lunedì 6 giugno 2011

Le frasi che odio

NB: questo post è pervaso cattiveria e di una sorta di humor nero che potrebbero dar fastidio. Ne sono consapevole ma mi serve per un sacco di motivi, inclusi sdrammatizzare e prendere le distanze dalla faccenda. Chi si sente infastidito è pregato di cliccare sulla x in alto sulla finestra del browser.

"Stai su, la vita continua"
Hai perfettamente ragione. E, vedrai, nel momento in cui dovesse capitarti di perdere un braccio o una gamba in un incidente stradale, verrò da te con il tuo sorrisetto furbetto di adesso e ti dirò questa frase nella convinzione che risolva tutti i tuoi problemi. Vedrai quanto ti farà star meglio...

"Sono rimasto/a sconvolto/a (sottotitolo: quindi sparisco dalla circolazione)"
Pensa io che il mese prima festeggiavo carnevale con mio padre e tutti i miei amici e il mese dopo me li ritrovo tutti al funerale. Ma mi rendo conto che anche farmi una telefonata o accompagnarmi a fare due passi per permettermi di distrarmi sarebbero gesti troppo pesanti per te, nello stato di difficoltà e prostrazione in cui ti trovi.

"Non piangere, lui non lo avrebbe voluto"
Che caspita ne sai tu? Nel momento in cui io dovessi morire mi auguro che ci sia qualcuno che sta male per questo, pur continuando la sua vita. Se avvenisse il contrario vorrebbe dire che la mia vita non ha avuto alcun senso. Comunque ti auguro che i tuoi figli al momento del tuo decesso stappino una bottiglia di spumante mentre si preparano tutti felici a spartirsi l'eredità, perché evidentemente "tu non vorresti che piangessero".

"Adesso lui sta meglio"
E io sto peggio, come la mettiamo?

"Sei dovuta crescere tutta insieme" (con aria di profonda compassione)
Che ca**o significa questa frase??????

"So come ti senti"
Vediamo un po'... hai 40/50/60 anni, i tuoi genitori sono vivi e felici (o hai perso tua madre/tuo padre a 85 anni per consunzione) lavori sotto casa da quando avevi 20 anni, che cavolo vuoi saperne?

"Ti sono vicino/a" (e non fu mai più visto/a e sentito/a...)
Il mio numero ce l'hai, e di mio hai anche la mail, facebook, skype, MSN, linkedin, twitter e il blog. Se vuoi starmi vicino fatti sentire in uno dei modi sopra elencati, se no puoi anche andartene al diavolo tu e la tua ipocrisia.

E ora una piccola guida ad uso di chi dovesse trovarsi vicino a una persona che ha vissuto la mia situazione.
  1. Se non hai parole abbracciami, non inventarti la frase ad effetto. Io ho bisogno di presenza e affetto, non di parole. Ho apprezzato di più i tanti "non ho parole" dei miei coetanei (che chiaramente non sanno che pesci pigliare in una situazione del genere) ma che sono rimasi sempre al mio fianco, dei mille motti filosofeggianti delle persone più adulte che si sono defilate appena finito il funerale. E puoi permetterti la frase "so come ti senti" solo se effettivamente lo sai.
  2. L'ipocrisia non serve, anzi peggiora le cose. Se non ci vediamo da anni e conti di sparire appena chiuse le porte della chiesa non dirmi "io per te ci sono". Se non lo dicessi non mi aspetterei nulla da te, ma se lo dici e poi sparisci cerchi solo di placarti la coscienza senza che di me te ne freghi niente. E mi fai schifo.
  3. Io non ho bisogno di fare un'analisi approfondita della situazione. Non ho bisogno di sentirmi dire che le cose vanno bene, o sono meglio di quanto sarebbero potute essere, o di pensare ai problemi che sto gestendo da un mese a questa parte. Il 90% del mio tempo sono questi gli argomenti che mi passano per la testa, se sto con altre persone voglio pensare ad altro, sia pure il loro gatto che ha vomitato sul tappeto. Se quando sono con te rido e sembro felice non vuol dire che lo sia, vuol dire solo che ho un disperato bisogno di risate e felicità. Fai battute sul tempo e raccontami gossip, non farmi tornare alla mente quello che vorrei non fosse avvenuto.
  4. IO posso fare battute sull'argomento, TU no. Io ho bisogno di sdrammatizzare e so fin dove posso spingermi per non stare troppo male, tu non è detto che lo sappia, e per fare lo/a spiritoso/a rischi di rigirare il coltello nella piaga. Le battute vanno benissimo ma su altri argomenti.
Non ci vuole chissà quale esperienza per stare vicino a una persona che ha vissuto la mia situazione, ci vuole solo cuore. Un pizzico di cervello aiuta, ma non è poi così necessario. Ci tengo a sottolineare che nessuna delle persone che so che leggono il mio blog si è comportata in uno dei modi descritti sopra. Dai miei amici veri o virtuali ho ricevuto sempre e solo tanto appoggio, e ne approfitto per ringraziare di cuore chi di voi mi ha lasciato un commento o mi ha scritto pur non conoscendomi, e anche chi magari avrebbe voluto scrivere qualcosa ma non ne ha avuto il coraggio, vista la poca familiarità. 
Per quanto riguarda le persone più grandi di età, però, ho trovato spesso superficialità e a volte anche malafede, e non mi è piaciuto.

