giovedì 31 ottobre 2013

Indiana Michi, AmicoG e i neutrini

Ci sono tanti modi per gestire le relazioni a distanza. C'è chi si fa millemila ore di viaggio (fatto), chi chiama 18 volte al giorno (fatto), chi sfrutta la tecnologia (skype. whatsapp, viber, Imessage, hangout, icq, facebook eccetera; fatto), c'è chi tenta (invano) di trovare qualcuno disposto a costruire l'apparecchio per il teletrasporto (fatto), c'è chi abbraccia il computer (fatto), c'è chi abbraccia i peluches (fatto).

Però Indiana Michi e AmicoG non si fermano qui.

Indiana Michi e AmicoG per sentirsi vicini sfruttano non solo la tecnologia ma anche la fisica (portate pazienza, è un altro post scientifico-nerd, se non ve la sentite di continuare non mi offendo).

Quando sono vicini amano scambiarsi fotoni. Apparentemente gli esseri umani emettono fotoni nella radiazione dell'infrarosso, sotto forma di calore in pratica, ma possono essere percepiti solo stando vicini.

 da qui


E se stanno lontani? Se stanno lontani ripiegano sui neutrini.
I neutrini (foto sotto) sono particelle subatomiche molto simpatiche, (nonché evidentemente romaniste) che viaggiano alla velocità della luce e attraversano la materia senza essere deviati da essa (il tunnel della Gelmini docet).


sempre da qui

E quindi praticamente se un neutrino attraversa una persona a caso (mettiamo per esempio Indiana Michi), poi può passare indisturbato attraverso qualsiasi cosa, compresa la crosta terrestre, e attraversare poi un'altra persona (mettiamo per esempio AmicoG).

Ma quali sono le probabilità che ciò accada? Ma che domande!!! Ovviamente AmicoG ha fatto il calcolo! Considerando posizione geografica di entrambi, rispettiva superficie corporea e un altro po' di cose (con un po' di approssimazione) ci scambiamo poco più di un neutrino al minuto (anche se siamo consapevoli che dobbiamo migliorare i calcoli, ci sono troppi fattori che non abbiamo preso in considerazione, non va mica bene!)

Ma non basta! Per rendere il tutto ancora più romantico AmicoG ha anche creato un programmino che mi dice quanti neutrini condivisi mancano al nostro prossimo incontro.


(copyright AmicoG. Prego notare il neutrino che decade in un cuoricino)

Al momento sono circa 8566.

Non vedo l'ora che arrivino a 0, che la percentuale di neutrini condivisi sul totale si massimizzi, e che sia finalmente possibile scambiarsi fotoni :)

martedì 29 ottobre 2013

Belli i complimenti (parte quarta)

Si discuteva di questa immagine

dalla pagina fb di George Takei


e di questo post.

Indiana Michi: AmicoG, secondo te sono più Spock, Data o Sheldon?

AmicoG: Sheldon decisamente. Data vuole diventare umano, Spock è metà umano. Tu sei solo logica.

Indiana Michi: ok, mi ripasso le tre leggi della robotica e vado a farmi dare la patente da androide. Comunque grazie, eh!

da wiki

P.S.: ovviamente confrontato con questo post, AmicoG ha detto di averlo affermato solo per darmi nuove idee per il blog.

lunedì 28 ottobre 2013

Di crani e di rivoluzioni

N.B. Questo post è "gemellato" con quello di Letteredalucca :)

La scienza tendenzialmente tenta di rispondere a tre tipi di domande sul mondo: "che cos'è" e "come funziona" e "perché è così". A me piace molto cercare di rispondere alla terza domanda, la seconda mi incuriosisce, mentre la prima mi mette sempre in crisi, perché nell'ambito in cui avrei potuto lavorarci è veramente difficile. Nello specifico non ho mai avuto il coraggio di schierarmi quando si parla di classificazione (dare un nome di genere e di specie) sulla base dei resti fossili.

