gli offrivo una stanza. Oppure gente che mi offre case di sei stanze da affittare a mie spese e subaffittare a mio piacimento. Se trovo su Airbnb non posso registrare l'indirizzo come e' richiesto dalla burocrazia danese.
Magari prova a cercare anche un po' più lontano, o a offrire di più.
Cerco ovunque, anche a mezz'ora di treno da qui. E per il tipo di budget che ho faccio domande anche per case di 100 metri quadri con tre stanze da letto, ma poi che faccio, vivo da sola nella reggia di versailles? Magari non ammobiliata?
Dai, stai tranquilla, hanno trovato tutti, troverai anche tu, no?
Eh, non lo so. Inizio a non crederci più, sai? Perché quando mandi cento mail a settimana e non ti risponde nessuno, e chiami persone che ti rispondono male e ti insultano, e scrivi ad agenzie che ti rispondono deridendoti, beh, la voglia di continuare a lottare un po' ti passa. E qui non e' una ricerca, e' una guerra, i deboli li fanno fuori subito.
Ma possibile che non hai trovato proprio niente?
Si, ho trovato una casa per tre mesi, vicino all'universita'. Secondo il proprietario dovrei entrarci martedì, ancora non mi ha detto nulla, ne' mi ha dato la conferma ne' mi ha detto come pagarlo, ne' mi ha detto come e quando potremmo metterci d'accordo per le chiavi e simili. Si fara' vivo, forse. Spero. Che ne so? Non so nemmeno se non sia troppo bello per essere vero, se fidarmi, se non sia una truffa.
Ma perche' non mi hai scritto?
Perche' quando qualcuno mi chiede come sto la risposta vera e' quella che ti scrivo qui. Ma non la posso dare. Perché ogni volta che ci penso, ogni volta che analizzo il tutto, la situazione mi sembra più assurda, e mi sembra più improbabile trovare qualcosa. E mi rattristo. E rattristo te. E non cambia niente, non ho una casa e c'e' una persona triste in più al mondo. E allora preferisco dirti che va benino, che e' difficile ma sono sicura che ce la faro', almeno faccio finta di crederci. E se attacco dopo due minuti non e' perché non ho voglia di sentirti ma perché non so mentire, e non ho voglia che mi senti piangere.
Tutto qui.

sabato 10 ottobre 2015

Autosuggestione

Come vedo il mio futuro (= non lo vedo).


Entro nella casa in cui rimarrò per tre settimane
"Carina, certo, un po' scomoda la mansarda di un metro e mezzo di altezza dove dormire"

Una mia amica dice "Conosco l'affittuaria, ci sono possibilità reali che lasci presto la casa"
"È adorabile! Ormai riesco a salire e scendere le scale in tre secondi netti! E non ho dato più di tre capocciate al soffitto ieri sera, nel giro di un'altra settimana diventerò bravissima! Ed è al secondo piano, che è talmente più comodo, ad esempio, del quarto! E la zona è meravigliosa! Ho già imparato tutti i negozi! È la migliore casa possibile!"

L'affittuaria dice (in pratica) "Non ti venisse in mente di farci un pensiero"
"Che schifo di casa. Do minimo tre capocciate a notte e rischio di scrociarmi ogni volta che scendo dalla mansarda. Devo sempre lasciare una luce accesa per evitare di cadere. E i due piani di scale a chiocciola sono quanto di più scomodo esista, se ho lo zaino pieno non ci passo nemmeno. E la cucina è uno schifo, a causa dei muri inclinati non c'è nemmeno una mensola e si deve lasciare tutto in vista. E poi per entrare devo fare tutto il giro del palazzo al buio. Non sarà difficile trovare di meglio"


Leggo un annuncio per una casa
"Costa poco, vediamo un po'. Non conosco la zona"

Mi accettano per andarla a vedere.
"Costa pochissimooooo! Vabbè che non è ammobiliata ma meglio pagare una volta i mobili e risparmiare a lungo termine sull'affitto! E poi è a solo mezz'ora a piedi dall'università! Vabbè che non c'è la metro vicino, e l'autobus passa ogni venti minuti, ma prenderò una bici e diventerò magra e muscolosa! Non ha supermercati intorno, ma tanto ce n'e uno dietro a dove lavoro, posso fare la spesa lì. È la casa ideale!"

Non mi prendono.
"Che schifo di casa, solo 20 metri quadri e nemmeno ammobiliata, ci credo che costa poco, doveva costare ancora di meno! Non c'è nemmeno un negozio nell'arco di un chilometro, voglio vedermi a fare la spesa il week end. E poi carico tutto sulla bici, nel notoriamente caldo inverno danese, con le strade ghiacciate e le buste sul portapacchi... E poi io odio andare in bici! E il quartiere faceva proprio schifo! Troverò mille vote meglio!"

Ci sono dei momenti in cui l'autosuggestione è tutto (e comunque "Inside out" mi fa un baffo).


NB: per chi avesse letto il post precedente e si chiedesse se la guerra abbia funzionato. Un pochino sì, mi contattano di più (due o tre persone a settimana), ma per adesso non si muove nulla.

giovedì 1 ottobre 2015

Indiana Michi e la casa a Copenaghen

NOTA BENE: Questo post è cattivo, pieno di rabbia. È un post che sembra generalizzare rispetto a un popolo che non conosco ancora e che non mi posso permettere di criticare. E infatti non critico il popolo ma i disgraziati incivili con cui ho avuto a che fare. Che sia chiaro.



È opinione universalmente riconosciuta che cercare casa a Copenaghen sia più difficile di passare a pettine il deserto in cerca di una principessa dispersa, un contrabbandiere, un canuomo e un robot*.


Per quanto poco questo sia corretto nei confronti di una povera paleontologa con il cervello in fuga, questa verità è così solidamente radicata nella mentalità dei possessori di una qualsiasi topaia schifida,  da considerare legittime le pretese di sei statue alte tre metri, in oro 24 carati in cambio della possibilità di essere presi in considerazione per visionare la suddetta topaia a 150 km da Copenhagen.

