mercoledì 27 gennaio 2010

Per non dimenticare

Voi che vivete sicuri


Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947)

4 commenti:

  1. Che ne dicono, lì in Krukkonia, della Giornata della memoria? Sono contriti e mortificati come *pare* esserlo Benedetto XVI? O ci sono già da qualche parte le squadracce pronte all'azione?

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  2. se avessi fatto anche io un post per il giorno della memoria, l'avrei fatto pubblicando proprio questa poesia.

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  3. Pensierini: mi dispiace molto di non essere in grado di rispondere alla tua domanda. Purtroppo la mia percezione del mondo esterno è mediata da quello che le persone intorno a me decidono di farmi capire. Non parlo quasi più con i miei colleghi (si ostinano a parlarmi solo in inglese, o, quando insisto, in un tedesco velocissimo), non ho la televisione e non sono ancora in grado di leggere i giornali (per non parlare del fatto che esco di casa alle 8 e rientro alle 10 e mezzo di sera). Quello che posso dirti è che qui in generale l'Olocausto e tutto ciò che ha a che fare con la seconda guerra mondiale è vissuto con consapevolezza e vergogna, per loro la guerra è veramente finita con la caduta del muro di Berlino, e non hanno dimenticato. I gruppi neonazisti ci sono, ma l'opinione pubblica nei loro confronti è molto severa.

    Palealvento: credo che dica tutto.

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  4. Meglio così. Qui da noi, invece, come certo sai, i fermenti neofascisti sono vivi e vegeti più che mai. Bisogna vigilare sui discorsi da bar, quelli che sembrano inoffensivi e invece celano un fondo di razzismo e xenofobia. Sono stata diverse volte a Dachau, vicino a Monaco, e ho visto le camere a gas e i forni crematori, spettacolo straziante, ma la cosa più allarmante sono i giornali e i libri dell'epoca precedente, così terribilmente simili ai nostri.
    Hai fatto molto bene a pubblicare la poesia d'esordio di "Se questo è un uomo", è davvero significativa.
    Un caro saluto.

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