giovedì 30 settembre 2010

Spleen

Stanca
Sono stanca
Distrutta
Fra un mese parto
Non ho finito quello che dovevo fare qui
Anzi, non ho nemmeno iniziato
Sono stata tradita da una persona di cui mi fidavo
che ha distrutto alcuni miei sogni come un bicchiere di cristallo sotto al tacco di uno stivale
Ho scritto tante cose
Ma mai da sola
Come se avessi sempre bisogno di una correzione
Come se da sola non ce la potessi fare
Come se non fossi all'altezza.

Non voglio partire
Eppure voglio tornare ad avere una vita normale
Fare un corso di tedesco dove parlano tedesco
E non dovermi dire "solo per due mesi che poi devo partire"
Prendere delle abitudini
Senza la paura di "come farò a farne a meno poi?"

Voglio divertirmi anche in Germania
Voglio essere felice
Voglio conoscere gente
Voglio ballare
Voglio ridere anche lì
Voglio sconfiggere questo mostro

Lo odio
A volte mi sveglio odiandolo
Mi sveglio con lo stomaco contratto, pensando ai sogni che avevo, che lui ha ridotto in pezzettini senza nemmeno rendersene conto, senza nemmeno rendersi conto che esistevo
Che ero una persona
Che mi doveva qualcosa.
Lo odio come non ho mai odiato nessuno
O forse semplicemente non ho mai odiato nessuno prima di lui.
Ma quando lo sento sono gentile
Simpatica
Ma dentro ho una lama di ghiaccio
E lo odio.

Mi mancherà la pasta Migros
Mi mancherà cucinare a pranzo
Mi mancherà il treno di mattina
Mi mancherà la passeggiata
Mi mancherà cenare con qualcuno
avere qualcuno con cui organizzare il week end.

Sono stanca.

mercoledì 29 settembre 2010

E se me ne tornassi al letto?

Stamattina la scuola di lingua mi ha detto che devo pagare di nuovo qualcosa che ho già pagato perchè si sono persi la ricevuta. E io non so dove sia.

Arrivata all'università il bellissimo capitolo del libri che sto scrivendo, salvato nella sua ultima e unica versione ieri (la versione immediatamente precedente è completamente diversa, ieri ero ispirata), si è trasformato in questo:
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Posso ricominciare da capo la giornata  PER FAVORE?


Post scriptum delle 8: naturalmente stasera ho dimenticato IL file all'università, me ne sono accorta quando ero già alla stazione, e ho perso mezz'ora per andare a riprenderlo.... UFFFFFFIIIIIIIII

lunedì 27 settembre 2010

Record

Sabato sera nel giro di mezz'ora ho parlato nell'ordine: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e portoghese.
Viva la vita erasmus.

lunedì 20 settembre 2010

treni felici, treni tristi

I treni non sono tutti uguali. Alcuni sono particolarmente felici. Quelli di maggio, pieni di scolaresche caciarone e supereccitate dalla "gita", ad esempio. O quelli della fine di luglio, inizio di agosto, ingombri di valigie, di creme solari, di voglia di ritornare a casa per chi vive lontano, di scoprire mondi lontani per chi vive a casa. O quelli del 20 dicembre, ingombri di pacchi e pacchetti colorati e spiegazzai, di bianchera da lavare, di cose strane da mangiare sotto l'albero, di messaggini inviati a raffica "sto tornando, ci vediamo?". O quelli del venerdì pomeriggio.
I treni del venerdì pomeriggio sono i più felici di tutti. Sono treni che se solo Trenitalia li dotasse di pedali viaggerebbero alla velocità della luce, spinti dal desiderio di stare assieme, di baci, coccole, di "finalmente tre giorni insieme" che poi sono due, ma sembrano infiniti. Spinti dai mille programmi che si affollano in quelle poche 48 ore come se fossero elastiche  "E poi andiamo a fare un giro, a cena fuori, al museo, al cinema, a ballare, in giro per negozi (o per librerie), dagli amici, a prendere l'aperitivo in piazza...". E ad ogni stazione ci sono visi sorridenti, impazienti che sbirciano dai finestrini luridi alla vista di altri visi altrettanto sorridenti, altrettanto impazienti e "sbircianti".