Solo che Indiana Michi questa cosa ci ha messo un po' per capirla. Per cui per circa due settimane ha risposto a circa 150 annunci (sottostima) dicendo qualcosa tipo:
"Salve, mi chiamo Indiana Michi, ho un buon contratto all'università (=ho i soldi per pagare), sono una scienziata che è andata in giro per il mondo (=sono abituata a adattarmi alle varie culture), sono da sola (=non rovino niente), mi fa vedere il suo appartamento per cortesia?"

Ma no, non va bene. Le hanno risposto forse in 10. In due le hanno fatto vedere il loro appartamento. Ovviamente non l'hanno scelta.

E poi è entrata in guerra. Due situazioni diverse le hanno fatto scatenare l'istinto guerriero.

Never stop fighting!

In risposta alla mail di Indiana Michi, consistente in 20 righe cortesi, in un inglese elegante, il possessore di una catapecchia a tipo tre quarti d'ora dalla città le manda la seguente mail:
"In che paese sei nata?" (è stata forte la tentazione di rispondere: "in Italia, da genitori italiani, nati anche loro da genitori italiani, per almeno una decina di generazioni. La seconda moglie del mio bisnonno era francese. I miei antenati da parte di madre però qualche secolo fa erano greci, è un problema? Come referenza bastano l'albero genealogico e il risultato delle analisi di 23andme?")

Il possessore di un appartamento minuscolo e costosissimo da qualche parte in città, per prendere in considerazione i candidati chiede di specificare nome, cognome, stato civile, lavoro, reddito e hobby (e qui la tentazione è stata di rispondere piuttosto: "passo tutto il tempo libero organizzando rumorose e distruttive 0rgYe in gruppi di almeno 60 persone. Di solito invito sempre tutti da me in questi casi. Le crea problemi?)

E Indiana Michi ha capito. Come dice il saggio "Se non puoi batterli unisciti a loro. O almeno, FAI FINTA. E poi colpiscili alle spalle."

Ha modificato la mail nel seguente modo:



Buongiorno

Scusi se scrivo in inglese, non ho ancora iniziato i corsi di danese (certo, se servono a parlare con gente come te evito volentieri che sono assolutamente fondamentali per entrare in contatto con la tua fantastica cultura!).

Mi chiamo Indiana Michi (vedi come sono amichevole?).

Ho 31 anni (e che preferisci un pischelletto di 18 anni che riempie tutto di birra e vomito?).

Ho un contratto post-dottorato (ho un dottorato, capisci? sono una persona fantasticamente colta, intelligente e spettacolare, capisci?) per due anni (con me non cambi inquilino ogni tre mesi, capisci??) all'università (ho i soldi! capisci????).

Sono italiana (sole! pasta! pizza! mandolino! mamma mia! hai presente quel posto bellissimo che tutti voi nordici repressi tutte voi persone meravigliose considerate così caratteristicamente spontaneo e allegro? ecco, vengo da lì. Non ti sta bene? Preferivi un siriano che fai tanta scena all'accoglienza in aeroporto a poi allontani come la peste quando è disposto a pagarti l'affitto per casa tua? Pensaci....). 

Ho vissuto in Francia, Svizzera, Germania e Inghilterra per il mio lavoro (visto che vengo da un posto notoriamente barbaro sono partita per altri lidi ad imparare a comportarmi in modo consono ad un contesto civile come il vostro meraviglioso paese). Ma sono felicissima di essere finalmente arrivata in Danimarca, è l'occasione che aspettavo da una vita! (proprio per incontrare persone come te! sii! credici!!!!)

Sono tranquilla (e che ti dico che passo le serate a fare karaoke nostalgia sul computer o a ridere  come una matta a voce altissima per il laboratorio di scrittura creativa su skype di Jane Pancrazia Cole!***)

Non fumo, non ho animali domestici (non vorrei mai impuzzolirti o rovinarti irrimediabilmente la tappezzeria!**)

Sono ordinata e pulita (vabbè dai, se devo fartelo credere me la cavo, ma non necessariamente tu devi sapere che è un trucco), d'altra parte sono anni che vivo in affitto in mezza Europa e mi hanno sempre fatto i complimenti (ed è vero, che poi gli standard in Germania, Francia e Inghilterra non siano proprio quelli italiani non è un problema per te che sei danese, no???).

Mi adatto facilmente, cerco solo un posto dove sentirmi a casa quando torno da una giornata di duro lavoro (per cui se pure mi offri una topaia sarò felicissima di viverci, perché, insomma, vuoi mettere che meraviglioso privilegio mi stai offrendo?? e ti ricordi che ho un lavoro, per cui ho i soldi per pagarti, vero???).

Non ho bambini (così tutti i tuoi preziosissimi mobili Ikea sono al sicuro!!!!!!) e sono sola in Danimarca (poi certo, ogni fine settimana avrò ospiti, vero venticinque lettori? vi aspetto tutti, tanto non sono mica tenuta a dirglielo!).

Sono molto interessata al tuo appartamento (nonostante sia una topaia e costi quanto due Versailles) per cui mi faresti il grande onore di poterlo visitare (così prendo pure le tue misure per le statue d'oro).

Grazie infinite (per aver perso il tuo preziosissimo tempo a leggere la mia modesta mail)

Indiana Michi.




In due giorni ho visto due appartamenti e ho rifiutato di vederne altri tre perché, vabbè regà, la topaia del razzista, situata in mezzo alle pecore a 40 minuti dalla città io non perdo tempo ad andarla a vedere.


Tramontate stelle, all'alba vincerò.


E, lasciatemelo dire, si vede già il bagliore.



*un sonoro applauso a chi becca entrambe le citazioni
**grazie al cielo qui non hanno la moquette
*** ricomincia! Se vi interessa, e dovrebbe perché è fantastico, ecco le info! Chi volesse iscriversi può scrivere a janecole@live.it


martedì 29 settembre 2015

Progressi

Ho vinto contro la burocrazia danese. Dopo quattro giorni passati a leggere Feynman all'ufficio immigrazione, per poi essere umiliata dal burocrate di turno ("Questa lettera non va bene." "Ma è quella ufficiale dell'università, la fanno a tutti uguale." "No, mi compili il modulo A27"), dopo diverse crisi isteriche, dopo innumerevoli pat pat sulla spalla da parte di Indiana Mamma e Amico G sono riuscita ad ottenere codice file danese e conto in banca. Brindiamo.