Per un biologo è facile capire se due gruppi di organismi fanno parte della stessa specie oppure no. Se vogliono proprio essere banali prendono un maschio da un gruppo, una femmina dall'altro e provano a convincerli a fare un figlio insieme. Se il figlio non è sterile allora possono dire che appartengono ala stessa specie. Se vogliono fare i precisini fanno un'analisi genetica. In ogni caso devono prendere in considerazione una serie di altri fattori (in natura i due gruppi si "riconoscerebbero"? Avrebbero voglia di fare un figlio insieme? ecc.), ma insomma, non è così complicato.

Per un paleontologo (o un paleoantropologo) il problema è molto più spinoso. Che si parli di conchigliette del Permiano (un'era geologica finita circa 250 milioni di anni fa) o di antenati dell'uomo il problema è più o meno il seguente. Trovo un pezzo di un fossile, tendenzialmente in pessimo stato di conservazione, in un determinato posto. Trovo poi un altro pezzo di un fossile che gli assomiglia, in un posto relativamente lontano, e che immagino sia più o meno della stessa età (con uno scarto che va dalle centinaia di migliaia ai milioni di anni). I due fossili magari hanno solo alcune parti in comune. Come li chiamo?
Ho detto che i due fossili si assomigliano, ma quanto? Non saranno mai completamente uguali, ovviamente, ma le differenze che vedo sono tali da dimostrarci che appartengono a due specie differenti o sono frutto della normale variabilità della specie? Ad esempio due giorni fa sono andata a pranzo con una mia nuova amica. Abbiamo la stessa età, io sono alta quasi un metro e 80, lei non lo so, ma molto molto meno di me. Io porto il 41 di piede, lei il 33. A livello di vestiti abbiamo 6-7 taglie di differenza minimo (lei porterà la 6 inglese, io minimo la 18, se mi va bene).
E non solo apparteniamo alla stessa specie, ma siamo nate a relativamente pochi chilometri l'una dall'altra.

Ora immaginiamo che fra un milione di anni venga trovato un mio femore in Islanda e il suo bacino in Grecia. Si potrebbe capire che le due ossa potrebbero essere connesse, che i due individui a cui appartenevano avevano la stessa età, ma la differenza di dimensione sarebbe tale che un paleoantropologo del futuro, se non potesse basarsi su altri ritrovamenti fossili, ci definirebbe come appartenenti a due specie differenti. Vaglielo a dire che non solo apparteniamo alla stessa specie, ma parliamo la stessa lingua e viviamo a pochi minuti di strada l'una dall'altra! Però se il futuro paleoantropologo trovasse le de ossa fianco a fianco, magari insieme a resti sparsi di altre 10 persone qualunque, sarebbe in grado di stimare meglio quanto varia l'altezza nella popolazione e penserebbe che io e la mia amica siamo probabilmente un po' agli estremi, ma apparteniamo comunque alla stessa specie.

Ora vediamo un problema specifico che si pone nell'evoluzione umana.

Sappiamo che tutti discendiamo da forme pre-umane vissute in Africa. L'uomo moderno (Homo sapiens), noi, per capirci, è nato in Africa intorno ai 200 000 anni fa, e ha poi colonizzato l'Europa e l'Asia, e molto più in là anche Oceania e America. Ma quando i primi Homo sapiens sono usciti dall'Africa hanno trovato ad attenderli altre forme umane diverse (ad esempio l'Uomo di Neandertal in Europa), discendenti da una prima migrazione avvenuta sempre dall'Africa intorno a 1 800 000 anni fa.

Allora torniamo ancora un po' indietro nel tempo e vediamo quale era la situazione nel Vecchio Continente intorno a quel periodo. In Asia sono stati ritrovati dei fossili che sono stati chiamati Homo erectus (sono state fra le prime forme fossili umani ritrovate e tutti si sono stupiti perché non camminavano come le scimmie o a 4 zampe, stavano in piedi!). In Africa c'erano forme simili ma un po' diverse, secondo alcuni chiamate Homo erectus, secondo altri Homo ergaster, più l'Homo rudolfensis. In Europa due siti diversi tracciano quelli che sembrano essere i primi passi fuori dall'Africa. Uno a Ovest, in Spagna, Atapuerca, dove gli scienziati dicono di aver riconosciuto la forma Homo antecessor, discendente dalle forme africane e antenato delle successive forme europee (fra cui l'Uomo di Neanderthal). L'altro sito invece è Dmanisi, vicino alla capitale della Georgia Tiblisi. A Dmanisi gli scienziati hanno riconosciuto la forma Homo dmaniticus. Ah, dimenticavo, c'è anche un pezzetto di cranio un pochino più recente trovato dalle nostre parti, a Ceprano, vicino Roma, che secondo alcuni studiosi potrebbe essere ancora un'altra specie (Homo cepranensis?)

