venerdì 16 luglio 2010

Indiana Michi e le Zanzare (ovvero la fragilità dell'Uomo)

Nello scorso post ho citato le zanzare. Ecco la storia completa (maledette loro e le zecche, GRRRRR).
Quattro anni fa era il 2006, mitico anno di mondiali vinti dall'Italia, ma soprattutto del primo scavo all'estero di Indiana Michi. Sono andata in Krukkonia, in un superscavo importantissimo e in contemporanea alla prima settimana di mondiali.

Un mitico giorno trovo un cosino che non si capiva bene cosa fosse. Era il pezzo più importante trovato fino a quel momento. Grande, grandissimo momento di gloria (sorvoliamo sul fatto che la settimana dopo hanno trovato il pezzo da 90, quello che ha fatto il giro del mondo su tutti i giornali eccetera. E comunque il mio pezzo è più bello, oh).



Se non che la sera... doccia... qualcosa sulla spalla.... ARGH! Zecca! Considerando il fatto che ero nella zona endemica del Morbo di Lyme (a quanto ho capito una sorta di meningite molto pericolosa se non è presa proprio all'inizio), che ero in un paese straniero, in un posto sperduto della campagna krukka meridionale, che non parlavo una parola di tedesco e che nel paesino non c'erano medici devo dire che mi sono comportata abbastanza bene. Niente panico, aspetto di tornare in Italia, parlo con il medico. Mi dice di stare tranquilla, di tornare da lui subito nel caso dei seguenti sintomi: svenimenti, giramenti di testa, febbre, debolezza eccessiva. Dato che la temperatura si aggirava fra i 30 e i 40°C ho avuto bisogno di molto sangue freddo per non correre da lui ogni 30 secondi.

Comunque tutto è bene ciò che finisce bene: niente meningite e un mesetto dopo sono tornata in Krukkonia per un altro scavo (recidiva).

Una sera mi pungono delle zanzare sulle gambe. Una in particolare, astronoma dilettante probabilmente, ha disegnato una simpatica costellazione tipo pleiadi sulla mia caviglia.


Due giorni dopo le pleiadi erano ancora lì. Al ritorno in Italia mi facevano malissimo ho passato una nottata d'inferno, con la gamba bollente e il ghiaccio sulle pleiadi, che si erano fuse in una sola gigante rossa.

Il giorno dopo sono partita per la Puglia con gli amici, sono quindi andata alla guardia medica. Quando ho detto che si trattava di zanzare mi hanno preso per scema, secondo loro doveva essere un ragno enorme, uno scorpione, un cobra, Alien, una cosa del genere insomma.  Una settimana di Cortisone e antibiotico.



Dopo una settimana di mare MOLTO divertente, sono andata in montagna. Dopo un paio di giorni dalla fine della terapia la gigante rossa era diventata enorme e quasi fluorescente. La gamba era una zampogna. Ospedale, impacco di antibiotico per due giorni, Indiana Michi massacrata ma gigante rossa debellata.

Da allora ogni tanto le punture di zanzara mi iniziano a fare lo stesso scherzo, ci metto la cremina e di solito passa. Adesso sono 4 giorni che non passa, ma sono fiduciosa.

Solo che tutta questa storia mi fa pensare.  di anni fa per una cosa del genere avrei come minimo perso la gamba 8se mi andava bene). Una puntura di insetto (o meglio due, secondo me è colpa della zecca). Non insetti strani,  due insettini banali che si trovano normalmente nei nostri prati.

Insomma, noi andiamo sulla luna, simuliamo al computer il comportamento delle particelle anarchiche, dipingiamo la Cappella Sistina, poi arriva uno stupidissimo cosino a sei zampe e zac... finito.

Una bella lezione di umiltà.

giovedì 15 luglio 2010

Ci sono giorni...

Ci sono giorni che cominciano male

Ci sono giorni in cui ci si sveglia e ci si accorge che la crema non ha fatto effetto e le punture di zanzara stanno prendendo una brutta piega.

Ci sono giorni in cui il primo pensiero della mattinata corre a 4 anni fa, ai medici che mi prendevano in giro e all'impacco di antibiotico per due giorni.

Ci sono giorni in cui apri gli occhi pensando ala fragilità della vita umana.

Per fortuna non tutti i giorni che iniziano male finiscono nello stesso modo.

Capita ad esempio che si decida con i colleghi di andare a nuotare nell'Aare, il fiume di Berna.