Non ho trovato casa. Ho risposto a forse 150 annunci e ho visto 3 appartamenti, e questa statistica non mi piace. Però ho trovato una serie di alloggi temporanei, che facendo un trasloco ogni due settimane mi permettono di avere più tempo.

Ho scoperto Malmö. Mi piace un sacco, è piena di giardini, con una spiaggia carinissima, e a dirla fra noi la preferisco a Copenhagen (non lo dite ai danesi però).


Però ho anche coperto un pochino di più Copenaghen e con il passare del tempo mi sembra sempre meno impenetrabile.


Ho conosciuto la ragazza di AmicoPaleontologo che abita qui vicino e che adoro!

Ho presentato il mio lavoro ai colleghi che lo hanno apprezzato molto.

Insomma, passettino per passettino si va avanti

lunedì 21 settembre 2015

Ingranata la prima


Ornella Vanoni canta in italiano "Tristeza", canzone brasiliana che di solito 
ascolto nella versione di Astrud Gilberto

Tristezza
forza vattene via
questa qui è casa mia
non c'è spazio per te.

Sentirò ora tutti quanti i miei amici
per non sentire proprio te
E mangerò poi tutte quante queste alici
per non pensare più a te.

Tristezza
per favore vai via
forza, vai in libreria
non starò qui con te.

Hai disturbato tutti quanti i miei amici
che vengon qui per star con me.
Che vengon qui proprio per essere felici
e si ritrovano te!


La prima sera da sola a Copenaghen è passata cantando a braccio la canzone qui riportata (in una ventina di versioni diverse, ma il senso era quello), mangiando una fetta di torta svedese buonissima, parlando con UCAF friend per poi ricevere un invito al suo matrimonio (occhi a minori di tre!), partecipando telefonicamente alla festa di amicoG e addormentandosi di fronte a un film scemo con una ragazza ninja che prende a cazzotti tutto e tutti ma ce la fa ad andare avanti.

Indiana Mamma ed io inauguriamo la torta svedese,
uno dei dolci più spettacolari dell'universo.

Se il soggiorno a Copenaghen continua così direi che poteva andare peggio!

sabato 19 settembre 2015

Ottimismo

I dolci danesi che sono buonissimi, e abbiamo già la nostra pasticceria preferita.

Le case tutte colorate.

La collega italiana che mi aiuta.

Il fatto che almeno un paio di volte al giorno ci sia il sole.

Il supermercato buono.

Lo smørrebrøt (non assicuro nulla sull'ortografia) che è buonissimo e sazia per le successive 12 ore.

Il salmone e le aringhe.

Il lego store, che svaligerò al momento del primo stipendio.

Il fatto che con la metro arrivi ovunque in pochi minuti.

I Tiger di tre piani.

Un angelo custode che mi ha dato una mano.

Il sidro danese (mi sto lentamente avviando sulla strada dell'alcolismo).

Il sistema di riciclo della plastica come in Germania.

Piano pianino mi sto vagamente iniziando ad ambientare. Se continua così datemi una casa e vi solleverò il mondo!

mercoledì 16 settembre 2015

SPQD

Per trovare casa si possono usare solo annunci su internet, non esistono agenzie, o comunque non è il caso di usarle.
SPQD.

Per fare qualsiasi cosa inclusa trovare casa c'è bisogno del codice fiscale, che si può avere solo avendo un indirizzo fisso e un contratto di affitto.
SPQD.

Per trovare casa si usano gli annunci su internet ma per ora su 50 mail mandate mi hanno risposto in 2, più un certo numero di truffatori (per fortuna li so riconoscere). Però è l'unico modo che si può usare per trovare casa.
SPQD.

Dopo tre volte che è stato sollevato il problema forse domani firmo il contratto.
SPQD.

Capire come funziona la metro e dove comprare i biglietti magnetici per non pagare un rene e mezzo ad ogni viaggio richiede più o meno l'equivalente impegno di una laurea in ingegneria dei trasporti. Inoltre visto che in Danimarca si fa tutto anche in inglese alcune informazioni esistono solo in danese.
SPQD.

I numeri di telefono non hanno lo 0 davanti e per un po' ho pensato che le persone che mi davano il numero di telefono (per gli annunci di cui sopra) mi dessero apposta numeri falsi.
SPQD

Sono in Danimarca da due giorni e sono in piena fase "Sono Pazzi Questi Danesi". Ma poi passa.

SPERO.

lunedì 7 settembre 2015

Altro giro, altra corsa, altro regalo.

Fra una settimana, più o meno a quest'ora, starò atterrando a Copenaghen per iniziare una nuova avventura. Perché dopo l'Italia, la Francia, la Germania, l'Inghilterra, la Svizzera, le bandierine sul mappamondo rimanevano sempre troppo poche.

Fra una settimana inizierà un altro giro, come una trottola: uffici in cui perdersi, case da giudicare, persone di cui imparare il nome, laboratori da imparare ad usare, ristoranti e supermercati da testare, una città intera da esplorare

Poi, ottimisticamente fra un mesetto, inizierà la corsa, cercando di raggiungere prima di tutto un pochino di equilibrio, e poi alla ricerca di una minima efficienza da far aumentare il più in fretta possibile.

E spero in un paio di mesi, forse un po' di più, magari un po' di meno, arriverà il regalo. Riuscire a capire cosa dice qualcuno per strada. Essere in grado di cucinare qualcosa di buono con gli ingredienti locali, senza barare con il riso, gli spaghetti cinesi o il parmigiano. Mostrare alla famiglia o agli amici in vita quell'angolo particolare che ho scoperto io, da sola, senza leggerlo sulla guida o sentirlo da qualcuno. Aprire la porta di casa e sentirsi effettivamente a casa.

Tutto sta a sopravvivere al giro e alla corsa. Ce la posso fare.

