venerdì 24 febbraio 2012

I mei due centesimi sugli ospedali romani

Leggo brutte notizie e critiche agli ospedali romani. Non sono stata al Policlinico, però l'anno scorso per la malattia di mio padre ho passato molti mesi al San Camillo, e ci tengo a raccontare come è andata.

Mio padre è stato ricoverato molte settimane nel reparto di pneumologia oncologica e ha ricevuto un'assistenza splendida.

Abbiamo trovato personale attento, competente e molto gentile e umano. Dopo una prima operazione e alcune settimane tranquille abbiamo dovuto portare papà in pronto soccorso durante la notte per un problema che onestamente non ricordo, ma che non era collegato all'operazione.

In corsia era il delirio. Senzatetto che dormivano sulle sedie, pazienti in attesa, familiari angosciati. In questa bolgia i medici e gli infermieri sono stati molto cortesi e hanno trattato i pazienti al meglio delle loro possibilità, a differenza ad esempio dei vigilantes che si sono comportati in maniera estremamente sgarbata.

Mio padre è tornato una terza volta in pronto soccorso, ed era codice rosso, una settimana prima di morire. Sempre in una situazione infernale ha subito ricevuto, anche se in una barella in corridoio, le cure necessarie, tanto che la situazione è migliorata quasi immediatamente. Appena trovato un posto letto è stato trasferito nel suo reparto, sotto la cura dei medici che lo seguivano ormai da mesi. Medici che, ci tengo a ripeterlo, si sono sempre comportati con lui e con noi nel modo migliore che potessimo sperare.

La mia esperienza del San Camillo è di una struttura ottima, costretta però a fronteggiare il problema della carenza di posti letto. Sono grata a tutto il personale per la professionalità, l'attenzione, la cortesia e la profonda umanità dimostrate.

E avendo visitato non poche cliniche private nei mesi seguenti, e avendo potuto fare il confronto, mi sento di dire che io, se dovesse succedermi qualcosa, mi affiderei alla struttura pubblica senza ombra di dubbio.

2 commenti:

  1. Ma non è giusto che gli operatori sanitari, che già fanno un lavoro difficile, debbano fare anche i salti mortali per offrire un'assistenza dignitosa.
    In più, il tutto dipende molto dalle persone, trovi il turno di quelle "nervose" e tutto cambia...

    ---Alex

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  2. Certo che non è giusto. E comunque almeno venga riconosciuto il lavoro infame che fanno, invece di dar loro addosso.

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