Un bel pastrocchio, eh?

Uno dei problemi è che l'evoluzione dell'uomo è una cosa che ci tocca nel profondo. Ogni scienziato che lavora in questo campo segretamente spero di aver trovato il nosto antenato più importante. E invece non tutte le forme fossili sono nostri antenati, anzi, piuttosto il contrario. E dopo che si è studiato per anni e anni il proprio sito, il proprio fossile, è difficile essere obiettivi, si tende a soprastimare le differenze con gli altri fossili contemporanei e a dire che si tratta di una specie a sé, a cui dare il proprio nome.

Però finalmente è successo qualcosa che potrebbe cambiare le carte in tavola. Per la prima volta è stato studiato l'equivalente della sopra citata "aula universitaria" con tanti scheletri diversi. A Dmanisi hanno trovato cinque crani, che per il periodo è un numero molto alto. Ora, se è geograficamente possibile che un fossile trovato a Pechino, uno trovato in Kenya e uno trovato in Spagna appartengano a specie diverse, quando cinque individui vengono trovati nello stesso sito, di pochi metri quadrati, più o meno negli stessi strati (quindi vissuti più o meno in contemporanea) l'ipotesi più sensata è che si tratti della stessa specie. E gli studi appena pubblicati dicono che (in soldoni) i crani georgiani sono un "mischione" di caratteristiche presenti nelle varie specie trovate in giro per il mondo. In breve li scienziati propongono la seguente ipotesi: magari Africani e Asiatici sono agli estremi, ma, un po' come la mia amica e me, abbiamo modo di pensare che possano far parte tutti di una stessa specie.

Cosa cambia? Poco e tanto allo stesso tempo. Poco perché alla fine si tratta solo di nomi, e i nomi in questo caso non sono esattamente lo specchio della realtà dell'epoca. Non sapremo mai se le forme africane potevano fare figli fertili con le forme georgiane, e non è questa la domanda interessante. Il fatto è che la classificazione in questi ambiti (paleoantropologia, ma anche paleontologia) rispecchia gli occhi con cui noi interpretiamo quello che abbiamo trovato. E in questo senso è una rivoluzione.

In questo senso è un monito agli scienziati: siate più umili, non è che il vostro fossile sia meno importante se porta lo stesso nome di mille altri, e invece di creare nuovi nomi cercate di contribuire alla comprensione del fenomeno generale.

Io non sono in grado di dire quanto questo studio sia corretto (sicuramente la rivista su cui è pubblicato depone bene), e in ogni caso domani potrebbe venir trovato un nuovo fossile che rivoluziona di nuovo tutto, come dice giustamente Letteredalucca. Però l'idea proposta mi piace molto. Pensare a questa specie ominide che quasi due milioni di anni fa conquista il mondo, armata si e no di bifacciali, e nonostante le distanze geografiche non riesce (o non fa in tempo) a differenziarsi in specie separate nonostante qualche differenza fisica fra le varie regioni, mi ricorda tanto una storia già sentita...



P.S. mi permetto di fare un po' la polemica e linkare questo post che secondo me mette il dito nella piaga di un problema non da sottovalutare.

venerdì 25 ottobre 2013

Mesiversari

Il concetto di mesiversario è molto controverso, e non tutti amano festeggiarlo. Indiana Michi e AmicoG lo festeggiano.
Ma ovviamente stiamo parlando di Indiana Michi e AmicoG, non di una coppia normale. Per cui lo festeggiano a modo loro.