E ora si fa sul serio... Pronti... partenza... via!

giovedì 25 giugno 2015

Bei momenti

Ricevere una mail dall'Einstein della mia materia (con cui - modestamente - sto lavorando) in cui dice:

"Non ho la più pallida idea di cosa i tuoi risultati significhino. Non capisco come ciò sia possibile"

... manteniamo la calma ...

...

...

...

....

HELP!

giovedì 11 giugno 2015

La settimana del "prendiamoci troppo sul serio"

Perdindirindina! Mi sono quasi persa (per l'ennesima volta) un'importante ricorrenza mediatica!
Questa deve essere la settimana del "prendiamoci troppo sul serio", che avrei completamente ignorato se non fosse stato per i miei conoscenti che hanno aderito all'iniziativa e gentilmente me ne hanno dato indirettamente notizia!

Proposta di logo per la settimana del "prendiamoci troppo sul serio"


Due giorni fa, via mail

Da: Paleomichi
A: Conoscente 1
Oggetto: Grazie

Caro Conoscente 1,
ti ringrazio per la gentile mail di condoglianze per la morte di mia nonna, scusa il ritardo nella risposta ma ho passato un brutto periodo e sono tornata operativa a pieno ritmo. Spero che vada tutto bene.
Buona giornata
Paleomichi

Pochi istanti dopo:

Da: Conoscente 1
A: Paleomichi
Oggetto: RE: Grazie

Cara Paleomichi,
spero che adesso il momento brutto sia passato.
Io ti scrivo dal mio tablet nuovo che veramente è una gran figata (scusa l'espressione), si tratta del Toshiba encore 2 Write con superpenna magica, posso fotografare sulla foto, veramente geniale! Poi ho comprato una macchina nuova, una fiat 500 s, dove s sta per sport, e poi come se non bastasse ho preso anche lo smartphone.
Saluti
Conoscente 1



Certo, un solo caso non può certo fare la ricorrenza mediatica. Ma poi, a sole 24 ore di distanza, ho incontrato un vecchio conoscente con cui avevo perso i contatti da circa 10 anni.

Conoscente 2: ... bla bla bla.... bla ... insomma, dobbiamo sentirci, mandami una mail, anzi, seguimi su twitter!
Paleomichi: Ehm... su twitter condivido cose un po' particolari (ndA: foto lego e post idioti, per chi non seguisse "Paleomichi" su twitter), sappilo.
Conoscente 2: Ah, no, allora lascia perdere, che mi segue gente importante, tipo il CERN!



Ecco, se due rondini fanno primavera due persone assolutamente scollegate che dal nulla decidono di comportarsi allo stesso modo fanno certamente la ricorrenza mediatica.

Per cui, anche voi, tre o quattro lettori del blog, partecipate alla settimana del "prendiamoci troppo sul serio" e commentate prendendovi troppo sul serio. Però mi raccomando, commenti di un certo livello, che questo blog è letto da professori universitari, ingegneri aerospaziali, multinazionali farmaceutiche e vincitori di bandi europei prestigiosissimi, scrittori/scrittrici, non fatemi fare brutte figure! :P

mercoledì 10 giugno 2015

Questioni di regia

Proviamo a dirlo in modo diverso*.

Nelle ultime settimane (mesi-anni) sembra che le mie giornate scorrano secondo la regia di George R.R. Martin.

Negli ultimissimi tempi invece le mie nottate sono rallegrate da sogni partoriti da un emulo di Stephen King.



George, Stephen, ma chi v'ha chiamato? Avete rotto. VI LICENZIO.

Da ora in poi la regia passa della mia vita nelle mani di Nora Ephron.




*no, non ripeto cose già dette, è che il conteggio da quando ho scritto il post citato è aumentato di un'unità.

venerdì 5 giugno 2015

Indiana Michi e il clima

Indiana Michi ha un grosso difetto. Quando è stata assemblata, la manopola della termoregolazione è stata spostata verso il caldo, e quindi sente sempre freddo. Oltre tutto, 8 anni di vita in giro per l'europa continentale e del nord hanno lasciato tracce indelebili nel suo modo di affrontare qualsiasi situazione meteorologica.

Le regole per sopravvivere al clima europeo sono poche e semplici:

  • vestirsi a strati, tanti strati. Non solo tengono caldo se fa freddo, consentendo fra uno strato e l'altro la formazione di microstratarelli d'aria che migliorano l'isolamento termico nei confronti dell'esterno, ma permettono anche di adattarsi facilmente agli inevitabili cambi di temperatura (esce il sole = 10°C in più, entri in metropolitana = 35°C in più, eccetera).
  • Dimenticare l'uso dell'ombrello. L'ombrello va aperto e chiuso tre volte al minuto, sgocciola acqua ovunque e una volta bagnato non può essere rimesso nello zaino, si rompe, si perde, ingombra. Meglio una giacca impermeabile, oppure diventare direttamente impermeabili (work in progress).
  • Se è estate, c'è il sole e fa caldo prevedere almeno un paio di strati in più e qualcosa per ripararsi dalla pioggia. Mettere i sandali solo se si portano scarpe chiuse o calosce di riserva.
Mettendo insieme le informazioni sopra riportate si intuisce che le reazioni di Indiana Michi alle variazioni climatiche stagionali sono alquanto bizzarre:

Quando fanno meno di 10 gradi Indiana Michi si veste da orso polare e si porta dietro il termosifone a batterie.


Quando fanno 10 gradi Indiana Michi ha freddissimo e si veste con 4-6 strati, nella borsa ha cappello, guanti, sciarpa e un ulteriore strato termico, non si sa mai.

Quando fanno 20 gradi Indiana Michi ha freddo e si porta dietro maglia di lana, cappellino di lana, guanti, giacca impermeabile imbottita leggera, non si sa mai.

Quando fanno 25 gradi Indiana Michi inizia a non avere poi troppo freddo. Si porta dietro maglia di lana e giacca impermeabile leggera, non si sa mai.

Quando fanno 30 gradi Indiana Michi è nel suo elemento. Porta dietro una giacca di cotone e la giacca impermeabile leggera, non si sa mai.

Quando fanno fra i 30 1 i 35 gradi Indiana Michi è felice. Porta dietro la giacca di cotone che non si sa mai.

