domenica 26 dicembre 2010

Ciao 2010

Caro 2010,
prima che te ne vada definitivamente vorrei dirti due parole.

Grazie per avermi liberato dalla KK. Ancora mi vengono gli incubi se ci penso....

Grazie delle bellissime nuove esperienze che mi hai regalato. Ho avuto la possibilità di vivere in un nuovo paese, di lavorare con persone in gamba, di conoscere persone meravigliose. E di mangiare della cioccolata incredibile (il che non guasta mai). Certo, mi hai creato un bel po' di difficoltà nel frattempo, ma visto che pare che riesca a gestirle da sola diciamo che siamo pari.

Grazie per tutti i viaggi che mi hai permesso di fare. In cambio, va ammesso, mi hai mollato in Inghilterra per la nuvola di cenere, mi hai bloccato in Germania due volte per le tempeste di Neve, mi hai impedito di andare in Svezia per l'emergenza ghiaccio, mi hai messo lo sciopero dei treni proprio il giorno prima del matrimonio di miei amici che vivono lontani, mi hai fatto attraversare l'Europa in treno per giorni interi, mi hai fatto rubare la valigia da Lufthansa. Ma facciamo cosi: tu mi ridai la valigia e io mi dimentico tutto il resto, d'accordo?

Grazie di aver mantenuto al mio fianco tante persone, a partire da Indy, che mi rimane vicino ovunque io vada, per continuare con AmicoLirico, FrogFriend, AmicaLettrice, AmicoIngegnere, AmicoStorico, Alex, Angelo, Frau e Herr DelCiaro, e grazie per avermi permesso di riprendere i contatti con AmicoRitrovato, non solo ho riallacciato una bellissima amicizia, ma ho anche conosciuto AmicaScoperta.

In cambio hai allontanato dalla mia vita alcune persone. All'inizio ci sono rimasta male, soprattutto per le modalità, ma a pensarci bene si tratta di individui che `e decisamente meglio perdere che trovare.

Insomma, caro 2010, nonostante i momenti difficili, le simulazioni sadiche, i computer assassini, i finti amici snob, lo stress, i viaggi impossibili, i contrattempi innumerevoli e tutto quello che sei riuscito ad inventarti per mettermi i bastoni fra le ruote, io quest'anno mi sono divertita, sono cresciuta e ho imparato tanto.

Quindi grazie, per quanto mi riguarda puoi andare in pensione soddisfatto. Per quanto riguarda il mio povero Paese martoriato il discorso `e un bel po' diverso, ma temo che sia più colpa nostra che tua...

lunedì 20 dicembre 2010

AIUTO.... parte seconda

Sabato
2:30 (di notte), casa
Il ragazzo della Koinqvilina Gentile chiama al telefono di casa, per 4 volte, perché la sua ragazza è in giro e non risponde al cellulare. ISTINTI OMICIDI.

5.00, casa
La sveglia suona, Indiana Michi si alza, si veste, prende la valigia, va alla stazione e prende il treno per l'aeroporto.



6.00, aeroporto
IL DELIRIO. La fila di cui sopra ora attraversa tutto l'aeroporto, tutti i voli cancellati, gente che dorme per terra, bambini che piangono, gente isterica, polizia ad ogni angolo.



Trovo miracolosamente un'impiegata Lufthansa a cui chiedo informazioni. Unica risposta: "mettiti in fila". Inizio a inquietarmi. Le chiedo se posso richiedere un rimborso via internet, o per telefono. "No, mettiti in fila". Inizio a vedere rosso. Le dico nel mio splendido tedesco che non ho nessuna intenzione di passare 2 giorni in fila all'aeroporto di Francoforte, che è assurdo che non ci sia altro modo per organizzarsi, che non voglio stare in aeroporto un minuto di più del ragionevole. Una sua collega molto più gentile mi prende in carico e mi spiega che non possono ridarmi il bagaglio, ma me lo spediscono a casa, per il rimborso purtroppo devo fare la fila. Mi dà il modulo per la spedizione del bagaglio, dicendomi di darglielo appena compilato e si allontana un attimo.
Compilo il tutto e do il foglio alla collega.
"Signorina, ma cosa crede? Mica mi prendo la responsabilità del suo bagaglio, lo porti all'ufficio corrispondente!"
"Ah, scusi... Dove si trova?"
"Alla stazione"
"Capisco... E dove alla stazione?"
"Alla stazione dei treni, e dove se no? (Sottotitolo: ma sei deficiente?)"
"Grazie, ma dove? Lo lascio sul binario? O forse nel treno?"
"Allo sportello"
e se ne va.



Per fortuna torna l'altra e, gentilissima, risolve tutto. Dico ciao ciao all'aeroporto e vado alla stazione.

7.00 stazione di Francoforte aeroporto.
Mi metto in fila per prendere il biglietto del treno. Dopo circa 3/4 d'ora riesco a comprare il biglietto senza problemi.

ore 8.30 stazione di Francoforte aeroporto, nevica (dentro la stazione - teoricamente chiusa -, i vetri sono rotti)
prendo il primo treno

...
...
...

Domenica, ore 16.30, Roma
Dopo 17 ore di treno, con pausa di una notte in cui Indy mi ha ospitato in modo da non fare tutta una tirata (era più o meno di strada) arrivo a Roma Termini.



Distrutta. Ma ce l'ho fatta, in barba all'aeroporto di Francoforte. Ora aspetto la valigia (tenete le dita incrociate per me......)

domenica 19 dicembre 2010

AIUTO.......

Dopo un fine settimana con AmicaFrancese in cui Alex mi ha fatto da supporto tecnico in linea per un disgraziatissimo script Linux che non voleva funzionare... Dopo una settimana a Berna a lavorare fino alle 2 di notte sulle simulazioni che non funzionano e quando funzionano sono sbagliate...

Giovedì, ore 08.00, a qualche chilometro da Berna

Suona la sveglia. Indiana Michi si veste, prende le due valigie, paga l'albergo e prende la metro per Berna

ore 9.00 Berna
Indiana Michi compra il biglietto per la Germania

ore 9.15 Berna
Indiana Michi va all'università (valigie comprese) a salutare prof e colleghi. Ci mette 20 minuti a percorrere 500 metri, complice la neve.



ore 11.00 Treno
Sale sul treno, è perfino riuscita a comprarsi il pranzo. Studia l'articolo complicatissimo che non ha fatto in tempo a finire nei giorni scorsi.

ore 15.00 Germania
Indiana Michi scende dal treno (nevica) e con le sue valigie prende il bus per l'uni

ore 15.30 Università
Indiana Michi presenta l'articolo difficilissimo ai suoi colleghi, che non hanno grandi basi per capirlo.

ore 17.00
Indiana Michi prende il bus, arriva a casa, poggia le valigie, riesce (voce del verbo ri-uscie, uscire di nuovo) immediatamente per comprare il regalo a Indy e a un po' di regali sparsi, fa la spesa di cose buone teteske da portare a Roma, torna a casa alle 21.



ore 21.00
parla un paio d'ore con Indy, smonta le valigie da Berna e fa le valigie per il giorno dopo. Finisce intorno alle 12.



Venerdì
ore 7.00
Indiana Michi si sveglia, controlla i voli da Francoforte (qualche volo cancellato, ma per Roma tutto ok) si lava i capelli, si veste, va all'uni con le valigie, va in laboratorio. Non nevica.

ore 9.00
Esce dal laboratorio, va in ufficio, lavora. Alle 11.30 mangia (sta in Krukkonia, gli orari sono quelli), poi deve parlare col Prof. Alle 2 ha il treno per l'aeroporto. Il volo per Roma è confermato, niente ritardo. Non nevica.

ore 13.55 ufficio
il Prof arriva e discutono di lavoro per una mezz'ora (per fortuna che aveva il treno alle 2...). Indiana Michi corre a prendere l'autobus e il treno successivo. Due treni soppressi, arriva comunque all'aeroporto 1h e mezza prima della partenza.

ore 15 aeroporto
l'aeroporto di Francoforte è in delirio, 200 metri di fila per gli sportelli Lufthansa. Fila unica per il check in e/o l'imbarco del bagaglio per i voli in partenza, la richiesta di cambio volo e albergo per i voli cancellati, le informazioni, i rimborsi. Dopo aver litigato per una mezz'ora con quattro persone diverse ("Mi scusi, voi volete farmi fare 4 ore di fila per imbarcare la valigia su un volo che parte fra un ora?") un impiegato intelligente mi piazza nella fila della prima classe, che dura solo un'ora. Il volo non è cancellato né ritardato, a differenza di gran parte degli altri.

ore 17 aeroporto
Indiana Michi passa i controlli di sicurezza, dopo essere stata fermata, perquisita, e costretta ad aprire la valigia a mano contenente 2 chili di maultaschen, 8 formaggi puzzolenti, 3 mattoni definiti colloquialmente "dolci al marzapane" e regali vari.



ore 17.30 gate
finalmente si parte. Gente disperata, partita il giorno prima dall'America a cui hanno cancellato già 4 voli,  che ha dormito in aeroporto, che ha le occhiaie fin per terra. Italiani caciaroni che chiamano la mamma/la fidanzata/la moglie ecc dicendo "si, ce l'abbiamo fatta, partiamo!!!" Chiamano l'imbarco.

ore 18.00 gate
"Abbiamo una brutta notizia, il volo è cancellato. Non possiamo restituirvi le valigie, verranno imbarcate con voi sul prossimo volo disponibile. Ci scusiamo per il disagio, andate alle biglietterie (la fila di cui sopra, ndr) per ulteriori informazioni e per cambiare il biglietto.

ore 18.01 hall A
Indiana Michi rifà la fila per la prima classe e dopo un'ora parla con l'impiegata. Cambia il biglietto con il primo volo la mattina dopo, alle 7.30. Il bagaglio è direttamente imbarcato sul prossimo volo.

ore 20.30 casa
Indiana Michi arriva a casa, mangia le schifezze che aveva comprato da McDonald's come cena, chiacchiera con Indy e va a dormire.