I momenti topici nell'inizio della loro storia sono due, il primo è una sorta di "ma che ne dici se..." e il secondo è il "si dai proviamoci". Entrambi sono adatti per essere ricordati come inizio di tutto, il che dà due scuse al mese per festeggiare, farsi regalini idioti, fare insieme qualcosa di speciale oppure semplicemente organizzarsi per vedersi (non che queste cose non vengano fatte in tutto il resto del tempo, ma una scusa in più non fa mai male, no?)

Casualmente questi due momenti sono a un mese esatto di distanza l'uno dall'altro, per cui la data da festeggiare è sempre la stessa, il che, come dimostrato sopra, è una perdita notevole.

Se non che il discorso è un po' più complesso. Se infatti la data è costante, il numero di mesi da festeggiare no!

Facciamo un esempio pratico prendendo una data facile (ma non reale): 1 settembre e 1 ottobre.

Il 1 novembre avrebbero festeggiato 1 o 2 mesi a seconda della data di inizio presa in considerazione. Per cui (testuale) "1 mese e mezzo più o meno 15 giorni con un intervallo di confidenza del 100%".

Per cui discutendone oggi si sono resi conto che il mesiversario "intero" non dovrebbe essere al giorno effettivo, ma al giorno effettivo + 15 giorni.

Insomma nel caso dell'esempio sopra riportato il 15 ottobre sarebbe il "primo mesiversario più o meno 15 giorni con un intervallo di confidenza del 100%".

Il che ci riporta alle due date mensili da festeggiare.

Tutto è bene quel che finisce bene.

NOTA BENE: nessuna delle due parti in causa è stato torturata dall'altra durante lo sviluppo di questo modello matematico. Indiana Michi e AmicoG lo hanno ideato insieme in maniera del tutto spontanea senza che la cosa creasse problemi a nessuno dei due. Decisamente si sono trovati.

Corollario per i più coraggiosi: la cosa è più complicata di quanto sopra detto.

Purtroppo i mesi non sono tutti di 30 giorni, il che inserisce un fattore aggiuntivo da prendere in considerazione nel calcolo dei due mesiversari, quello "effettivo" (che si festeggia lo stesso giorno delle due date iniziali) e quello "intero" (in cui i numero di mesi festeggiati è appunto un numero intero).

Per il mesiversario effettivo va detto che la definizione sopra riportata ("X mesi e mezzo più o meno 15 giorni con un intervallo di confidenza del 100%") non tiene conto di questo fattore aggiuntivo. Infatti, se nei mesi di 28, 29 o 30 giorni il "più o meno 15 giorni" rappresenta un intervallo di confidenza del 100%, nel caso dei mesi di 31 giorni questo non è vero. Quindi o si cambia la definizione ogni mese sulla base della durata (inserendo a seconda del mese 14, 14,5, 15, 15,5), oppure si usa una delle due seguenti formule generali, utilizzabili durante tutto l'anno: "X mesi e mezzo più o meno 15,5 giorni con un intervallo di confidenza del 100%" oppure "X mesi e mezzo più o meno 15 giorni con un intervallo di confidenza minimo del 96,77%".

Inoltre...

Nel caso in cui il mese iniziale, quello intercorso fra le due date citate per capirci, sia di trenta giorni, il mesiversario intero è al giorno effettivo + 15 giorni. Nel caso in cui però il mese iniziale fosse di 31 giorni il mesiversario intero dovrebbe essere calcolato al giorno effettivo + 15,5 giorni.

La mezza giornata in più può essere calcolata o prendendo in considerazione 12 ore dall'orario dell'evento iniziale (e che non sai ora e minuto di un evento così importante?), oppure festeggiandolo al 15esimo o al 16esimo giorno a mesi alternati (meno preciso, ma più semplice).

Per fortuna Indiana Michi e AmicoG hanno scelto un mese di 30 giorni per le loro date iniziali, per cui questo ultimo problema non si pone e il loro mesiversario intero cade sempre al giorno effettivo +15  (sono furbi loro).

Un applauso per chi avesse avuto il fegato di arrivare fino qui.

P.S. dimenticavo. Auguri AmicoG!