Quando fanno più d 35 gradi Indiana Michi inizia a sentire caldo. Porta dietro la giacca di cotone che non si sa mai.

Insomma, per dirla come Simple e Madama:


giovedì 4 giugno 2015

Il corso di scrittura creativa di Jane Pancrazia Cole - Cronaca in differita della prima serata

A me piace scrivere (se non non avrei un blog, no?), è solo che non mi piace molto prendermi sul serio. Dal mio punto di vista partecipare a un corso di scrittura creativa è sempre stato un po' troppo verso il prendersi sul serio, per cui non mi ha mai nemmeno sfiorato l'idea di informarmi al riguardo, tantomeno iscrivermi.

Poi è successo che la mitica Jane Pancrazia Cole ha organizzato un corso di scrittura creativa. La mitica Jane Pancrazia Cole di Radio Cole. La mitica Jane Pancrazia Cole del Progetto 365 giorni. La mitica Jane Pancrazia Cole di Pancrazia in Berlin. La mitica Jane Pancrazia Cole dei racconti su misura. La mitica Jane Pancrazia Cole di Humans - Torino.

Per chi non la conoscesse... vi presento Jane


Ovviamente, vivendo lei a Torino e io in giro per l'Europa non ho potuto partecipare, ma le foto e i commenti al riguardo sul suo profilo Facebook mi hanno dato una gran voglia di fare un salto per la città sabauda una volta ogni due settimane* e scrivere sotto la sua supervisione.

E poi Jane ha deciso di fare a me e agli altri suoi affezionati seguaci non (necessariamente) torinesi un regalo: un corso di scrittura creativa via skype.

Per informazioni ecco la pagina Facebook 

All'inizio ho pensato: "Mi vergogno... non sarò mai all'altezza! Farò schifissimo e Jane perderà ogni rispetto per me!". E sono brutti momenti. Però poi mi sono detta: "E vabbè, ma Jane mi conosce (purtroppo per lei) e continua a volermi bene. Dopo che ho riempito uno dei suoi racconti su misura di conodonti miciosi, ne ho illustrato un altro con foto Star Trek Lego, le ho chiesto di inserire in un terzo i mammut sotto forma di arma chimica direi che il fondo l'ho già toccato, non posso fare di peggio!"
E mi sono iscritta.
Ieri sera c'è stata la prima lezione. Io mi sono presentata con il mio bel quadernino creativo a fiori rosa, la mia alterLego felice e un'ansia da prestazione che faceva 90.

Pronti!

Siamo iscritti in tre, una ragazza, un ragazzo e la sottoscritta. Dopo 10 secondi netti di presentazione la ragazza (d'ora in poi "CompagnadiCorso") fa: "Ma.... ma tu sei Paleomichi?? Quella del blog?"
"Ehm... si?"
"NOOO! Ma stai scherzando? Ma io il tuo blog l'ho letto!"

Mia reazione alla frase di cui sopra

Il ragazzo con fare vago "ehm, si, ehm, ehm, ancheiol'holetto, ehm, ancheioavevounblogmaunsaccoditempofa, ehm, ehm, bella giornata oggi eh?".

Mia reazione alle due frasi di cui sopra

(Finito il corso mi ci sono voluti circa 20 secondi di controlli incrociati per capire che il ragazzo di cui sopra altri non era che Torquitax di ProjectDresden, storico amico di blog, che sono felicissima di aver ritrovato in questo modo)

Vi rendete conto della soddisfazione? Avevo gli occhi lacrimosi, le guance color ciliegia matura, un sorriso a 42 denti e (strategicamente) la luce alle spalle, per cui spero che in webcam la cosa non sia trapelata più di tanto.

Ora, secondo me Jane l'ha fatto apposta. Conoscendomi sapeva che per aiutarmi a superare l'imbarazzo più totale, inevitabile nel momento in cui avessi dovuto leggere qualcosa scritto da me di fronte a due emeriti sconosciuti, bastava la consapevolezza che i due poveri sventurati sconosciuti di cui sopra sconosciuti poi non fossero. Se avevano già letto qualcosa di mio, nello specifico proprio il blog (in cui presento il mio lato più demenziale), e non lo nascondevano nemmeno, allora potevo star tranquilla. Una fine stratega la cara Jane.

Ovviamente non ha funzionato (grazie autostima inesistente! ti devo molto!) e sono stata sulle spine per tutta la serata. Ho letto i miei scritti ad una velocità imbarazzante, incespicando più di una volta, interrompendomi a caso per riprendere fiato, commuovendomi ad ogni finale.

Però mi sono divertita un sacco. Gli esercizi sono stati interessantissimi, e l'insegnante splendida (ma non ne dubitavo). Mi sono messa in gioco e ho giocato, in modo un po' approssimativo, con qualche errore e crampo alla mano, ma ho riempito le mie buone 9 pagine e sono rimasta molto fiera di me. E sì, nelle mie "creazioni" ci ho messo i dinosauri, i Lego**, i miei deliri esistenziali, il mio buonumore,  e qualche pezzettino di me che spesso mi vergogno di mostrare. E forse il segreto è proprio questo: imparare ad esprimersi per come si è, invece che per come si vorrebbe essere, accettando e amando i propri limiti e difetti e riconoscendo ed essendo fieri dei propri pregi.

Grazie cara Jane di aver accettato di accompagnarmi in questa nuova avvincente avventura alla ricerca di me, spero di non farti perdere la pazienza troppo spesso.

... E poi, diciamocelo, dove la trovo un'altra insegnante che mi fa iniziare già con la claque? Ti voglio bene, Maestra (cit.)



N.B.: questo post NON è sponsorizzato ed è gemellato con quello di Torquitax.