L'Aare non è navigabile (o comunque è chiuso alla navigazione), temperatura intorno ai 18-20°C (BRRRRRR, ma sempre meno freddo), profondo circa 2 metri, corrente fortissima, lo zoo da una parte, spiagge, campeggi e piscine dall'altra. D'estate i Bernesi lasciano le loro cose su un pratone a valle (e nessuno ruba niente!!), risalgono il fiume,  si buttano, si lasciano trasportare dalla corrente per qualche chilometro, per uscire si aggrappano a uno dei pali appositamente designati e ricominciano.

Bellissimo.

Oltre a nuotare abbiamo giocato a ping pong, trovato una bellissima foca viola subito battezzata "Steffi", fatto foto, riso, fatto il bagno in piscina, ci siamo ustionati... Insomma, proprio bello.

Dovevamo passare l'i solo la pausa pranzo, ce ne siamo andati alle 6!

Alle 6 la mia amica francese mi propone di andare a Interlaken per dare un'occhiata insieme ad un'altra amica. Ero massacrata, ma alla fin fine perchè no? Magari saremmo riuscite a vedere anche Spiez.

Arriviamo a Spiez con il treno e inizia a diluviare.... Vabbè dai, a Interlaken non diluvierà, è tutto sereno in quella direzione! Infatti inizia a diluviare solo 10 minuti dopo essere scese dal treno. Ci prende l'attacco di ridarola, facciamo foto stupide, cantiamo "I'm singing in the rain", la mia amica francese mi chiede di insegnarle "Sarà perché ti amo" (grande successo in Francia).

Poi passiamo a "Ti amo", altro grande successo al di là delle Alpi.

Decidiamo di andarcene, il primo treno sarebbe stato mezz'ora dopo,  ne approfittiamo per fare un giro (quando abbiamo deciso di andarcene ha smesso di piovere). Interlaken è carina, ma molto turistica. Foto idiote con i piú brutti souvenir svizzeri, un accenno di balletto di Wakawaka per la strada.

Decidiamo di prendere il treno successivo, e dopo 10 minuti inizia a diluviare. Sosta in un negozio con i saldi del 30%, il vestito è passato da 499 CHF a 538. Alla faccia dei saldi!

Torniamo alla stazione e pensiamo a che fortuna abbiamo avuto a prendere il treno, se no dovevamo rimanere a Intelaken dormire al Grand Hotel vicino al negozio di vestiti, e avremmo pagato 400 franchi a persona a notte, colazione esclusa, che con il 30 % di sconto fa 500 franchi a persona. Ci mettiamo a cantare "Hey, das geht ab, wir feiern die ganze nacht DIE GANZE NACHT!!!!". Un ragazzo co si avvicina e piú o meno ci invita in discoteca con lui. Ha avuto maggior fortuna con le punk vicino a noi.

In treno in delirio. Facciamo il balletto per la canzone di cui sopra. E per I gotta feeling. E cantiamo Sarà perché ti amo. E ridiamo. E facciamo foto idiote. E decidiamo di mandare i video a "Nouvelle star", ci prenderanno senza dubbio. Fra l'altro la ragazza svizzera a un certo punto esegue uno strano ritmo battendo mani e gomiti sul tavolo, dice di averlo imparato a scuola, questi oltre che di Jodel fanno anche scuola di schuhplattler??? (eppure pensavo fosse solo tirolese)


Insomma, una giornata spettacolare e folle!!! Evviva il mio secondo ERASMUS!!!!!!!!!!

lunedì 12 luglio 2010

Lettera minatoria

Alla cortese attenzione del Signor Capo di Indiana Acca:


Egregio Signor Capo di Indiana Acca,


Indiana Acca è nelle mie mani. Se lo rivolete indietro dovrete pagarmi 10 milioni di sesterzi in pezzi piccoli, vi farò sapere in seguito le modalitá di consegna.


Se non avete i sesterzi o non volete riprendervelo me lo tengo volentieri, ma lui richiede che gli venga comunque pagato lo stipendio.


Cordiali saluti



Stamattina questa idea non me la potevo togliere dalla testa. 

Il momento del distacco mi fa brutti scherzi....

mercoledì 7 luglio 2010

Dedicato a te

TU, che fino a tre settimane fa ti lamentavi del freddo per telefono, per facebook, per msn, per mail, per skype e di persona...

