martedì 29 maggio 2012

L'importanza di essere paleontologi

Come scritto nel post precedente, il regalo dei miei meravigliosi amici nerd nasconde una storia.

Nella seconda pagina del libro, dopo la dedica degli amici nerd, ce n'è un'altra.

"A Michela, Piero Angela"

Potete immaginare la mia emozione quando l'ho letta...

La storia è questa: AmicoSpaziale Startrekkiano qualche tempo prima aveva incontrato il nostro eroe. Aveva portato il libro con sé per farglielo firmare, memore del compleanno imminente.

Piero Angela in quella occasione firmava i libri in modo abbastanza rapido, senza scrivere dediche. Se non che AmicoSpaziale Startrekkiano (che secondo me è un genio) si è avvicinato e gli ha chiesto
"Mi scusi, ma non potrebbe scrivere la dedica su questo libro? E' per una mia amica paleontologa!"

Sono stata l'unica a ricevere la dedica.

L'ho sempre detto io che la paleontologia è fondamentale nella vita!!!! ;)



Grazie AmicoSpaziale Startrekkiano, e grazie anche a Piero Angela per il gesto gentile!

Della festa e dei regali

Il silenzio degli ultimi giorni non è dovuto al post triste del 23 maggio, ma a qualcosa di molto più bello: sono tornata a casina per festeggiare il mio compleanno con tutti: Indy, famiglia al gran completo e Amici Nerd. Mancavano solo Alex, Angelo, Letteredalucca e Noachis, ma erano in altre faccende affaccendati.

Per prima cosa con Indy siamo andai al mare. Un giorno intero, fantastico. Abbiamo camminato sulla spiaggia, abbiamo raccolto conchiglie, ci siamo punti i piedi con le conchiglie, abbiamo bagnato i piedi (doloranti) nell'acqua (congelante), abbiamo visto i pescatori, abbiamo respirato tanto iodio, abbiamo HO donato tanto sangue alle zanzare e ci siamo presi un colpo di calore. Ma ne valeva la pena.

Poi c'è stata la festa nerd. Sono stata letteralmente ricoperta di regali. Indiana Acca mi ha fatto un regalo nerdissimo di cui parlerò a breve, Indiana Mamma mi ha regalato una sciarpa stupenderrima e un paio di scarpe troppo fashion (da ginnastica, ci tengo a precisarlo), Nonna Sprint mi ha preso un coloratissimo accessorio per il regalo di Indy e un bracciale a fiocco dello stesso colore, Zio Preferito mi ha regalato ben due libri, uno dei quali del mio autore preferito, e ne parlerò prestissimo sul blog libresco.

Inoltre, Paologico mi ha regalato una riproduzione di un bellissimo quadro di Kandinsky; che è fra i miei pittori preferiti, Frogfriend ha creato apposta per me una parure (collana e bracciale) piena di ammoniti coloratissime (no, non è kitsch, è semplicemente meravigliosa); AmicaLettrice e AmicoHacker mi hanno regalato qualcosa tipo 8 chili di cioccolato lindt, da perdere la testa. E gli AmiciNerd mi hanno regalato un sacco di cose: un buono per scaricare riviste di divulgazione scientifica, due segnalibri del GAK e un libro di Piero Angela. E visto che mi conoscono bene, hanno anche scritto la dedica sul libro (chiunque mi regali un libro è obbligato a scrivermi la dedica. Non c'è scampo, sappiatelo).
E per essere sicuri che non facessi storie di dediche me ne hanno messe due: la loro, bellissima, e un'altra.

Ma questa è un'altra storia, ve la racconto domani.

Evviva il mio compleanno, Indy, la mia splendida famiglia e i miei spettacolari amici nerd!!!!!!

no, il quadro non è questo, il mio è più bello...





mercoledì 23 maggio 2012

When I'm 64



Ogni volta che sento questa canzone penso a te, papolo, che i 64 li hai mancati per pochi giorni...
Tanti auguri, ti voglio bene

Attenzione, obbligo di catena...

Mariantonietta mi ha nominato per questa catena, che potevo fare, dirle di no? Giammai!

