domenica 26 dicembre 2010

Ciao 2010

Caro 2010,
prima che te ne vada definitivamente vorrei dirti due parole.

Grazie per avermi liberato dalla KK. Ancora mi vengono gli incubi se ci penso....

Grazie delle bellissime nuove esperienze che mi hai regalato. Ho avuto la possibilità di vivere in un nuovo paese, di lavorare con persone in gamba, di conoscere persone meravigliose. E di mangiare della cioccolata incredibile (il che non guasta mai). Certo, mi hai creato un bel po' di difficoltà nel frattempo, ma visto che pare che riesca a gestirle da sola diciamo che siamo pari.

Grazie per tutti i viaggi che mi hai permesso di fare. In cambio, va ammesso, mi hai mollato in Inghilterra per la nuvola di cenere, mi hai bloccato in Germania due volte per le tempeste di Neve, mi hai impedito di andare in Svezia per l'emergenza ghiaccio, mi hai messo lo sciopero dei treni proprio il giorno prima del matrimonio di miei amici che vivono lontani, mi hai fatto attraversare l'Europa in treno per giorni interi, mi hai fatto rubare la valigia da Lufthansa. Ma facciamo cosi: tu mi ridai la valigia e io mi dimentico tutto il resto, d'accordo?

Grazie di aver mantenuto al mio fianco tante persone, a partire da Indy, che mi rimane vicino ovunque io vada, per continuare con AmicoLirico, FrogFriend, AmicaLettrice, AmicoIngegnere, AmicoStorico, Alex, Angelo, Frau e Herr DelCiaro, e grazie per avermi permesso di riprendere i contatti con AmicoRitrovato, non solo ho riallacciato una bellissima amicizia, ma ho anche conosciuto AmicaScoperta.

In cambio hai allontanato dalla mia vita alcune persone. All'inizio ci sono rimasta male, soprattutto per le modalità, ma a pensarci bene si tratta di individui che `e decisamente meglio perdere che trovare.

Insomma, caro 2010, nonostante i momenti difficili, le simulazioni sadiche, i computer assassini, i finti amici snob, lo stress, i viaggi impossibili, i contrattempi innumerevoli e tutto quello che sei riuscito ad inventarti per mettermi i bastoni fra le ruote, io quest'anno mi sono divertita, sono cresciuta e ho imparato tanto.

Quindi grazie, per quanto mi riguarda puoi andare in pensione soddisfatto. Per quanto riguarda il mio povero Paese martoriato il discorso `e un bel po' diverso, ma temo che sia più colpa nostra che tua...

lunedì 20 dicembre 2010

AIUTO.... parte seconda

Sabato
2:30 (di notte), casa
Il ragazzo della Koinqvilina Gentile chiama al telefono di casa, per 4 volte, perché la sua ragazza è in giro e non risponde al cellulare. ISTINTI OMICIDI.

5.00, casa
La sveglia suona, Indiana Michi si alza, si veste, prende la valigia, va alla stazione e prende il treno per l'aeroporto.



6.00, aeroporto
IL DELIRIO. La fila di cui sopra ora attraversa tutto l'aeroporto, tutti i voli cancellati, gente che dorme per terra, bambini che piangono, gente isterica, polizia ad ogni angolo.



Trovo miracolosamente un'impiegata Lufthansa a cui chiedo informazioni. Unica risposta: "mettiti in fila". Inizio a inquietarmi. Le chiedo se posso richiedere un rimborso via internet, o per telefono. "No, mettiti in fila". Inizio a vedere rosso. Le dico nel mio splendido tedesco che non ho nessuna intenzione di passare 2 giorni in fila all'aeroporto di Francoforte, che è assurdo che non ci sia altro modo per organizzarsi, che non voglio stare in aeroporto un minuto di più del ragionevole. Una sua collega molto più gentile mi prende in carico e mi spiega che non possono ridarmi il bagaglio, ma me lo spediscono a casa, per il rimborso purtroppo devo fare la fila. Mi dà il modulo per la spedizione del bagaglio, dicendomi di darglielo appena compilato e si allontana un attimo.
Compilo il tutto e do il foglio alla collega.
"Signorina, ma cosa crede? Mica mi prendo la responsabilità del suo bagaglio, lo porti all'ufficio corrispondente!"
"Ah, scusi... Dove si trova?"
"Alla stazione"
"Capisco... E dove alla stazione?"
"Alla stazione dei treni, e dove se no? (Sottotitolo: ma sei deficiente?)"
"Grazie, ma dove? Lo lascio sul binario? O forse nel treno?"
"Allo sportello"
e se ne va.



