venerdì 13 gennaio 2012

Post decisamente impopolare, ovvero "crocifiggetemi pure, ma con garbo please"

Leggevo un post di un'amica di blog.

Si discuteva di studio e lavoro. Perché, diciamocelo, chi studia di più da una parte passa ore ed ore a cercare di imparare cose che non gli serviranno mai, poi quando ha finito non trova nemmeno lavoro. Ma vabbè, non è questo che mi interessava discutere.

Due persone fra i commenti parlano dell'(in)utilità del liceo classico e del latino allo scientifico.

È il discorso che sento fare da sempre, un sacco di gente che sceglie il classico o lo scientifico e poi si lamenta delle lingue morte. Io ho scelto il classico, e nonostante avessi il 4 fisso in greco e il 6= in latino, lo sceglierei ancora. Mi ha dato tanto, mi hanno dato tanto anche l'odiato greco e l'odiato latino.

INIZIO SFOGO - ATTENZIONE, MORDO!

Ora mi chiedo: ma se trovi il classico e lo scientifico troppo pieno di vecchiume e povero di roba interessante, ma che caspita lo hai scelto a fare? Ci sono diecimila scuole diverse, classici sperimentali in cui si fa inglese e spagnolo al posto di greco e latino (pure lì: chiamarlo direttamente linguistico no?), scientifici sperimentali in cui si fa più matematica e scienze al posto di latino, licei linguistici, artistici, sociopsicopedagogici, istituti tecnici di millemila tipi, scegline un'altra.

Mi direte "magari la scelta è obbligata da parte dei genitori". Possibilissimo, ma allora prendetevela con i genitori invece che con il classico e lo scientifico.

Cioè, prima scegli l'unica scuola con il greco e poi ti lamenti che ti tocca studiare greco? 

FINE SFOGO (ovvero: riformulo)

Il classico e lo scientifico sono scuole da fare solo se si è certi poi di fare l'università, e nemmeno tutte le facoltà, secondo me. Danno tanta cultura, ma niente pratica, ed è un fatto. E i ragazzi dovrebbero saperlo, perché se no finisce che sbattono la testa contro una realtà inattesa che fa loro male e chiude tante strade professionali.

E a loro volta i genitori dovrebbero capire che se un ragazzo vuole fare un qualsiasi istituto tecnico non è qualcosa da evitare o di cui vergognarsi, si tratta probabilmente di una persona che a 18-19 anni avrà, oltre a quella di continuare a studiare, anche la possibilità di trovare un lavoro che ama (o comunque nell'ambito che ha deciso), invece di essere obbligato a chiudersi in un'aula universitaria anche se non gli interessa, dove si trova solo per far contento il parentado.

Quando si parla di piccoli paesi la scelta è più limitata e naturalmente i compromessi sono spesso un obbligo (conosco un archeologo che avrebbe adorato il classico, ma per un problema di praticabilità ha dovuto fare il commerciale, perdendo in pratica 5 anni e mettendoci un sacco di tempo per rimettersi in paro).

Però in ogni caso credo che sia importante che i ragazzi capiscono che una scelta è comunque possibile, e influenzerà il loro futuro in modo importante. E con questa consapevolezza penso che "scegliere il meno peggio" o "quello che amano" consapevoli dei limiti della propria scelta sia comunque meglio di sentirsi obbligati a fare una cosa di cui non si capisce il senso. Cioè, deve essere chiaro che al momento dell'iscrizione ci si prende una responsabilità, e poi non è "colpa del classico che fa schifo" ma dello studente che prende la decisione o di chi lo ha spinto in una direzione sbagliata.

E comunque non sto dicendo che il classico sia perfetto, non lo è. Secondo me, ad esempio, l'inglese dovrebbe essere curriculare per 5 anni. Ma il classico non è nato per insegnare a lavorare, e non obbligatelo ad essere ciò che non è.