Ecco le risposte alle sue 11 domande

  1. Dove vorresti passare le prossime vacanze? in Grecia, in Messico o a New York. Probabilmente non sono le mete delle prossime vacanze ma prima o poi ci andrò sicuramente!
  2. Qual è la tua canzone preferita? They can't take that away from me,
  3. Qual è stato il sogno più strano che hai fatto? farei prima a dire il più normale... la raccolta di sogni strani è qui, voi quale preferite? :D
  4. C'è una cosa che proprio non riesci a mangiare? le olive. Mi ispirano da morire, mi fanno gola, ma non riesco a mangiarle perché da piccola mi ci sono quasi strozzata.
  5. Cosa non può assolutamente mancare nella tua valigia? un libro. Tutto il resto di solito me lo dimentico a rotazione (a parte le pantofole che me le dimentico sempre)
  6. Qual è il tuo cartone animato preferito? L'era glaciale, che domande!
  7. Vuoi che il tuo compleanno venga festeggiato o prefrisci farlo passare inosservato? festeggiato of course!!!! Ogni occasione è buona per una bella festa!
  8. Se vincessi al superenalotto qual è la prima cosa che compreresti? Un gioiello superbellissimo per la mia mamma
  9. La mostra o il museo più bello che hai visitato? Il museo Rodin a Parigi, il museo di preistoria di Blaubeuren (Germania, Giura Svevo), il museo di paleontologia di Parigi, il Palais de la Decouverte di Parigi.
  10. Qual è l'aspetto più bello dell'avere un blog? Conoscere tante persone simpatiche, ed avere una sorta di "diario" da sfogliare quando se ne ha voglia.
  11. ...e il più impegnativo? Dover riprendere a scrivere dopo un periodo di pausa. Finché sono costante non ho problemi, ma appena mi fermo mi pesa un sacco riprendere :)
Le 11 cose su di me
  1. Ho intenzione prima o poi di imparare a suonare il pianoforte
  2. Mi piace ricamare a punto croce, ai ferri invece non ci so lavorare
  3. Se non avessi fatto l'Indiana Michi probabilmente mi sarei iscritta ad ingegneria (con una spiccata preferenza per l'aerospaziale)
  4. La prossima lingua che vorrei imparare è il portoghese, e poi il greco, e poi (forse) lo spagnolo
  5. Quando cammino per strada mi capita spesso di cantare. A volte anche quando sono con altre persone, che i solito mi guardano prendendomi per scema. In realtà è una cosa che dimostra che sono felice e a mio agio
  6. Sono di una pigrizia spaventosa
  7. Se fossi uno scrittore vorrei essere Jerome K. Jerome o Achille Campanile. Eventualmente anche essere Jane Austen non mi dispiacerebbe
  8. Vorrei saper cantare bene
  9. Da grande voglio studiare i marsupilami*
  10. Adoro i vestiti anni '50, e mi stanno pure bene
  11. Soffro spesso di sinusite (non so più che scrivere, si era capito?)
Le 11 persone a cui passare la patata bollente (non odiatemi, dai)
  1. Alex
  2. Angelo
  3. Cronache Galattiche
  4. GAK
  5. Gipo
  6. Goldie
  7. Jane Pancrazia Cole
  8. Matteo
  9. Paologico
  10. Spiessli 
  11. Zia Atena
Queste le domande a cui rispondere. Si, sono nerd. Da me cosa potevate aspettarvi?
  1. In che libro ti trasferiresti a vivere? Nei panni di quale personaggio?
  2. Qual è il personaggio culturalmente rilevante (scienziato/artista/condottiero/eroe dei fumetti ecc) che ti rappresenta di più?
  3. Cosa avresti voluto fare da piccolo/a? E poi?
  4. Qual è l'accessorio tecnologico a cui non potresti mai rinunciare? 
  5. Qual è la cosa più nerd che tu abbia mai fatto?
  6. Se dovessi scrivere una canzone come ti piacerebbe intitolarla?
  7. Qual è la tua età mentale?
  8. Qual è una materia che proprio non fa per te o non riesci a capire?
  9. Con le opere di quali pittori, avendone la possibilità, ti tappezzeresti casa? (si Paologico, con te ne abbiamo parlato, ma io sono smemorata)
  10. Qual è il tuo numero preferito, e perché?
  11. Se ti dico Asimov tu cosa mi rispondi?
P.S. no, non dico le regole. Non vi spiego che le persone nominate dovrebbero rispondere (sul loro blog o in un commento) alle 11 domande, dire 11 cose su di loro, nominare altre 11 persone e 11 domande a cui queste ultime devono rispondere. Così non sapendo le regole non siete obbligati a farlo ;)

* perché sappiate di cosa sto parlando:

martedì 22 maggio 2012

La libertà di essere se stessi

Con il collega messicano si parla di politica, di elezioni in Messico e in Italia, di influenze precolombiane nell'attuale cultura messicana, di identità culturale.