Per fortuna torna l'altra e, gentilissima, risolve tutto. Dico ciao ciao all'aeroporto e vado alla stazione.

7.00 stazione di Francoforte aeroporto.
Mi metto in fila per prendere il biglietto del treno. Dopo circa 3/4 d'ora riesco a comprare il biglietto senza problemi.

ore 8.30 stazione di Francoforte aeroporto, nevica (dentro la stazione - teoricamente chiusa -, i vetri sono rotti)
prendo il primo treno

...
...
...

Domenica, ore 16.30, Roma
Dopo 17 ore di treno, con pausa di una notte in cui Indy mi ha ospitato in modo da non fare tutta una tirata (era più o meno di strada) arrivo a Roma Termini.



Distrutta. Ma ce l'ho fatta, in barba all'aeroporto di Francoforte. Ora aspetto la valigia (tenete le dita incrociate per me......)

domenica 19 dicembre 2010

AIUTO.......

Dopo un fine settimana con AmicaFrancese in cui Alex mi ha fatto da supporto tecnico in linea per un disgraziatissimo script Linux che non voleva funzionare... Dopo una settimana a Berna a lavorare fino alle 2 di notte sulle simulazioni che non funzionano e quando funzionano sono sbagliate...

Giovedì, ore 08.00, a qualche chilometro da Berna

Suona la sveglia. Indiana Michi si veste, prende le due valigie, paga l'albergo e prende la metro per Berna

ore 9.00 Berna
Indiana Michi compra il biglietto per la Germania

ore 9.15 Berna
Indiana Michi va all'università (valigie comprese) a salutare prof e colleghi. Ci mette 20 minuti a percorrere 500 metri, complice la neve.



ore 11.00 Treno
Sale sul treno, è perfino riuscita a comprarsi il pranzo. Studia l'articolo complicatissimo che non ha fatto in tempo a finire nei giorni scorsi.

ore 15.00 Germania
Indiana Michi scende dal treno (nevica) e con le sue valigie prende il bus per l'uni

ore 15.30 Università
Indiana Michi presenta l'articolo difficilissimo ai suoi colleghi, che non hanno grandi basi per capirlo.

ore 17.00
Indiana Michi prende il bus, arriva a casa, poggia le valigie, riesce (voce del verbo ri-uscie, uscire di nuovo) immediatamente per comprare il regalo a Indy e a un po' di regali sparsi, fa la spesa di cose buone teteske da portare a Roma, torna a casa alle 21.



ore 21.00
parla un paio d'ore con Indy, smonta le valigie da Berna e fa le valigie per il giorno dopo. Finisce intorno alle 12.



Venerdì
ore 7.00
Indiana Michi si sveglia, controlla i voli da Francoforte (qualche volo cancellato, ma per Roma tutto ok) si lava i capelli, si veste, va all'uni con le valigie, va in laboratorio. Non nevica.

ore 9.00
Esce dal laboratorio, va in ufficio, lavora. Alle 11.30 mangia (sta in Krukkonia, gli orari sono quelli), poi deve parlare col Prof. Alle 2 ha il treno per l'aeroporto. Il volo per Roma è confermato, niente ritardo. Non nevica.

ore 13.55 ufficio
il Prof arriva e discutono di lavoro per una mezz'ora (per fortuna che aveva il treno alle 2...). Indiana Michi corre a prendere l'autobus e il treno successivo. Due treni soppressi, arriva comunque all'aeroporto 1h e mezza prima della partenza.

