mercoledì 29 giugno 2011

Non è un paese per domiglioni

Ore 6: suonano alla porta. E' la nettezza urbana che per svuotare il cassonetto ha bisogno di accedere al cortile.



Ore 6.03: Suonano una seconda volta. Evidentemente tutti abbiamo avuto lo stesso pensiero: a quel paese la monnezza, aprirà qualcun altro.

Ore 6.10, 6.20, 6.30, 6.40: scaricano montagne di vetro da riciclare proprio sotto la mia finestra.



Ore 7.00: iniziano i lavori all'appartamento di sotto



Ore 7.45: il carillon delle campane della chiesa di fronte suona per circa 5 minuti.



Ma io dico... in Krukkonia dormire fino alle 8 è un crimine?

sabato 25 giugno 2011

Esperimento scientifico

Esperimento scientifico: come uccidere 15 poveri ricercatori innocenti

Modalità: 3 giorni di Corso di imprenditoria: marketing, impresa, promozione prodotto, creazione progetti, ricerca e ottenimento (seeeee) finanziamenti.

10 ore al giorno di lezione + esercizio pratico

Esercizio pratico: dividetevi per gruppi eterogenei per formazione (perché i biochimici tutti insieme avrebbero troppo senso, mettiamoli uno con l'archeologo e l'altro con l'informatico…) e scrivete un progetto. Ce lo presentate e noi decidiamo se finanziarlo (per finta).

Insegnante Supermanager Ricchissimo: presenta il tuo progetto in modo da renderlo appetibile al compratore
Povero Ricercatore Torchiato: ho sviluppato un metodo che analizzando la lunghezza d'onda delle emissioni elettromagnetiche degli oggetti di una stanza permette di individuare l'oggetto con caratteristiche fisiche predeterminate*. Potrebbe essere utile per chi si occupa di analisi dei materiali...
ISR: Vuoi dire un meccanismo che trova gli oggetti in base al colore?
PRT: beh, in soldoni sì, ma in pratica..
ISR: Ok, allora devi dire che hai trovato un marchingegno per riappaiare i calzini spaiati
PRT: ma in realtà è solo uno dei possibili usi…
ISR: ok, hai capito? calzini spaiati. E siine convinto
PRT …SIGH...


ISR: chi ha bisogno del riappaia-calzini?
PRT: potrebbe essere utile a…
ISR: NO! Mi devi dire chi ne ha bisogno. Chi sta male senza di lui. Chi non può vivere senza.
PRT: Magari chi…
ISR: NO magari. Devi convincermi! Sto per investire due milioni nel riappaia calzini, convincimi a farlo! Se non sei sicuro che serva a qualcuno non posso darti i soldi!
PRT: Serve a chi perde i calzini
ISR: No! Devi essere più incisivo! Chi perde i calzini non può vivere senza il meraviglioso appaia calzini positronico a batterie con riduttore di heisemberg**
PRT ….SIGH….


Insegnante 2: perché per scrivere il progetto dovete avere un'idea del target. Ma, sappiatelo, non è che ci voglia un pomeriggio per fare queste ricerche, ci metterete almeno due mesi
ISR: Infatti loro non hanno un pomeriggio, hanno due giorni per tutto il progetto…

ISR:Perché se non avete un'idea dei costi, il vostro progetto non può essere preso in considerazione.
PRT: Scusi ma io in due giorni dovrei capire quanto costa produrre un appaiatore positronico e una batteria a compensatore di Heisenberg*? E capire quanto durerebbero i test, nonché sapere quanta gente dovrebbe lavorare in produzione per recuperare i costi in 9 mesi (non di più se no non ci danno i soldi), più calcolare i salari di tutte le persone interessate dal progetto, definire realisticamente la fetta di mercato interessata e stabilire un prezzo basato sulla concorrenza ma anche sui costi di produzione calcolando anche l'ammontare del prestito che mi fornireste?
ISR: Certo, se no non vi dimostrate seri.


ISR: e comunque non pensate di essere presi sul serio dai finanziatori, siete solo ricercatori, lo sanno tutti che di business non ne capite niente
TUTTI: ma va#*@≠¿

*progetto assolutamente fittizio, inventato qui per qui dalla sottoscritta. perdonate le eventuali castronerie fisiche, ma non posso svelarvi il nostro fantasticassimo nonché superspettacolare progetto segreto, se no ci rubate l'idea e diventate i nuovi Zuckenberg al posto nostro.