...to be continued....

lunedì 13 dicembre 2010

Riassuntino veloce

Ecco un riassunto degli ultimi dieci giorni:



stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

stress

STRESS

Personaggi e interpreti: 
Indiana Michi
Murphy (quello della legge di)
La neve e gli aeroporti bloccati
Il computer che non collabora
Le simulazioni che non simulano
Gli script che non funzionano
I file che non si leggono
Gli aerei che non partono
Gli autobus che non passano
L'accesso al supercomputer che non accede.

Ne sono uscita solo grazie all'aiuto di Alex, di Angelo e del tecnico dell'università. GRAZIE INFINITE.


Ora ho un solo desiderio:

DORMIRE


ma per realizzarlo devo aspettare ancora 5-6 giorni...

P.S.: nei prossimi giorni vi racconto il tutto con piu calma :)

mercoledì 1 dicembre 2010

Preghiera universale

Senti,
non lo so se ci sei, dove sei o se puoi farci qualcosa... ma....

La settimana scorsa dovevo fare di corsissima una serie di cose, con l'aiuto del computer.
Il computer non funziona.
Poi per fortuna una mia collega mi ha offerto il suo computer.

Poi dovevo fare una cosa ancora più di corsissima con il super computer.
Si è bloccato dopo circa 10 minuti ed è rimasto bloccato per 5 giorni.

Ora è tornato in funzione.
e io non riesco più ad accedere (fino a ieri ci riuscivo, naturalmente).

Il tecnico non c'è e quando c'è non risponde.

La settimana scorsa ho scoperto che fra due giorni devo andare a Uppsala in giornata per burocrazia.

Ora ascoltami bene. Non mi sto divertendo. Non è che uso il supercomputer per i videogiochi. Lo uso per LAVORO. E devo finire il lavoro entro due settimane IMPROROGABILI. E hai rotto.

Ora tu, oscura, sadica, insopportabile divinità della tecnologia la smetti di rompere e mi fai funzionare tutto in modo da finire il lavoro entro due settimane.

Perché questo accanimento non me lo merito. Ecco.


AGGIORNAMENTO

Non riesco più ad accedere perché il mio account è stato disabilitato non dal tecnico che ho contattato ma da un altro di livello superiore. Non solo pare che non si possa riattivare, ma per farne uno nuovo ci vuole almeno una settimana.

Ho tanta voglia di piangere.


venerdì 26 novembre 2010

Una storia

Una decina di anni fa una giovane e paleontologheggiante Indiana Michi conobbe un amico di un'amica di una sua amica. Iniziò prima ad uscire con l'amica della sua amica, poi si unì anche l'amico dell'amica dell'amica.

Erano diventati molto amici. Amico (chiamiamolo brevemente così) dimostrò un enorme coraggio accettando di andare a vedere il Museo Nazionale Preistorico Luigi Pigorini con la sottoscritta, ce si commuoveva ad ogni ossicino, pietruzza e simili. Amico mostrò in seguito infinito sprezzo del pericolo quando Buttò un'agguerritissima Indiana Michi nell'acqua contro la sua volontà. Ne ricavò un triplice graffio, le cui cicatrici decoreranno la sua schiena, nei secoli fedeli (era legittima difesa, ci tengo a precisarlo). La nostra futura archeologa dell'avventura lo ripagava di questi gesti gentili mandandogli un messaggino di in bocca al lupo prima di ogni esame e ascoltando le sue tirate di tre ore sulla semiotica della comunicazione non verbale fra gli adolescenti disadattati.

Purtroppo, però, questa storia rischiava di finire male. E infatti, complici una serie di incomprensioni, a un certo punto i due eroi del nostro racconto hanno smesso di sentirsi, e di vedersi.

PUFF

Spariti l'uno dalla vita dell'altro.

Per sei anni Indiana Michi non poteva passare vicino a casa di (ex)Amico (e ci passava spesso, per ragioni di necessità) senza pensare a quanto si divertivano a prendere in giro i professori, a parlare di centraliniste della TIM, e ad andare in giro sulla Lancia Y elefantino. Ogni tanto lo incontrava, e allora metteva una maschera glaciale.

Passavano gli anni, aumentavano i chilometri e Indiana Michi perdeva un po' alla volta un certo numero di amici. Chi parlava delle "strade diverse", chi della "distanza", chi del "non ho più niente da dirti", chi spariva senza nemmeno dire nulla. E chi a sua volta partiva. E Indiana Michi si chiedeva se esistesse davvero l'Amicizia, quella che ti tiene legata a una persona anche dopo anni, che ti fa accettare i lati positivi come i difetti, che nasconde un mondo condiviso in uno sguardo di intesa.

Poi Indiana Michi si iscrisse su Facebook, e vide che c'era anche (ex)Amico. E non sapeva se scrivergli.

Prese il coraggio a due mani e scrisse una battuta. Sulla centralinista TIM.

E lui rispose. Con una battuta sui prof.

Lo sguardo d'intesa, il mondo condiviso. Erano ancora lì.

Da circa sei mesi Indiana Michi e Amico Ritrovato si vedono ogni volta che possono. E ridono, parlano di prof, di centraliniste, di Pigorini, di semiotica. E rispetto a sei anni fa c'è una meravigliosa novità. Amico ritrovato ha gli occhi che brillano e un sorriso instancabile.

Al fianco di Amico Ritrovato c'è una ragazza fantastica. Il sole splende nel suo sorriso, e la sua dolcezza, bellezza e simpatia riscaldano il cuore. Guardando le loro mani intrecciate, i loro occhi complici, i loro visi trasfigurati non si può non aver fiducia nel futuro.

Amico Ritrovato e Amica Scoperta, sono davvero felice che abbiate lasciato un posticino per me nelle vostre vite.

giovedì 25 novembre 2010

A proposito di tecnologia e miglioramento della vita

Per continuare il discorso iniziato nel post precedente...

Un semplice sillogismo:

Visto che la tecnologia semplifica la vita nel modo ormai ampiamente discusso, e visto che il ruolo dei supervisori è di rendere complicate cose che di partenza erano semplici, non ho molto tempo per scrivere sul blog.

Ma torno, eh....

venerdì 19 novembre 2010

Perché la tecnologia facilita la vita #2

Studio il manuale di un nuovo programma. E' simpaticamente fatto a pezzi: tanti piccoli programmini che lavorano a catena, il primo programmino (dagli amici detto Uno) produce un file sulla base di determinate informazioni che inserisco, poi il secondo programmino (chiamato familiarmente Due) prende il file, lo elabora, scrive i risultati, poi Tre legge i risultati e li riassume in un altro file, che sarà analizzato da Quattro, ecc...
Insomma, se salta un programmino salta tutto.

Va detto che di Uno esiste un manuale, e a leggerlo sembra che sia tutto talmente facile da poter essere usato da un bimbo dell'asilo. E' talmente facile che non sono nemmeno previsti messaggi di errore, se ci sono problemi non dice che problema sia, ma si blocca direttamente (mi sembra giusto, perchè semplificare la vita alle povere Indiana Michi indifese?)
Va anche detto che Due invece è stato finito un mese fa, non esiste un manuale, esiste un help molto molto ridotto, non esistono nessaggi di errore, non c'è nessun altro a parte l'inventore dello stesso che lo abbia usato prima di me. Molto rassicurante.
Dimenticavo: naturalmente non c'è interfaccia grafica, funziona tutto da riga di comando. Yeah. Inoltre mi tocca usare la versione Windows. Doppio Yeah.

Due giorni fa, il capo: voglio i risultati in due settimane.
Io: ok, vedo cosa riesco a fare, se i programmini mi aiutano non è impossibile.
Li metto in funzione: Uno funziona, Due no. vabbè, è sempre così, figurati se funziona al primo colpo, adesso ci dormo sopra e domani trovo la soluzione.
Ieri: cambio il file di input di Uno in modo che l'output venga letto da Due. Due funziona, Uno no. Chiedevo troppo, vero? Dopo 8 ore di tentativi la situazione rimane invariata. Per disperazione sono arrivata a cambiare il nome dei parametri che non venivano letti con delle parolacce. Giusto per dare un'idea dello stato in cui mi ero ridotta.
Oggi: provo sul computer dell'ufficio e funziona.
No, stava scherzando, mi ero dimenticata che ieri avevo cambiato le cose in modo che funzionasse per forza.
Una volta ripresami dalla delusione mi ci metto di buzzo buono e riscrivo da zero il file input di Uno. File che alla fine risulta identico al precedente che non funzionava. Ma stavolta funziona. Per ripicca, però, Due non funziona più.
Dopo circa 6 ore di tentativi inizio a disperarmi in diretta skype con Amico Ritrovato. Il manuale, come ho già detto, non c'è, e non so più a che santo votarmi. Ipotizzo di mandare una mail all'inventore del programma, ma no, a quel punto lui troverebbe imediatamente l'errore, si arrabbierebbe con me per averlo disturbato ed oltre a tutto ci farei la figura della deficiente.
Al colmo della disperazione infilo un comando a caso inventato sul momento.