Con la collega inglese si parla del ruolo della monarchia nel Regno Unito, dei pro e dei contro, dell'organizzazione dei college di Cambridge, del sistema di istruzione inglese.

Con il ragazzo dell'amica di AmicaLondinese si parla dei pregiudizi e dei preconcetti che si hanno quando si visita un paese straniero.

Finalmente posso parlare di qualsiasi cosa che mi passa per la testa senza vedere sguardi strani, sopracciglia alzate e smorfie di disapprovazione. E' una gran bella sensazione.

lunedì 21 maggio 2012

Cambridge non è in Germania parte seconda

Essendo arrivata qui da poco nessuno sapeva del mio compleanno. Poi il giorno della riunione settimanale ho deciso di portare una torta per accompagnare il tè che prendiamo tutti insieme dopo aver finito di discutere l'ordine del giorno.

All'ora di pranzo vedo che stranamente ci muoviamo tutti verso una direzione diversa da quella della mensa. Io con il mio polpettone e la mia mela in mano, gli altri senza portare il pranzo da casa, come di solito succede.

Attraversiamo il parco in una direzione che non conosco. Mi hanno detto di lasciare in ufficio il pranzo, oggi si va da un'altra parte.

Arrivati al pub la sorpresa: festeggiamo il mio compleanno! Hanno organizzato già il pranzo, ordinando anche per me uno spettacolare panino al salmone, e mi hanno preso una cartolina di auguri*. 



E insistono per offrire loro, scusandosi di non averlo saputo prima. 

(e io mi sono pure un po' commossa)

Sarà la deriva dei continenti, ma mi sembra che Cambridge si allontani sempre di più dalla Germania.

* in tre anni di Germania io ho sempre portato la torta per dividerla con i colleghi, ma loro non mi hanno nemmeno mai preso una cartolina di auguri, figuriamoci organizzare un pranzo a sorpresa...

domenica 20 maggio 2012

Indiana Michi e la tazza 2 - Le prove del misfatto

Visto che Matteo ha già pensato ad avvertire le autorità competenti (cattivo!) non posso più nascondermi. Ecco, come richiesto da Scix, le prove del misfatto.


Non siamo bellissime insieme??????

P.S. si, i colori sono sparati. L'ho fatto apposta, a me piacciono così.
P.S. per Alex: si, è un po' storta... ;)
P.P.S.: no non voglio parlare del terremoto visto che metà del mio mondo è proprio lì in questo momento.

sabato 19 maggio 2012

Indiana Michi e la tazza

Indiana Michi ama le tazze. Una persona poco perspicace potrebbe anche dire che le colleziona, visto che ne avrà una trentina minimo (tutte diverse naturalmente) ma non è così, semplicemente ogni volta che cambia casa/paese se le ricompra da capo. 3 o 4 per sicurezza. Con 8 traslochi 30 tazze sono il minimo sindacale...

Appena arrivata nel Superprestigiosissimo Centro di Ricerca ha visto una tazza bellissima. Non solo ha un logo stilizzato che ricorda il centro di ricerca, ma la forma è molto semplice e i colori sono particolarmente belli.

(no, non è questa, ma anche questa è bella)


Tutta contenta è andata al bar a prendere il caffè, convinta di poter comprare anche la tazza. Non solo le tazze non sono in vendita, ma tutte le tazze del bar sono di un'anonima ceramica bianca. Il logo è riservato agli eventi speciali.



Ma la nostra eroina non si è data per vinta: è andata nello shop del Superprestigiosissimo Centro di Ricerca. Hanno i grembiuli da cucina con le vignette scientifiche. Hanno dentifrici e spazzolini. Hanno le bottiglie dell'acqua con il loro logo (sono curiosa di sapere chi a parte mee comprerebbe una bottiglia per l'acqua con il logo. Io ne prenderò due, una per Indiana Mamma e una per Zio Preferito, ma non è che ci sopravvivano con i miei 10 pounds). Non hanno tazze.

Da non credere.