Poi ci sono i treni tristi. Quelli della fine di agosto, inizio settembre, abbronzati, accaldati, con i capelli chiari di sole e gli occhi sognanti. Quelli del 6 gennaio, o del primo per molti di quelli che devono passare la frontiera.
Ma i più tristi sono i treni della domenica pomeriggio, gli unici che si spera sempre siano in ritardo, o ancora meglio, soppressi, ma non lo sono mai. Se i desideri e le preghiere potessero cambiare la realtà non partirebbero treni da mezzogiorno della domenica al mezzogiorno del lunedì. Sono treni frenati dai baci dagli abbracci infiniti contando i secondi (dai, abbracciamo ancora, che non parte almeno per i prossimi 40 secondi), dai cuoricini disegnati sulla polvere dei finestrini, del, "dai che ci rivediamo presto, e poi stasera ci sentiamo su skype", degli sguardi lacrimosi al di là del vetro. Sono treni che si vanno a prendere in due quando poi si parte da soli, sono i treni salutati da tante mani oscillanti e qualche lacrimone, con una mano già sul cellulare per una telefonata o un messaggio che possa far diminuire la mancanza e il magone.

Mi sono stufata di prendere treni tristi.

martedì 14 settembre 2010

6 minuti

Abito un po' fuori Berna, e tutte le mattine per raggiungere il centro prendo il treno. Dalla mia stazione al capolinea sono 6 minuti di viaggio.
Porto sempre con me un libro, l'ultimo che ho letto è un capolavoro.
In quei sei minuti, in quelle 10-20 pagine che leggevo mi aprivano un nuovo mondo. Un mondo che mi accompagnava al lavoro la mattina e che mi riportava a casa la sera. Un mondo che ha cambiato il mio modo di vedere ciò che mi circonda, che mi lasciato spesso stupita, che mi ha abbagliato come una lampadina troppo forte lasciando un "alone" che non è ancora scomparso. Credo che sia il romanzo più bello che io abbia letto negli ultimi anni, se volete saperne di più ne parlo qui.

Libri del genere mi ricordano perché adoro la lettura.


lunedì 13 settembre 2010

L'autobussista sguizzero

La settimana scorsa sono andata a fare un giro con la mia amica italiana. Dato che prevedevamo una passeggiata di circa 3 ore in giro per le colline intorno a Berna abbiamo deciso di prendere l'autobus per attraversare la città e arrivare all'inizio della passeggiata.
Sole.
Caldo.
Domenica pomeriggio.
Le strade centrali di Berna sono chiuse al traffico con la sola eccezione di una linea di autobus, quindi la strada era completamente occupata da turisti/gruppi di pensionati in gita/paesani in visita/bernesi a passeggio.

Se fosse successo in Italia l'autobussista avrebbe suonato come un pazzo sbraitando improperi dal finestrino e avanzando lentamente ma inesorabilmente in odo da spiaccicare solo un paio di persone a mo' di avvertimento.
Se fosse successo in Germania l'autobussista avrebbe continuato a  camminare imperterrito schiacciando turisti su turisti. Non hai il diritto di camminare qui? Allora io ho il diritto di spiaccicarti.
Se fosse successo in Francia l'autobussista avrebbe suonato e sarebbe passato a mezzo millimetro dal gomito del turista più esterno.
Se fosse successo in Inghilterra i turisti non sarebbero stati in mezzo alla strada perché sarebbero stati sul marciapiede a guardare i negozi.

In Svizzera l'autobussista non ha suonato, non ha fatto un fiato, si è fermato e ha aspettato che (con mooooolta calma) si spostassero.

Ora avrei un dubbio: si tratta di un grande esempio di civiltà o del semplice risultato di millenni a contatto con le mucche?

giovedì 9 settembre 2010

Misery 2 la vendetta

Gentile signor Indiana Acca,
circa 7 anni fa ho seguito una sua conferenza geologica in cui diceva che la pietra di cui è lastricata la Piazza Rossa di Mosca viene dalla formazione Nonsocomesichiama del Nonsondostan meridionale. Essendo andato a Mosca il mese scorso vorrei dirle che si è sbagliato, la pietra di cui è lastricata la piazza Rossa non ha niente a che vedere con quella della formazione Nonsocomesichiama.


Cordiali saluti


Un suo fan


P.S.: se si chiede come ho fatto ad avere il suo indirizzo e-mail sappia che l'ho ricevuto dal capo di quella sua collega con cui lei ha collaborato anni fa.



