martedì 29 gennaio 2013

Sogno

Sto chiamando Gipo (che sta a Dresda, e dove se no?) ma il suo telefono non funziona.
Il fatto è che ha deciso di fare a cambio di scheda internazionale con Letteredalucca (che sta a Bruxelles, e dove se no?).

In questo modo ci ha guadagnato uno Yoda tutto nuovo con lo zainetto.



Sono molto invidiosa, lo volevo anche io lo Yoda tutto nuovo con lo zainetto.


P.S.: si, sto fuori come un balcone, abbiate pazienza.

lunedì 28 gennaio 2013

Epilogo

Ebbene no, il libro giallo non è stato trovato.

Indiana Mamma ha usato tutti i trucchetti psicologici che conosce per mettere sotto torchio la Signora Perfettini, e nemmeno il più lacrimoso ricatto morale mai messo in atto ha sortito effetto. La Signora Perfettini sembra uscirne pulita.

La stessa cosa non si può dire dell'UPS, la firma sembra falsa, ma non c'è modo di metterli sotto torchio.

E insomma... niente...

Ma... niente niente?

NO! L'azienda che ha rilegato il libro, saputo del contrattempo, ha deciso di rispedire il tutto!


a Jane (Pancrazia) Cole e all'azienda!

P.S. Jane ha un nuovo sito! Andate a trovarla!
P.P.S.: per chi fosse interessato paleomichi è su facebook!  

mercoledì 23 gennaio 2013

Il giallo del libro giallo*

C'era una volta una Nonna Sprint che compieva 90 anni il 21 di gennaio.

Indiana Michi sapeva che avrebbe dovuto festeggiare l'evento in modo adeguato. Decise che avrebbe regalato alla Nonna Sprint un libro scritto apposta per lei dalla scrittrice di libri su misura più brava del web: la mitica Jane Pancrazia Cole.

un bellissimo disegno di Jane tratto dalla sua pagina Facebook


Così con un congruo anticipo di due mesi le due donzelle iniziarono ad organizzarsi per realizzare il libro del secolo: Indiana Michi se ne stava in panciolle e ogni tanto mandava qualche informazione via mail, mentre la povera Jane Pancrazia sgobbava per ideare, scrivere, illustrare e rilegare un libro degno della grande occasione. Optarono per un libro giallo, adatto allo spirito, alla verve e al brio della meravigliosa Nonna Sprint.

Il libro era pronto. Jane Pancrazia lo accarezzò un'ultima volta, lo chiuse in un pacchettino, lo diede ad un corriere e lo mandò a Indiana Michi, in un posto sicuro dove non potesse venir perso.

E qui, miei cari, inizia la vera storia. Jane, lo sappiamo tutti noi amici di blog, è una professionista. Ma non pensavo che arrivasse ad architettare un giallo nel giallo, e lo riuscisse a realizzare con tale maestria.

Il pacchetto lasciò le mani della scrittrice il 15 di Gennaio. Il 17 di Gennaio il corriere avvisò che era stato consegnato al portiere del LuogoDiFiducia. La prova dell'avvenuto scambio era la firma di una signora Perfettini, effettivamente impiegata nella portineria del LuogoDiFiducia.

E da qui si perde ogni traccia del libro.

La signora Perfettini nega di averlo ricevuto.

Il registro dove vengono segnati tutti i pacchi arrivati nel LuogoDiFiducia non presenta alcuna voce associabile al libro.

Il registro del segretario del LuogoDiFiducia non registra il passaggio di nessun pacchetto associabile al libro.

Ebbene si, Jane ce l'ha fatta. Ha creato un giallo nel giallo, tanto avvincente da lasciare con il fiato sospeso. Il giallo del libro giallo.



Dove sarà mai il libro per la NonnaPreferita?

Sarà forse stato sottratto dal baldo corriere, che innamoratosi dei ricci voluttuosi della signorina Cole ha cercato uno stratagemma per conoscerla meglio e poterla rivedere?

Sarà stato rubato dalla Signora Perfettini, da sempre segretamente innamorata della scrittura per poterlo presentare come suo e vincere il Nobel per la Letteratura?

