domenica 15 luglio 2012

I charity shop e nonno

Qui a Cambridge ci sono un sacco di charity shop. I charity shop sono una cosa bellissima che in Italia secondo me non esiste (o se esiste sono nascosti molto bene visto che a Roma li abbiamo cercati per mesi). In pratica si tratta di negozi dove la gente porta aggratisse quello di cui non ha più bisogno, loro lo vendono e dopo aver tolto le spese di mantenimento mandano il ricavato ad una causa specifica (la lotta contro il cancro, Amnesty International, l'Esercito della Salvezza, ogni negozio ha la sua).

Visto che gli oggetti vengono regalati, e i commessi sono volontari, i prezzi sono incredibilmente bassi: 50 centesimi per un libro, 30 centesimi per una tazza, 2 pounds per un dvd, 10-20 pounds per un mobile, cose così. Poi certo, le cose più preziose costano un pochino di più, ma niente di spaventoso.

Ogni volta che vado in un charity shop ci perdo mezza mattinata, poi magari spendo un pound e mezzo e torno a casa con un bel paio di orecchini e una tazza buffa, o un mazzo di carte da gioco con le illusioni ottiche, o un paio di DVD che cercavo da un po'.

Poi di fronte casa mia c'è un negozio che adoro. per fortuna durante la settimana chiude presto il pomeriggio, quindi ci posso andare solo il sabato, se sono qui (cioè mai).

È un robivecchi, e vende delle cose spettacolari per prezzi assolutamente abbordabili. Hanno cappellini anni '10, telefoni antichi, libri, porcellane bellissime, vestiti di tutti i tipi e di tutte le epoche, bombette, gioielli anni '20, cappelli da marinaio, dischi di vinile, cravatte regimental, cappelli a cilindro, abiti da sposa, mobili e mobiletti, riviste di moda della prima metà del 900, quadri, e molto molto altro. Il tutto in tre piccole stanze così piene di oggetti da scoppiare quasi.

Ogni volta che entro e penso a nonno, e mi comprerei di tutto se poi potessi regalarglielo.

Nonno, come già detto, aveva una venerazione per l'Inghilterra e gli inglesi. Quando gli Alleati sono arrivati a liberare l'Italia nonno era giovane, aveva poco più di 20 anni. Più di 50 anni dopo nonno parlava ancora con gratitudine degli Americani, nonostante non approvasse tanti dei loro comportamenti,  ma soprattutto continuava ad essere innamorato degli inglesi. Vestiva quasi solo con stoffe inglesi, con tagli inglesi. E poi il modo di essere inglese gli si addiceva, visto che era un gentiluomo di natura, me lo ricordo ancora fare il baciamano alle amiche di nonna.

Il mondo che amava nonno ormai in Italia non lo trovo più, se non nei libri. Ma qui in Inghilterra mi basta entrare in un negozio di anticaglie ed eccomi tornata bambina fra le braccia di nonno, quando mi raccontava della forma dei cappelli da marinaio, di come si porta un cilindro, dei vestiti vaporosi e pieni di perline che indossava nonna alle feste, delle giacche con le code, della differenza fra lo smoking e il tight, e di tutte quelle cose bellissime che hanno popolato i racconti dei miei anni infantili.

E il cappello da marinaio me lo sono comprato, è un regalo per Ziopreferito che è un marinaio persino più bravo di nonno.


acquisti da robivecchi e charity shops...



4 commenti:

  1. Strano che la religiosissima Roma non ne abbia e la mia città, considerata roccaforte "rossa" invece ne abbia tantissimi....

    ---Alex

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari non li ho trovati io, non so. Anzi, se qualcuno ne conosce a Roma fatemi sapere gli indirizzi che un posto del genere fa sempre comodo...

      Elimina
  2. invidia! il robivecchi di goldieville cerca di spacciare roba anni '70 -.-

    RispondiElimina

I commenti sono moderati. Se ritenuti scortesi, maleducati o inappropriati non verranno pubblicati.