(Scusate, sono arrabbiata con il mondo in questo periodo. Mi rendo conto che il tono non è molto gentile, portate pazienza. E naturalmente chi non fosse d'accordo lasci un commento e se ne discute)

21 commenti:

  1. classico anch'io. e dopo anni in cui mi sono scagliata contro il liceo classico in se, oggi tu mi hai illuminata: semplicemente ho fatto la scelta sbagliata.

    solo che non è stata tutta colpa mia. sono cresciuta in un paese con pochissima possibilità di scelta: classico, commerciale, professionale per il commercio, istituto d'arte. nel paese vicino c'era lo scientifico. e io a 14 anni pensavo che le scuole superiori fossero finite qui, invece come sottolinei, ce ne sono tantissime. a saperlo!

    e ora odio aver fatto il classico, odio aver sprecato (per me sono state sprecate) tante ore della mia vita a studiare latino e greco, quando potevo fare inglese (previsto solo al ginnasio). quanto sarebbe stata più facile la mia vita dopo? quante volte mi sono sentita rifiutare un lavoro perché col mio liceo classico "non sai fare niente"?

    RispondiElimina
  2. intanto mi scuso per il tono, sono stata un po' troppo veemente.

    Guarda, io credo che ci sia un problema di fondo: il classico e lo scientifico sono scuole da fare solo se si è certi poi di fare l'università, e nemmeno tutte le facoltà, secondo me. Danno tanta cultura, ma niente pratica, ed è un fatto. E i ragazzi dovrebbero saperlo, perché se no finisce che sbattono la testa contro una realtà inattesa che fa loro male e chiude tante strade professionali.

    Quando si parla di piccoli paesi la scelta è più limitata (conosco un archeologo che avrebbe adorato il classico, ma per un problema simile al tuo ha dovuto fare il commerciale, perdendo in pratica 5 anni e mettendoci un sacco di tempo per rimettersi in paro).

    Però io credo che sia importante che i ragazzi capiscono che una scelta è comunque possibile, e influenzerà il loro futuro in modo importante. E con questa consapevolezza penso che "scegliere il meno peggio" (il classico nel tuo caso) consapevoli dei limiti della propria scelta sia comunque meglio di sentirsi obbligati a fare una cosa di cui non si capisce il senso. Cioè, deve essere chiaro che al momento dell'iscrizione ci si prende una responsabilità, e poi non è solo "colpa del classico che fa schifo" (sai in quanti me lo hanno detto?) ma anche dello studente che prende la decisione. Nel bene e nel male.

    RispondiElimina
  3. Guarda Michi io non credo nemmeno che esista la differenza che dici.
    Credo invece che alcuni programmi siano completamente sbagliati.
    Per esempio il fatto che (quando l'ho fatto io quindi più di venti anni fa) al tecnico industriale indirizzò chimica industriale non era previsto l'inglese e la matematica per tutti e cinque gli anni!
    Ma come, una scuola che in teoria dovrebbe preparati anche al lavoro "subito" ed un lavoro tecnico, non ti insegna inglese e matematica??? Ma nelle industrie e nei laboratori non si fa altro che fare conti e confrontarsi con fornitori, clienti e colleghi in Inglese!
    ---Alex

    RispondiElimina
  4. Scusa, ho cliccate per errore su pubblica...

    Dicevo, per finire che ovviamente chi sceglie una scuola sa benissimo cosa ci trova e quindi non si lamenti, please!

    ---Alex

    RispondiElimina
  5. Pensa che io ero già iscritta alla scuola d'infermieri, sono partita 1 mese e quando sono tornata mi sono ritrovata iscritta al liceo. Per fortuna al linguistico (che è quello che avrei scelto). Col senno di poi è stato meglio così, ma... avrebbe anche potuto rivelarsi un errore.
    Comunque sia ogni tanto a me spiace di non aver mai fatto latino, perché secondo me ti dà le basi per diverse cosucce interessanti.
    Forse i genitori scelgono per i figli perché credono che i loro pargoli non vedano un palmo più in là del loro naso, anche se a volte partono da quell'idea senza darsi la pena di ascoltarli.
    Mah. Comunque sia il tuo sfogo mi pare giustificatissimo.