TU, che ogni mezzo minuto ripetevi "ma possibile che ci sia un tempo così schifoso a GIUGNO?"

TU, che sognavi sole, mare, cielo azzurro.



TU adesso mi rompi le scatole per il caldo.

IO da una settimana gioisco per il caldo E NON LO SCRIVO PER SCARAMANZIA (che comunque sabato ha diluviato e oggi faceva freddino); da una settimana mi sveglio, vedo il sole sul muro davanti a me  e spero di non stare ancora dormendo; da una settimana metto i vestiti estivi comprati un anno fa e mai potuti indossare; da una settimana ho i piedi pieni di vesciche e nemmeno me la prendo, visto che significano che è estate.

le scarpe dei miei sogni, che fine hanno fatto???


TU su facebook mi dici "beata te che piove, come vorrei stare lì"

Ehi TU, ti auguro i prossimi 15 anni così composti: inverno freddissimo e grigio (con sprazzi di neve ma non molti che se no rischi di divertirti troppo) di 9 mesi in cui per vedere il sole devi prendere l'aereo o farti almeno 7 ore di treno, altri due mesi di pioggerellina bastarda o diluvio con vento a millemila nodi incluso, infine un mese con due giorni ogni tre di sole caldo, bollente, afoso, terribilmente estenuante, e gli altri di freddo, grigio, vento.



FORSE COSÍ LA SMETTI DI ROMPERE.

domenica 4 luglio 2010

Grandi quesiti esistenziali

Ieri sera ho finalmente dato una risposta a uno dei grandi quesiti esistenziali che hanno attanagliato l'umanità per secoli, ovvero: a cosa servono le sopracciglia?
Dopo una nottata passata in una spettacolare discoteca di Berna, con millemila persone, spazio vitale di circa 30 cenrtimetri quadrati, una temperatura minima di 35 gradi, umidità del 150%, finestre sbarrate, ho finalmente capito a cosa servono le sopracciglia: a non far colare il sudore sugli occhi trasformando un gruppo di ragazze tutte in tiro che si dimenano sensualmente in un branco di panda zompettanti.
Eh, l'evoluzione ha pensato proprio a tutto!!!

foto: se l'evoluzione non avesse creato le sopracciglia questo sarebbe lo stato di una sensuale ballerina tutta truccata dopo aver passato mezz'ora in una discoteca bernese  :)

sabato 3 luglio 2010

Evviva il mio papà!!!!!

Il mio papà è un grande papà.
Sa un sacco di cose. È appassionato di matematica, fisica e informatica. Se ciò non bastasse ha una passione per i nodi e gli origami. Poi si interessa di astronomia e geodesia. Inoltre non disdegna la calligrafia. Sa tutto di ogni meccanismo esistente nel mondo, dai giganteschi macchinari metallici usati nelle vecchie tipografie alle calcolatrici antiche, dall'astrolabio fino al computer. Sa costruire bellissimi aerei di carta che volano come decide lui (dritti, a spirale, facendo il giro della morte eccetera). Gioca a scacchi e a master mind, è un drago del campo minato.
Il mio papà adora la montagna (e odia il mare). Prima di partire per una passeggiata si prepara minuziosamente, controlla il percorso, lo carica sul GPS. Poi prepara tutte le cose da portare, borraccia, bussola, cartine, contapassi, fiaschetta di grappa per quando dovessimo fradiciarci come ci è successo tante volte, fischietto per chiedere aiuto, traduttore in alfabeto morse per l'invio e la ricezione (sempre per il fischietto), cordini e spaghi, impermeabile, ma non K-way perché fa sudare. Attacca tutto a una speciale cintura di sua invenzione, e quando cammina sembra Rambo. In montagna sa orientarsi senza bussola né cartina, mentre stranamente in città ha un'incredibile capacità di perdersi.
Il mio papà fa sempre un sacco di battute spiritose (che Indy regolarmente mi ripete la sera al telefono, presumibilmente intercettandole con qualche strano marchingegno visto che sta a 800 chilometri di distanza). Mamma non le capisce quasi mai, ma io sì, e quando gliele spiego o gli rispondo per le rime papà si gonfia tutto fiero.
Il mio papà è grande, morbido e forte, sa schiacciare le noci nell'incavo del gomito e allo stesso tempo è in grado di aggiustare gli oggetti più piccoli e delicati.
Il mio papà sa fare l'uncinetto e la maglia (anche se non li fa mai), perché alla fin fine sono sempre nodi...
Il mio papà cucina benissimo, solo che ogni volta che lo fa usa tre quarti delle pentole e dell'olio che ci sono in casa, e poi lascia la cucina in uno stato tale che mamma si mette le mani nei capelli e capisce che avrebbe fatto meno fatica a cucinare lei.
Il mio papà ha un grande difetto: fuma un sacco. Del resto si può capire, mamma ed io non ci siamo, e lui si sente solo. Fumando riempie un po' il tempo, e si coccola un po'. Ha provato tante volte a smettere, ma dopo aver mangiato mentine a gogo per un mese ha sempre ripreso. E' difficile
Ieri sera entrando su facebook ho letto una frase.