Sarà stato rubato da un ladro di opere d'arte che, travestito da Signora Perfettini ha preso il pacco per rivenderlo sul mercato nero e divenire finalmente miliardario?

Le investigatrici Indiana Michi e Jane Pancrazia sono tuttora alla ricerca della verità, stay tuned!

*si ringrazia Jane per il titolo... e tutto il resto! :)

Memento

Sto vedendo questo film, e mi ha fatto pensare molto. Nel film una donna quarantenne inizia a ricevere lettere scritte da lei stessa bambina, per ricordarle il mondo visto dai suoi occhi di bimba. E la sua vita cambia.



Ci sono cose che in alcuni momenti della vita sono così ovvie da essere parte di noi stessi. E poi, in modo quasi magico, spariscono, e si fa fatica anche solo a ricordare di averle provate. Ed è una perdita incredibile, come se una parte della nostra vita e delle nostre esperienze non esistessero più.

Ci sono cose che non si devono dimenticare. Ecco le mie, che mi siano di memento negli anni futuri, se mai dovrò dimenticarle.

Ricorda cosa si prova a non avere lavoro. Ricorda la sensazione di impotenza, la rabbia cieca, la delusione di ogni risposta negativa, la vergogna ad incontrare i propri occhi nello specchio, i soldi contati, l'incubo del domani. Ricorda l'indifferenza e il senso di superiorità di chi non sa riconoscere la propria fortuna, ricorda l'odio profondo che ti stringeva il cuore.

Ricorda la gioia della prima proposta di lavoro. Ricorda il peso che svanisce dalle spalle, gli occhi allo stesso tempo desiderosi e timorosi di guardare avanti, in alto, sempre più in alto al cielo azzurro. Ricorda il primo stipendio, che hai usato almeno in parte per far sorridere chi non ha mai smesso di sostenerti.

Ricorda l'amore. Ricorda il brivido di stringere fra le mani quelle della persona che ami, le farfalle nello stomaco di quando pronunci il suo nome, ricorda la serenità nel suo abbraccio.

Ricorda cosa significa perdere la persona che ami. Ricorda il dolore sordo, il senso di vuoto, l'arrancare dei giorni. E ricorda che passa.

Ricorda la famiglia. Ricorda il calore di essere tutti insieme, la tranquilla sicurezza di sapere che non sei sola. Ricorda le risate sceme, i gesti comuni, gli sguardi d'intesa. Ricorda cosa significa avere radici che affondano nel passato, ricorda la solidità dei ricordi di chi le cose le ha vissute, ricorda la presenza.

Ricorda l'assenza. Ricorda la forza di andare avanti senza una parte di te, ricorda come l'hai a fatica ricostruita almeno in parte senza però riuscire a colmare il vuoto che ha lasciato.

Ricorda la disperazione di quando non sai cosa fare e vedi che intorno a te tutto ciò che hai di più importante sta crollando inesorabilmente. Ricorda l'impotenza e la costernazione. Ricorda la luce alla fine del tunnel.

Ricorda la sensazione di essere straniera. Ricorda il terrore dell'ignoto, la bolla di incomprensibilità che non si riesce a scalfire. l'impossibilità di comunicare, ricorda le barriere insormontabili fra te e gli altri, ricorda lo sforzo per esprimere pensieri banali e riduttivi.

Ricorda la gratitudine per chi ha abbassato, anche di poco, quelle barriere e ti ha permesso di scoprire nuovi mondi.

Ricorda la solitudine. Ricorda la sensazione di chiudere la porta alle spalle e vedere solo un gran vuoto di fronte a sé. Ricorda lo sforzo di cucinare. Ricorda le serate a piangere, con il telefono muto e sul computer non un solo simbolino "on line". Ricorda la sensazione di vedere la propria vita scivolare fra le dita, mentre il mondo fuori vive, ama, parla, ride.

Ricorda il sollievo di avere amici che trasformano il simbolino da rosso a verde, e il sorriso che ti regalano ogni volta che pensano a te. Ricorda la gioia di accoglierli nella tua vita. Ricorda la primavera che ti regalano con la loro presenza, ricorda la magia con cui trasformano una opaca immagine in bianco e nero in uno splendido quadro pieno di colori

Ricorda l'incomprensione, l'incomunicabilità, la crudeltà di chi sfoggia il proprio potere. Ricorda la demolizione sistematica e continua della fiducia in sé, ricorda le offese velate, le trame alle spalle, l'indifferenza, gli sguardi di superiorità.