    RispondiElimina
  6. Accidenti Michi.
    Anche io ho odiato il mio scientifico sperimentale (anche se per altre ragioni). In latino ero "geniale" nel senso che, durante il primo anno, dopo 5 mesi di sofferenze, studio leopardesco, pianti e crisi di panico, improvvisamente scattò una molla nella mia testa. Passai da non capire un'H a essere il più bravo della classe e non studiai più nulla di latino per tutti gli altri 4 anni e mezzo. Alla fine traducevo a orecchio. Ma credo che molta della logica appresa nella "decifrazione" latina mi sia servita parecchio anche dopo all'università. Anche più dell'inglese che ho cominciato a capire quando l'ho dovuto usare e non a scuola.
    Riguardo al problema, credo semplicemente che si scelga troppo presto e che la differenza tra qualità e quantità dell'insegnamento nella media e alle superiori (licei) sia troppa. Forse se ci fosse un biennio, alla stregua del college americano, in cui scegliere il proprio corso curriculare e scartare ciò che non ci piace o in cui non siano capaci, dopo averlo sperimentato ci permetterebbe di non ripiangere le scelte fatte: e scoraggerebbe i genitori a indirizzare un figlio/a verso una scuola con cui lui ha già visto di non avere feeling.

    ps scusate la lunghezza del commento.

    RispondiElimina
  7. Noooo...avevo scritto un commento lunghissimo ma evidentemente non son riuscita a pubblicarlo...

    Dicevo...io ho fatto lo scientifico..ma di scientifico non aveva nulla ero sempre lì a studiare storia e filosofia, col latino ero fortunata perchè andavo bene anche senza studiarlo..
    Però effettivamente finito il liceo me la son presa:
    a)col Liceo stesso perchè non è possibile avere nel piano di studi informatica e non farla mai (solo come esempio)
    b)con mia mamma che si era impuntata che non voleva mandarmi al Tecnico Industriale perchè dice che anche gli Ingegneri devono avere un minimo di cultura letteraria.

    E c'ha ragione.

    Solo che..quando la gente si pente delle proprie scelte...o magari non sono state neanche sue scelte..allora parla a caso..e tu fai bene ad incazzarti!

    RispondiElimina
  8. Io provengo dal Liceo Scientifico e devo dirti che non è stata un'esperienza che mi porta a sostenere la validità di questa scuola. Non mi sono trovato bene. Avevo professori non appassionati e questo ha reso il tutto pesante allo stremo. Però non ne farei un discorso generale, questo no.

    RispondiElimina
  9. Io sono stata "pilotata" (leggi obbligata) dai miei a fare il classico, nonostante fossi intenzionata a fare lo scientifico. Questo ha comportato che il mio primo approccio col liceo sia stato di odio totale e viscerale. Dopo un paio d'anni le cose sono un po' migliorate, e adesso sono quasi contenta di aver potuto imparare cose che le mie scelte di vita mi avrebbero precluso. Oggi faccio tutt'altro, ho dovuto faticare il triplo quando mi sono trovata a dover seguire la strada che vedevo giusta per me fin dall'inizio, ma la colpa non è certo del liceo..

