lunedì 28 ottobre 2013

Di crani e di rivoluzioni

N.B. Questo post è "gemellato" con quello di Letteredalucca :)

La scienza tendenzialmente tenta di rispondere a tre tipi di domande sul mondo: "che cos'è" e "come funziona" e "perché è così". A me piace molto cercare di rispondere alla terza domanda, la seconda mi incuriosisce, mentre la prima mi mette sempre in crisi, perché nell'ambito in cui avrei potuto lavorarci è veramente difficile. Nello specifico non ho mai avuto il coraggio di schierarmi quando si parla di classificazione (dare un nome di genere e di specie) sulla base dei resti fossili.

Per un biologo è facile capire se due gruppi di organismi fanno parte della stessa specie oppure no. Se vogliono proprio essere banali prendono un maschio da un gruppo, una femmina dall'altro e provano a convincerli a fare un figlio insieme. Se il figlio non è sterile allora possono dire che appartengono ala stessa specie. Se vogliono fare i precisini fanno un'analisi genetica. In ogni caso devono prendere in considerazione una serie di altri fattori (in natura i due gruppi si "riconoscerebbero"? Avrebbero voglia di fare un figlio insieme? ecc.), ma insomma, non è così complicato.

Per un paleontologo (o un paleoantropologo) il problema è molto più spinoso. Che si parli di conchigliette del Permiano (un'era geologica finita circa 250 milioni di anni fa) o di antenati dell'uomo il problema è più o meno il seguente. Trovo un pezzo di un fossile, tendenzialmente in pessimo stato di conservazione, in un determinato posto. Trovo poi un altro pezzo di un fossile che gli assomiglia, in un posto relativamente lontano, e che immagino sia più o meno della stessa età (con uno scarto che va dalle centinaia di migliaia ai milioni di anni). I due fossili magari hanno solo alcune parti in comune. Come li chiamo?
Ho detto che i due fossili si assomigliano, ma quanto? Non saranno mai completamente uguali, ovviamente, ma le differenze che vedo sono tali da dimostrarci che appartengono a due specie differenti o sono frutto della normale variabilità della specie? Ad esempio due giorni fa sono andata a pranzo con una mia nuova amica. Abbiamo la stessa età, io sono alta quasi un metro e 80, lei non lo so, ma molto molto meno di me. Io porto il 41 di piede, lei il 33. A livello di vestiti abbiamo 6-7 taglie di differenza minimo (lei porterà la 6 inglese, io minimo la 18, se mi va bene).
E non solo apparteniamo alla stessa specie, ma siamo nate a relativamente pochi chilometri l'una dall'altra.

Ora immaginiamo che fra un milione di anni venga trovato un mio femore in Islanda e il suo bacino in Grecia. Si potrebbe capire che le due ossa potrebbero essere connesse, che i due individui a cui appartenevano avevano la stessa età, ma la differenza di dimensione sarebbe tale che un paleoantropologo del futuro, se non potesse basarsi su altri ritrovamenti fossili, ci definirebbe come appartenenti a due specie differenti. Vaglielo a dire che non solo apparteniamo alla stessa specie, ma parliamo la stessa lingua e viviamo a pochi minuti di strada l'una dall'altra! Però se il futuro paleoantropologo trovasse le de ossa fianco a fianco, magari insieme a resti sparsi di altre 10 persone qualunque, sarebbe in grado di stimare meglio quanto varia l'altezza nella popolazione e penserebbe che io e la mia amica siamo probabilmente un po' agli estremi, ma apparteniamo comunque alla stessa specie.

Ora vediamo un problema specifico che si pone nell'evoluzione umana.

Sappiamo che tutti discendiamo da forme pre-umane vissute in Africa. L'uomo moderno (Homo sapiens), noi, per capirci, è nato in Africa intorno ai 200 000 anni fa, e ha poi colonizzato l'Europa e l'Asia, e molto più in là anche Oceania e America. Ma quando i primi Homo sapiens sono usciti dall'Africa hanno trovato ad attenderli altre forme umane diverse (ad esempio l'Uomo di Neandertal in Europa), discendenti da una prima migrazione avvenuta sempre dall'Africa intorno a 1 800 000 anni fa.