** al primo che indovina entrambe le citazioni il vero progetto dell'appaiatore di calzini, firmato dalla sottoscritta.

venerdì 24 giugno 2011

Indiana Michi Imprenditora

Indiana Michi e i suoi colleghi sono diventati cavie di un esperimento scientifico. Decisamente inumano, aggiungerei.

Con la scusa di darci nozioni utili per il nostro futuro, il collegio dei capi ci ha iscritto a un corso di imprenditoria. Che noi già quando abbiamo letto il titolo, contenente la parola "entrepeneurship", ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: "bella battuta, ma ora, seriamente, che corso facciamo?"
e invece era tutto vero. PURTROPPO

Scena topica 1

Insegnante Supermanager Referenziatissimo, nonché vecchio e saggio: Chi di voi ha una mercedes?
Povero gruppo di 15 scienziati ricercatori: …

I: Ok… chi ha una BMW?
P: …

I: Ehm… Ok, chi ha una macchina?



dopo un po', una ricercatrice: io ne avrei una, ma non so la marca, è una di quelle vecchie

I fa harakiri….

Scena topica 2:

I: le società nascono per togliere la responsabilità legale ai singoli e trasferirla sulla società
Indiana Michi: Ma scusi, se qualcosa va male chi paga?
I: nessuno, se vendendo la società non ci sono abbastanza soldi per tutti i debiti i creditori semplicemente perdono i soldi
I.M.: ma scusi, a me non sembra tanto giusto, uno "ne potrebbe" approfittare
I: il mondo funziona così, non c'è altro modo. E comunque non è sempre così, prendiamo il caso di quella banca della città Toscana, quella con le montagne e i pascoli. Questa banca ha finanziato la città, che ha un bellissimo ospedale e una splendida università, tutto riccamente finanziato dalla banca.
Angelo, gli rispondi tu?

Scena topica 3:

I: Voi come fareste il business plan della vostra impresa?









Ricercatrice coraggiosa: Scusi…. cos'è un business plan?

Scena topica 4

Dopo 9 ore di corso...
I: e ricordate la regola del 10, mai più di dieci minuti per la presentazione, che dopo 10 minuti l'attenzione cala e non vi stanno più a sentire.
15 minuti dopo l'insegnante supermanager superpopporuta, ingioiellata e incompresibile che doveva parlare mezz'ora parla per un'ora e mezzo.
VIVA LA COERENZA

giovedì 16 giugno 2011

Viaggio

Ho paura.
Non posso farci niente, ho una paura folle.

Ok, Bianca, calmati. Il primo viaggio è andato bene, a parte il ritardo. Ora te ne manca solo uno. Forza, ce la farai.

Oddio, imbarcano. Ho paura. Calma, respira. Ecco il biglietto, ecco il mio posto. Aiuto aiuto aiuto....

Paurapaurapaurapaurapau.. Scusi? Diceva? Si certo, sono disponibile a fare a cambio di posto con la signorina, che trasporta cellule staminali e non può metterle nello scomparto per ragioni di sicurezza, quindi non può sedere vicino all'uscita di emergenza.

Ok, mi siedo. Paura. Speriamo che la ragazza alla mia destra e il ragazzo alla mia sinistra non se ne accorgano, mi vergogno come un cane. Un ultimo messaggino sul cellulare e poi lo spengo. Calma. Respira. Ce la puoi fare. Pensa all'abbraccio di stasera, finalmente insieme dopo 5 mesi, finalmente a Roma. Se ripenso all'ultimo viaggio, quello per New York...

Oddio si parte. Cos'è questo rumore? E' normale che vibri così? Ti prego non precipitare, ti prego non precipitare. la ragazza vicino a me mi guarda sorridendo, devo far finta di niente. Sorriso, si si, tutto ok, (fosse vero...)

Ho iniziato a rilassarmi, succo di pomodoro in una mano, tramezzino nell'altra. Dai, non è così terribile. Oddio balla. Stiamo precipitando. Aiuto aiuto aiuto aiuto!