    RispondiElimina
  10. Io ho fatto un linguistico sperimentale (cioè una formazione scientifica abbastanza solida, con matematica, fisica, chimica e biologia, più latino e 3 lingue straniere) e credo di aver fatto un'ottima scuola, la risceglierei altre 100000 volte, perché mi ha garantito una formazione culturale importante per la vita e l'università e allo stesso tempo, con 3 lingue straniere, mi ha permesso anche di lavoricchiare in parallelo. Mia sorella ha fatto il classico: al liceo è caduta su una psicopatica di latino e greco, che oltre ad averle rovinato la vita sottoponendola a torture inutili e dannose (imparare a memoria centinaia di versi in greco e vessazioni personali piuttosto pesanti), le ha fatto venire lo schifo delle materie umanistiche (cosa che l'ha spinta a iscriversi a scienze motorie dopo e a perdere un anno, perché poi è rinsavita). Inoltre, mette a stento due parole in croce in inglese. Io credo che il classico dia una forma mentis come nessun'altra scuola, ma che certe pratiche andrebbero abbandonate e i programmi un po' aggiornati (vedi l'inglese quinquennale come proponi tu stessa).

    RispondiElimina
  11. Cara Michi, sono d'accordo con te sul fatto che sono i ragazzi che devono scegliere il proprio futuro, e non i loro genitori. Adesso, dopo la riforma Gelmini, tutti i licei sono cambiati, puoi trovare i loro piani di studio qui: http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=lettura_paginata&id_m=7782&id_cnt=10497

    RispondiElimina
  12. Quanti bei commenti! :)

    Alex: sei persino meno politically correct di me, da non credere! :P

    Spiessli: grazie per il sostegno. Io credo che se i genitori non si fidano dei figli fino a questo punto dovrebbero davvero porsi domande serie sul loro ruolo come educatori. Anche se è sempre facile parlare quando non si hanno figli...

    Alessandro: mai scusarsi della lunghezza del commento! Trovo interessante la tua idea. Pensa che in Germania i ragazzi sono chiamati a decidere della propria vita (accesso al "liceo" o alle scuole tecniche) ad 11 anni, e la decisione viene presa sulla base principalmente della media dei voti. Ecco, questo mi sembra davvero assurdo.

    Zia Atena: grazie del sostegno! e comunque non ci sono dubbi, il piano di studi dovrebbe a mio avviso venir seguito se non fino alle virgole almeno nelle linee generali. Non esiste che una materia "sparisca"!

    Matteo: quello degli insegnanti è un problema molto importante. Del resto è anche difficile motivare gli studenti dopo anni di lavoro spesso precario e sottopagato, insulti da parte dei genitori e degli studenti stessi, e pochissime tutele, se non nessuna.

    Goldie: avendo poi studiato materie scientifiche ho avuto lo stesso problema, ma non me ne sono mai lamentata perché l'ho deciso io :)

    Formichina: secondo me le lingue sono importantissime per qualsiasi tipo di lavoro si voglia scegliere :) D'altra parte aggiungere ancora altre ore di studi al classico mi sembra u po' tanto, e onestamente il resto del programma non mi dispiace.

    Pensierini: grazie del link! Sono "fuori dal giro" da qualche anno e non sono molto aggiornata :)

    RispondiElimina
  13. Michi, commento in ritardo e mi scuso.
    Al momento della scelta della maturitá io avevo solo una cosa ben chiara in mente: non avrei mai voluto fare il classico, o qualsiasi altra scuola che mi avesse obbligato a studiare greco e latino, che ritenevo e ritengo tutt'ora materie da specialisti che volessero "da grandi" studiare diritto romano, storia antica o teologia, e io non avevo alcuna inclinazione di questo tipo.
    Frequentavo un giro di amici tutti un paio di anni piú grandi di me e quasi tutti al classico, sapevo benissimo che non avrei voluto studiare quello che studiavano loro.