Oggi uscendo ha visto una tazza di quelle bellissime, reduce da un grande evento. Era tutta triste e sola, su un tavolo nascosto.

Non c'era nessuno in giro.

E lei era lì tutta cucciola che diceva "Lo vedi come sono bella? Eh? Lo vedi?"

E Indiana Michi ha iniziato così la sua carriera di ladra.



Con fare furtivo (Coinquilina Italiana le ha detto che aveva l'aria di nascondere 10 chili di cocaina al controllo doganale) l'ha messa nella borsa ed ora la tazza bellissima campeggia felice vicino ai libri.

Però per favore, non dite niente alla polizia.


lunedì 14 maggio 2012

Felice

Fine settimana compleannesco con Miacuggina che al momento vive qui in Inghilterra. Mi è venuta a trovare, e non sembrandole abbastanza il fatto di farmi compagnia per due giorni ha anche deciso di regalarmi una collana bellisssimissima arancione e rosa!

Abbiamo fatto migliaia di cose stupende. Abbiamo mangiato una crepe spettacolare all'angolo di una stradina caratteristica, abbiamo fatto un giro per il mercatino centrale ridendo delle tazze di William e Kate, ci siamo commosse alla Cambridge University press. Si, tutte e due, io per Darwin e lei per Shakespeare... buon sangue non mente. Ne siamo uscite io con lo shopper e il poster che mi piaceva tanto, lei con Romeo e Giulietta e la penna. Alla faccia della tazza di William e Kate.

Abbiamo passeggiato sul Cam facendo foto orribili visto il tempo ballerino, ma divertendoci come matte. Abbiamo visto le mucche (MUUUU) e le barche che facevano tanto tre uomini in barca. Abbiamo visto il mercatino dell'artigianato dove ho fatto spese folli, mi sono presa nell'ordine:
Un paio di orecchini in ceramica fatti a mano con la bandiera britannica (si, mi piace molto, ok???)
Una calamitina sempre in ceramica fatta a mano "I love Cambridge".
Una borsa con i mici.
Udite udite: una targa da appendere al muro, riproduzione di quella di Sedgwick street, la via dedicata al prof. di Darwin. La adoro!

Si, sono nerd. O scema, fate vobis.

Abbiamo cenato con una pizza di Pizza Hut che potevamo anche fare a meno, ma tanto siamo collassate sul letto alle 9 come pere cotte.

Il giorno dopo giro dei College, tutti chiusi per gli esami. Passeggiata sull'altro lato del Cam, almeno vediamo le facciate (e le mucche, MUUUUUUUU!!!!). Foto all'entrata del Christ's College (c'è bisogno di dire che è quello frequentato da Darwin? No, vero?), del King's College, del Trinity (anche se non siamo riuscite a vedere l'albero di Newton). Saucisse sandwich mangiato al volo mentre passeggiavamo per il mercatino, splendida gaufre fragole e cioccolata sedute sulla fontana. Risate a non finire quando abbiamo fatto la ricarica del telefono, a vedere che ne sapevo più del commesso (questa devo raccontarvela per bene).

Dopo la partenza di Miacuggina sono collassata sul letto risvegliandomi alle 8 di sera.

Stamattina primo giorno di lavoro serio: amo i miei campioni, sono cuccioli, dolci, difficilissimi da studiare ma sanno dare le loro soddisfazioni. E chissà se l'archeologia non scapperà fuori anche qui....

E chiacchiere chiacchiere chiacchiere a pranzo, e AmicaFrancese che mi chiama così a tradimento sul bus, e AmicaGreca che si sposa.

E CoinquilinaItaliana che mi invita a cena e mi fa un regalo bellissimo per il mio compleanno (c'è da specificare che io a lei avevo regalato i giantmicrobes della malattia che studia? no, vero?).

E la bimba appena nata di AmicoRitrovato e AmicaScoperta.

Sono felice, ecco.

sabato 12 maggio 2012

29 primavere

Io non ho mai capito chi dice "primavere" al posto di "anni".  Mi sembra un vezzo sciocco, e tendenzialmente sbagliato. In teoria, essendo io nata nel 1984 si dovrebbe parlare delle mie 28 primavere. Ma essendo nata a maggio io in realtà di primavere ne ho viste 29, da quella del 1984 a quella del 2012, entrambe comprese.
Per fortuna le altre stagioni compensano. Pur avendo vissuto il numero giusto di autunni e di inverni, le due estati 2009 e 2010 valgono per una, perché credo di aver avuto non più di 20 giorni di tempo decente. in tutto. Quindi facendo la media delle 29 primavere con le 27 estati arriviamo al numero corretto. Ci si può stare.