Allora torniamo ancora un po' indietro nel tempo e vediamo quale era la situazione nel Vecchio Continente intorno a quel periodo. In Asia sono stati ritrovati dei fossili che sono stati chiamati Homo erectus (sono state fra le prime forme fossili umani ritrovate e tutti si sono stupiti perché non camminavano come le scimmie o a 4 zampe, stavano in piedi!). In Africa c'erano forme simili ma un po' diverse, secondo alcuni chiamate Homo erectus, secondo altri Homo ergaster, più l'Homo rudolfensis. In Europa due siti diversi tracciano quelli che sembrano essere i primi passi fuori dall'Africa. Uno a Ovest, in Spagna, Atapuerca, dove gli scienziati dicono di aver riconosciuto la forma Homo antecessor, discendente dalle forme africane e antenato delle successive forme europee (fra cui l'Uomo di Neanderthal). L'altro sito invece è Dmanisi, vicino alla capitale della Georgia Tiblisi. A Dmanisi gli scienziati hanno riconosciuto la forma Homo dmaniticus. Ah, dimenticavo, c'è anche un pezzetto di cranio un pochino più recente trovato dalle nostre parti, a Ceprano, vicino Roma, che secondo alcuni studiosi potrebbe essere ancora un'altra specie (Homo cepranensis?)

Un bel pastrocchio, eh?

Uno dei problemi è che l'evoluzione dell'uomo è una cosa che ci tocca nel profondo. Ogni scienziato che lavora in questo campo segretamente spero di aver trovato il nosto antenato più importante. E invece non tutte le forme fossili sono nostri antenati, anzi, piuttosto il contrario. E dopo che si è studiato per anni e anni il proprio sito, il proprio fossile, è difficile essere obiettivi, si tende a soprastimare le differenze con gli altri fossili contemporanei e a dire che si tratta di una specie a sé, a cui dare il proprio nome.

Però finalmente è successo qualcosa che potrebbe cambiare le carte in tavola. Per la prima volta è stato studiato l'equivalente della sopra citata "aula universitaria" con tanti scheletri diversi. A Dmanisi hanno trovato cinque crani, che per il periodo è un numero molto alto. Ora, se è geograficamente possibile che un fossile trovato a Pechino, uno trovato in Kenya e uno trovato in Spagna appartengano a specie diverse, quando cinque individui vengono trovati nello stesso sito, di pochi metri quadrati, più o meno negli stessi strati (quindi vissuti più o meno in contemporanea) l'ipotesi più sensata è che si tratti della stessa specie. E gli studi appena pubblicati dicono che (in soldoni) i crani georgiani sono un "mischione" di caratteristiche presenti nelle varie specie trovate in giro per il mondo. In breve li scienziati propongono la seguente ipotesi: magari Africani e Asiatici sono agli estremi, ma, un po' come la mia amica e me, abbiamo modo di pensare che possano far parte tutti di una stessa specie.

Cosa cambia? Poco e tanto allo stesso tempo. Poco perché alla fine si tratta solo di nomi, e i nomi in questo caso non sono esattamente lo specchio della realtà dell'epoca. Non sapremo mai se le forme africane potevano fare figli fertili con le forme georgiane, e non è questa la domanda interessante. Il fatto è che la classificazione in questi ambiti (paleoantropologia, ma anche paleontologia) rispecchia gli occhi con cui noi interpretiamo quello che abbiamo trovato. E in questo senso è una rivoluzione.

In questo senso è un monito agli scienziati: siate più umili, non è che il vostro fossile sia meno importante se porta lo stesso nome di mille altri, e invece di creare nuovi nomi cercate di contribuire alla comprensione del fenomeno generale.

Io non sono in grado di dire quanto questo studio sia corretto (sicuramente la rivista su cui è pubblicato depone bene), e in ogni caso domani potrebbe venir trovato un nuovo fossile che rivoluziona di nuovo tutto, come dice giustamente Letteredalucca. Però l'idea proposta mi piace molto. Pensare a questa specie ominide che quasi due milioni di anni fa conquista il mondo, armata si e no di bifacciali, e nonostante le distanze geografiche non riesce (o non fa in tempo) a differenziarsi in specie separate nonostante qualche differenza fisica fra le varie regioni, mi ricorda tanto una storia già sentita...



P.S. mi permetto di fare un po' la polemica e linkare questo post che secondo me mette il dito nella piaga di un problema non da sottovalutare.

10 commenti:

  1. Risposte
    1. beh, non per niente ho studiato queste cose per un sacco di tempo! ;) il primo amore non si scorda mai <3

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  2. lo stereopippone (nelle zone già raggiunte da questo servizio)
    E ovviamente, anche il commento lo metto in stereofonia!

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    1. e bravo Gipo! :) mi piace il commento in stereofonia!

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  3. Gran pippone!
    Brave a tutte e due!

    ---Alex

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  4. Paleomichi... ciao, mi chiamo Paolo. Mi piace il tuo sito. Ti vorrei conoscere. Su facebook ti chiami Paleomichi?

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    1. ciao, benvenuto. Certo che sei diretto, eh? :P Su Facebook mi trovi come paleomichi, ho una pagina associata al blog (vedi link in alto nella colonna sinistra del blog). Però calmino, eh, che se no AmicoG mi si ingelosisce :P

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