Ricorda il tempo e le fatiche necessarie a guarire quelle ferite. Ricorda l'esultanza di vedere tutto questo alle proprie spalle.

Ricorda la gioia di compiere bene un lavoro che si ama. Ricorda l'entusiasmo, lo slancio, il sorriso negli occhi, il lampo di un'idea nuova e già tanto amata. Ricorda la soddisfazione di avere il proprio posto in un mondo che ti capisce e ti apprezza.

Ricorda la sensazione di guardarsi allo specchio e stimarsi per ciò che si è.

Ricorda tutto questo per te, per poter indirizzare la tua vita nel modo migliore. Ma ricorda tutto questo anche per saper riconoscerne i sintomi in chi ti sta intorno, tendere loro una mano se necessario e non passare mai dalla parte sbagliata della barricata.

mercoledì 16 gennaio 2013

Ginevra

Sono a Ginevra.
Per lavoro, ovviamente.

Ho fatto il solito errore, ho lasciato organizzare una mia collega. È francofona, ha vissuto a Ginevra, che mai potrà succedere?

Ha preso un simpatico bed and breakfast che costa il doppio dell'albergo in centro scelto dai miei amici italiani. "È a pochi minuti di cammino dal posto di lavoro". E praticamente sta in braccio alle caprette di Heidi. Della serie "supera la montagna della solitudine, attraversa il deserte della disperazione, gira a destra, e se non ti sei perso nel frattempo forse riesci ad andare a dormire". Tradotto in soldoni: mezz'ora di cammino.

Stamattina naturalmente mi sono alzata due ore prima della mia solita ora (ve lo ricordate che in Inghilterra c'è il fuso orario, vero?) e siamo uscite.
Naturalmente nevicava come ho visto nevicare poche volte in vita mia. Prendiamo l'autobus, visto che abbiamo il biglietto gratis? Noooo! Perché non ci sono bus diretti per il centro da in braccio alle caprette di Heidi! Camminaimo nella tormenta, con le scarpe dalla suola liscia, e rischiando una frattura scomposta del bacino ogni due passi. Arriviamo che io sembro Scrat nella scena finale di L'era glaciale.

Poi stasera che si fa?

CollegaFrancofona ha la cena con i prof, mica come noialtre sfigate. Mi lascia la chiave, poi mi chiama quando torna.

L'altra collega non sa come tornare a casa, la cartina ce l'ho solo io. Vuole andare con le sue amiche, poi mi chiama, ha il mio numero.

Io esco con i miei amici, andiamo a cena. Poi provo a tornare a casa, ha ripreso a nevicare, ho freddo, mal di pancia che l'ibuprofene non gli fa un baffo (niente di grave, roba che in tre giorni passa, come tutti i mesi), provo a chiamare la CollegaFrancese per dirle che l'altra non si è fatta sentire e non ho il suo numero, e provo a tornare a casa.

Io di solito non mi perdo. Beh, sono passata 4 volte di fronte al teatro (si, sempre lo stesso). Sembrava che Ginevra, la mia amatissima Ginevra, in cui ho fatto la foto che metto ovunque (sito professionale, cv, linkedin, quarta di copertina del libro di cui sono coautrice) si fosse trasformata nel dannatissimo labirinto di tre uomini in barca (o era tre uomini a zonzo?). Volevo piangere.

Mi chiama CollegaFrancese
"io sono qui".
"qui dove?"
"sotto casa, mi apri?"
"io sono per la quarta volta di fronte al teatro, non ho idea di quando arrivo, fai un po' tu".

Che voglio dire: chiamare quando era ancora a Ginevra no???? Nel frattempo scopro che l'altra, quella per cui mi preoccupavo che non trovasse casa, era al calduccio nel suo letto.