Questo post dovevo scriverlo, da domani si torna a prendere in giro il mondo che mi circonda come mio solito.

15 commenti:

  1. Concordo che la "frase fatta" è molto spesso sintomo di superficialità e qualche volta cattiveria ma ricordati del principio del Rasoio di Hanlon: "Non presumere mai cattiveria laddove la stupidità basti"...

    E purtroppo la madre degli stupidi è sempre incinta.

    ---Alex

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  2. Hai sicuramente ragione, e mi rendo conto di essere molto cattiva in questo post. Però ho scritto quello che sento. Non penso che tutte le persone che hanno detto queste cose siano in cattiva fede, però nella mia personale situazione questo genere di superficialità mi ha dato fastidio, soprattutto da parte di alcune persone particolari che onestamente dal mio punto di vista non potevano permettersela.
    Poi dipende molto dal tono della voce, di solito si capisce se chi ti parla è in buona fede o no...

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  3. Un po' di cattiveria al momento giusto fa sempre bene, dico io!

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  4. io mi ricordo di un discorso ricorrente che mi facevano quando mia zia era allettata molti suoi sedicenti amici, per giustificarsi di non essere mai andati a trovarla in vari mesi di malattia (giustificazione per altro non richiesta da me, che già avevo idee molto chiare sulla profondità dell'amicizia).
    Tutti dicevano "mi fa soffrire a vederela in questo stato".
    Io ho sempre pensato che l'unica risposta giusta in questi casi sarebbe stata:"a lei invece farebbe piacere vederti in salute"..

    non mi ricordo se l'ho mai usata o se mi sono sempre morso la lingua per amore della mia zia, che era sempre per le buone maniere...

    un abbraccio

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  5. Stefafra: ne sono convinta anche io. meglio scrivere le cattiverie sul blog, che poi mi sfogo e non prendo a parolacce la gente in giro ;)

    Gipo: Si, a volte certe risposte andrebbero date, poi però prevale la buona educazione e si lascia perdere...

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  6. Questo post è bellissimo.
    Avresti fatto bene a scriverlo pure se fosse stato brutto, perché questo è il tuo blog e tu hai il sacrosanto diritto di scrivere ciò che ti pare e nella situazione attuale questo diritto cresce esponenzialmente.
    Ma comunque è bellissimo perché è vero, sincero ed aiuta (spero) te a stare un pochino meglio e noi altri a capire una situazione ed uno stato d'animo che non sono affatto facili da capire...altro che "so come ti senti".

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  7. Jane: Grazie. Ci sono tanti motivi per ringraziarti del tuo bellissimo commento, non ultima la sensibilità che dimostri.
    E in effetti si, mi ha aiutato a stare meglio perché una volta buttate fuori le cattiverie che avrei voluto dire a determinate persone posso accantonare il tutto e non pensarci più...

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  8. Ciao Michi (non avevo mai capito come si fa a postare nel tuo blog, ma ho avuto un'illuminazione proprio ora). Non so come ti senti tu, posso solo immaginare come mi sentirei io e abbracciarti con affetto.
    Per il resto (parenti e affini) sarà l'occasione per fare un po' di pulizia tra soffitta e cantina...
    biba

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  9. Ciao Biba, benvenuta! ehm.... dici che dovrei mettere i commenti un po' più in evidenza, eh?
    Grazie dell'affetto. Per parenti e affini hai ragione, mi preoccupo però molto per mia mamma. L'hanno lasciata molto da sola, non lo trovo giusto e non vorrei che fosse accaduto. E ce l'ho a morte con chi fino al giorno prima praticamente viveva a casa nostra e il giorno dopo è sparito perché "sconvolto dall'accaduto". Gente così è meglio perderla che trovarla, certo, però essendo lontana se sapessi che mamma ha un po' di amici su cui contare sarei più tranquilla.

