giovedì 25 febbraio 2010

Botticelli mon amour... o no?

A me piace un sacco Botticelli.

Dei suoi quadri adoro i volti, il modo in cui tratteggia i vestiti, i fiori... poi ho pure studiato e radiografie della nascita di Venere per un esame di fisica.

Da qualche mese c'è a Francoforte una mostra su Botticelli. E ho deciso di andarci, ma magari non da sola.
Quando è venuto Indy gli ho chiesto di accompagnarmici, ma a lui Botticelli non piace.
Poi è tornato, ma ha preferito vedere i Vichinghi. Poi è venuto un mio amico dalla Sguizzera, ma Botticelli non piace nemmeno a lui. Poi sono venuti i miei genitori e Botticelli non piace nemmeno a loro.

Ma perbaccolina, possibile che Botticelli piaccia solo a me?



In qualche modo ho convnto Indiana mamma e Indiana papà ad andare alla mostra. A diferenza di un paio di settimane fa non si poteva prenotare, quindi abbiamo preso all'ufficio turistico un biglietto giornaliero che dà accesso a tutti i musei e ci siamo messi in fila. la fila era tranquilla, ad occhio non più di una mezz'ora, 45 minuti al massimo.

Poi abbiamo iniziato a realizzare.

Un freddo cane
La fila immobile
Decine, decine, decine e decine di gruppi che ci passano davanti perché hanno la prenotazione.
Venti minuti per fare 5 metri.
Un freddo assurdo.
Alcuni rinunciano e facciamo 10 passi.
Vado a prendere un caffè al bar del museo e mi sarebbe convenuto comprarmi una collana di Bvlgari.
La fila non si muove.
Un gruppo di giornalisti ci filma.
Ho le mani gelate.
Decine di gruppi entrano felici senza far la fila.
La fila non si muove.
Dopo un'ora siamo ancora a metà.
Mi fanno male i piedi.
Mamma e papà stanno diventando blu.
I giornalisti ci rifilmano.
Entrano un'altra ventina di gruppi belli caldi, pasciuti e appena usciti dal pullman.
La fila non si muove, ma almeno siamo quasi arrivato alle stufe. (A partire da un certo punto c'erano delle stufe da esterno)
Saltelliamo come scemi per impedire che si congelino i piedi.



I tizi davanti a noi mangiano un panino di Bvlgari.
I giornalisti ci rifilmano una terza volta.
Una machina sforna-gruppi deve essere stata piazzata dietro l'angolo: entrano continuamente.
Con la gente che aspetta meditiamo un omicidio di massa di tutti quelli che non hanno fatto la fila.
Arriviamo in vista del baracchetto(esterno) dove comprare i biglietti.
Entrano i gruppi.
I tizi dietro a noi affilano i coltelli.
I giornalisti ci rifilmano.
Abbiamo perso sensibilità ai piedi.
Vediamo un cartello:

PER RAGIONI DISICUREZZA L'ACCESSO AL MUSEO E' LIMITATO, POTRESTE DOVER ATTENDERE ALL'INTERNO DELL'EDIFICIO



A sto punto mancavano 2 minuti. Facciamo il biglertto e entriamo.
Fila per il guardaroba.
Entriamo nel museo.
Ci chiedono se siamo un gruppo. No. Dobbiamo fare la fila per accedere alla mostra.
Arriva il nostro turno, entriamo nella sala successiva.
Ci chiedono se siamo un gruppo. No. Dobbiamo fare la fila per accedere alla mostra.
La guardia rischia il linciaggio.

ENTRIAMO ALLA MOSTRA.

Non si vede un quadro. Sono tutti sommersi dai gruppi.

Alla fine di quadri belli ce ne sarano stati 6.


Invisibili perchè davanti c'erano decine e decine di persone che sentivano la guida.

Mica lo so se mi piace ancora Botticelli....

(o meglio, lui sì... però allo Stadel col piffero che mi ci rivedono...)

6 commenti:

  1. Toh!
    Finalmente una cosa krukka che non funziona!
    Incredibbole!

    Aspetta...
    Ma era una mostra su di un artista italiano...

    Allora si spiega tutto!!!
    L'organizzazione alla italiota fa' parte dell'allestimento! LOL!

    ---Alex

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  2. beh, se devo vedere Botticelli con organizzazione italiana mica vado a Francoforte, vengo a Firenze!

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  3. Ehehe!
    Ma vuoi mettere? :-D

    ---Alex

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  4. si, hai ragione, probabilmente a Firenze ci sono quadri piú belli, e almeno capisco le didascalie. ...fra l'altro devo ammettere che non ho ancora visto nessun museo di Firenze!

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  5. chiedo perdono.... prometto che rimedierò presto :)

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