venerdì 5 marzo 2010

Croce e delizia

Il mio capo è un grande. Quando entro in ufficio mi rilasso. So che c'è, che se ho un problema troverà il tempo di discuterne, che si preoccupa per me e per la mia riuscita.
Poi esco e mi viene il magone.
Qui a Londra è il contrario. Fuori sono euforica tanto da sembrare drogata. Mi esalto comprando un panino, sorrido come un'ebete di fronte ai manifesti teatrali, esulto entrando nelle millemila librerie.Ma poi entro in laboratorio e mi viene l'ulcera. La persona con cui collaboro è del tipo "Scusa ma oggi non posso, domani neppurre, dopodomani parto per un congresso alle Hawaii (cit.) poi passo per New York e la Svezia e torno fra tre mesi. E comunque cos'è che volevi?" Oppure "Vieni da mercoledì a venerdì". Dopo che ho preso il biglietto: "Ma come, vieni mercoledì? Ma io non ci sono, ho da fare!"
Un classico è quando gli propongo qualcosa. Mi risponde che si tratta di un'idiozia, bisogna fare in un altro modo. Poi dopo qualche mese si è dimenticato metà del lavoro fatto e devo rispiegargli tutto da capo. Poi mi dice di fare come avevo proposto io tempo addietro. Naturalmentre il giorno dopo cambia opinione.
Speriamo bene con Berna, che io un altro così non so se lo reggo...

2 commenti:

  1. Speriamo bene. I capi sono importantissimi...

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  2. si si. Però questo di berna è davvero un leader nel suo campo, quindi se non altro sono sicura che imparerò un sacco. Poi per il lato caratteriale... vedremo, fino ad ora è stato gentilissimo.

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