lunedì 19 aprile 2010

Frammenti della settimana

La chiusura della metro dall'aeroporto a Paddington, come l'ultima volta che sono partita.

Perdersi a Paddington.

L'albergo meravigliosamente inglese, e la colazione con le uova strapazzate.

Garibaldi (ne parlerò presto qui)

I miei colleghi&amici e la discussione sul libro.

L'ansia della presentazione che non c'entra niente col progetto.

"Trovo i tuoi risultati fantastici! E' molto di  più di quanto non abbia fatto chiunque altro in questo campo" ...caspiterina!

La cena da Nando's con le colleghe&amiche polacca e olandese.

Imparare a simulare un mondo (bello, bello, bello, bello, bellissimo!!!!).

Il buffet indiano, le maxi patatine fritte e l'evian.

Oxford e la mia amica conosciuta a uno scavo anni fa.

Il sole e la mia collega&amica americana che dice che è tutto merito mio :).

Le scarpe col tacco della mia collega&amica olandese, e la regola "ricordarsi sempre di portarte scarpe comode a un workshop".

HMV, 5 cd appena usciti per 35£ e 8 dvd per 36£.

Capire le presentazioni dei prof "very british" mentre l'anno scorso avrei al massimo letto quello che c'era scritto sul powerpoint.

Il giro al British e gli incontri inaspettati.

La nuvola di cenere.

L'amica&collega norvegese che ha 30 anni.

La passeggiata sul tamigi e l'incontro ancora più inaspettato.

Il giro in barca sul tamigi, noi che balliamo e il provolone che ...ci prova (e la gomitata che gli ho dato).

L'amico&collega inglese che si decide a ballare, il prof danese che è meglio di John Travolta.

We are family!


Le scale mobili al contrario.

Il prof inglese che mi dice che è stato contento di vedermi e mi abbraccia (era ubriaco)

Il giro per shopping nella strada dei negozi posh, il vestito di Alexander McQueen e il collare per chihuaua di Gucci.

Il patto della zip.

La pizza italiana.

Il mio prof che è un grande.

Il covent garden e il sestetto d'archi pazzerello.

Harrod's e le Pink Lady a 6£ al chilo.

Leggere spaparanzati nella poltrona di Starbucks bevendo un frappuccino alle fragole (una buona approssimazionedel paradiso).

"Inviata speciale a Londra"!

L'amica&collega francese che mi ospita, la cena a base di quinoa (o come si chiama) e pachino.

E soprattutto la sensazione di calore provata nel vedere che i supervisori del nostro progetto non ci trattano come cervelli da sfruttare ma come persone da aiutare a crescere.

Sono consapevole di essere incredibilmente fortunata.

11 commenti:

  1. ma questo paradiso a cosa è legato?!?

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  2. Di base adoro leggere spaparanzata su una poltrona. Ancora meglio se sgranocchio o bevo qualcosa di buono. In aggiunta: Starbucks mi piace un sacco, ma nella città in cui vivo non c'è, quindi non ci vado mai. E adoro Londra.
    Unendo i puntini esce fuori uno dei modi migliori di passare il tempo da sola che conosco.
    Era a questo che ti riferivi?

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  3. Beh son proprio contento per te.
    Il tuo post sprigiona allegria quasi contagiosa, vediamo se è così potente da contagiarmi almeno un poco (e tu sai quanto ne avrei bisogno) ;-)

    Ah, mi presenti la collega norvegese (ma se merita pure l'olandese con il tacco!)? :-D :-D :-D

    ---Alex

    PS = No, ti prego, Starbucks nooooooooooo

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  4. Per l'allegria vediamo di organizzarci per Roma, e sono sicura che un certo Michelangelo di nostra conoscenza aiuterà!

    La norvegese merita, ma personalmente ti consiglierei l'islandese (bellissima, intelligente e simpaticissima, che vuoi di più dalla vita?). Se no la scozzese non è per niente male.
    Bello essere in un progetto con 14 donne e 2 uomini, vero?

    Non so cosa tu abbia contro Starbucks, a me piace un sacco. Probabilmente è legto al fatto che non mi piace il caffè, e quello di Starbucks è molto poco "caffè"!

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  5. Dimenticavo: anche l'olandese non è male, se ti piacciono le ragazze scure di carnagione e piccole di statura invece ti consiglio la canadese!

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  6. Ovvia!
    Non c'è che l'imbarazzo della scelta allora!

    La mia avversione per gli Starbucks (che ovviamente non posso far a meno di frequentare quando sono all'estero per ovvi motivi di sopravvivenza) è puramente "ideologica", odio le catene, l'omologazione le cose fatte in serie e senza passione; adoro invece l'originalità e la creatività dei nostri bar di quartiere...
    L'unica cosa che "invidio" degli Starbucks è che spesso sono luoghi di incontro e lavoro oppure di assoluto relax, dove leggere in santa pace o collegarsi in rete con il PC, cosa che qui da noi pare essere una rarità...
    Se ti siedi ai tavoli di un bar, a parte che sono quasi sempre scomodi e poco accoglienti, ti incalzano con la "consumazione obbligatoria", ti svenano con sovrapprezzi assurdi e ti vorrebbero cacciare non appena hai dato l'ultimo sorso del cappuccino (ed anche prima se potessero!).

    ---Alex

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  7. In questo caso io sono più emozonale e meno razionalista. Sono contro l'omologazione (una paleontologa dell'avventura omologata è una contraddizione in termini), però... però...

    Starbucks per me è Londra e Parigi. E' i romanzi rosa che leggevo dicendomi "deve essere una gran bella cosa vivere a Londra, senza immaginare che per due mesi ci avrei vissuto anche io. E' la civiltà di un paese che mette i caffè nelle librerie per leggere e fare colazione allo stesso tempo (e scommettiamo che fanno pure parecchi soldi?). E', come dici, il cameriere che non ti caccia appena finito il cappuccino.
    E' per me un simbolo di uno stile di vita che mi piace e sento mio.
    Poi per caso capita pure che sia una catena omologata ecc. ecc. Ma la mia sensazione rimane la stessa.

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  8. Ma anche qui a Prato c'è un caffè in una libreria (o meglio c'era, poi i proprietari-fighetti hanno cessato l'attività causa noia e l'hanno venduta ad una grande catena che ha immediatamente chiuso il caffè) :-(

    ---Alex

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  9. Ciao piccola, è un po' che non vengo e ti trovo carichissima! Quanto resti a Londra? Come ne esci, intendo per la nube di cenere? Mio figlio è partito per Cambridge in auto... :-(

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  10. Si, sono contenta!!!! :D Tu come stai?
    Torno domenica prossima in treno, ci metto circa 8 ore, con quattro cambi, spero che non sia un massacro! Accidenti, in macchina, in bocca al lupo!

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