Dedicato al mio Papolo che sicuramente non mi prende per matta leggendo questo post

martedì 15 ottobre 2013

La differenza

La differenza la fa IndianaMamma che mi capisce e mi coccola continuamente per telefono.

La differenza la fa Ary che mi regala la cioccolata "amorosa" sapendo che ne avrò tanto bisogno, se non ora presto.



La differenza la fa AmicaLondinese, che mi preleva e mi porta a fare la manicure per poi invitarmi a cena da lei e chiacchierare per metà della notte.



La differenza la fa UCAFfriend che mi fa conoscere i suoi amici splendidi, mi fa scoprire posti nuovi di Londra e mi porta in un pub dove noi iniziamo a ballare e la folla ci segue.



La differenza la fanno AmicaAnni50 e la sua dolce metà che mi mandano messaggi coccolosi e che trovano il modo di abbracciarmi anche solo per 5 minuti.

La differenza la fa AmicoLondinese che mi invita a far colazione inglese e/o a mangiare la pizza buona.

La differenza la fanno AmicoIngegnere che si preoccupa per me, AmicoPaleontologo che mi manda continuamente baci e abbracci su skype, Frogfriend che mi scrive ogni due giorni, AmicaLettrice che mi chiama, AmicoRitrovato e AmicaScoperta che come sempre compare nel momento in cui ho più bisogno di lei, Alex e CasiPaologici che ci sono.

La differenza la fanno AmicaStellare e AmicoLego che mi chiamano su Skype appena AmicoG arriva da loro e mantengono la videochiamata accesa per tutta la serata, riscaldandomi il cuore e regalandomi un abbraccio che non ha nulla di virtuale.

Ma soprattutto la differenza la fa AmicoG che non mi lascia sola un momento, e padroneggiando perfettamente ogni possibile mezzo di comunicazione (dalle chiamate tradizionali a iMessage, passando per i messaggi, le chiamate voip, whatsapp e skype) riesce nonostante la distanza a farmi sentire continuamente la sua presenza al mio fianco e mi strappa un sorriso anche nei momenti più duri.



Perché a volte la differenza fra una giornata normale e una giornata orribile è incredibilmente piccola. Grazie di cuore a chi fa la differenza, vi voglio bene.

martedì 8 ottobre 2013

Indiana Michi innamorata

Per risollevare il tono del blog forse è il caso di dare anche qualche notizia bella oltre a quelle brutte.

E insomma si, Indiana Michi è innamorata...

È iniziata come era cominciata per Harry e Sally...



...È continuata come Sheldon e Amy...



...Ha virato verso Leonard e Penny...



...È finita come Indiana Michi e AmicoG.



E si, è una cosa seria, come si evince dalla foto AmicoG è stato presentato allo zio Charles, ricevendo piena approvazione!

E insomma niente... sono felice...

lunedì 7 ottobre 2013

Ciao Thor

 Caro Thor,
sono passati gia' dieci giorni e ancora non ci credo. Tu lo dicevi sempre che quella che vedevamo non era che la tua forma mortale, ma non pensavo di dovermene accorgere cosi'.
Grazie di tutto, sai? Credo che tu sappia quanto ti devo, e ti prometto che faro' il possibile per essere sempre all'altezza di te e della tua stima, e di mantenere il ruolo di tua Valchiria che mi avevi assegnato.
Per quanto riguarda il futuro immediato so che il ruolo che mi hai lasciato e' quello di prendermi cura dei tuoi ragazzi. Faccio e faro' il possibile, ma non sono te e non sono nemmeno alla tua altezza. Come vorrei potermici avvicinare almeno un po'! E invece al posto della tua comprensione, della tua cultura (nerd e non), del tuo affetto,  della tua ironia, delle tue battute, della tua presenza rassicurante dovranno accontentarsi delle mie coccole. Cerca di darmi una mano, che da sola non penso di farcela.
A questo proposito, non lasciarci soli, eh? Mi raccomando! Continua a volerci bene e a guidarci, sotto forma di arcangelo sudamericano, di divinita' scandinava, di spirito guida Jedi o semplicemente di te stesso, come preferisci. Ma resta.
Ti voglio bene
Valky