mercoledì 16 gennaio 2013

Ginevra

Sono a Ginevra.
Per lavoro, ovviamente.

Ho fatto il solito errore, ho lasciato organizzare una mia collega. È francofona, ha vissuto a Ginevra, che mai potrà succedere?

Ha preso un simpatico bed and breakfast che costa il doppio dell'albergo in centro scelto dai miei amici italiani. "È a pochi minuti di cammino dal posto di lavoro". E praticamente sta in braccio alle caprette di Heidi. Della serie "supera la montagna della solitudine, attraversa il deserte della disperazione, gira a destra, e se non ti sei perso nel frattempo forse riesci ad andare a dormire". Tradotto in soldoni: mezz'ora di cammino.

Stamattina naturalmente mi sono alzata due ore prima della mia solita ora (ve lo ricordate che in Inghilterra c'è il fuso orario, vero?) e siamo uscite.
Naturalmente nevicava come ho visto nevicare poche volte in vita mia. Prendiamo l'autobus, visto che abbiamo il biglietto gratis? Noooo! Perché non ci sono bus diretti per il centro da in braccio alle caprette di Heidi! Camminaimo nella tormenta, con le scarpe dalla suola liscia, e rischiando una frattura scomposta del bacino ogni due passi. Arriviamo che io sembro Scrat nella scena finale di L'era glaciale.

Poi stasera che si fa?

CollegaFrancofona ha la cena con i prof, mica come noialtre sfigate. Mi lascia la chiave, poi mi chiama quando torna.

L'altra collega non sa come tornare a casa, la cartina ce l'ho solo io. Vuole andare con le sue amiche, poi mi chiama, ha il mio numero.

Io esco con i miei amici, andiamo a cena. Poi provo a tornare a casa, ha ripreso a nevicare, ho freddo, mal di pancia che l'ibuprofene non gli fa un baffo (niente di grave, roba che in tre giorni passa, come tutti i mesi), provo a chiamare la CollegaFrancese per dirle che l'altra non si è fatta sentire e non ho il suo numero, e provo a tornare a casa.

Io di solito non mi perdo. Beh, sono passata 4 volte di fronte al teatro (si, sempre lo stesso). Sembrava che Ginevra, la mia amatissima Ginevra, in cui ho fatto la foto che metto ovunque (sito professionale, cv, linkedin, quarta di copertina del libro di cui sono coautrice) si fosse trasformata nel dannatissimo labirinto di tre uomini in barca (o era tre uomini a zonzo?). Volevo piangere.

Mi chiama CollegaFrancese
"io sono qui".
"qui dove?"
"sotto casa, mi apri?"
"io sono per la quarta volta di fronte al teatro, non ho idea di quando arrivo, fai un po' tu".

Che voglio dire: chiamare quando era ancora a Ginevra no???? Nel frattempo scopro che l'altra, quella per cui mi preoccupavo che non trovasse casa, era al calduccio nel suo letto.

Alla fine riesco a trovare un bus che mi porta nei dintorni delle caprette di Heidi. Ma attenzione, il bed and breakfast non è in una strada normale, no, è in un viottolo che non è nemmeno segnato sulle mappe. Mi perdo dalla fermata del bus a casa, ci metto 40 minuti a fare 200 metri. Si perché di solito ho un buon senso dell'orientamento 8non per vantarmi, è vero) ma se vado nel pallone è la fine. E nel pallone ci ero già andata la seconda volta che ho visto il teatro, fate voi.

Mezzanotte, sotto la neve battente, non c'era un'anima, non so dove andare. Una tizia fa un incidente in motorino, zoppica ma assolutamente non vuole aiuto (oh, fatti suoi, io gliel'ho chiesto e richiesto). E finalmente trovo la strada di casa, le caprette sono tutte gioiose a salutarmi. Naturalmente le due colleghe nemmeno mi salutano, hanno troppo da fare a chiacchierare per i fatti loro.

Sono qui da 20 minuti e ho i brividi, il riscaldamento è spendo e sento il freddo fino alle ossa.

La prossima volta, visto che paga l'università, l'albergo me lo scelgo da sola.


P.S.: tranquilli, appena gli ormoni si calmano tornerò una persona normale dal lupo mannaro inferocito che sono al momento...

15 commenti:

  1. Bélé, la prossima volta chiami spiessli che a Ginevra ci ha abitato per 6 anni ;o)
    Spero che a parte queste disavventure la città ti sia piaciuta. Un po' snob, ma in generale a me non dispiace.

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    1. No cara, la prossima volta chiamo Spiessli per vederla e abbracciarla di persona, altro che per trovare l'albergo a Ginevra... Devo solo trovare il modo di svicolare da ste cose di lavoro che non ti lasciano il tempo nemmeno di respirare...
      Ginevra mi piace tantissimo, come tutta la Svizzera che ho visto. Mica è colpa della città se mi hanno mandato in braccio alle caprette, non trovi? ;)

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  2. Ma mandale a quel paese, le caprette!

    ---Alex

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  3. come ti capisco!!! io ho fatto l'errore di far organizzare ad un collega quando sono stata ad Edimburgo... ha prenotato un b&b a 40 minuti (di autobus!) dal centro, in una periferia allucinante in cui non mi sarei mai azzardata ad uscire al calar del sole... l'avrei ucciso! da allora quando devo viaggiare cerco io la sistemazione!

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    1. ricordo il post mi sa... brrrrrr! ti capisco!

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  4. Ma poi... le caprette ti hanno fatto "Ciao"?

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    1. le caprette si, le colleghe però no (forse devono essersi rese conto che se dicevano qualcosa rischiavo di farle fuori a mozzichi...)

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  5. Mi ricorda di quando la mia capa in Tedeschia mi ha spedito per una commissione in una parte della città a suo dire molto "pittoresca" (un eufemismo per dire "sperduta nella più completa campagna con un autobus ogni 2 ore"). La gente sembrava uscita da Fontamara di Silone. Ho pregato perchè non si mettessero a inseguirmi con i forconi urlando "morte al forestiero".

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    1. Complimenti per esserne uscito vivo! o.O

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  6. viaggio e albergo vanno prenotati da soli. nessuna eccezione ;)
    l'ultima volta che mi sono fidato ho fatto la traversata brindisi-patrasso su una carretta del mare che batteva bandiera panamense.. sembrava uscita dalle commedie italiane anni 70..

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  7. massima stima mia cara!!!un abbraccio, magari ti scaldi pure ahahahahhah

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  8. Pianta in asso le due simpatiche colleghe al loro b&b sperduto e trasferisciti subito nell'albergo in centro con gli amici!!!!!

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  9. Quoto il commento sopra, e che si paghino le francofone la differenza. Se hai dubbi, ricorda: loro lo farebbero senza scrupoli, ne sono certa!
    Wide

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