Funziona.

Ora funziona, almeno fino a Tre.



Nonno lo diceva sempre che la fantasia è la chiave del mondo....

P.S.: Naturalmente non è finita qui, ma a questo punto del lavoro ho un po' di pausa. Poi per i prossimi step vi farò sapere.

giovedì 18 novembre 2010

La classe non è acqua

Come ho detto qualche tempo fa c'è una persona che dal mio punto di vista mi ha recentemente trattato male.

Per un po' mi dava fastidio anche solo il pensiero, adesso prendo la cosa con molta più filosofia, ci ho ripreso persino i contatti e non mi viene neanche l'istinto omicida ogni volta che sento la sua voce. Sono grandi passi nella strada della maturità.

Però una piccola soddisfazione onirica me la sono presa. Stanotte ho sognato questa persona e mi sono vendicata.

Non ci sono state risse.
Non ci sono stati insulti.
Non ci sono state scenate.
Non ci sono nemmeno state scene di superiorità da parte mia.
Non ho reso questa persona ridicola, strategia giá attuata in altri casi in passato (anni fa sognai due prof vestiti da marinaretti, stile bambini dell'800, che ballavano e cantavano "il piccolo naviglio").

Nel sogno ho semplicemente stampato la sua faccia sulla carta igienica.

martedì 16 novembre 2010

Cose belle

Scalare la montagna con le scarpe da tennis, aggrappandosi a ogni roccia, scansando la neve, cadendo, rialzandosi, fradiciandosi di neve, salendo sui gomiti e sulle ginocchia, metterci un'ora e mezzo,  ma poi raggiungere il tetto del mondo.

Vedere Berna con Indy, girando per le stradine nascoste per scoprire il trampolino sulla fontana, i ristoranti costosissimi, il bagno della Migros (SANTO SUBITO), i foglietti che ci dimenticavamo di usare, il mercato, il ponte sul fiume, il museo di storia naturale, la casa di Einstein, gli uccellini amichevoli e i cucciolo di orso che ogni volta che li vedo mi viene da strapazzarli di coccole.

Festeggiare con i miei meravigliosi colleghi svizzeri e ricevere in regalo una sciarpa stupenda, un coltellino svizzero psichedelico meraviglioso, un mega toblerone, una campana per le mucche e un calendario "così ti ricordi di noi ogni giorno" (e come potrei scordarmi di voi?)

L'AmicaFrancese che è venuta apposta per me, e la adoro.

Il viaggio fino all'Aletsch, gli impianti chiusi, il percorso alternativo, le sei ore di camminata, il pranzo saltato, il vento terribile, il ghiacciaio più bello del mondo, il ritorno a casa.

E dieci minuti dopo essere tornati si riparte, vestito bello, trucco, scarpe comode, a ballare Wakawaka e I've got a feeling con la mia splendida AmicaFrancese, l'altrettanto splendida AmicaItaliana, e con la partecipazione straordinaria di Indy che nonostante la sua idiosincrasia per le discoteche è stato l'unico maschio a ballare, e non si è fermato un secondo nonostante i polpacci massacrati dalla salita del pomeriggio e il sonno incombente.

La partenza presto per Zurigo, il museo che non si trova, la mostra, il pranzo dal cinese più caro del mondo e il ritorno in catalessi da sonno, seguito da ore di preparazione delle valigie intermezzata da lacrime sparse.

L'arrivederci allo studentato e agli amici, il viaggio di 10 ore, nemmeno un minuto di ritardo, le due valigie che si rompono appena saliti sul primo treno, ma nonostante tutto ce la facciamo.

Le risate con Indy, Over the rainbow, il G6 e Barbra Streisand, le comodisssssssime scarpe nuove, il cappello ritrovato, Woody Allen e Harry ti presento Sally, il conferenziere speditissimo, la valigia e il regalo per AmicoLirico, la serata ad altissimo tasso alcolico, la neve, le foto, le tagliatelle e la pizza, le coccole, le coccole, le coccole e le coccole.

Il viaggio, la prima classe e la valigia inamovibile, il treno scomparso e il controllore modenese, l'arrivo, le chiacchiere fino all'una, AmicoLirico di sfuggita, la passeggiata, il secondo viaggio, la pantera, l'Australia, l'arrivo a casa, Nonna Sprint che non mi aspettava, il mio papà che ha smesso di fumare, i miei meravigliosi amici ingegneri che hanno paura di essere nerd e invece sono simpaticissimi, 10 franchi e 2 sterline, le donne carabiniere che capiscono le cose al volo, il mercatino scic, il cuociriso, la mitica FrogFriend e Dimitri, le tagliatelle, zio e la Cucciola, AmicoStorico che non si smentisce mai, l'aereo e il ritorno in Germania.

E in mezzo a tutto questo Amico Ritrovato e, spero di poterla chiamare così, Amica Scoperta, con una scottatura sulla mano che ha tanto da raccontare.

La consapevolezza di cosa è veramente importante, e cosa è veramente bello nella vita.

Senza Fini, senza i titoli di Repubblica, senza Minzolini, senza Travaglio, senza Fede e senza Saviano e Fazio, quando siamo solo le persone che amo ed io si sta meglio. Si sta bene. E poi si riparte, e magari a vedere le cose da lontano un luccichio di speranza ci scappa ancora.

martedì 26 ottobre 2010

Trenitalia FAI SCHIFO

Gentile Direzione di Trenitalia,
Il treno per Milano che fa ritardo, persa la coincidenza per Briga. Il treno per Briga che fa ulteriore ritardo, persa la coincidenza per Berna.
Era un viaggio di 7 ore e mezza, ora diventerà come minimo di 9, se non di 10. Il prezzo? 90 euro circa, più di 10 euro l'ora di viaggio (prevista), per poi passare il tempo fermi in una stazione senza uno straccio di notizia.

Mandando messaggi disperati "Mi cerchi su internet la prossima coincidenza?"
ma chi vi credete di essere? Bambini che giocano col trenino? In quei "trenini" che voi maneggiate con tanta incuria ci sono delle persone, persone che magari devono andare ad appuntamenti di lavoro, persone che magari si sono alzate alle 6 per poi passare ore e ore su un treno fermo in mezzo al nulla senza sapere niente, e invece potevano dormire un'ora o due di più. Persone che hanno pagato per un servizio e che in cambio non hanno né il servizio né tantomeno un trattamento da esseri umani. Chi vi credete di essere? Certo, voi che lavorate nelle ferrovie un passaggio fino a casa lo trovate se vi serve, e se ci sono problemi a voi lo dicono. E chi siamo noi poveri disgraziati viaggiatori paganti? Spazzatura? Adesso avvertite, la linea è rotta, non si sa se, come e quando si prosegue. E gli appuntamenti saltati? E la stanchezza di gente che non ha avuto nemmeno il tempo di mangiare per correre da un treno in ritardo alla coincidenza successiva, presa al volo?
Mi fate schifo. Mi fate schifo voi e l'Italia che legittima il vostro operato, che non vi manda a casa a calci nel sedere, in un treno dismesso del 1915, perchè quelli sono i treni che viaggiano nelle avanzatissime province del Nord Italia, puzzolente di piscio, di sudore, che si ferma ogni 10 secondi per far passare l'ennesimo frecciarossa vuoto ma molto scic con i video, le luci magiche e nessuno spazio per le valige.
Mi fate schifo. E non parlate di Europa,dove secondo voi avrebbero prezzi più alti e di "essere all'avanguardia". Non prendeteci in giro anche su quello. In ogni altro paese europeo in cui ho vissuto esiste un modo per pagare di meno, con sconti speciali, carte annuali dal prezzo irrisorio che danno il 25, 50% di sconto, sconti famiglia, sconti gruppi e sconti week end. Al di là di tutte le vostre belle parole, alle vostre finte promozioni ("le donne accompagnate non pagano" perchè solo le donne? e perchè solo accompagnate? Su quali basi se una è single o viaggia da sola ha meno diritto allo sconto di una che viagga col marito?) siete solo un manipolo di traffichini e ladri che trovano scuse per lavorare sempre meno, far pagare sempre più e riempirsi le tasche approfittando dell'esclusiva che avete sull'uso dei binari italiani.
Mi fate schifo.

lunedì 25 ottobre 2010

Quando il bue dà del cornuto all'asino...

Il ministro degli esteri Franco Frattini ha scritto l’altro ieri che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei. Le pesantissime affermazioni sono contenute in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano.

«All’Italia mancava ormai soltanto un ministro ateofobo», commenta Raffaele Carcano, segretario dell’UAAR. L’associazione ha già chiesto un intervento al Presidente Giorgio Napolitano: «poiché passeranno una settimana insieme in Cina, il Capo dello Stato ha tutto il tempo per chiedere spiegazioni a Frattini», prosegue Carcano. L’articolo, ha scritto l’UAAR a Napolitano, «non è degno di un ministro di uno Stato che individua nella laicità e nella libertà di coscienza due supremi principi costituzionali». E per questo motivo ne chiede le dimissioni, in assenza di rettifiche.

«Le parole di Frattini non a caso riecheggiano quelle usate da Ahmadinejad nella recente lettera scritta al papa», conclude Carcano: «l’avanzata della secolarizzazione è così galoppante che le religioni e i governi che le ossequiano pensano che sia ormai necessario unire gli sforzi». Anche se, nel farlo, si violano elementari diritti umani. 
Ecco la lettera:


Signor Presidente,

il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha scritto l'altro ieri un articolo violentissimo nei confronti di chi non crede. Ha infatti sostenuto che «l'ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un'alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.

