martedì 14 luglio 2009

Un papà

All'università, nello studio di fianco al mio lavora un prof. Ha la voce molto profonda, e complici i muri di cartapesta si sente quando in ufficio parla al telefono o con altre persone, anche se non si caisce quello che dicono.


Ho scoperto che ha una storia particolare. Ha una figlia, una bimba piccola che vive in un'altro paese, molto lontano da qui.


Una volta ho sentito una vocina dolce proveniente dalla stanza vicina. E il professore ha risposto, piegando il suo vocione baritonale a dei toni di tenerezza incredibili.


Questo dialogo è durato per un po', la vocina era chiaramente contentissima di sentire il suo papà, e il vocione sprizzava tenerezza e affetto da ogni sillaba.


Questa cosa mi ha rattristato un po'...



 

3 commenti:

  1. Dimostri una gran senZibBilità....

    Nell'ambiente universitario queste cose non sono rare. Ho colleghi che hanno figli e famiglie lontane, oppure che all'inizio della loro carriera praticamente vivevano in viaggio. È una carriera difficile, anche dal punto di vista personale.


    E mi racchomando, non fare come tutti gl'italiani teròni...se riparla voce alta, non bussare con la scopa sul muhro...presentati dopo la TUA colazione e chiedi di parlare a bassa v'oce. Se sopravvive vedrai che ti da' retta...

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  2. che tenerezza quest'immagine, certo, vita dura però !

    LaVale

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  3. Angelo: non mi dà fastidio, anzi! Non si sente quello che dicono, solo le voci, e fa un po' di compagnia. Lo so che la vita degli scienziati è spesso così, però mi mette tristezza lo stesso.

    Vale: eh si, ne so qualcosa anche io!

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