Alphonse Mucha - Le stagioni

Dedicato a CasiPaologici

martedì 8 maggio 2012

Colpo di fulmine

Ieri era festa qui da noi (non ho ben capito il perchè, ma la vacanza non si discute, si sfrutta), e ho deciso di fare un giro in città, visto che non pioveva.

Ed effettivamente non ha iniziato a piovere appena raggiunto il centro. Per cui ho potuto fare un bel giro, per le viuzze piene di turisti ma comunque affascinanti, vicino alle università fra i ragazzi in toga, nelle librerie coloratissime e allegre.

Stavo camminando tranquillamente quando è successo l'irreparabile.


Uno sguardo solo ed è stata una folgorazione. Ho sperimentato il colpo di fulmine, quello che dura per il resto della vita, quello che ti fa innamorare talmente tanto che non riesci a capire come ha fatto a sopravvivere fino a quel momento.


Ero proprio qui. Di fronte a me il King's College. E a sinistra l'insegna è questa:



E mi sono perdutamente innamorata di Cambridge.

Sono entrata in libreria con il cuore che mi batteva all'impazzata. Ho girovagato fra gli scaffali con le lacrime agli occhi. Una volta uscita ho fatto il mio primo giro in centro e non sono riuscita a contenere l'emozione e la commozione.

Dalla mia prima visita a Londra non posso fare a meno di adorare l'Inghilterra (non conosco il resto della Gran Bretagna). Amo le sue banconote con Darwin, amo la multiculturalità, amo l'attenzione e l'amore per la cultura che si dimostra in ogni angolo, amo l'attenzione per la scienza.

E Cambridge è tutto ciò che amo dell'Inghilterra, elevato all'ennesima potenza. Cambridge è una libreria enorme piena di libri stupendi sulle tematiche più disparate, dove puoi entrare e chiedere un libro sul rapporto fra ecologia e cultura ceramica nelle antiche popolazioni delle Ande senza che chiamino la neuro. Cambridge è Darwin disegnato da Quentin Blake (mai letto Roald Dahl da piccoli? Io si). Cambridge è la toga tradizionale sopra gli shorts. Cambridge è il museo di arte, quello di archeologia, quello di geologia, quello di paleontologia, tutti vicini, e tutti enormi, in una città minuscola. Cambridge è la statua di Darwin da giovane all'interno del suo collegio, è Sedgwick street e la collezione del Beagle. Cambridge è tutto ciò che adoro concentrato in 40 chilometri quadrati.

E non credo possa esistere al mondo un posto più bello.

sabato 5 maggio 2012

Una giornata fruttuosa

Ieri sono andata a Londra, volevo vedere un po' di persone con cui dovrò lavorare a partire da ottobre. La scusa ufficiale era una conferenza, ma fra le altre cose avrei anche potuto vedere un po' di amiche che vivono lì,  e naturalmente fare un giro in centro.

Mi sveglio presto, mi lavo i capelli, vado alla stazione. Vado a comprare la rail card ma no, la fila che ho fatto non va bene, devo andare all'ufficio dietro l'angolo.
Dopo un'ora di fila riesco ad avere la railcard. Prendo il treno e arrivo a Londra all'una.

Chiamo la mia amica ma non risponde al telefono.

Il capo del progetto che dovrei incontrare ha altro da fare.

L'amministratore del progetto lavora in un palazzo che il venerdì è chiuso al pubblico perché non c'è il portiere, e io non ho il suo numero.

L'altro referente del progetto è in Norvegia.

Mi avvio a fare un giro in centro e inizia a piovere.

Vado in libreria sperando di trovare qualche manuale nuovo spettacolare che mi spieghi un po' di cose, ma i manuali che vedo sono tutti pubblicati da parecchio.

Vado alla conferenza (molto interessante) sperando poi di poter fare un giretto, ma mi prende un mal di testa megagalattico.

Il primo treno che posso prendere è alle 7. Vado al pub con il pubblico della conferenza, faccio conoscenza con un po' di persone piacevolissime.

Alle 7 prendo il treno per tornare a casa e collasso sul letto.