Il ragazzo a fianco a me mi tranquillizza. La ragazza dall'altra parte mi prende la mano. La stringo spasmodicamente, stiamo forse per morire?

Mi stanno ripetendo entrambi che va tutto bene, che era solo dovuto alle nuvole, che non sta succedendo niente, tutto normale.

Ci mettiamo a chiacchierare. La ragazza deve prendere anche lei il treno e la metro, per scendere alla stessa fermata, mi propone di andare insieme. Per fortuna, vabbè che parlo inglese, ma è la mia prima volta a Roma, non vorrei perdermi.

Finalmente arriviamo, tiro un sospiro di sollievo.


Andiamo a prendere i bagagli, di corsa, non vedo l'ora di essere fra le braccia del mio amore.


E' un'ora che siamo qui e le nostre valigie ancora non arrivano. La ragazza che mi ha accompagnato va a controllare che non abbiano cambiato nastro, e in effetti è così. Ma come è possibile? Non hanno detto niente, non un annuncio, nemmeno in italiano. Lei è italiana, avrebbe capito...

Le valigie sono tutte arrivate. Tranne la mia. Ma possibile che capitino tutte a me? Prima il ritardo, poi le turbolenze, poi l'attesa e il cambio del nastro, ora la valigia.

La ragazza gentile è rimasta con me e mi sento troppo in colpa, doveva andare a una cena in famiglia e invece è ancora qui ad aspettarmi. Andiamo al banco del servizio bagagli e le  spiegano che la mia valigia non è stata trasferita dal primo al secondo aereo, me la mandano in albergo domani. Ma siamo sicuri? La ragazza annuisce sorridendo, mi dà il suo numero per sicurezza.

Sono passate due ore dall'atterraggio, e sono distrutta, vorrei solo essere fra le braccia del mio ragazzo. Decidiamo di prendere un taxi, divideremo la spesa, tanto la strada è la stessa, e da quanto ho capito lei scende dopo di me.

Mi spiega di fare attenzione alla borsa, e ai tassisti abusivi. Ma che razza di città è Roma?

Sul taxi parla con il conducente e poi mi traduce... mi racconta della situazione in Italia, dei giovani senza lavoro che emigrano. Che tristezza.

Dopo una ventina di minuti vedo la cupola di San Pietro. Siamo quasi arrivate, mi dice. Ci fermiamo davanti a un portone. E' già qui che mi aspetta!!!! Amore!!!!!!! Sono arrivata!!!!!

Certo, però... quasi quasi in treno facevo prima....


Libera rielaborazione di una storia vera

martedì 7 giugno 2011

Un "pizzico" di fortuna

Mi ha appena punto una coccinella*



Ora, vabbè che visto il comportamento di Murphy di questi ultimi tempi una buona dose di fortuna non può farmi male... ma assumerla per endovena mi sembra eccessivo!



*Evidentemente pare che le coccinelle possano pungere. Non lo avrei mai detto.

P.S.: ci tengo a "presentarvi" un blog aperto da poco, di un mio caro amico. Si chiama "Casi Paologici", lo potete trovare qui.

lunedì 6 giugno 2011

Le frasi che odio

NB: questo post è pervaso cattiveria e di una sorta di humor nero che potrebbero dar fastidio. Ne sono consapevole ma mi serve per un sacco di motivi, inclusi sdrammatizzare e prendere le distanze dalla faccenda. Chi si sente infastidito è pregato di cliccare sulla x in alto sulla finestra del browser.

"Stai su, la vita continua"
Hai perfettamente ragione. E, vedrai, nel momento in cui dovesse capitarti di perdere un braccio o una gamba in un incidente stradale, verrò da te con il tuo sorrisetto furbetto di adesso e ti dirò questa frase nella convinzione che risolva tutti i tuoi problemi. Vedrai quanto ti farà star meglio...

"Sono rimasto/a sconvolto/a (sottotitolo: quindi sparisco dalla circolazione)"
Pensa io che il mese prima festeggiavo carnevale con mio padre e tutti i miei amici e il mese dopo me li ritrovo tutti al funerale. Ma mi rendo conto che anche farmi una telefonata o accompagnarmi a fare due passi per permettermi di distrarmi sarebbero gesti troppo pesanti per te, nello stato di difficoltà e prostrazione in cui ti trovi.