Ma che Indy c'ha la calamita per gli psicopatici??? Questa cosa mi inquieta sempre di più.....



P.S.: una rapida ricerca su Internet ha dato ragione a Indy. TIE'

venerdì 3 settembre 2010

Drogata di libri

C'è droga e droga. C'è chi di fa di eroina, chi di marijuana, chi di nicotina (evviva il mio papà che ha smesso di fumare di botto e da due mesi non tocca una sigaretta! bravissimo papo!), chi di cioccolata, chi di shopping e chi più ne ha più ne metta.

Io mi faccio di libri (oltre che di cioccolata fondente, e di gnocchetti verdi, quando ne ho la possibilità).


Detta così sembra un'idiozia. Invece no, si tratta di una cosa molto seria, quasi un caso clinico.
Io vivo in Germania (ok, adesso in Svizzera, ma di base in Germania). In Germania parlano tedesco, e scrivono e pubblicano libri in tedesco. Io sto faticosamente studiando tedesco, ma non sono per niente brava. Per parlare parlo, è che poi non capisco la risposta, usano parole assurde e io sto lì a cercare di ricordarmi se "erhalten" significa qualcosa tipo "fermare" e non capisco niente (anche perché in effetti significa "ricevere"). Se leggo libri in tedesco mi areno dopo un paio di pagine, e ore di ricerche nei vocabolari.

Il che significa che in Germania non compro libri perché non li capisco. Nemmeno in Svizzera compro libri, perché sono a Berna, parlano tedesco, vendono libri in tedesco* e non è che li capisca di più di quelli della Germania, senza contare il fatto che essendo importati costano il doppio. Posso sempre comprare libri in inglese, ma la scelta è molto limitata.

E quindi mi sento in crisi d'astinenza. Sentendomi in crisi d'astinenza appena vado in un paese di cui parlo la lingua (Italia, Francia, Inghilterra) compro chili chili chili e chili di libri. A Parigi in 8 giorni ne ho comprati 18. In Italia da Indy circa 8. A Ginevra in due giorni una decina. A Bologna qualche tempo fa credo una ventina. Il che porta alla creazione del "problema spazio".  Qui a Berna ho in libreria 130 libri (contati), moltissimi dei quali comprati negli ultimi mesi. Sto qui solo per sei mesi, poi me li dovrò riportare in Germania. la mia libreria tedesca già scoppia, e se penso che un giorno me ne dovrò andare da lì mi viene l'orticaria anche solo a pensare a quante casse di libri mi toccherà portarmi dietro. Per metterli dove? Non ne ho idea, a Roma le mie librerie sono già pienissime, con i libri su due strati. Quando un giorno avrò una casa mia mi servirà una stanza adibita a biblioteca tipo "La Bella e la Bestia" (che invidia ogni volta che lo vedo, GRRRR)



E' che non posso farne a meno. Li vedo, li amo, li compro. E compro libri che so benissimo che probabilmente non leggerò mai. Tipo "Il tamburo di latta" di Günther Grass, che in teoria mi interessa, che in teoria vorrei leggere, ma che in pratica non ho il fegato di aprire. O "Per la pace perpetua" di Immanuel Kant, autore che adoravo alle superiori, ma figurati se poi mi metto a leggerlo... Quindi io mi riempio la libreria di libri per sopravvivere nei momenti di magra, quei momenti in cui sono in Germania, ho voglia di leggere e non posso comprare libri nuovi. Solo che io viaggio per un paese di cui conosco la lingua minimo una volta al mese, il che significa che compro dai 10 ai 30 libri al mese. Dall'inizio dell'anno ne ho letti 47. Insomma, dovrei averne abbastanza di riserve, no? Pare di no, continuo a comprare libri su libri su libri, e a leggerne una piccola parte.



E non mi basta mai.

Dottore, è grave????


*Se ve lo state chiedendo no, non si trovano molti libri in francese a Berna, non più di quanto non si trovino i libri in inglese. E comunque costano fra il doppio e il triplo del prezzo normale.

giovedì 2 settembre 2010

SOS Misery

Avete mai visto il film Misery non deve morire? Per chi avesse non l'avesse visto parla di uno scrittore che in seguito ad un incidente di auto si ritrova soccorso e gentilmente curato da una sua grande fan. Fan che si dimostra sempre più schizzata. Fra le altre cose lo obbliga a far resuscitare l'eroina dei suoi romanzi che il povero disgraziato aveva avuto la malaugurata idea di far morire (Misery, appunto). Naturalmente si scopre che era stata lei a sabotare l'auto per farlo andare fuori di strada, ma per fortuna dopo una scena alquanto splatter che io ho vagamente intravisto nell'incavo fra l'anulare e il mignolo (vedi foto) finisce insperabilmente bene.