    Da quello che ho visto coi miei amici il liceo classico é usato da molti genitori come parcheggio "preuniversitario" in cui far passare 5 anni ai figli in ambiente ritenuto "prestigioso", al riparo dai pezzenti che fanno le scuole professionali.
    Che poi il figliolo voglia fare una universitá tecnica o scientifica a loro non potrebbe fregare di meno, anzi. Ho sentito direttamente dai genitori di una mia amica, geniale in matematica e fisica e completamente sicura di voler studiare ingegneria dire "le facciamo fare il classico cosí fa materie che non le interessano e le si apre la mente". Bravi, bene, fatele odiare la scuola 5 anni, abbassatele la media dei voti e poi se ne riparla. Se l'é cavata, e si é iscritta a ingegneria, ma a scuola ha passato 5 anni di ca..a. Avevo meditato di chiamare il "telefono azzurro" ma poi ho desistito.

    Quanto a me, ai miei tempi il liceo linguistico era molto sperimentale, cosa che faceva venire attacchi d'ansia alla mia mamma al sol pensiero, per lei "sperimentale = covo di insegnanti comunisti e possibilmente fumatori di canne", e quindi l'unica altra scuola che, guardando le materie, mi avrebbe permesso di fare un'altra lingua straniera, in aggiunta al francese delle medie, e imparare ad usare un computer come extra incentivo, pareva essere l'istituto tecnico commerciale, indirizzo programmatori.

    Bene per l'inglese, l'informatica e le materie generali tipo italiano, chimica e matematica, ma la parte piú tecnica, quella "commerciale" mi ha fatto soffrire le pene dell'inferno, a partire dalla stenografia al primo anno, fino alla ragioneria, che si comincia al terzo anno e che purtroppo per me si riveló la materia piú ostica dell'universo. Io e la ragioneria non siamo fatti l'uno per l'altra.
    Da lí ho coninciato a soffrire di depressione, e non ho ancora smesso.
    Peró l'avevo scelto io, in totale autonomia, anche perché la situazione economica in famiglia al momento della scelta in 3 media era disastrata tendente al catastrofico. Io decisi di "sacrificarmi" facendo una scuola che mi avrebbe permesso di andare a lavorare appena fatta la maturitá. Ricordo ancora come mi ero sentita fiera al momento di annunciare la mia scelta a casa, mi sentivo di meritare una medaglia. Quanta ingenuitá si ha a quell'etá....(altra storia).

    Il liceo come istituzione sarebbe da riformare completamente, fondendo classico, linguistico e scentifico in una scuola superiore con alcune materie fisse, e altre a scelta dell'alunno, a seconda delle passioni e scelte future personali e professionali. E magari introducedo materie come fondamenti di economia e di diritto, che male non fanno e preparano alla vita futura di cittadini e risparmiatori.

    RispondiElimina
  14. PS: i miei voti alle medie erano belli, anche se avevo dovuto traslocare all'inizio della terza media, quindi avrei potuto studiare quello che volevo.
    Comunque l'inglese e l'informatica si sono rivelate, assieme a tutta la matematica supplementare che ci siamo beccati come "programmatori", le materie piú utili, quindi la scelta non é stata poi completamente sballata...anche se il voto bassissimo finale della maturitá, ci diedero ragioneria allo scritto (la prima volta in 15 anni del nostro indirizzo) e fu caporetto, fui promossa con 39, mi ha chiuso ermeticamente molte porte.

    RispondiElimina
  15. È una cosa che dico molto molto raramente, ma condivido ogni parola di questo post. E anche le virgole! ;)

    RispondiElimina
  16. Stefafra: la tua proposta finale mi trova assolutamente d'accordo, e comunque onestamente io aggiungerei anche musica alle materie curriculari. È una mia idea, comunque.

