mercoledì 25 aprile 2012

Il 25 aprile, Nonno, e la Union Jack

Nel post precedente ho detto che ieri ho comprato una bellissima sciarpa con la Union Jack, che spero mi sia di buon auspicio per la prossima avventura inglese.

Negli ultimi giorni sono passata spesso di fronte a negozi pieni di magliette, sciarpe, orecchini e chi più ne ha più ne metta con stampate le bandiere degli Stati Uniti e del Regno Unito. E ho pensato al mio nonno (il marito della nonna sprint), e ho avuto voglia di comprare la sciarpa ogni giorno di più.

Il mio nonno quando ero piccola mi cantava un sacco di canzoni, e oltre a "La Pansè" e a "Forse ti chiami Mimì" mi cantava anche "It's a long way to Tipperary" e "Yankee Doodle".

Il mio nonno fin da quando ero piccolissima mi ha insegnato che la bandiera inglese si chiama "Union Jack" e la bandiera americana "Stars and Stripes".

Il mio nonno portava sempre in tasca una sterlina, e quando ero piccola mi piaceva molto giocare con questa moneta così spessa e pesante, così diversa dalle nostre lire. E da quando sono andata a Londra la prima volta porto anche io sempre una sterlina nel portafoglio, anzi tre. Una moneta da una sterlina e una da due, quest'ultima con una bellissima elica di DNA nella parte centrale.

Perché per il mio nonno gli inglesi e gli americani erano i liberatori.

E per questo porto al collo una bandiera inglese e nel portafoglio una sterlina. Per ricordare chi ha liberato il mio nonno

13 commenti:

  1. ... e, di conseguenza, ha liberato anche te...

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    1. ...e mi piacciono anche le banconote inglesi con Darwin, una nazione con molto rispetto per la scienza (e per noi scienziati).
      Infatti non capisco com'e' che su altre cose sono cosi' indietro da tenere i seggi dei vescovi nella camera dei lord e la monarchia.

      Oggi i miei colleghi parlavano del fatto che hanno chiuso tutte le stradine del loro villaggio perche' la regina visitava Llandaff.

      Per un attimo li ho visti titubare quando ho proposto un bel movimento repubblicano.

      Poi hanno detto di no, hann affermato di essere tradizionalisti e mi hanno passato del te'.

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    2. Pen: esatto!

      Falloppio: pensa, delle banconote inglesi con Darwin ne ho parlato in uno dei primissimi post :)

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  2. E che bel post Michi...

    Vedrai che anche per te l'esperienza Inglese sarà liberatoria..
    Liberata dai tedeschi..ancora una volta..

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    1. Bello il tuo punto di vista, non ci avevo pensato!!!!

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    2. fidati, niente contro la Germania, ma il mio capo ha avuto degli atteggiamenti veramente scorretti nei miei confronti i questi ultimi mesi, e ci sono stata davvero male.

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    3. Mi fido, ma ogni paragone con il nazismo è improprio e offensivo. Poveri tedeschi, dai...!
      Fra l'altro mi sembra di capire che il merito di questa nuova esperienza inglese non sia principalmente degli inglesi... ;)

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    4. hai ragione, non mi sono spiegata: io intendo in questo caso il termine liberazione con il significato proprio del termine tipo "mi sono liberata di un problema". In questo senso gli inglesi accettandomi per lavorare con loro hanno migliorato molto la mia situazione lavorativa e non. Non intendevo certo fare un paragone con il nazismo...

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    5. Sì, sì, era chiaro...! :)
      È che l'espressione "liberata dai tedeschi" fa correre un brivido di ghiaccio lungo la schiena, proprio perché si parla di tedeschi.
      Apostrofare un eritreo con epiteti razzisti è grave, mentre dire "Sporco finlandese torna a casa tua" non è interpretato di solito come un insulto razzista.

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    6. Diciamo allora che trasferirmi dalla Germania all'Inghilterra è stata una liberazione... cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia, ma magari suona meglio ;)

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  3. Sono passato per caso e la profondità naturale e spontanea di questo post mi ha fatto commuovere.

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