Alla fine riesco a trovare un bus che mi porta nei dintorni delle caprette di Heidi. Ma attenzione, il bed and breakfast non è in una strada normale, no, è in un viottolo che non è nemmeno segnato sulle mappe. Mi perdo dalla fermata del bus a casa, ci metto 40 minuti a fare 200 metri. Si perché di solito ho un buon senso dell'orientamento 8non per vantarmi, è vero) ma se vado nel pallone è la fine. E nel pallone ci ero già andata la seconda volta che ho visto il teatro, fate voi.

Mezzanotte, sotto la neve battente, non c'era un'anima, non so dove andare. Una tizia fa un incidente in motorino, zoppica ma assolutamente non vuole aiuto (oh, fatti suoi, io gliel'ho chiesto e richiesto). E finalmente trovo la strada di casa, le caprette sono tutte gioiose a salutarmi. Naturalmente le due colleghe nemmeno mi salutano, hanno troppo da fare a chiacchierare per i fatti loro.

Sono qui da 20 minuti e ho i brividi, il riscaldamento è spendo e sento il freddo fino alle ossa.

La prossima volta, visto che paga l'università, l'albergo me lo scelgo da sola.


P.S.: tranquilli, appena gli ormoni si calmano tornerò una persona normale dal lupo mannaro inferocito che sono al momento...

venerdì 11 gennaio 2013

Premiato B&B Indiana Michi: AmicaLondinese e Fitzguglielma

Il premiato B&B Indiana Michi ha inaugurato il 2013 ospitando la spettacolare AmicaLondinese, di cui potete vedere l'alterLego nella seguente foto


Amica Londinese e' spettacolare. Intanto sa un sacco di cose sulla moda e su altre questioni femminili che per Indiana Michi sono l'equivalente dell'aramaico. Ad esempio e' l'unica persona che porta Indiana Michi a farsi la manicure (una volta l'anno se capita). Inoltre Amica Londinese fa un lavoro super yeah, di quelli che quando la gente le chiede che lavoro fa poi la guarda con enorme rispetto (non tipo me, che se dico il mio lavoro la gente mi guarda con incomprensione mista a ribrezzo). Se questo non bastasse AmicaLondinese ha un cervello che la meta' basterebbe per renderla superintelligente. Per non parlare del fatto che sa fare millemila sport in modo fantastico.

Ed e' talmente simpatica che non si riesce nemmeno ad invidarla, le si puo' solo voler bene!!!!

E insomma AmicaLondinese e' rimasta da Indiana Michi qualche giorno per problemi di agibilita' di casa sua (si, "Londinese" perche'  vive a Londra, ma ci conosciamo da molto prima che ci venisse a vivere).

AmicaLondinese e' anche segretamente nerd, per cui la prima notte  che e' rimasta a dormire da me, dopo aver disquisito del progetto ENCODE e delle ultime novita' sul Bosone di Higgs, abbiamo sviluppato un nuovo paradosso da fare invidia a Bertrand Russell.

Dovete sapere che ho un letto doppio, e a fianco a uno dei lati ho messo una libreria per suddividere un po' lo spazio, visto che sto in un monolocale. Sopra la suddetta libreria vivono Aldous (che in realta' per il momento non fa niente di interessante, tantomeno germogliare) e Fitzguglielma. Fitzguglielma e' una pianta grassa che deve il suo nome all'ormai celeberrimo orso Fitzguglielmo.

Ora ecco il paradosso.

Indiana Michi e AmicaLondinese dormono insieme nel letto doppio (piccolino a dir la verita'). Dato lo spazio ridotto, in qualsiasi momento della notte Indiana Michi potrebbe o non potrebbe dare un calcio alla libreria e provocare cosi' la caduta di Fitzguglielma sulla sua testa, senza che per questo Amica Londinese si svegli. Per cui durante la notte AmicaLondinese potrebbe dormire con Fitzguglielma o meno a seconda che ci sia stato il calcio di Indiana Michi oppure no. Per dirla in termini tecnici, finche' AmicaLondinese non si sveglia, "La funzione  dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il dormire o meno con Fitzguglielma non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso."

Il famoso paradosso del Cactus di Schroedinger.



Dedicato ad AmicaLondinese e a CasiPaologici

giovedì 10 gennaio 2013

Statistica

Prendiamo un campione casuale della popolazione di giovani romani.