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  10. Le reazioni dei parenti (o conoscenti) in caso di morti o altri "disastri" familiari (malattia, separazioni, problemi economici improvvisi) sono spesso sorprendenti, gente che non vedevi da anni che riappare e ti aiuta, gente che invece era sempre lí, come nel tuo caso, che sparisce di botto, o magari non ti rivolge piú la parola per motivi incomprensibili....La natura umana a volte é misteriosa.
    Ci vorrá un pezzo, ma anche voi ritroverete un equilibrio nella vostra vita, anche se a volte pare quasi impossibile, sembra retorica, ma il tempo aggiusta sul serio tante ferite, solo che quando ci sei in mezzo pare impossibile.
    Noi (io e la mia mamma) siamo ancora un po' incasinate psicologicamente dopo tutto il trambusto degli ultimi anni in casa nostra, ma piano piano si ritorna praticamente "normali".

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  11. Onestamente per il momento sono preoccupata dal punto di vista pratico, so che sarà un anno difficilissimo per mia mamma e mi sarei tranquillizzata se avessi saputo che (banalmente) il sabato e la domenica poteva contare su qualche amica/o per uscire o far qualcosa insieme.
    Per il resto, non so come sia successo nel tuo caso, sono convinta che la rapidità dell'evento non ci abbia fatto rendere ancora bene conto della cosa. Un passettino alla volta gestiremo tutto, del resto non c'è altro da fare.

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  12. Le cose si sistemano anche dal punto di vista pratico, anche se all'inizio é un casino pazzesco con la burocrazia. Mi madre per sua fortuna aveva un conto separato, visto che la banca ha immediatamente bloccato il conto in comune appena mio padre era morto.
    Mio padre é morto improvvisamente 4 anni fa di infarto cardiaco, il sabato di pasqua, in montagna(era andato a funghi con un suo amico). Essendo la morte stata improvvisa e fuori casa hanno dovuto fare l'autpsia, ma hanno dovuto aspettare che i medici legali tornassero dalle vacanze e smaltissero gli incidenti stradali del venerdí prima.
    Io ero in Italia per puro caso, ero tornata a trovare la nonna che era in ospedale col femore rotto (e morí dopo qualche mese pure lei), vidi mio padre la sera quando arrivai, la mattina prima che andasse via, e circa una settimana dopo nella camera ardente prima che lo portassero via per la cremazione.
    Quindi l'incasinamento fu notevole per tutti, scartoffie, burocrazia, conti bancari da risistemare, pompe funebri da organizzare, parenti in altra regione da avvertire, etc etc etc.
    Ti risparmio il resto della saga che é meglio (3 funerali in 3 anni), lentamente si sgarbuglia tutto, sia moralmente che materialmente. Ma é dura, non c'é dubbio.

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  13. Cara Michi, leggendo questo post mi sono tornate in mente tante cose che il tempo, per fortuna, cancella. Ogni tua parola è vera e aggiungerei pure i parenti e amici che subito dopo la morte ti piombano in casa fino a mezzanotte per farti visita. Perchè si sentono in dovere di farlo e questo dovere purtroppo lo sentono tutti insieme e tutti nei primi due-tre giorni.Poi ovviamente spariscono ma quei primi giorni in cui forse vorresti vicino solo le poche persone più care, diventano un vero inferno. E diventi un disco rotto a raccontare mille e mille volte come è potuto succedere.
    Sono le convenzioni sociali che a volte hanno la meglio sui sentimenti. Ma tu hai tutto il diritto di essere incazzata, tutto il diritto di sentirti triste e di liberare i tuoi pensieri. E, naturalmente, tutto il diritto di cercare il sorriso ed andare avanti. Ignora tutto il resto e sii vicina a tua madre e a chi veramente ami.
    Un abbraccio da una che non ti conosce :-)

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  14. Stefafra: Per la burocrazia è un macello anche per noi, ma mi preoccupo di più per la solitudine di mamma. Comunque vedremo.

    Bianca: a leggerti sembra che tu mi conosca meglio di gente che mi ha visto crescere. Grazie :-*

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  15. Per la solitudine, non so quali siano le abitudini e il lavoro della tua mamma, la mia si buttó a pesce nel volontariato (in ospedale, proprio lei che da giovane per andare a trovare qualcuno ricoverato aveva bisogno di un accompagnatore che le aprisse le porte, visto che le faceva schifo anche respirare l'aria dell'ospedale...mistero), lavorava come commessa prima del pensionamento e decisamente ha bisogno di stare in mezzo a tanta gente. Ognuno ha le sue abitudini, ma un hobby, un lavoro, una passione fanno tanto contro la solitudine...

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