    Paolo: E i punti? ;) Grazie del sostegno! :-*

    RispondiElimina
  17. Ciao Michi ! Inizialmente pensavo di essere io l'amica di blog che ha scritto il post impopolare visto che sei intervenuta un pò arrabbiata replicando ad un mio lettore affezionato http://noiduenelmondo.wordpress.com/2012/05/20/il-vero-problema-delle-scuole-inglesi/ poi leggendo il resto ho capito che ti riferivi ad altra amica di blog.
    Il punto è che ogni scuola superiore ha i suoi vantaggi e svantaggi. Io ho frequentato la ragioneria, quindi diploma tecnico commerciale, ma non si pensi che un istituto diverso dal liceo ti prepari e ti metta il lavoro in mano perchè così non è, o almeno, non lo è stato ai miei tempi. E non perchè io non abbia studiato abbastanza.
    I licei è vero devi iscriverti solo se pensi di proseguire con l'università per certo, io ho proseguito, nonstante l'istituto tecnico.
    Forse però hai male interpretato il mio lettore (poverino) :), credo volesse dire che ad oggi è indispensabile che almeno la lingua inglese sia assolutamente indispensabile da studiare e conoscere, chiaro poi che ci deve essere spazio anche per altro, e ben venga!!
    Dancer

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non fate caso agli erroracci, andavo di fretta :)
      Dancer

      Elimina
    2. intanto scusa per il tono del mio commento, non solo oggi sono irritabile perchè non sto bene, ma sono anni ed anni che sento persone lamentarsi del greco e latino, persone che magari hanno scelto il classico e poi dicono "al classico ci vorrebbero le lingue straniere e non greco e latino", e da classicista convinta sono un po' stufa di questa cosa.
      Naturalmente non è che uno esca da un istituto tecnico e trovi lavoro o non possa iscriversi all'università dopo, figuriamoci! Però sicuramente un istituto tecnico è (almeno in teoria) più adatto ad un inserimento rapido nel mondo del lavoro di quanto non lo siano il classico e lo scientifico. Un perito chimico è in grado di fare il chimico, un perito informatico e in grado di fare l'informatico, poi certo, andando all'università hanno ancora molto da imparare se ne hanno voglia, ma uno studente del classico non ha competenze specifiche che lo aiutino ad inserirsi nel mondo del lavoro, per lavorare ad un certo livello deve fare l'università, non ci sono santi.
      Sono d'accordo sul fatto che la lingua inglese è sicuramente fondamentale, e sono felice di vedere che è diventata curriculare per tutti e cinque gli anni (http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=lettura_paginata&id_m=7782&id_cnt=10497) però per favore, non facciamone un "aut aut", se non avessi fatto il latino il tedesco lo saprei decisamente peggio di quanto lo sappia, al mio esame di inglese all'università ho sfruttato i trucchetti per la traduzione imparati in 5 anni di versioni greche. L'inglese mi va benissimo, ma anche le lingue classiche secondo me hanno il loro perché, e sono veramente stanca di sentire ogni pochi giorni persone che vorrebbero cancellarne l'insegnamento, quando a volte non sanno nemmeno di cosa parlano. E queste ultime due frasi non sono assolutamente riferite a Grissino, quanto alla massa di persone superficiali contro cui mi trovo a combattere quotidianamente su questi temi. Il commento di Grissino mi ha solo dato lo spunto per sfogarmi.

      Elimina
  18. Certamente un istituto tecnico è concepito per preparare all'inserimento lavorativo cosa che raramente si verifica.
    Devo dire che la situazione che ho visto in questi ultimi tre anni in Italia riguardo all'inserimento lavorativo nel settore bencario ad esempio è di non discriminazione degli applicants sulla base del percorso di studi: infatti i nuovi assunti erano indifferentemente ragionieri o liceali (classici e scientifici) perchè oramai le prove non trattano più di economia ma test di personalità, logica, psicoattitudinali, insomma fattibilissimo da chiunque. Le differenze quindi sono azzerate, perchè funziona in questo modo in ogni dove, oramai... :)
    Dancer

    RispondiElimina
  19. In ogni caso liceali o tecnici qua bisogna emigrare per trovare lavoro !!! Speriamo che me la cavo :)
    Dancer

    RispondiElimina

I commenti sono moderati. Se ritenuti scortesi, maleducati o inappropriati non verranno pubblicati.