* il giorno in cui inventeranno il teletrasporto sarà sempre troppo tardi... capito AmicoG? Datti una mossa!
** Ma anche Torquitax nelle sue ci ha messo dinosauri e Lego (e persino dinosauri Lego), per cui non potevo non sentirmi fra amici.

martedì 26 maggio 2015

4 anni

3 nella mia famiglia

3 nella "famiglia allargata"

5 nelle famiglie dei miei migliori amici

6 insieme ad AmicoG

Lo zelante "funzionario" lassù che si occupa dei funerali è gentilmente pregato di prendersi una ventina d'anni di vacanza e lasciare il posto al collega specializzato in matrimoni e battesimi.
Grazie.

domenica 10 maggio 2015

Viaggi

Negli ultimi anni ho sempre viaggiato molto, e questo ultimo periodo non è stato un'eccezione. C'è stata, è vero, una piccola differenza. Fino a pochi mesi fa viaggiavo quasi sempre in aereo, in treno, in pullman, sempre con un trolley a seguirmi passo passo come un cagnolino, sempre con lo zaino clandestino da mettere in valigia all'ultimo minuto tenendo il kindle in mano e il biglietto in bocca. Nel 2015 invece ho per lo più viaggiato fra le pagine, esplorando non solo posti nuovi, ma soprattutto idee, storie impossibili che piano pianino si sono fatte sempre più reali, fino a poterle toccare con mano, annusare, sentire mie.

Ho cacciato mammiferi marini sulle coste della Siberia, mi sono trasferita da una coltivazione ormai esaurita ad un nuovo terreno selvaggio da addomesticare con gli indigeni delle isole del Pacifico. Ho assaggiato il latte di cavalla nelle steppe dell'Asia Centrale, ho visto agricoltori baldanzosi iniziare una lunga marcia che dalla Cina li ha portati a conquistare un nuovo continente. Ho scavato in una grotta dietro casa di Lucia, e ho lanciato un razzo da una base petrolifera al largo del Kenya.

E forse fermandomi per pochi mesi sono cresciuta più che in tanti anni di vagabondaggio.

Ora è il caso che torni di nuovo a prendere un aereo, altrimenti se continuo a crescere a questo ritmo avrò problemi a passare dalla porta!

martedì 28 aprile 2015

Qui comincia l'avventura

Sono stata per la prima volta in Danimarca*.
Si trattava ancora di una ricognizione di tre giorni, ma da settembre sarà definitiva: mi trasferisco a Copenaghen.

Pronti... partenza... via!

E si, ho paura.
Ho paura del freddo, ho paura della lingua, ho paura di non trovare amici, ho paura della distanza da AmicoG, ho paura della distanza da casa, ho paura delle nuove abitudini e ho paura di fare fuori sistematicamente ogni stipendio al Lego store a pochi minuti dall'ufficio (a ognuno le proprie paure).

Però ho fatto la valigia e l'ho riempita di cose belle: la collana con il cavallino preistorico simbolo della fine del mio dottorato, il vestito messo per fare sfoggio del dimagrimento con AmicaLondinese, gli orecchini nerd regalo dei miei adorati amici e scelti da AmicoG, la collana della mia mamma, il porta-coccole di AmicoG, gli alter-lego, il ciondolo con il pezzo di mosaico romano trovato sulla spiaggia, la guida di Copenaghen uguale a quella usata a New York, le chiavi di Parigi (non si sa mai, possono sempre fare comodo), i biscotti per AmicoG (mi ero dimenticata che in Danimarca ci sono i Danish Butter Cookies!), il quadrettino degli appunti di Tiger (magari mi scambiano per autoctona), la borsa con le coccinelle regalo degli zii acquisiti, i pantaloni di una taglia più piccola perché ora mi entrano, la macchina fotografica per fare foto sceme ad AmicoG e me.

La soddisfazione di aprire la scatola e trovarci dentro
 i biscotti al posto di ago e filo non ha prezzo!

AmicoG non l'ho messo in valigia solo perché mi avrebbe raggiunto il giorno dopo per portarmi al negozio Lego, giusto per imparare bene la strada e farmi regali bellissimi.

Primo acquisto danese!

La valigia, compreso il computer, pesava quasi più di me, ma almeno alla fine non c'era più spazio per le paure stupide. Al ritorno però qualcuna è riuscita ad infilarsi fra un paio di calze e la pochette dei caricabatterie, si vede che avevo lasciato troppo posto.

Dovrò cercare di riempire bene la valigia anche per la partenza vera e propria, non ho intenzione di portarmi dietro altre paure.

Oppure mi porto il cucciolo AT-AT regalatomi da AmicoG per il mesiversario e le faccio schiacciare da lui, bisogna che impari fin da piccolo a lavorare al servizio del lato giusto della Forza, no?

Caffèèèèè.....


*uno stato europeo in più per Ticket to ride! Alex, Gipo e Goldie, per pareggiare i conti vi toccherà venirmi a trovare!

domenica 22 marzo 2015

Servono ripetizioni di fisica?

Southampton, esterno, notte.

Swoooooshhhhhhh..... Swooooooooooooshhhhhhh....

Indiana Michi: Ci voleva proprio il vento! Mi sto congelando!

Swooooshhh..... Swooooooooooossssshhhhhhhh.....

 AmicoG: Non preoccuparti, vieni vicino al muro!

Swooooooooooooshhhhhhh.... Swooooooooooooshhhhhhh....

IM: perché? il vento è parallelo al muro, mica fa da barriera!

AG: È fisica dei fluidi. Per la regola della no-slip condition, avvicinandoci al muro la velocità del vento diminuisce fino ad azzerarsi al contatto con il muro stesso.

(si avvicinano al muro)

SWOOOOOOOOOOSSSSHHHHHHHHHHHH...... SWOOOOOOOOOOOOOOSSSSSHHHHHHHH!!!

Indiana Michi e Amico G poco dopo essersi spostati vicino al muro (visibile in basso), 
dipinti dal grande pittore Marc Chagall. Fonte.

Secondo me il vento era stato rimandato in fisica dei fluidi. Impressione personale, eh....

domenica 8 marzo 2015

Indiana Michi e la zumba (ovvero "come assassinare la mia autostima")

Indiana Michi, nella sua ormai millenaria lotta contro il grasso superfluo (ah, dite che sono solo cinque mesi che sono a dieta? ma pensa...) ha deciso di affiancare alla dieta del Dott. Birkermeier anche un po' di sano sport. Si, masochismo puro, lo so.