Circostanza ancora più grave, l'articolo in questione è stato pubblicato sull'Osservatore Romano, organo di informazione della Santa Sede (il quotidiano di una delle comunità religiose coinvolte nell'alleanza, quindi, tra l'altro pubblicato all'estero) e ripubblicato sul sito del ministero degli esteri.
Un uomo dichiaratamente ateofobo che incita alla “Santa Alleanza” contro una minoranza (peraltro ragguardevole) dei cittadini del suo paese, certamente non nota alle cronache per aver fomentato atti destabilizzanti o terroristici, non è degno di essere ministro di uno Stato che individua nella laicità e nella libertà di coscienza due supremi principi costituzionali.

L'UAAR, associazione di promozione sociale che ha come suo primario scopo la difesa dei diritti civili dei cittadini atei e agnostici, chiede a Lei, garante della Costituzione e dell'uguaglianza di tutti i cittadini, sancita dall'art. 3, un autorevole intervento nei confronti dell'On. Frattini affinché ritiri le sue dichiarazioni o, in caso contrario, si dimetta, perché le sue idee sono chiaramente incompatibili con la carta costituzionale e ledono la considerazione internazionale del nostro paese, che come ammette lo stesso Frattini è ormai isolato «tra i paesi fondatori dell'Unione Europea».

Sarà comunque cura dell'associazione dare il massimo risalto, nazionale e internazionale, a espressioni indegne dell'incarico rivestito.

Cordiali saluti
Raffaele Carcano
Segretario UAAR

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L'associazione invita soci e simpatizzanti a scrivere a loro volta al Capo dello Stato esprimendo, anche in una sola riga, il proprio sostegno alla richiesta formulata dall'UAAR, invitandoli anche a far circolare il più possibile questa notizia (con lettere ai giornali, passaparola, lettere ai politici, articoli su blog, richieste di sostegno ad associazioni ed altre forme di comunicazione e coinvolgimento).

(dal blog di Popinga

venerdì 22 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

Perché la tecnologia migliora la vita

Semplifica il tuo lavoro, usa la tecnologia! Migliorerai la tua vita!


ALGORITMO
  1. Scrivo l'input file (mettendoci una giornata)
  2. Lancio il programma
  3. Ottengo come risultato una serie di righe che scorrono sullo schermo a velocità supersonica creando un effetto molto decorativo, anche se decisamente ipnotico
  4. Forse l'input file è troppo complicato
  5. Lo semplifico
  6. Ora di errori me ne dà due, e il secondo non è nemmeno decorativo quanto il primo.
  7. Lo semplifico ancora di più.
  8. Non cambia una virgola.
  9. Ripetere i punti 7 e 8 una decina di volte
  10. Lo rendo il più semplice possibile.
  11. Continua nella sua convinzione di essere un elemento decorativo piuttosto che uno strumento di calcolo
  12. Inizio a mettere caratteri a caso
  13. Il primo problema si risolve
  14. Ripeto il punto 12
  15. Il secondo problema non si risolve
  16. e te pareva?
  17. Chiedo aiuto a un mio amico
  18. Mi da un file IDENTICO al mio
  19. Funziona (li mort....)
  20. Confronto bene i due file
  21. Sono identici
  22. Ripetere una decina di volte i punti 20 e 21
  23. Ci rinuncio, rimodifico quello del mio amico e vedo se funziona
  24. Aggiungo una variabile (in tutto ne devo aggiungere 34)
  25. funziona
  26. Aggiungo altre 5 variabili
  27. Non funziona
  28. Ripartire dal risultato del punto 25 (e siamo ancora a 1)
  29. Ripetere i punti da 24 a 28 per 33 volte
  30. Funziona
  31. Ho il mio file con 34 variabili e FUNZIONA
  32. Lo modifico per integrare un'ulteriore analisi (si tratta di mettere alcune lettere al posto di alcuni numeri, niente di trascendentale, semplice "trova e sostituisci")
  33. Non funziona
  34. Mando tutto a quel paese e esco a comprarmi della cioccolata.

Tempo totale = una settimana
Risultati = 0
Perché la tecnologia migliora la vita.



Aggiornamento, circa mezz'ora dopo.

Ora funziona tutto.

Fino a un certo punto.

La parte complicata la legge, e non ci sono problemi.
 
Però appena inizia la parte più facile mi legge uno 0 come se fosse 1997010532. E si impalla.

Yeah.....

 Voglio tornare indietro di 20 anni

domenica 17 ottobre 2010

Magia

Oggi è successa una magia.
Finalmente.



Quando si impara una lingua all'inizio si deve pensare ad ogni parola, alla posizione di ogni singolo pezzettino della frase, a ogni piccolo particolare.

Quando si sa una lingua si parla senza pensare alla grammatica, ma si esprime ciò che si ha in testa in maniera istintiva, perché completamente acquisita.

Nel periodo compreso fa questi due succede qualcosa di molto buffo. Intanto si sbaglia spessissimo, dando l'impressione di sapere la lingua meno di qualche mese prima. Invece è il contrario, è avvenuta una magia. Alcuni suoni, alcune regole, alcune particolarità di una lingua sono entrate nel cervello e diventate istintive. Ma la persona non se ne è ancora resa conto a livello cosciente. Credendo di usare istintivamente ancora le regole della lingua madre, la persona parla istintivamente ma poi corregge la propria espressione istintiva con un'espressione ragionata. Sbagliando.

Oggi mi è stato detto: Che strano, prima parlavi bene, ora correggi le cose giuste con cose sbagliate.

Non è strano.

E' magia.



Ho imparato il tedesco.

martedì 12 ottobre 2010

Me so ripresa...

Cioè...

è un mese che sto male un giorno si e uno no (e una volta è la nausea, la seguente la sinusite, e poi i problemi intestinali, e di seguito il mal di testa, e poi ricominciamo il giro...) ma io continuo a dirmi che non è niente.



Insomma...

Ho finito un articolo, primo nome, una review. Che per i non addetti ai lavori è una sorta di "tutto quello che avresti voluto sapere su *inserire argomento scientifico a caso* e non hai mai osato chiedere", di quelli da professoroni sessantacinquenni con millemila pubblicazioni. E l'ho scritta io, certo, mi hanno corretto, limato, rigirato le frasi eccetera, ma l'80% è mio di me. Ancora non ci credo.

Ho riscritto da capo il capitolo del libro di cui parlavo un po' di mesi fa, nonché disegnato tutte le immagini, compresi DNA vari, cose piene di palline colorate e la copertina e il retro del libro suddetto (bello de mamma sua, c'ha na copertina che levate). Il capitolo veramente non è proprio finito finito, ma siamo a buon punto.

Scritto metà di un articolo con la mia migliore amica/collega, che è un genio, e sono davvero felice di aver lavorato per un po' con lei. Questo è in via di sottomissione, spero che in una decina di giorni sia finito (se i prof collaborano e lo correggono).

Ho viaggiato in lungo e in largo in Europa (mi avevano pure invitato in Cina per tre giorni e col Prof abbiamo deciso che sono scemi e io quest'ammazzata non me la faccio).

Ho ballato e mi sono divertita.

Ho pure imparato il tedesco, che se il prof sei mesi fa mi diceva "oh, non ti azzardare a mettere sul curriculum "avanzato" come livello del tedesco, che tu "basico" sei e basico rimani" ora dice in mia presenza "eh, Paleomichi lo parla bene il tedesco". Wow. Come io l'abbia imparato non lo so, che il mio massimo rapporto con la prof di qui è stato qualcosa del tipo "krnzjmmrügrztsch" e io "scusi, non capisco, io ho studiato tedesco e non svizzero" e lei che sbianca e si rimette a parlare con gli altri. Che la Svizzera è un amore, ma lingue più brutte del tedesco svizzero ne ho sentite poche.

....insomma, dicevo, non è che tutto sto mal di testa/mal di pancia/vomitino/raffreddore sono solo la strategia del mio fisico per dirmi:

VOGLIO VACAAAANZAAAAAAAAAAAAAA

Tanto fra due settimane arriva Indy, e lí stacco. Ma sul serio stavolta.

GRAZIE

Grazie.

Grazie a voi che mi avete scritto un commento sul blog e mi siete stati vicini.

Grazie a Lucia che mi ha scritto una mail appena letto il blog, e grazie a Alex che mi ha mandato tanti messaggi per chiedermi se andava tutto bene fino a quando non ho risposto. E grazie mille a Stefafra, che ha fatto un giro incredibile per trovare la mia mail e mandarmi parole di supporto.

Grazie ai miei amici che a differenza di tanti altri sono rimasti, quelli che 9 anni dopo la mia partenza per un'altra città in Italia, 3 anni dopo la mia partenza per l'estero continuano a farsi sentire, che partecipano ai miei pomeriggi scemi, che anche se avvistai a due giorni dal mio arrivo trovano il modo e il tempo di vederci.

Grazie ancora a Alex che per uno dei miei pomeriggi scemi si è fatto 6 ore di treno (più ritardo) e si è svegliato alle 6 di mattina.

Grazie al mio Amico Ritrovato e alla sua splendida ragazza, che fra i mille impegni hanno trovato una mezz'ora per me, grazie per le risate e per i progetti pazzi, grazie per avermi accolto (o riaccolto) nella vostra vita.