STO PENSANDO SERIAMENTE DI SMETTERE DI FUMARE

Questa frase significa tante cose. Significa che il mio papà sta facendo un primo passo importantissimo e molto molto difficile. Significa che ha bisogno di tempo, di appoggio, di coccole e di applausi.
Papo, io ci sono. Sono fierissima di te per questo primo passo che stai facendo, sei bravissimo. Prendi il tuo tempo, non sentirti pressato o tantomeno obbligato, sentiti piuttosto incoraggiato da tutti noi che ti vogliamo bene. Un applauso forte al mio papà.

venerdì 2 luglio 2010

Avrei voluto parlare...

Avrei voluto parlare del bel tempo che da lunedì ci ha degnato della sua attenzione. Caldissimo, soleggiato, mi ci voleva. Finalmente posso indossare (e macchiare... AAARGHHHHH, accidenti all'olioooo) i bellissimi vestiti estivi che da più di un anno giacciono intonsi nel mio armadio (l'estate londinese non è stata poi così calda).
Ieri ho messo un vestito nuovo e mi hanno detto che assomigliavo a una dea greca....


(NB, per evitare battute cretine: io la testa ce l'avevo)

Avrei voluto parlare della piscina bellissima dove abbiamo deciso di andare ogni giorno insieme ad AmicaFrancese. Dicono sia la piscina più grossa d'Europa, una vasca dalle dimensioni di un laghetto artificiale, dall'ingresso rigorosamente gratuito e le temperature non proprio amichevoli (ma vabbè).


Avrei voluto parlare della prossima settimana in cui vado a Ginevra. Nel fine settimana torno in Italia per il matrimonio di una mia amica, e questo mi rende davvero felice.



Avrei voluto parlare della straordinaria perizia che sto raggiungendo nella gestione dei file in linux, da qualche giorno lavoro sul cluster e sono diventata velocissima e molto efficiente (Alex, Angelo, se vedeste con che velocità lancio i comandi sareste fierissimi di me).



ma accidenti al computer sono due giorni che sto lottando contro uno stupido programma che mi da un errore che nè io (e ci vuole poco) nè tantomeno il mio AmicoEsperto capiamo. E accidentaccio a lui, se l'errore è quello che credo mi sa che mi tocca rilanciare il tutto da zero, il che significa almeno 10 giorni di lavoro sprecati.
Lo odio. Con tutto il cuore. E un pezzettino di milza. E anche parte del fegato, che come dice AmicoRitrovato, è quello che risente di più di queste situazioni.



Poi mi passa... tranquilli, appena riprende a funzionare o trovo l'errore (SPERO PRESTO)

giovedì 1 luglio 2010

Trenifrancia (SNCF)

Ieri parlavo con la mia AmicaFrancese dei treni, del post precedente e dei ritardi, e lei mi ha raccontato la seguente storia. Della serie: mica solo trenitalia (cre rimane comunque la peggiore, a mio personale nonchè assolutamente soggettivo parere).
Lo scorso weekend è andata a casa, e il treno diretto da Ginevra era stato soppresso. Quindi ha dovuto prendere due trenini scrausi ed è arrivata non so quanto tempo dopo. Lunedì sera è andata alla stazione per tornare qui a Berna, e buona parte dei treni erano cancellati causa sciopero. Il suo no. Miracolo?!?!?!?!?! Sale.... aspetta.... aspetta.... aspetta. Poi l'annuncio: il treno non parte causa assenza di conducente. Il conducente che aveva portato il treno fino a lì aveva finito il turno, e non ne trovavano altri. AmicaFrancese è tornata il giorno dopo.

Che dire... chapeau!