Ho iniziato con la palestra. Mi sono iscritta e ci sono andata una volta a settimana.. ogni volta 2 ore e mezzo di allenamento... non mi facevano uscire prima, se no per quanto mi riguarda poteva andare bene anche mezz'ora.

Poi ho iniziato ad andare a ballare una sera a settimana. Anche lì tre ore di saltelli, piroette, e scivola-tacco-punta-saltino-scivola, che nella vita ci vuole coerenza.

Poi ieri ho deciso. La svolta. Vado a zumba.

È uno sport che un pochino conosco, dura solo un'ora, ci si diverte, c'è pure lo stretching dopo, Ary mi ha dato buca quindi sono libera, direi che si può fare.

L'insegnante molto gentilmente mi spiega che lei le mosse non le spiega prima, io devo fare quello che riesco (cioè attaccarmi al tram). Grazie, eh.

Ma tiro fuori le mie doti da ballerina nascoste (molto nascoste) e riesco a seguirla nella prima coreografia. Il fatto di essere affiancata da persone decisamente normali, con i loro difettucci, con qualche difficoltà nei passi, mi fa sentire bene accolta, e mi dà energia.
La seconda mi dà qualche problema ma intigno*.
La terza e la quarta lisce come l'olio, se non fosse che i muscoli iniziano a dare forfait.
Dalla quinta sono in un bagno di sudore, ma devo resistere.
Dalla sesta smetto di guardarmi allo specchio, dato che vedermi zampettare con la leggiadria di un panda in calo glicemico mi mette malumore.
Però vado avanti abbastanza bene, non sputo polmoni, non sento la necessità impellente di buttarmi per terra e piangere tutte le mie lacrime, riesco persino a muovere il bacino a tempo. Ogni tanto.
Arrivo alla fine distrutta ma vittoriosa. Non mi sono fermata nemmeno una volta, non ho male ai bronchi, sono persino riuscita a imparare tutti i passi.
Vado baldanzosa dall'insegnate e dico con entusiasmo: "Beh, temevo peggio, mi è riuscita abbastanza bene, no?".

"E ci credo... era la lezione per la terza età!"


Un'immagine della mia autostima dopo questa conversazione.
La mia autostima è quella con la cetra in mano.



*romano, vuol dire qualcosa come "vado avanti per caparbietà, non per altro"

giovedì 15 gennaio 2015

Le feste ai tempi di Facebook

La tecnologia, come tutti sanno, migliora la vita.

Indiana Michi con la vita migliorata dalla tecnologia.
La storia è qui.

Ad esempio, prendiamo le feste. Quanto è più facile organizzare una festa con le moderne tecnologie, rispetto agli antiquati mezzi di comunicazione dei decenni passati?

Indiana Michi, ormai trentenne, è perfettamente in grado di ricordare comme
Ai bui vecchi tempi si doveva innanzi tutto aspettare che il telefono di casa fosse libero. Si prendeva la nostra bella rubrica cartacea e si telefonava ai 35 invitati, facendo attenzione a non sbagliare numero. Se, fortunosamente, erano a casa, si pronunciavano le fatidiche parole:
"Ciao! Organizzo l'annuale festa di carnevale a casa mia il sabato 7 di Febbraio, vieni? Ognuno porta qualcosa."
La risposta in genere era compresa nel range "si/no/non lo so". Sulla base dell'opzione scelta dall'interlocutore si segnava manualmente (MANUALMENTE! oh, roba da non crederci) su un pezzo di carta il nome con un simbolo atto a codificarne la risposta. Di solito una sbarra sul nome stesso in caso di no, una spunta in caso di si, un circolo intorno in caso di forse. Ma gli archeologi non sono concordi su questo argomento.
Poi si ritrovava a dover chiamare a cadenza (nell'ordine) mensile, settimanale e giornaliera i "forse" che invariabilmente finivano con dargli buca il giorno stesso, oltretutto privando l'allegra compagnia degli agognati panzerotti fritti (a loro assegnati per il gioco dell'"Ognuno porta qualcosa") che rappresentavano l'apice gastronomico della serata.

Qualche anno dopo sono comparse le e-mail. Spettacolari! Permettevano di comunicare in tempo reale con milioni di persone! Ora, anche riducendo il numero degli interlocutori ai 35 invitati di cui sopra, che nel frattempo hanno deciso di adeguarsi ai tempi moderni attivando un account e-mail con un evocativo indirizzo assimilabile a farfallina84@hotmail.com o forzaroma_3678934@hotmail.com, la mail si è subito dimostrata un mezzo estremamente utile al disperato organizzatore di feste di Carnevale.
Il disperat... ehm... l'organizzatore mandava ai suoi 35 amici una mail che diceva più o meno una cosa del genere:
"Ciao! Organizzo l'annuale festa di carnevale a casa mia il sabato 7 di Febbraio, vieni? Ognuno porta qualcosa."
Mai stato così facile! L'invitato non deve che rispondere all'organizzatore dicendo "Si/No/Forse".
Se non che di solito l'invitato rispondeva (a tutti, e che non vuoi mettere pinco_pallo86@hotmail.com, cugino di terzo grado dell'organizzatore che è stato invitato per sbaglio al posto del caro amico Panco.Pillo85@hotmail.com) a conoscenza del fatto che tu quel giorno non puoi e vorresti cambiare a domenica 8? Così poi altri 32 invitati avvertono (sempre tutti) che loro no, non possono domenica 8, perchè sono in Molise dai genitori/hanno tre compleanni/il giorno dopo hanno un esame/varie ed eventuali. 18 di loro propongono venerdì 6. E così via.
Tre giorni prima della festa di solito l'organizzatore si ribella, manda una lettera minatoria a tutti mettendoli in ccn (resistendo malamente all'impulso di mandare in allegato un megavirus). Poi il giorno prima dell'evento, non avendo ovviamente ottenuto risposta, chiama a voce i 35, riesce a stabilire un numero molto approssimativo di persone presenti, e definisce chi porta cosa.
Ovviamente nel migliore dei casi c'è chi alle 9 e 45 di sera, quando tutti aspettano solo lui per avventarsi sul panbrioche, telefona dicendo che non può venire e gli dispiace tanto ma i panzerotti se li mangia tutti lui. Oppure nel peggiore dei casi non telefona. E l'organizzatore alle 10.15, appena prima di avere un attacco isterico, dà il famoso pan brioche in pasto alle belve fameliche in cui si sono trasformati gli invitati.