La prossima giornata a Londra vedo di organizzarla io, non Murphy.

venerdì 4 maggio 2012

Sistemata

Ho il badge, con una bellissima foto in cui sorrido.

Ho il computer, anche se manca ancora lo schermo grande.

Ho internet, e funziona pure.

Ho la mia mail stupenderrima "indiana.michi@centrodiricercasuperprestigiosissimo.ac.uk" (c'è bisogno di dire che è un fake e non dovete mandarmi mail su questo indirizzo? ma si, diciamolo)

Ho il numero di telefono inglese, completo di opzioni internazionali superyeah per cui parlo con i numeri italiani pagando pochi centesimi, grazie O2.

Ho mangiato la colazione inglese.

Ho visto il sole (un giorno intero, mi viene da commuovermi solo al pensiero)

Ho visto il Cam (straripato) e i canottieri.

Mi sono sistemata. Ora... alla conquista del Cambridgeshire!!!

(che questi nomi con shire finale fanno tanto romanticismo austeniano.... ;) )

martedì 1 maggio 2012

Ciao papolo,

come stai?
Mi auguro che tu stia bene, perchè l'unica cosa che mi ha fatto accettare in qualche modo la tua morte è stata la consapevolezza che se ancora vivo oggi saresti stato male, e avremmo sofferto tutti quanti di più, tu per primo.
Io sto bene, dai. Certo, i primi mesi sono stati una catastrofe, fra i problemi in famiglia, la burocrazia da gestire, lo stipendio tedesco tagliato all'improvviso, non posso dire che io e mamma abbiamo avuto momenti sereni. Ma pian pianino le cose si stanno sistemando. Io sto lavorando a Cambridge, in un gruppo super importante, ti ricordi che te ne parlavo la prima volta che siamo andati a Londra e ho comprato il libro scritto dal mio attuale capo? Ancora meglio, da ottobre lavorerò a Londra, in quel gruppo che mi piace tanto. Insomma, mi ci è voluto un po' ma le cose cominciano ad ingranare.
Per il resto certo, non è tutto facilissimo. Mi manchi, sai? Pensa che nel mese successivo alla tua morte ero convinta di non riuscire a fare più le battute come le hai sempre fatte tu. Invece pare che io sia ancora capace, e mamma continua a non capirle quasi mai.
Il problema non è solo che mi mancano le tue coccole, il poterti chiamare quando ho voglia di sentirti, il fare le cose insieme. Il problema è che mi manca parlare con te e ascoltare tutte le cose belle che sapevi e che io non so. Mi manca vantarmi con te di essere riuscita per una volta a seguire il tuo consiglio su come usare le variabili quando programmo. Mi manca discutere dei neutrini e chiederti perché uscisse acqua dall'ala dell'aereo durante atterraggio e decollo. Mi manca il tuo trovare con il ragionamento la soluzione a quasi tutti i problemi pratici. Mi manca la tua organizzazione per cui in ogni posto che avevamo visitato avevi salvato tutti i posti visti sul GPS per ogni evenienza. Mi manca vedere film di guerra o di arti marziali insieme e sentirti raccontare il tuo punto di vista, svelando gli errori storici o le scene impossibili.

Però ho scoperto una cosa. Forse non posso parlare con te della gestione delle variabili quando si programma, ma quando mi è servito ho risolto il problema come avresti fatto tu. Sui neutrini non ne so niente, ma leggendo gli articoli capisco più o meno cosa dicono e riesco a farmi la mia opinione. Non so perché dall'ala dell'aereo uscisse l'acqua, ma in generale riesco a trovare risposte convincenti ai piccoli problemi di fisica che incontro. Sono riuscita a smontare solo "osservando, riflettendo e deducendo", come mi hai insegnato. E poi mamma mi prendeva un po' per scema mentre stavo ferma di fronte al marchingegno a "smontarlo col pensiero" proprio come faceva con te. Non so usare il tuo GPS per trovare i ristoranti che ci avevi inserito, ma ho ereditato il tuo naso per scoprirne di nuovi. E quando vedo "The Avengers" con i miei meravigliosi amici nerd non solo trovo gli errori in contemporanea con loro (che sono ingegneri e molto nerd), ma riesco anche a notare qualche piccolo particolare che loro non hanno visto.

Insomma Papolo, mi manchi. Ma per fortuna mi hai lasciato tanto, e quando mi guardo allo specchio mi manchi un pochino di meno.