lunedì 14 febbraio 2011

13 febbraio 2011 - Se non ora, quando?

Io c'ero.

Un po' di riflessioni sparse.

Ero con mio zio. Curiosa coincidenza, visto che la piazza era piena di adesivi de L'Unità, "SONO LA NIPOTE DI MIO ZIO". Io non ce l'avevo, quando sono arrivata erano finiti, se no me lo sarei attaccato sulla giacca e ci avrei scritto sotto "e me ne vanto".

In autobus ho incontrato una signora con cui ci siamo messe a chiacchierare. Bellissima e indignata. Mi ha detto che si era vestita con cura per esserlo, perché non si pensasse che hanno partecipato solo le donne brutte, per invidia.

Io mi sono guardata, dalle occhiaie bluastre ai vestiti presi a caso la mattina (l'abbigliamento decisamente non è la mia priorità al momento). E non mi sono sentita tanto bella.

Poi camminando lungo via del corso ci ho pensato un po'. Forse non ero bella. Però come Ruby e le sue amiche esprimono il loro punto di vista sulla donna attraverso le loro scollature vertiginose, i tacchi a spillo, le minigonne o gli spacchi inguinali, anche io esprimevo il mio ieri.
Scarpe da ginnastica per poter girare il mondo con passo sicuro e veloce. Occhiali per vedere chiaramente la realtà che mi circonda. Capelli legati perché non voglio che mi impediscano la visuale. Giacca pesante e pantaloni per affrontare i momennti in cui bisogna camminare controvento.

Ecco, forse non sarò stata bella, ma ero io. Quindi ero in tono con la manifestazione.


La piazza era bellissima. Le persone erano bellissime. Però posso dire una cosa che non mi è piaciuta tanto? La parola "donne". "Vogliamo un paese che rispetti le donne". Perché, dico io, le donne? Perché non l'individuo? Una donna che viene eletta in parlamento per fare da magnaccia al premier non offende la dignità delle donne, ma quella dell'individuo. I saluti al "popolo femminile" della piazza mi hanno offeso. Intorno a me tanti uomini ci credevano, non meritavano anche loro i saluti? All'inizio tante donne sul palco hanno letto mail di donne (solo una era di un uomo).  Perché questi distinguo? Perché non si riesce a parlare mai di persone? Perché ci si deve sempre chiudere in un discorso femminista?

Questa società non rispetta la dignità dell'individuo, e il comportamento nei confronti delle donne non è che la punta di un iceberg che nasconde problemi ben più gravi. Ho come avuto l'impressione che questa cosa fosse stata capita benissimo dalla piazza ma non dagli organizzatori (comunque sono dovuta andare via presto).

A loro vorrei dire: smettiamola di parlare di donne e di uomini, cominciamo a parlare di persone.

6 commenti:

  1. Bravissima a parlarne qui sul blog e a condividere le tue riflessioni...quella di ieri era una manifestazione importante...per poter parlare di persone bisognerebbe far comprendere quale sia il nostro ruolo nella società e non negarci la dignità di persone e non di meri oggetti sessuali...non sono femminista, anzi, a volte troppo le femmininste un pò esagerate, ma in questi casi non mi stupisco che gli uomini non riescano a comprendere fino in fondo il desiderio di manifestare e di dire NO...loro sono d'accordo con noi, ma restano sempre un pò ai margini...dovremmo davvero cominciare a parlare di persone...ma dovremmo prima cambiarle, le persone...

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  2. Forse la "deriva monogenere" della manifestazione era solo per sottolineare lo sdegno delle donne che non si piegano a 90° di fronte a lui.

    ---Alex

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  3. Ma non dici in quale città sei stata.. roma?
    ..Infatti: non doveva essere una manifestazione DI donne..
    Anche a me è piaciuta tanto e vorrei che anche nelle cose di tutti i giorni si fosse consapevoli e - pretendendo rispetto per sè, com'è giusto che sia- si abbia rispetto del prossimo..
    :-))

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  4. Sì, le organizzatrici hanno puntato su una manifestazione di "genere", ma la platea era piena di donne coi loro uomini. Credo che si siano smosse anche persone di destra, indignate dal malcostume dilagante e nauseate dal televisionismo arcoriano. Bisognerebbe che i partiti di sinistra riuscissero ad intercettare il malcontento e a porsi come qualcosa di nuovo, di "costituzionale", di rassicurante. Perché i sedicenti "moderati" dei comunisti hanno soprattutto paura, degli stranieri e delle tasse.

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  5. Persone, sì, solo persone, con le loro variabilissime, uniche, molteplici differenze, ognuna di tutto rispetto.
    E' stata una grande soddisfazione vedere tanti uomini in piazza insieme (INSIEME) alle donne.
    Io continuo a sognare un mondo in cui non ci sia più bisogno dell'8 marzo. Nel frattempo, mi rimbocco le maniche ed uso il mio cervello (non è detto che lo faccia sempre benissimo ma mi ci provo).
    Bella ed eloquente la descrizione del tuo abbigliamento.
    Grazie per aver parlato di questo evento!

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  6. Strawberry: eh, il problema è proprio questo... come si fa a cambiare le persone?
    Alex: si, mi sa che hai ragione
    Stella: si si, Roma, sono qui per un po'
    Pen: speriamo che ci riescano...
    Sylvia: anche io faccio come te, speriamo di riuscire a costruire un futuro migliore...

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