Prendiamo 4 ragazzi fra i 27 e i 30 anni.

Non sono nemmeno lontanamente imparentati fra di loro, hanno in comune solo il fatto di essere persone in gamba, intelligenti, dal cuore grande. E di essere amici.

E ora passiamo ad analizzare la loro storia.

Parecchi anni fa la madre di uno di loro si ammalò di cancro al seno, o alla tiroide, non ricordo. Per fortuna dopo un'operazione e svariati mesi di terapia è stata dichiarata fuori pericolo.

La stessa cosa è successa qualche anno dopo alla madre della femmina del gruppo. Che un paio di anni fa ha poi perso il padre per un cancro ai polmoni.
Nel frattempo il padre del terzo ragazzo si è ammalato anche lui di tumore, ma dopo la terapia è stato anche lui dichiarato fuori pericolo.
Pochi mesi dopo questo evento, una sera escono tutti insieme. Una telefonata, una corsa a casa. Il padre dell'ultimo dei quattro ha avuto un infarto. È morto il giorno dopo.

Stanotte il padre del terzo ragazzo è morto anche lui. Non era per niente fuori pericolo, e i medici ci hanno messo forse troppo a rendersene conto.

Sugli 8 genitori di queste 4 persone fra i 27 e i 30 anni, 5 hanno avuto malattie gravi o tumori, e 3 ne sono morti.

E al momento non ho voglia di cercare un senso in questa cosa, di analizzarla, di trarne un insegnamento per il futuro o qualunque cosa sia possibile trarne.

Adesso mi viene solo da dire che NON È GIUSTO.

mercoledì 2 gennaio 2013

Caro 2012, caro 2013, cari lettori

Caro 2012,
ci sarebbe molto da dirti, ma per riassumere: GRAZIE.

ti ricordi il "desiderio segreto" dello scorso anno? Beh, l'hai centrato in pieno e realizzato nel modo migliore possibile.
Inoltre...
Grazie per i due nuovi lavori che ho trovato, in posti spettacolari.
Grazie per le persone splendide che ho conosciuto.
Grazie per le soddisfazioni lavorative (e non) che ho avuto.
Grazie per la nuova vita bellissima che mi sto pian piano costruendo.
Grazie per l'immagine che mi mostri tutti i giorni nello specchio, occhiaie, chiletti in più e capelli a parte  è all'altezza delle mie aspettative più rosee.

Ma soprattutto grazie per avermi circondato di persone spettacolari, che in parte sto ancora "scoprendo". Indiana Acca, Indiana Mamma, ZioPreferito, Nonna Sprint, CuginaInternazionale, ADBlues, AmicoIngegnere, AmicoStellare, BiondoDioDelTuono, AmicoPaleontologo, AmicaLettrice, AmicoHacker, Frogfriend, CasiPaologici, AmicoStorico, UCAFfriend, AmicaLondinese: siete semplicemente spettacolari, non so come farei senza di voi. Sono incredibilmente fortunata ad avervi nella mia vita.

Insomma, caro 2012, grazie ancora di tutto

Michela

P.S.: già che ci sei la metti una buona parola per me con il tuo successore?

Caro 2013,
Guarda, se poco poco riesci ad assomigliare al tuo predecessore a me va benissimo, ok?
Comunque questa è la mia lista di desideri, vedi tu che fare:
Non è che puoi aiutarmi a risolvere i problemini sopra riportati  (capelli e chiletti di troppo, per le occhiaie ci ho rinunciato)?
Se potessi mantenere tutto quello che al momento stai promettendo sarebbe grandioso.
E poi senti, sdetto fra noi, una cosa che non sta funzionando proprio alla grande ci sarebbe, non è che mi aiuteresti a risolverla? Magari in modo non troppo complicato o spiacevole, se non chiedo troppo?
In cambio sono disposta a rinunciare
Insomma, vedi tu, io ho fiducia! Benvenuto e buon lavoro!

Michela



Cari lettori e amici,
Auguro a tutti voi un 2013 pieno di serenità, di amore, di coccole, di risate, di amici, di soldi quanto basta, di tutto quello che più vi piace!