Grazie al mio Amico Storico che nonostante i mille viaggi e la vita sociale più piena di quella di una star del cinema trova sempre il modo di passare dove sto io, per vacanza o per lavoro, e se proprio non riusciamo a vederci mi chiama per rassicurarmi che tanto che io sia in Italia o in Birmania riusciremo comunque a vederci.

Grazie al mio Amico Ingegnere con cui passo ore al telefono, che si preoccupa per me, che quando mi invita si scusa fin da prima e si fa scrupoli che io mi trovi a disagio unica paleontologa fra ingegneri (ma chi, io? ingegnera mancata?), e che quando gli dico quanto mi sono divertita con i suoi amici mi dice che sarò sempre la benvenuta.

Grazie alla mia Amica Lettrice perché anche se non ci sentiamo mai quando ci rivediamo torniamo come  quando al liceo ci scrivevamo il quadernino.

Grazie alla mia Frog friend per il suo sorriso, per il suo esserci sempre con una risata e una presa in giro, per il suo modo meravigliosamente folle di fare le cose, tanto simile al mio, per i suoi splendidi regali e per la sicurezza di trovarla ad ogni telefonata.

Grazie alla mia Cucciola, alla donna che sta diventando, per i discorsi seri che mi fa e alle scemenze che progettiamo di fare insieme, grazie per le mail che non legge (fa bene, ha tutto il tempo che vuole per diventare schiava della tecnologia, finché può si diverta lontana dal computer) e per le fusa che facciamo insieme.

Grazie al mio Prof che anche se non sembra c'è sempre.

Ma soprattutto grazie ad Amico Lirico, che giovedì sera mi ha chiamato su skype e ha deciso di venirmi a trovare il giorno dopo. Che ha fatto 7 ore di macchina per raggiungermi, e poi ha mangiato la raclette alla cena svizzera. Che mi ha portato alla festa il giorno dopo, e poi a ballare, e poi a giocare a biliardino. Amico Lirico con cui sono andata Ginevra e che mi ha fatto tante foto bellissime, e poi a Spiez, Interlaken e Thun, a mangiare in uno schifido ristorante cinese e a ridere per tutta la serata fino ad avere le lacrime agli occhi. Amico Lirico che quando ha saputo che dovevo andare in Germania ha deciso di accompagnarmi in macchina per permettermi di portare tutte le valige che altrimenti avrei dovuto portare fra due settimane in treno con Indy, e "no, se non ci fossi stato lo avresti fatto, ma sono qui e non posso non aiutarti". E dopo essere tornati a casa alle 3 di notte (eravamo invitati fuori a cena) alle 5 si è svegliato e mi ha accompagnato alla stazione in macchina, perché "non posso lasciarti andare in giro da sola alle 5 di mattina". Grazie per tutto questo, per tutto quello che ho dimenticato di dire e per le tante tante ore di viaggio che ha fatto per tornare a casa.

Grazie a tutti voi, di cuore.

E a tutti gli altri che mi hanno mollato perché "te la tiri" o "le nostre strade si sono divise" o "hai bisogno della psicoterapia" o "sai, sono talmente presa, non ho avuto tempo di chiamarti"... beh, sopravvivo benissimo anche senza di voi.

giovedì 30 settembre 2010

Spleen

Stanca
Sono stanca
Distrutta
Fra un mese parto
Non ho finito quello che dovevo fare qui
Anzi, non ho nemmeno iniziato
Sono stata tradita da una persona di cui mi fidavo
che ha distrutto alcuni miei sogni come un bicchiere di cristallo sotto al tacco di uno stivale
Ho scritto tante cose
Ma mai da sola
Come se avessi sempre bisogno di una correzione
Come se da sola non ce la potessi fare
Come se non fossi all'altezza.

Non voglio partire
Eppure voglio tornare ad avere una vita normale
Fare un corso di tedesco dove parlano tedesco
E non dovermi dire "solo per due mesi che poi devo partire"
Prendere delle abitudini
Senza la paura di "come farò a farne a meno poi?"

Voglio divertirmi anche in Germania
Voglio essere felice
Voglio conoscere gente
Voglio ballare
Voglio ridere anche lì
Voglio sconfiggere questo mostro

Lo odio
A volte mi sveglio odiandolo
Mi sveglio con lo stomaco contratto, pensando ai sogni che avevo, che lui ha ridotto in pezzettini senza nemmeno rendersene conto, senza nemmeno rendersi conto che esistevo
Che ero una persona
Che mi doveva qualcosa.
Lo odio come non ho mai odiato nessuno
O forse semplicemente non ho mai odiato nessuno prima di lui.
Ma quando lo sento sono gentile
Simpatica
Ma dentro ho una lama di ghiaccio
E lo odio.

Mi mancherà la pasta Migros
Mi mancherà cucinare a pranzo
Mi mancherà il treno di mattina
Mi mancherà la passeggiata
Mi mancherà cenare con qualcuno
avere qualcuno con cui organizzare il week end.

Sono stanca.

mercoledì 29 settembre 2010

E se me ne tornassi al letto?

Stamattina la scuola di lingua mi ha detto che devo pagare di nuovo qualcosa che ho già pagato perchè si sono persi la ricevuta. E io non so dove sia.

Arrivata all'università il bellissimo capitolo del libri che sto scrivendo, salvato nella sua ultima e unica versione ieri (la versione immediatamente precedente è completamente diversa, ieri ero ispirata), si è trasformato in questo:
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…f‰oŠ|Œ§ŒÙŒ�’•;˜F˜ ™ ™–™ýýøýýöýýýýýýýñøýýýøýýýëñëéý ¤ð ¤[1]gd‘] or†rmtwtÔvßvàvw}yûyüyz‑zLzÏzÐzJ{[{l{·{º{Ç{È{Ê{®~¾~‚ĂȂɂˆƒŠƒ-„9„<„î„ ……—‡­‡*“• ™!™úöúöòöòöìà×Î×ÎÂÎ×Î×¹×¹×ö­öòö¡–�ö­öììöúöwöojhá`ÿU há`ÿaJ h}‘ há`ÿ  há`ÿ6 �+!™`™a™b™”™•™¼™dš‚š
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Posso ricominciare da capo la giornata  PER FAVORE?


Post scriptum delle 8: naturalmente stasera ho dimenticato IL file all'università, me ne sono accorta quando ero già alla stazione, e ho perso mezz'ora per andare a riprenderlo.... UFFFFFFIIIIIIIII

lunedì 27 settembre 2010

Record

Sabato sera nel giro di mezz'ora ho parlato nell'ordine: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e portoghese.
Viva la vita erasmus.

lunedì 20 settembre 2010

treni felici, treni tristi

I treni non sono tutti uguali. Alcuni sono particolarmente felici. Quelli di maggio, pieni di scolaresche caciarone e supereccitate dalla "gita", ad esempio. O quelli della fine di luglio, inizio di agosto, ingombri di valigie, di creme solari, di voglia di ritornare a casa per chi vive lontano, di scoprire mondi lontani per chi vive a casa. O quelli del 20 dicembre, ingombri di pacchi e pacchetti colorati e spiegazzai, di bianchera da lavare, di cose strane da mangiare sotto l'albero, di messaggini inviati a raffica "sto tornando, ci vediamo?". O quelli del venerdì pomeriggio.
I treni del venerdì pomeriggio sono i più felici di tutti. Sono treni che se solo Trenitalia li dotasse di pedali viaggerebbero alla velocità della luce, spinti dal desiderio di stare assieme, di baci, coccole, di "finalmente tre giorni insieme" che poi sono due, ma sembrano infiniti. Spinti dai mille programmi che si affollano in quelle poche 48 ore come se fossero elastiche  "E poi andiamo a fare un giro, a cena fuori, al museo, al cinema, a ballare, in giro per negozi (o per librerie), dagli amici, a prendere l'aperitivo in piazza...". E ad ogni stazione ci sono visi sorridenti, impazienti che sbirciano dai finestrini luridi alla vista di altri visi altrettanto sorridenti, altrettanto impazienti e "sbircianti".

Poi ci sono i treni tristi. Quelli della fine di agosto, inizio settembre, abbronzati, accaldati, con i capelli chiari di sole e gli occhi sognanti. Quelli del 6 gennaio, o del primo per molti di quelli che devono passare la frontiera.
Ma i più tristi sono i treni della domenica pomeriggio, gli unici che si spera sempre siano in ritardo, o ancora meglio, soppressi, ma non lo sono mai. Se i desideri e le preghiere potessero cambiare la realtà non partirebbero treni da mezzogiorno della domenica al mezzogiorno del lunedì. Sono treni frenati dai baci dagli abbracci infiniti contando i secondi (dai, abbracciamo ancora, che non parte almeno per i prossimi 40 secondi), dai cuoricini disegnati sulla polvere dei finestrini, del, "dai che ci rivediamo presto, e poi stasera ci sentiamo su skype", degli sguardi lacrimosi al di là del vetro. Sono treni che si vanno a prendere in due quando poi si parte da soli, sono i treni salutati da tante mani oscillanti e qualche lacrimone, con una mano già sul cellulare per una telefonata o un messaggio che possa far diminuire la mancanza e il magone.