Ora, nella luminosa epoca di facebook è molto più semplice! Si crea un EVENTO Facebook e si invitano le 35 persone di cui sopra.
Gli invitati riceveranno una notifica ben visibile sulla loro bacheca Facebook, e non avranno che da cliccare su una delle tre opzioni: si, no, forse.
L'organizzatore della festa non avrà che da contare i si e organizzarsi di conseguenza. In caso di necessità sarà inoltre in grado di mandare un messaggio solo a chi ha confermato la propria presenza, senza infastidire chi ha detto che no, purtroppo quella sera è occupato.

Sembra un sogno, vero? E infatti la realtà è molto diversa. Prima di tutto non tutti gli amici sono presenti su Facebook, per cui il minimo che si possa fare è fare l'invito a voce, via mail, via Facebook e via whatsapp (che se no non è abbastanza moderno). E lasciamo perdere il gioco "ognuno porta qualcosa" che già è abbastanza complicato così.
Dei 33 invitati che hanno ricevuto la notifica su facebook, nel giro di due ore tre dicono di sì, due cliccano sul "forse" e un altro paio conferma che alla festa non può partecipare. A quel punto inizia una lunga fase di silenzio, in cui l'organizzatore si ritrova con 26 invitati che forse non hanno visto la notifica, forse l'hanno vista ma non sono sicuri (ma allora clicca sul "forse", no?), forse non gliene frega niente e non risponderanno mai.
Dopo un giro di telefonate, e nonostante il mese e mezzo di preavviso, si scopre che quasi tutti gli amici più stretti dell'organizzatore quel week end devono improrogabilmente partire per l'Alto Adige, Aix-en-Provence, Barcellona o la Turchia (maledetti voli low cost). E purtroppo molti altri avvertono che fino al giorno prima non sapranno se e come potranno venire alla festa. Perché certo, fare la spesa per 3 persone o per 32 è proprio la stessa cosa...
Nel frattempo chi ha deciso per il sì o per il no ne dà comunicazione a voce, via whatsapp, via mail, via chat di facebook, e immancabilmente NON cliccando sul relativo pulsante dell'evento facebook. Per cui l'organizzatore deve rimuovere a mano le persone che gli hanno detto di no, ricordare il numero di non confermati che ha detto di si, sommarlo al numero di chi si è confermato su facebook e di chi ha dato la conferma a voce. E deve continuare a contattare chi non ha dato notizie in nessun modo, o chi ha dato il 50% di possibilità per poterli inserire in una delle categorie sopra menzionate.

Quest'anno sarò draconiana. Chi non risponde entro il 1 febbraio o non entra oppure se entra non mangia. E per l'anno prossimo ho deciso, vado di piccioni viaggiatori.

Sempre se sopravvivo alla preparazione della festa....

sabato 3 gennaio 2015

A "proposito" del nuovo anno

Tutti gli anni all'inizio di gennaio faccio (sul blog o semplicemente nella mia testa) l'elenco dei buoni propositi, che di solito possono essere riassunti in:

- essere felice
- perdere 10 chili
- diventare più organizzata (ordinata sarebbe chiedere troppo)
- pubblicare 4-5 articoli
- scrivere di più sul blog
- incaponirsi e non abbandonare dopo un massimo di 10 giorni i buoni propositi.

E poi finisce che mi scade il contratto e cado nella disperazione più nera, nonostante lo sapessi dall'inizio.
E che dopo continue fluttuazioni di due chili in più (molto spesso) e in meno (molto di rado) per tutto l'anno, nel solo dicembre prendo 5 kg.
E che i chili sono le uniche cose che non riesco a perdere, mentre continuo ad essere una professionista nello smarrimento di carte di identità, biglietti aerei, sciarpe, cappelli, occhiali da sole, guanti, ombrelli, libri, orecchini e chi più ne ha più ne metta.
E che gli articoli non vengono finiti e rimangono lì nel cassetto (non solo per colpa mia, va detto).
E che il blog pullula di ragnatele e commenti di spam.
E che nemmeno nell'ultimo mese dell'anno riesco a finire il concorso di Zelda was a writer e a postare una foto per 30 giorni di seguito.

Allora, per evitare brutte figure, quest'anno ho deciso di "barare" e di cominciare a seguire i buoni propositi ad ottobre. Ed ecco cosa sono riuscita a fare:

Dopo la fine del contratto sono caduta nella disperazione più nera. Poi mi sono alzata e, ancora intontita dalla botta, ho deciso di cominciare a camminare. E sono riuscita a trovare una direzione da seguire.
il segreto è semplice: una volta superato il valore massimo di
stress sopportabile entro nella fase zen e sono felice.

Ho perso 9 chili e mezzo. Il mio dottore (non il dietologo) dice che devo perderne altri 10, però ormai sono allenata da tre mesi di dieta nelle grinfie di un medico intransigente e per niente comprensivo, non può andare peggio di così.

e dopo qualcosa come 15 anni riesco ad entrare in una taglia M!

Abbiamo mandato ad una rivista specializzata un articolo che aspettava da anni, e ho praticamente finito il lavoro tratto dal mio dottorato. E lo spedirò da sola, che tanto se devo aspettare l'aiuto degli altri sto fresca. E ne ho un altro in preparazione.

da grande farò la scienziata vera! siiiii!

Quindi direi che mi mancano solo gli ultimi due punti, e sul primo inizio a lavorarci da adesso.

Direi che come proposito per il 2015 mi piacerebbe fare tanti piccoli passi in tanti campi differenti, per potermi avvicinare sempre di più agli obbiettivi a lungo termine che ora mi sembrano tanto lontani da essere irraggiungibili.

E auguro a tutti voi un 2015 pieno di tanti piccoli passi, che rosicchino poco a poco la distanza che vi separa dai vostri sogni, fino al giorno in cui guardando avanti scoprirete di avercela fatta.