Ora, io sono molto preoccupata perché Indy ha incontrato una probabile emula della protagonista del film, che per privacy chiameremo Misery. Quest'estate Indy ha fatto un ciclo di conferenze di paleontologia (non per niente è il paleontologo del mio cuore), e ogni volta venivano parecchie persone.
E poi è arrivata Misery, che lo fissava come ipnotizzata prendendo per tutto il tempo appunti con una piccola scrittura fitta fitta. Dopo che Indy ha spiegato almeno tre volte il fenomeno della dolomitizzazione l'attentissima Misery gli ha chiesto come avviene la dolomitizzazione.
La volta dopo c'ero anche io. E Misery è tornata. Con un risolino inquietante ha detto "eh, sai, non capisco mai la mia scrittura quando prendo appunti". E ha ripreso appunti per tutto il tempo, prendendo poi da parte Indy per chiedergli come funzionasse la dolomitizzazione. E Indy ha iniziato a preoccuparsi.
Dopo la cortese risposta Indy mi ha preso per mano (giusto per sottolineare il fatto che ha una ragazza terrona, robusta e pronta a dargli man forte se necessario) ed è scappato a gambe levate.
La volta dopo Misery non c'era, ma la successiva è ricomparsa.



Per fortuna il ciclo di conferenze è finito, ma ora iniziano le lezioni per le scuole.
Io vi avverto. Se Misery si ripresenta, magari abilmente camuffata in modo da confondersi (vedere foto), io la denuncio per stalking ai danni di Indy.

mercoledì 1 settembre 2010

Non capisco...

La situazione economica in Africa, si sa, non è certo rosea. Enorme divario fra i pochi ricchi e i tanti poveri, sviluppo parziale e spesso mal gestito, una storia coloniale alle spalle che ha principalmente distrutto senza proporre nuove basi per costruire, non solo sul piano economico ma soprattutto sul piano sociale, e di speranze di cambiare la situazione ce ne sono poche, almeno così dice mio fratello, che ne sa certo più di me (qui parlo della sua posizione al riguardo). Ma sto divagando.... Quello che non capisco è:

Vi sembra possibile che io debba ricevere almeno cinque mail al giorno da parte di sedicenti vedove africane senza figli malate di cancro e con pochi mesi di vita di fronte a loro, che vogliono mettere sul mio conto in banca milioni e milioni di dollari? E perché proprio a me?

Ma soprattutto: c'è pure qualcuno che ci casca????

P.S.: per non parlare delle innumerevoli lotterie alle quali vinco senza nemmeno aver partecipato... MIRACOLOOOOO!!!!

P.P.S: speravate in un post serio, eh? In effetti qualcosina di serio da dire al riguardo ce l'avrei, magari prossimamente...

ci sono cose che non si possono comprare.......

Venir sorpresi da uno sgrullone di pioggia all'uscita della metro e cantare e ballare "I'm singing in the rain" con le amiche andando verso l'albergo.

Le amiche che ci sono al momento del bisogno.

Fare colazione mangiando a morsi una mezza baguette camminando di fronte al museo di storia naturale.

Il ricevimento alla Galleria dell'evoluzione e sgranocchiare una tartina fra gli elefanti e i dodo.

Parlare intercambiabilmente inglese-francese-tedesco-italiano.

Ordinare al libanese un dolce dal nome incomprensibile da spartire in otto e vedersi portare una microcoppetta di una specie di pannacotta con otto cucchiaini, sotto gli sguardi attoniti del cameriere.

Il latte.

Uscire, camminare e sapere di essere a Parigi.

Sentir parlare francese ovunque.

Sentirsi dire: l'importante non siamo noi prof, siete voi studenti, e siete voi ad avere potere decisionale, non noi. E sapere che nel nostro caso è vero.

Tornare in un luogo caro del passato e capire che per fortuna il tempo nquon ha cambiato nulla, e che a differenza di quanto mi aspettassi niente è perduto.

....per tutto il resto c'é la burocrazia crucca (questa ve la spiego quando ne esco).