Mi sono stufata di prendere treni tristi.

martedì 14 settembre 2010

6 minuti

Abito un po' fuori Berna, e tutte le mattine per raggiungere il centro prendo il treno. Dalla mia stazione al capolinea sono 6 minuti di viaggio.
Porto sempre con me un libro, l'ultimo che ho letto è un capolavoro.
In quei sei minuti, in quelle 10-20 pagine che leggevo mi aprivano un nuovo mondo. Un mondo che mi accompagnava al lavoro la mattina e che mi riportava a casa la sera. Un mondo che ha cambiato il mio modo di vedere ciò che mi circonda, che mi lasciato spesso stupita, che mi ha abbagliato come una lampadina troppo forte lasciando un "alone" che non è ancora scomparso. Credo che sia il romanzo più bello che io abbia letto negli ultimi anni, se volete saperne di più ne parlo qui.

Libri del genere mi ricordano perché adoro la lettura.


lunedì 13 settembre 2010

L'autobussista sguizzero

La settimana scorsa sono andata a fare un giro con la mia amica italiana. Dato che prevedevamo una passeggiata di circa 3 ore in giro per le colline intorno a Berna abbiamo deciso di prendere l'autobus per attraversare la città e arrivare all'inizio della passeggiata.
Sole.
Caldo.
Domenica pomeriggio.
Le strade centrali di Berna sono chiuse al traffico con la sola eccezione di una linea di autobus, quindi la strada era completamente occupata da turisti/gruppi di pensionati in gita/paesani in visita/bernesi a passeggio.

Se fosse successo in Italia l'autobussista avrebbe suonato come un pazzo sbraitando improperi dal finestrino e avanzando lentamente ma inesorabilmente in odo da spiaccicare solo un paio di persone a mo' di avvertimento.
Se fosse successo in Germania l'autobussista avrebbe continuato a  camminare imperterrito schiacciando turisti su turisti. Non hai il diritto di camminare qui? Allora io ho il diritto di spiaccicarti.
Se fosse successo in Francia l'autobussista avrebbe suonato e sarebbe passato a mezzo millimetro dal gomito del turista più esterno.
Se fosse successo in Inghilterra i turisti non sarebbero stati in mezzo alla strada perché sarebbero stati sul marciapiede a guardare i negozi.

In Svizzera l'autobussista non ha suonato, non ha fatto un fiato, si è fermato e ha aspettato che (con mooooolta calma) si spostassero.

Ora avrei un dubbio: si tratta di un grande esempio di civiltà o del semplice risultato di millenni a contatto con le mucche?

giovedì 9 settembre 2010

Misery 2 la vendetta

Gentile signor Indiana Acca,
circa 7 anni fa ho seguito una sua conferenza geologica in cui diceva che la pietra di cui è lastricata la Piazza Rossa di Mosca viene dalla formazione Nonsocomesichiama del Nonsondostan meridionale. Essendo andato a Mosca il mese scorso vorrei dirle che si è sbagliato, la pietra di cui è lastricata la piazza Rossa non ha niente a che vedere con quella della formazione Nonsocomesichiama.


Cordiali saluti


Un suo fan


P.S.: se si chiede come ho fatto ad avere il suo indirizzo e-mail sappia che l'ho ricevuto dal capo di quella sua collega con cui lei ha collaborato anni fa.



Ma che Indy c'ha la calamita per gli psicopatici??? Questa cosa mi inquieta sempre di più.....



P.S.: una rapida ricerca su Internet ha dato ragione a Indy. TIE'

venerdì 3 settembre 2010

Drogata di libri

C'è droga e droga. C'è chi di fa di eroina, chi di marijuana, chi di nicotina (evviva il mio papà che ha smesso di fumare di botto e da due mesi non tocca una sigaretta! bravissimo papo!), chi di cioccolata, chi di shopping e chi più ne ha più ne metta.

Io mi faccio di libri (oltre che di cioccolata fondente, e di gnocchetti verdi, quando ne ho la possibilità).


Detta così sembra un'idiozia. Invece no, si tratta di una cosa molto seria, quasi un caso clinico.
Io vivo in Germania (ok, adesso in Svizzera, ma di base in Germania). In Germania parlano tedesco, e scrivono e pubblicano libri in tedesco. Io sto faticosamente studiando tedesco, ma non sono per niente brava. Per parlare parlo, è che poi non capisco la risposta, usano parole assurde e io sto lì a cercare di ricordarmi se "erhalten" significa qualcosa tipo "fermare" e non capisco niente (anche perché in effetti significa "ricevere"). Se leggo libri in tedesco mi areno dopo un paio di pagine, e ore di ricerche nei vocabolari.

Il che significa che in Germania non compro libri perché non li capisco. Nemmeno in Svizzera compro libri, perché sono a Berna, parlano tedesco, vendono libri in tedesco* e non è che li capisca di più di quelli della Germania, senza contare il fatto che essendo importati costano il doppio. Posso sempre comprare libri in inglese, ma la scelta è molto limitata.

E quindi mi sento in crisi d'astinenza. Sentendomi in crisi d'astinenza appena vado in un paese di cui parlo la lingua (Italia, Francia, Inghilterra) compro chili chili chili e chili di libri. A Parigi in 8 giorni ne ho comprati 18. In Italia da Indy circa 8. A Ginevra in due giorni una decina. A Bologna qualche tempo fa credo una ventina. Il che porta alla creazione del "problema spazio".  Qui a Berna ho in libreria 130 libri (contati), moltissimi dei quali comprati negli ultimi mesi. Sto qui solo per sei mesi, poi me li dovrò riportare in Germania. la mia libreria tedesca già scoppia, e se penso che un giorno me ne dovrò andare da lì mi viene l'orticaria anche solo a pensare a quante casse di libri mi toccherà portarmi dietro. Per metterli dove? Non ne ho idea, a Roma le mie librerie sono già pienissime, con i libri su due strati. Quando un giorno avrò una casa mia mi servirà una stanza adibita a biblioteca tipo "La Bella e la Bestia" (che invidia ogni volta che lo vedo, GRRRR)



E' che non posso farne a meno. Li vedo, li amo, li compro. E compro libri che so benissimo che probabilmente non leggerò mai. Tipo "Il tamburo di latta" di Günther Grass, che in teoria mi interessa, che in teoria vorrei leggere, ma che in pratica non ho il fegato di aprire. O "Per la pace perpetua" di Immanuel Kant, autore che adoravo alle superiori, ma figurati se poi mi metto a leggerlo... Quindi io mi riempio la libreria di libri per sopravvivere nei momenti di magra, quei momenti in cui sono in Germania, ho voglia di leggere e non posso comprare libri nuovi. Solo che io viaggio per un paese di cui conosco la lingua minimo una volta al mese, il che significa che compro dai 10 ai 30 libri al mese. Dall'inizio dell'anno ne ho letti 47. Insomma, dovrei averne abbastanza di riserve, no? Pare di no, continuo a comprare libri su libri su libri, e a leggerne una piccola parte.



E non mi basta mai.

Dottore, è grave????


*Se ve lo state chiedendo no, non si trovano molti libri in francese a Berna, non più di quanto non si trovino i libri in inglese. E comunque costano fra il doppio e il triplo del prezzo normale.

giovedì 2 settembre 2010

SOS Misery

Avete mai visto il film Misery non deve morire? Per chi avesse non l'avesse visto parla di uno scrittore che in seguito ad un incidente di auto si ritrova soccorso e gentilmente curato da una sua grande fan. Fan che si dimostra sempre più schizzata. Fra le altre cose lo obbliga a far resuscitare l'eroina dei suoi romanzi che il povero disgraziato aveva avuto la malaugurata idea di far morire (Misery, appunto). Naturalmente si scopre che era stata lei a sabotare l'auto per farlo andare fuori di strada, ma per fortuna dopo una scena alquanto splatter che io ho vagamente intravisto nell'incavo fra l'anulare e il mignolo (vedi foto) finisce insperabilmente bene.



Ora, io sono molto preoccupata perché Indy ha incontrato una probabile emula della protagonista del film, che per privacy chiameremo Misery. Quest'estate Indy ha fatto un ciclo di conferenze di paleontologia (non per niente è il paleontologo del mio cuore), e ogni volta venivano parecchie persone.
E poi è arrivata Misery, che lo fissava come ipnotizzata prendendo per tutto il tempo appunti con una piccola scrittura fitta fitta. Dopo che Indy ha spiegato almeno tre volte il fenomeno della dolomitizzazione l'attentissima Misery gli ha chiesto come avviene la dolomitizzazione.
La volta dopo c'ero anche io. E Misery è tornata. Con un risolino inquietante ha detto "eh, sai, non capisco mai la mia scrittura quando prendo appunti". E ha ripreso appunti per tutto il tempo, prendendo poi da parte Indy per chiedergli come funzionasse la dolomitizzazione. E Indy ha iniziato a preoccuparsi.
Dopo la cortese risposta Indy mi ha preso per mano (giusto per sottolineare il fatto che ha una ragazza terrona, robusta e pronta a dargli man forte se necessario) ed è scappato a gambe levate.
La volta dopo Misery non c'era, ma la successiva è ricomparsa.



Per fortuna il ciclo di conferenze è finito, ma ora iniziano le lezioni per le scuole.
Io vi avverto. Se Misery si ripresenta, magari abilmente camuffata in modo da confondersi (vedere foto), io la denuncio per stalking ai danni di Indy.

mercoledì 1 settembre 2010

Non capisco...

La situazione economica in Africa, si sa, non è certo rosea. Enorme divario fra i pochi ricchi e i tanti poveri, sviluppo parziale e spesso mal gestito, una storia coloniale alle spalle che ha principalmente distrutto senza proporre nuove basi per costruire, non solo sul piano economico ma soprattutto sul piano sociale, e di speranze di cambiare la situazione ce ne sono poche, almeno così dice mio fratello, che ne sa certo più di me (qui parlo della sua posizione al riguardo). Ma sto divagando.... Quello che non capisco è:

Vi sembra possibile che io debba ricevere almeno cinque mail al giorno da parte di sedicenti vedove africane senza figli malate di cancro e con pochi mesi di vita di fronte a loro, che vogliono mettere sul mio conto in banca milioni e milioni di dollari? E perché proprio a me?