ore 15 aeroporto
l'aeroporto di Francoforte è in delirio, 200 metri di fila per gli sportelli Lufthansa. Fila unica per il check in e/o l'imbarco del bagaglio per i voli in partenza, la richiesta di cambio volo e albergo per i voli cancellati, le informazioni, i rimborsi. Dopo aver litigato per una mezz'ora con quattro persone diverse ("Mi scusi, voi volete farmi fare 4 ore di fila per imbarcare la valigia su un volo che parte fra un ora?") un impiegato intelligente mi piazza nella fila della prima classe, che dura solo un'ora. Il volo non è cancellato né ritardato, a differenza di gran parte degli altri.

ore 17 aeroporto
Indiana Michi passa i controlli di sicurezza, dopo essere stata fermata, perquisita, e costretta ad aprire la valigia a mano contenente 2 chili di maultaschen, 8 formaggi puzzolenti, 3 mattoni definiti colloquialmente "dolci al marzapane" e regali vari.



ore 17.30 gate
finalmente si parte. Gente disperata, partita il giorno prima dall'America a cui hanno cancellato già 4 voli,  che ha dormito in aeroporto, che ha le occhiaie fin per terra. Italiani caciaroni che chiamano la mamma/la fidanzata/la moglie ecc dicendo "si, ce l'abbiamo fatta, partiamo!!!" Chiamano l'imbarco.

ore 18.00 gate
"Abbiamo una brutta notizia, il volo è cancellato. Non possiamo restituirvi le valigie, verranno imbarcate con voi sul prossimo volo disponibile. Ci scusiamo per il disagio, andate alle biglietterie (la fila di cui sopra, ndr) per ulteriori informazioni e per cambiare il biglietto.

ore 18.01 hall A
Indiana Michi rifà la fila per la prima classe e dopo un'ora parla con l'impiegata. Cambia il biglietto con il primo volo la mattina dopo, alle 7.30. Il bagaglio è direttamente imbarcato sul prossimo volo.

ore 20.30 casa
Indiana Michi arriva a casa, mangia le schifezze che aveva comprato da McDonald's come cena, chiacchiera con Indy e va a dormire.



...to be continued....

lunedì 13 dicembre 2010

Riassuntino veloce

Ecco un riassunto degli ultimi dieci giorni:



stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

STRESS

Personaggi e interpreti: 
Indiana Michi
Murphy (quello della legge di)
La neve e gli aeroporti bloccati
Il computer che non collabora
Le simulazioni che non simulano
Gli script che non funzionano
I file che non si leggono
Gli aerei che non partono
Gli autobus che non passano
L'accesso al supercomputer che non accede.

Ne sono uscita solo grazie all'aiuto di Alex, di Angelo e del tecnico dell'università. GRAZIE INFINITE.


Ora ho un solo desiderio:

DORMIRE


ma per realizzarlo devo aspettare ancora 5-6 giorni...

P.S.: nei prossimi giorni vi racconto il tutto con piu calma :)

mercoledì 1 dicembre 2010

Preghiera universale

Senti,
non lo so se ci sei, dove sei o se puoi farci qualcosa... ma....

La settimana scorsa dovevo fare di corsissima una serie di cose, con l'aiuto del computer.
Il computer non funziona.
Poi per fortuna una mia collega mi ha offerto il suo computer.

Poi dovevo fare una cosa ancora più di corsissima con il super computer.
Si è bloccato dopo circa 10 minuti ed è rimasto bloccato per 5 giorni.

Ora è tornato in funzione.
e io non riesco più ad accedere (fino a ieri ci riuscivo, naturalmente).

Il tecnico non c'è e quando c'è non risponde.

La settimana scorsa ho scoperto che fra due giorni devo andare a Uppsala in giornata per burocrazia.

Ora ascoltami bene. Non mi sto divertendo. Non è che uso il supercomputer per i videogiochi. Lo uso per LAVORO. E devo finire il lavoro entro due settimane IMPROROGABILI. E hai rotto.

Ora tu, oscura, sadica, insopportabile divinità della tecnologia la smetti di rompere e mi fai funzionare tutto in modo da finire il lavoro entro due settimane.

Perché questo accanimento non me lo merito. Ecco.


AGGIORNAMENTO

Non riesco più ad accedere perché il mio account è stato disabilitato non dal tecnico che ho contattato ma da un altro di livello superiore. Non solo pare che non si possa riattivare, ma per farne uno nuovo ci vuole almeno una settimana.

Ho tanta voglia di piangere.