domenica 10 gennaio 2010

ScEnza senza I

Leggo un articolo.

Copio.

Incollo. (Ok, non è un buon modo per scriver un libro, ma è senza dubbio il più veloce)

Sistemo e integro con quello che ho già scritto.

Tornare alla prima casella senza passare dal VIA.

Ad libitum.

Al di là del fatto che sicuramente stanotte mi sogno alberi di DNA mitocondriale con gli omini neolitici sopra mi sto divertendo.

Per la prima volta ho preso un tema, un tema enorme e contoverso, e sto provando a leggere un po' tutto quello che hanno scritto al riguardo. Ed è buffissimo.

Ad esempio fa ridere il modo educato e politicamente ipercorretto che ha Caio di dire che Tizio (data) è un emerito idiota e può andare a farsi friggere insieme alle sue teorie, mentre Caio stesso ha dimostrato (data, data, data e data) che non è come dice Tizio, mentre lui si che ha visto giusto, che è un genio, che il suo metodo è l'unico possibile e che chiunque abbia un briciolo di cervello gli darà ragione in eterno.

E allora Tizio non risponde (come sarebbe normale) "idiota ci sarai", ma pubblica un nuovo articolo (data+1) con nuovi dati che dimostrano che è lui ad aver ragione, magari solo nel caso limite del'esemplare del paesino sperduto nelle Ande, ma ha ragione. Quindi Caio può dire quello che gli pare, ma da ora in poi dovrà prendere in considerazione Tizio (data+1) e potrà al massimo dire che la sua bellissima, incorruttibile e soprannaturale teoria ha un'eccezione, non che è perfetta.

Caio, per non abbassarsi allo scontro fisico, a questo punto manderà una lettera a una rivista elettronica (Caio data+1) dicendo che Tizio (data+1) ha fatto un bellissimo lavoro, interessantissimo, stupendevolissimo, ma che purtroppo è e rimane un idiota perchè non si è reso conto che i dati di Tizio (data+1) analizzati con il metodo di Sempronio (data) corroborano proprio l'ipotesi di Caio. Che strano che Tizio non se ne sia accorto, è proprio un idiota, vero?

Eccetera eccetera....

Ancora più divertente quando si conoscono (più o meno bene) Tizio, Caio e Sempronio, oppure se ne è sentito parlare da voci di corridoio. In questi casi lo studio degli articoli si trasforma in una sorta di Radio Serva, che simaschera da Scienza, ma che alla fine appare una povera Scenza senza i.

Non voglio essere critica contro la Scienza o gli Scienziati. Sono quasi sempre bravi, preparati, e spessissimo ci provano ad essere obiettivi, solo che non gli riesce. Quando la Scienza perde la i vuole solo ricordarci che è fatta da noi Uomini, che troppo spesso perdiamo la U (e spostiamo l'accento).

4 commenti:

  1. bellissimo questo tuo post!
    condivido in pieno... e tendo ad evitare di leggere un articolo che nel titolo ha "letter to the editor bla bla bla" perchè so già che sarà pieno di velati insulti a qualcun altro :-DDD

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  2. macchè velati... io ne ho trovato uno che diceva più o meno la frase citata nel testo "i dati di Tizio (data+1) analizzati con il metodo di Sempronio (data) corroborano proprio l'ipotesi di Caio. Che strano che Tizio non se ne sia accorto"

    della serie: dagli dell'idiota direttamente che fai prima!

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  3. Bello, è importante che che chiunque si occupi di scienza ne comprenda gli inevitabili "limiti umani"; siamo dei ciechi che annaspano nel buio sinchè, una volta ogni secolo, un genio accende la luce e scopriamo quanto eravamo presuntuosi.

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  4. Condivido in pieno. La Scienza ha moltissimi limiti umani (l'essere profondamente influenzata dal contesto sociale, ad esempio), ma credo che la sua forza sia proprio il suo non avere dogmi né verità assolute. Tutto può e deve essere messo indiscussione, e questo riconoscimento dei nostri limiti nell'interpretare la realtà è ciò che ci permette di avanzare nelle ricerche.

    P.S.: la prossima volta mi farebbe piacere che ti firmassi, anche un nick va bene!!

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