Ma soprattutto: c'è pure qualcuno che ci casca????

P.S.: per non parlare delle innumerevoli lotterie alle quali vinco senza nemmeno aver partecipato... MIRACOLOOOOO!!!!

P.P.S: speravate in un post serio, eh? In effetti qualcosina di serio da dire al riguardo ce l'avrei, magari prossimamente...

ci sono cose che non si possono comprare.......

Venir sorpresi da uno sgrullone di pioggia all'uscita della metro e cantare e ballare "I'm singing in the rain" con le amiche andando verso l'albergo.

Le amiche che ci sono al momento del bisogno.

Fare colazione mangiando a morsi una mezza baguette camminando di fronte al museo di storia naturale.

Il ricevimento alla Galleria dell'evoluzione e sgranocchiare una tartina fra gli elefanti e i dodo.

Parlare intercambiabilmente inglese-francese-tedesco-italiano.

Ordinare al libanese un dolce dal nome incomprensibile da spartire in otto e vedersi portare una microcoppetta di una specie di pannacotta con otto cucchiaini, sotto gli sguardi attoniti del cameriere.

Il latte.

Uscire, camminare e sapere di essere a Parigi.

Sentir parlare francese ovunque.

Sentirsi dire: l'importante non siamo noi prof, siete voi studenti, e siete voi ad avere potere decisionale, non noi. E sapere che nel nostro caso è vero.

Tornare in un luogo caro del passato e capire che per fortuna il tempo nquon ha cambiato nulla, e che a differenza di quanto mi aspettassi niente è perduto.

....per tutto il resto c'é la burocrazia crucca (questa ve la spiego quando ne esco).

giovedì 26 agosto 2010

Parigi: frammenti sparsi

Durante il convegno di ieri due persone (DUE) lavoravano all'uncinetto. NO COMMENT.

Allora, che programmi hai per domenica che siamo liberi? Vado alle catacombe! (a Parigi? mah...) Vieni anche tu? Invece del Louvre, invece del museo Rodin, invece del quartiere latino, invece di Saint Germain, dovrei passare la giornata in un posto pieno di muffa e di scheletri medievali? MA SEI IMPAZZITA?

Capisco che i relatori polacchi, cinesi, rumeni, turchi leggano. Non li capisco, o meglio, non li seguo quando leggono, ma mi rendo conto che magari potrebbero avere difficoltà a parlare a braccio. ma quando a leggere a una velocitá supersonica una conferenza sugli isotopi trovai nei residui di grassi delle ceramiche neolitiche in medio oriente sono cittadini britannici la cosa mi rode un po'. Magari io potrei anche essere interessata agi isotopi trovai nei residui di grassi delle ceramiche neolitiche in medio oriente, ma quando il relatore legge mi addormento al secondo minuto. E se il relatore è madrelingua inglese per i primi due minuti in cui sono sveglia non capisco nemmeno una parola.
In effetti mi rendo conto che 10 minuti di relazione nella propria lingua con l'ausilio della presentazione powerpoint sul tema che si studia da anni è chiedere troppo.....

Chiedo venia per il sarcasmo e la negatività, da due giorni il computer non mi fa le simulazioni e sono un tantinello irritata. Poi passa. Se il computer collabora. (Alex, si sono bloccate anche le mie di simulazioni, sono passata al piano B)

giovedì 19 agosto 2010

Una buona idea

Questa.

Anche se nell'articolo c'è un errore, treni del genere girano già da un po'. Due settimane fa salgo alle 6 e 40 sul treno Berna Zurigo per raggiungere Indy. Avevo sonno, avevo mal di testa, ero triste per aver appena salutato la mia Amicafrancese. Era un treno a due piani, strapieno, vado all'ultima carrozza e salgo al piano superiore. Un posto libero. mi siedo e noto che il tavolinetto è strano.
Poi un urlo prolungato mi fa alzare gli occhi. Tre bimbetti si rincorrono su e giù per il vagone, mentre altri salgono e scendono per una strana struttura con le scsale. Uno cade e inizia a urlare. Le persone intorno a me leggono, e sembrano non rendersene nemmeno conto. Poi vedo il cartello: Carrozza per bambini...
Non hanno smesso di urlare per un minuto.

Morale della favola: se avete sonno e viaggiate in treno in Svizzera fate bene attenzione alla carrozza sulla quale salite. A questo punto se beccate quela con i bambini urlanti sarâ solo colpa vostra.

mercoledì 18 agosto 2010

NO COMMENT

Gentile responsabile delle collezioni di un importante centro di ricerca,
mi chiamo Indiana Acca e sto studiando questa simpatica cosa superinteressantissima per cui mi servirebbe avere accesso alla collezione Tizio, raccolta nel Nonsondostan meridionale e studiata nel 1912 da Tizio. Dal 1912 in poi nessuno ne ha più parlato, ma visto che Tizio lavorava nella vostra università non è che per caso ce l'avete voi? E non è che posso venire a studiarla nelle prossime settimane?
Grazie dell'attenzione
Indiana Acca

Gentile dottor Acca,
non abbiamo cataloghi
le faccio sapere
Responsabile delle collezioni di un importante centro di ricerca

Gentile responsabile delle collezioni di un importante centro di ricerca,
grazie mille per la sua risposta. Se ha bisogno di aiuto per cercare la collezione Tizio posso venire ad aiutarla, anche nei prossimi giorni se vuole.
Mi faccia sapere se ha bisogno di me
Indiana Acca

circa un mese dopo

Gentile responsabile delle collezioni di un importante centro di ricerca,
E' ancora vivo? E' forse stato schiacciato da uno scheletro di elefante indiano caduto da uno scaffale mentre cercava la collezione Tizio? Posso aiutarla? Se vuole posso venire anche domani. La prego di farmi sapere, sono disposto a passare un mese sommerso dalla polvere nei vostri scantinati pur di trovarla.
Indiana Acca

Gentile dottor Acca,
dalla prossima settimana vado in ferie per due mesi per promuovere il mio film "Mercurio a colazione" (www.mercurioacolazione.com). Mi raccomando, mi faccia pubblicità.
A presto.
Responsabile delle collezioni di un importante centro di ricerca

.........no comment.......

P.S.: naturalmente ho cambiato un po' nomi e situazioni in modo da rendere il tutto meno identificabile

lunedì 16 agosto 2010

Non sono stata mangiata da un pareiasauro*...

è che in questo ultimo mese:

ho nuotato nel fiume
ho navigato in canotto da Thun a Berna
sono andata in discoteca
ho imparato un pochino Linux
sono andata in giro per la Svizzera
ho mostrato la Svizzera ai miei genitori
sono stata accettata come cittadina europea residente per 6 mesi in Svizzera (e per questo mi hanno anche regalato una confezione di pillole per proteggermi dagli attacchi nucleari)
ho ricominciato il corso di tedesco (svizzero)
ho scritto una review
ho visto i fuochi d'artificio per il 1 agosto, festa nazionale svizzera
sono guarita dalle punture di zanzara
ho ballato Waka Waka con la mia Amicafrancese
abbiamo fatto video idioti ballando e cantando in giro (in treno, sotto la pioggia, in camera mia ecc)
ho partecipato a innumerevoli feste internazionali
ho fatto i barbecue
ho visto gli orsacchiotti bernesi (quelli veri)
ho ricevuto in regalo il dolcissimo Bernie Berner Bärchen (orsacchiotto bernese, ma lui è di peluche)
ho cucinato le crepes e l'orzotto alle zucchine formaggio e zafferano
ho letto tanti libri
ho comprato tanti libri in tutte le lingue che conosco (italiano, francese, inglese, tedesco)
sono andata da Indy a festeggiare il nostro terzo anniversario
ho trovato il suo regalo
ho conosciuto alcune persone che non vedevo l'ora di incontrare da almeno due anni e mezzo (e non in senso proprio positivo)
abbiamo visto un concerto di una cantante che io non avevo mai sentito nominare
ho visto IL LIMITE
abbiamo visto un museo bellissimo
abbiamo visto la presentazione di un libro molto interessante
abbiamo fatto i video paleontologici idioti con Indy

insomma, ho avuto da fare! Eccomi di nuovo qui :)

*Il pareiasauro è un rettile abbastanza bruttino che è vissuto nel Permiano superiore, intorno ai 250 milioni di anni fa. Non è un dinosauro, i dinosauri sono comparsi dopo. Il pareiasauro si è estinto 250 milioni di anni fa, con la più grande estinzione di massa di tutti i tempi, quella fra Permiano e Triassico, circa 185 milioni di anni prima che il famoso meteorite facesse fare la stessa fine ai dinosauri.

venerdì 16 luglio 2010

Indiana Michi e le Zanzare (ovvero la fragilità dell'Uomo)

Nello scorso post ho citato le zanzare. Ecco la storia completa (maledette loro e le zecche, GRRRRR).
Quattro anni fa era il 2006, mitico anno di mondiali vinti dall'Italia, ma soprattutto del primo scavo all'estero di Indiana Michi. Sono andata in Krukkonia, in un superscavo importantissimo e in contemporanea alla prima settimana di mondiali.

