martedì 24 aprile 2012

Provaci ancora Woody

Dopo essermi innamorata del film "Midnight in Paris", sono andata con trepidazione ieri a vedere "To Rome with Love". Delusione cocente.



Woody Allen nel caso di Parigi ha descritto il punto di vista sulla Ville Lumière di un gruppo di stranieri illustri (principalmente americani) del passato. E mi ci sono ritrovata in pieno, adorando quel periodo storico e avendo lo stesso punto di vista su Parigi.
Con Roma ha fatto qualcosa di simile, compiendo però un errore madornale. Se anche in questo caso il regista avesse messo il suo punto di vista negli occhi di un gruppo di stranieri probabilmente la cosa avrebbe funzionato. Invece Woody Allen in questo caso usa la sua visione per costruire un gruppo d italiani. E qui perde credibilità. Stereotipi a non finire, su una Roma a metà fra la Dolce Vita e i film di Sordi.
Il padre di famiglia che ha lavorato duro per far studiare il figlio, il giovane comunista con il paraocchi, la musica lirica, il vecchio attore, bavoso latin lover, la giovane coppia del nord, ingenua e bigotta (almeno in superficie), l'alta società ugualmente bigotta (salvo poi usufruire dei servizi della prostituta straniera), la moglie gelosa che gesticola e punta il coltello contro chi non è d'accordo con lei durante una cena, il vigile urbano...

Le storie in sé sono anche interessanti, ma quello che è certo è che non sono romane. Come può Woody Allen, che prende un grande attore toscano come Benigni presentandolo come l'archetipo del romano, aver capito qualcosa dell'Italia? L'interpretazione di Benigni è ottima, la storia che racconta è molto divertente, forse anche romana, ma Benigni sicuramente romano non è. Sono più credibili le storie in cui i protagonisti sono americani. Non parla molto di Roma, ma il mondo che descrive è accettabile e credibile.

In breve mi sembra che Woody Allen non abbia capito niente di noi, ma voglia far credere il contrario. Stasera mi riguardo "Midnight in Paris", va...

AGGIORNAMENTO
Ho letto questa recensione che dà una visione completamente diversa della cosa e l'ho trovata interessante. Anche se secondo me è un aspetto non facile da cogliere quando si vede il film.

14 commenti:

  1. Sai che sei la terza persona che me lo dice?
    A questo punto ci credo e lo depenno dalla lista dei film guardabili ;-)

    Un bacione

    ---Alex

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma guarda, onestamente non è inguardabile, è solo l'ambientazione che è del tutto errata. Gli episodi in sé non sono male, anzi. Solo che non c'entrano niente con Roma e l'Italia!

      Elimina
  2. In effetti qualche dubbio io lo avevo già dal promo.. quei colori ipersaturi facevano già "'o paese d'o sole"...

    mah, mi sa che Midnight in paris era una fortunata eccezione....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ehehe, i colori ipersaturi avevano fatto pensar male anche me :D

      Elimina
  3. Uff, io non riesco a convincere mio marito ad affittare Midnight in Paris... :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noooo!!! Devi vederlo, è stupendo! Una volta che sono in Italia ti inviterei pure a vederlo, però solo se capisci il francese (l'ho comprato a parigi :D)

      Elimina
  4. Anche io ho già sentito dire che è una delusione. Sembra proprio che gli italiani lo abbiano trovato pessimo.
    E la tua descrizione è decisamente convincente. Stavolta passo!

    RispondiElimina
  5. come dicevo ad Alex non è un film da non vedere, è anche carino (e comunque istruttivo). Ma da uno come Woody Allen mi aspettavo molto di più!

    RispondiElimina
  6. Secondo me Midnight in Paris era leggermente meglio, ma solo perché ha avuto l'idea di creare un'ambientazione dichiaratamente del passato. Cioè: della Parigi di oggi non saprebbe cosa dire, così come di Roma (per non parlare di Barcellona). E la Parigi del passato la vede come gli americani vedono Roma: se un ipotetico parigino dell'epoca potesse vedere il film, credo che reagirebbe come un romano di oggi.
    Ma soprattutto: perché uno come Woody Allen, giustamente riconosciuto da tutti come uno dei grandi (anche troppo!) si vende agli uffici del turismo delle grandi città (le quali fra l'altro certo non hanno bisogno di ulteriore pubblicità)?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo con te, e aggiungerei che in Midnight in Paris parla di americani o stranieri,e del loro punto di vista su Parigi. Un francese (dell'epoca o di oggi) può non essere d'accordo, ma almeno non deve scegliere se riconoscersi o no. L'errore che secondo me ha fatto qui è stato di inserirci degli italiani... Comunque ho anche letto questa interessante recensione, magari potrebbe anche aver ragione (se è così comunque io questo aspetto non l'ho colto vedendo il film).
      http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48515&film=To-Rome-with-Love

      Elimina
  7. Bah, io non ci ho trovato l'ossessione della morte, se non nelle trovate di umorismo macabro (spesso azzeccate, anche se facili) sugli impresari di pompe funebri.
    Insomma, non so chi sia questo Gironi ma secondo me è lui a non essere troppo sereno.
    Volendo andare nel merito, e lasciando perdere i giudizi sulle scelte legate alla città, il film mi è sembrato un inno all'adulterio in chiave giocosa: chissà se anche questo è legato agli stereotipi sull'Italia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non so,da quei pochi film di Allen che ho visto mi sembra che l'adulterio sia abbastanza presente nei suoi lavori, spesso visto in chiave ironica. Devo dire che a me l'episodio con Benigni è piaciuto molto sia per il tema sia per il modo di trattarlo.

      Elimina
  8. Sì, l'adulterio c'è spesso (anche se non spessissimo) nei film di Woody Allen (e potrei dire anche: nella storia della letteratura occidentale), ma in genere vissuto con sensi di colpa o con conseguenze negative. Qui invece lo fanno praticamente tutti, gioiosamente, con sensi di colpa pochi o nulli e con zero conseguenze. Anzi, da lì partono per ritrovare fiducia nella loro vita. Questo è l'unico filo rosso comune che ho notato nei vari episodi.

    RispondiElimina
  9. in quello del tenore mi sa che non c'è però...

    RispondiElimina

I commenti sono moderati. Se ritenuti scortesi, maleducati o inappropriati non verranno pubblicati.