giovedì 18 marzo 2010

La KG e l'Italia

Ieri ho pranzato con la KG. Si parlava di serie televisive. Mi chiede: "ti manca la televisione italiana?". No. "Come mai?".

Ho provato a spiegarle cos'è la televisione italiana. Abbiamo visto insieme il corpo delle donne. Ogni tanto fermavamo il video e le spiegavo il contesto, il tipo di programmi da cui le immagini erano state prese, cos'è RAI1, cos'è Canale 5.

Nei suoi occhi disgusto, paura. Come a dire "possono esistere queste cose?". E poi mi chiede dell'Italia. Di cosa significa essere una donna in Italia. Le mie amiche sono così? Conosco qualcuno che la pensa così?

Finiamo a parlare di politica (maledetta). Le racconto cosa sta succedendo negli ultimi tempi. Da Noemi a Vallettopoli, dal lodo Alfano al Processo breve, da Milioni a Spatuzza ecc. ecc.

Ha gli occhi come piattini la KG. Le domande fioccano. "Ma scusa, e le notizie?" Le spiego che la persona che ci governa è anche il proprietario di tre reti televisive, di alcuni giornali, riviste, e della maggiore casa editrice italiana.  "In Germania questo non potrebbe essere possibile" risponde. Le racconto quello che sta emergendo negli ultimi giorni.
"Ma la gente non si ribella? Non va in piazza?" si, ci sono andati anche sabato scorso, ma a cosa serve? I mezzi di informazione dicono ciò che vogliono e come vogliono, e molti hanno lo schermo televisivo come unica finestra sul mondo.

Parliamo della scuola, dell'università, del lavoro, delle leggi. Cerca di capire. Pone sempre più domande. Riflette sul fatto che le persone in gamba, quelle che ci tengono se ne andranno tutte via, come possono resistere? Le dico che non è vero, io sono andata via perchè non ho avuto abbastanza coraggio per restare, ma le racconto di Lucia, che dal suo comodo posto in Germania torna a casa per lottare, per fare qualcosa, per cambiare la situazione.

Torniamo in stanza, il pranzo è finito. Mi guarda e dice: Si, anche noi abbiamo tanti problemi, ma...

...ma siete ancora un paese civile.

E' drammatico vederci con gli occhi degli altri.

1 commento:

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