Un mitico giorno trovo un cosino che non si capiva bene cosa fosse. Era il pezzo più importante trovato fino a quel momento. Grande, grandissimo momento di gloria (sorvoliamo sul fatto che la settimana dopo hanno trovato il pezzo da 90, quello che ha fatto il giro del mondo su tutti i giornali eccetera. E comunque il mio pezzo è più bello, oh).



Se non che la sera... doccia... qualcosa sulla spalla.... ARGH! Zecca! Considerando il fatto che ero nella zona endemica del Morbo di Lyme (a quanto ho capito una sorta di meningite molto pericolosa se non è presa proprio all'inizio), che ero in un paese straniero, in un posto sperduto della campagna krukka meridionale, che non parlavo una parola di tedesco e che nel paesino non c'erano medici devo dire che mi sono comportata abbastanza bene. Niente panico, aspetto di tornare in Italia, parlo con il medico. Mi dice di stare tranquilla, di tornare da lui subito nel caso dei seguenti sintomi: svenimenti, giramenti di testa, febbre, debolezza eccessiva. Dato che la temperatura si aggirava fra i 30 e i 40°C ho avuto bisogno di molto sangue freddo per non correre da lui ogni 30 secondi.

Comunque tutto è bene ciò che finisce bene: niente meningite e un mesetto dopo sono tornata in Krukkonia per un altro scavo (recidiva).

Una sera mi pungono delle zanzare sulle gambe. Una in particolare, astronoma dilettante probabilmente, ha disegnato una simpatica costellazione tipo pleiadi sulla mia caviglia.


Due giorni dopo le pleiadi erano ancora lì. Al ritorno in Italia mi facevano malissimo ho passato una nottata d'inferno, con la gamba bollente e il ghiaccio sulle pleiadi, che si erano fuse in una sola gigante rossa.

Il giorno dopo sono partita per la Puglia con gli amici, sono quindi andata alla guardia medica. Quando ho detto che si trattava di zanzare mi hanno preso per scema, secondo loro doveva essere un ragno enorme, uno scorpione, un cobra, Alien, una cosa del genere insomma.  Una settimana di Cortisone e antibiotico.



Dopo una settimana di mare MOLTO divertente, sono andata in montagna. Dopo un paio di giorni dalla fine della terapia la gigante rossa era diventata enorme e quasi fluorescente. La gamba era una zampogna. Ospedale, impacco di antibiotico per due giorni, Indiana Michi massacrata ma gigante rossa debellata.

Da allora ogni tanto le punture di zanzara mi iniziano a fare lo stesso scherzo, ci metto la cremina e di solito passa. Adesso sono 4 giorni che non passa, ma sono fiduciosa.

Solo che tutta questa storia mi fa pensare.  di anni fa per una cosa del genere avrei come minimo perso la gamba 8se mi andava bene). Una puntura di insetto (o meglio due, secondo me è colpa della zecca). Non insetti strani,  due insettini banali che si trovano normalmente nei nostri prati.

Insomma, noi andiamo sulla luna, simuliamo al computer il comportamento delle particelle anarchiche, dipingiamo la Cappella Sistina, poi arriva uno stupidissimo cosino a sei zampe e zac... finito.

Una bella lezione di umiltà.

giovedì 15 luglio 2010

Ci sono giorni...

Ci sono giorni che cominciano male

Ci sono giorni in cui ci si sveglia e ci si accorge che la crema non ha fatto effetto e le punture di zanzara stanno prendendo una brutta piega.

Ci sono giorni in cui il primo pensiero della mattinata corre a 4 anni fa, ai medici che mi prendevano in giro e all'impacco di antibiotico per due giorni.

Ci sono giorni in cui apri gli occhi pensando ala fragilità della vita umana.

Per fortuna non tutti i giorni che iniziano male finiscono nello stesso modo.

Capita ad esempio che si decida con i colleghi di andare a nuotare nell'Aare, il fiume di Berna.



L'Aare non è navigabile (o comunque è chiuso alla navigazione), temperatura intorno ai 18-20°C (BRRRRRR, ma sempre meno freddo), profondo circa 2 metri, corrente fortissima, lo zoo da una parte, spiagge, campeggi e piscine dall'altra. D'estate i Bernesi lasciano le loro cose su un pratone a valle (e nessuno ruba niente!!), risalgono il fiume,  si buttano, si lasciano trasportare dalla corrente per qualche chilometro, per uscire si aggrappano a uno dei pali appositamente designati e ricominciano.

Bellissimo.

Oltre a nuotare abbiamo giocato a ping pong, trovato una bellissima foca viola subito battezzata "Steffi", fatto foto, riso, fatto il bagno in piscina, ci siamo ustionati... Insomma, proprio bello.

Dovevamo passare l'i solo la pausa pranzo, ce ne siamo andati alle 6!

Alle 6 la mia amica francese mi propone di andare a Interlaken per dare un'occhiata insieme ad un'altra amica. Ero massacrata, ma alla fin fine perchè no? Magari saremmo riuscite a vedere anche Spiez.

Arriviamo a Spiez con il treno e inizia a diluviare.... Vabbè dai, a Interlaken non diluvierà, è tutto sereno in quella direzione! Infatti inizia a diluviare solo 10 minuti dopo essere scese dal treno. Ci prende l'attacco di ridarola, facciamo foto stupide, cantiamo "I'm singing in the rain", la mia amica francese mi chiede di insegnarle "Sarà perché ti amo" (grande successo in Francia).

Poi passiamo a "Ti amo", altro grande successo al di là delle Alpi.

Decidiamo di andarcene, il primo treno sarebbe stato mezz'ora dopo,  ne approfittiamo per fare un giro (quando abbiamo deciso di andarcene ha smesso di piovere). Interlaken è carina, ma molto turistica. Foto idiote con i piú brutti souvenir svizzeri, un accenno di balletto di Wakawaka per la strada.

Decidiamo di prendere il treno successivo, e dopo 10 minuti inizia a diluviare. Sosta in un negozio con i saldi del 30%, il vestito è passato da 499 CHF a 538. Alla faccia dei saldi!

Torniamo alla stazione e pensiamo a che fortuna abbiamo avuto a prendere il treno, se no dovevamo rimanere a Intelaken dormire al Grand Hotel vicino al negozio di vestiti, e avremmo pagato 400 franchi a persona a notte, colazione esclusa, che con il 30 % di sconto fa 500 franchi a persona. Ci mettiamo a cantare "Hey, das geht ab, wir feiern die ganze nacht DIE GANZE NACHT!!!!". Un ragazzo co si avvicina e piú o meno ci invita in discoteca con lui. Ha avuto maggior fortuna con le punk vicino a noi.

In treno in delirio. Facciamo il balletto per la canzone di cui sopra. E per I gotta feeling. E cantiamo Sarà perché ti amo. E ridiamo. E facciamo foto idiote. E decidiamo di mandare i video a "Nouvelle star", ci prenderanno senza dubbio. Fra l'altro la ragazza svizzera a un certo punto esegue uno strano ritmo battendo mani e gomiti sul tavolo, dice di averlo imparato a scuola, questi oltre che di Jodel fanno anche scuola di schuhplattler??? (eppure pensavo fosse solo tirolese)


Insomma, una giornata spettacolare e folle!!! Evviva il mio secondo ERASMUS!!!!!!!!!!

lunedì 12 luglio 2010

Lettera minatoria

Alla cortese attenzione del Signor Capo di Indiana Acca:


Egregio Signor Capo di Indiana Acca,


Indiana Acca è nelle mie mani. Se lo rivolete indietro dovrete pagarmi 10 milioni di sesterzi in pezzi piccoli, vi farò sapere in seguito le modalitá di consegna.


Se non avete i sesterzi o non volete riprendervelo me lo tengo volentieri, ma lui richiede che gli venga comunque pagato lo stipendio.


Cordiali saluti



Stamattina questa idea non me la potevo togliere dalla testa. 

Il momento del distacco mi fa brutti scherzi....

mercoledì 7 luglio 2010

Dedicato a te

TU, che fino a tre settimane fa ti lamentavi del freddo per telefono, per facebook, per msn, per mail, per skype e di persona...

TU, che ogni mezzo minuto ripetevi "ma possibile che ci sia un tempo così schifoso a GIUGNO?"

TU, che sognavi sole, mare, cielo azzurro.



TU adesso mi rompi le scatole per il caldo.

IO da una settimana gioisco per il caldo E NON LO SCRIVO PER SCARAMANZIA (che comunque sabato ha diluviato e oggi faceva freddino); da una settimana mi sveglio, vedo il sole sul muro davanti a me  e spero di non stare ancora dormendo; da una settimana metto i vestiti estivi comprati un anno fa e mai potuti indossare; da una settimana ho i piedi pieni di vesciche e nemmeno me la prendo, visto che significano che è estate.

le scarpe dei miei sogni, che fine hanno fatto???


TU su facebook mi dici "beata te che piove, come vorrei stare lì"

Ehi TU, ti auguro i prossimi 15 anni così composti: inverno freddissimo e grigio (con sprazzi di neve ma non molti che se no rischi di divertirti troppo) di 9 mesi in cui per vedere il sole devi prendere l'aereo o farti almeno 7 ore di treno, altri due mesi di pioggerellina bastarda o diluvio con vento a millemila nodi incluso, infine un mese con due giorni ogni tre di sole caldo, bollente, afoso, terribilmente estenuante, e gli altri di freddo, grigio, vento.



FORSE COSÍ LA SMETTI DI ROMPERE.