"Non piangere, lui non lo avrebbe voluto"
Che caspita ne sai tu? Nel momento in cui io dovessi morire mi auguro che ci sia qualcuno che sta male per questo, pur continuando la sua vita. Se avvenisse il contrario vorrebbe dire che la mia vita non ha avuto alcun senso. Comunque ti auguro che i tuoi figli al momento del tuo decesso stappino una bottiglia di spumante mentre si preparano tutti felici a spartirsi l'eredità, perché evidentemente "tu non vorresti che piangessero".

"Adesso lui sta meglio"
E io sto peggio, come la mettiamo?

"Sei dovuta crescere tutta insieme" (con aria di profonda compassione)
Che ca**o significa questa frase??????

"So come ti senti"
Vediamo un po'... hai 40/50/60 anni, i tuoi genitori sono vivi e felici (o hai perso tua madre/tuo padre a 85 anni per consunzione) lavori sotto casa da quando avevi 20 anni, che cavolo vuoi saperne?

"Ti sono vicino/a" (e non fu mai più visto/a e sentito/a...)
Il mio numero ce l'hai, e di mio hai anche la mail, facebook, skype, MSN, linkedin, twitter e il blog. Se vuoi starmi vicino fatti sentire in uno dei modi sopra elencati, se no puoi anche andartene al diavolo tu e la tua ipocrisia.

E ora una piccola guida ad uso di chi dovesse trovarsi vicino a una persona che ha vissuto la mia situazione.
  1. Se non hai parole abbracciami, non inventarti la frase ad effetto. Io ho bisogno di presenza e affetto, non di parole. Ho apprezzato di più i tanti "non ho parole" dei miei coetanei (che chiaramente non sanno che pesci pigliare in una situazione del genere) ma che sono rimasi sempre al mio fianco, dei mille motti filosofeggianti delle persone più adulte che si sono defilate appena finito il funerale. E puoi permetterti la frase "so come ti senti" solo se effettivamente lo sai.
  2. L'ipocrisia non serve, anzi peggiora le cose. Se non ci vediamo da anni e conti di sparire appena chiuse le porte della chiesa non dirmi "io per te ci sono". Se non lo dicessi non mi aspetterei nulla da te, ma se lo dici e poi sparisci cerchi solo di placarti la coscienza senza che di me te ne freghi niente. E mi fai schifo.
  3. Io non ho bisogno di fare un'analisi approfondita della situazione. Non ho bisogno di sentirmi dire che le cose vanno bene, o sono meglio di quanto sarebbero potute essere, o di pensare ai problemi che sto gestendo da un mese a questa parte. Il 90% del mio tempo sono questi gli argomenti che mi passano per la testa, se sto con altre persone voglio pensare ad altro, sia pure il loro gatto che ha vomitato sul tappeto. Se quando sono con te rido e sembro felice non vuol dire che lo sia, vuol dire solo che ho un disperato bisogno di risate e felicità. Fai battute sul tempo e raccontami gossip, non farmi tornare alla mente quello che vorrei non fosse avvenuto.
  4. IO posso fare battute sull'argomento, TU no. Io ho bisogno di sdrammatizzare e so fin dove posso spingermi per non stare troppo male, tu non è detto che lo sappia, e per fare lo/a spiritoso/a rischi di rigirare il coltello nella piaga. Le battute vanno benissimo ma su altri argomenti.
Non ci vuole chissà quale esperienza per stare vicino a una persona che ha vissuto la mia situazione, ci vuole solo cuore. Un pizzico di cervello aiuta, ma non è poi così necessario. Ci tengo a sottolineare che nessuna delle persone che so che leggono il mio blog si è comportata in uno dei modi descritti sopra. Dai miei amici veri o virtuali ho ricevuto sempre e solo tanto appoggio, e ne approfitto per ringraziare di cuore chi di voi mi ha lasciato un commento o mi ha scritto pur non conoscendomi, e anche chi magari avrebbe voluto scrivere qualcosa ma non ne ha avuto il coraggio, vista la poca familiarità. 
Per quanto riguarda le persone più grandi di età, però, ho trovato spesso superficialità e a volte anche malafede, e non mi è piaciuto.

Questo post dovevo scriverlo, da domani si torna a prendere in giro il mondo che mi circonda come mio solito.