venerdì 31 luglio 2009

Sommersa del tutto

Progamma per la prossima settimana:


Lunedì: iniziare il nuovo pezzo del progetto e finire il lavoro da presentare al congresso (mi mancano 8 simulazioni AAAAAHHHHHAAAHHHHHH!)



Martedì: svegliarsi alle 5, prendere i biglietti per Hamlet, continuare il nuovo pezzo del progetto, andare a vedere Hamlet tutti insieme.



Mercoledì: prendere il treno per Parigi, riunione di 6 ore per decidere cosa portare al congresso.



Giovedì: pendere aereo per Bologna e riabbracciare Indy dopo quasi due mesi.



Ce la devo fare. Sarà dura ma ce la devo fare.


Tutto sta nell'arrivare a giovedì.


[Cat_Lovers.jpg]

giovedì 30 luglio 2009

Semi sommersa

Negli ultimi due giorni sono sparita, lo so.


Ma visto che la settimana scorsa non sono riuscita a combinare niente (a proposito, nessuna notizia sull'influenza) ho dovuto recuperare il tempo perduto.


Il che significa che domenica mattina sono riuscita a finire il programmone ipermegagalattico supercomplicatissimo in Python.



Ieri dovevo presentare un articolo parecchio complicato,  a una ventina di professoroni che stanno lì apposta per inventarsi le domani più cattive che la loro fantasia può suggerire.


E l'ho finito di leggere 25 secondi prima di iniziare. Tralasciamo il fatto ch l'ho finito di capire mentre lo spiegavo (meglio tardi che mai...)


Poi ieri sera siamo andati a vedere Aspettando Godot.



Il primo atto sono convinta che se fosse stato in greco antico l'avrei capito meglio, all'inizio del secondo il cervello ha deciso di collaborare e ho iniziato a capire tutto. Certo che però essendomi persa tutto il primo la comprensione dell'opera ne ha risentito.


Oggi pomeriggio dovevo presentare un riassunto di tutta la bibografia esistente sui cavalli. E non si parla del miominipony (voooolaaaaa... miominipooonyyyy).



(si, lo so, non è un Miominipoonyyy, ma mi piace lo stesso. E per lo meno non è viola)


Considerando che io di base del cavallo sapevo solo che ha quattro zampe una testa e una coda, e che un quarto della bibliografia che ho presentato l'ho trrovata 10 minuti prima di presentare il tutto me la sono cavata egregiamente, ho anche ricevuto parecchi complimenti.


Poi stasera cinema, Public enemies con Johnny Depp. Non è il mio genere di film ma temevo peggio. Johhny Depp (che di solito non mi piace molto) era quasi carino. E non mi sono nemmeno addormentata al cinema!!!



Domani inizio una nuova parte del progetto. E che la forza sia con me....



ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ...........................................

domenica 26 luglio 2009

La coinquilina british

La mia coinquilina (nonchè padrona di casa) british è davvero una...ma andiamo con ordine.


 



Un'amica mi ha aiutato a trovare questa casa. L'affitto si paga a settimane. Io sono qui per 8 settimane, fin da subito l'ho messo in chiaro. Il giorno in cui sono arrivata, dopo un lungo scambio di mail, mi è stato detto che devo pagare non 8 settimane (da sabato a venerdì) ma due mesi. Perchè lei non accetta di affittre per meno di due mesi. Naturalmente non ho firmato nessun contratto...


A me cambia poco perché l'università mi rimborsa, però non è corretto.


Il primo fine settimana qui è venuta a trovarmi un'amica da Cambridge. Ho chiesto alla mia coinquilina-padrona-di-casa-british (per brevità detta CPCB) se potevo ospitarla per due notti.


"Oh gosh, la cosa non mi piace, sai questa non è una casa per studenti, questa è casa mia, e a me non piace avere gente che non conosco in giro, vabbè diciamo di si, ma considera che in un altro posto ti avrebbero fatto pagare, ok, non ti faccio pagare, ma ti dico che la cosa non mi piace, falla pure venire però mi dà fastidio, devi capire che qui in Inghilterra non siamo in Italia, quste cose non si usano, non siamo come voi che fate casino e invitate tutti a casa (Nota Bene: CPCB non è veramente british, è peruviana, si è trasferita qui qualche anno fa quindi se stesse zitta)."



Isomma, o mi dici di si o mi dici di no. Al di là del fatto che io pago per stare qui e il non poter avere ospiti per la notte mi dà un po' fastidio (certo, non tutti i giorni e comunque senza rompere le scatole a nessuno), ma comunque non puoi dirmi di sì e rompere perché hai detto di si.


La mia amica è arrivata e la CPCB ha fatto una piazzata perché ho osato presentarle la mia amica (visto che non vuole sconosciuti in casa) mentre stava mangiando. Era un suo momento privato (nella sala comune) e aveva il diritto di non essere disturbata in questo modo (rivolgendole la parola).



Poi si è scusata e mi ha detto: "Sai le persone nuove non mi piacciono, non me l'aspettavo di vederla mentre mangiavo, non mi piace che tu abbia ospiti, certo, il tuo ragazzo o i tuoi genitori è diverso ma gli amici no". Le ho risposto "non si preoccupi, i miei genitori verranno per una settimana ma andranno in albergo" "Nooo! Ma come! Hai il letto doppio, falli dormire qui e tu dormi per terra, no? Che problema vuoi che ci sia?"


TO BE CONTINUED...


 

giovedì 23 luglio 2009

Aggiornamento II (to pig or not to pig?)

Ecchime!


Sono viva e vegeta, e anche abbastanza sana.


Non mi reggo in piedi, però febbre e raffreddore sono passati, la tosse spero si decida a lasciarmi quanto prima, la sinusite la tengo a bada con una bella fascia rossa sulla fronte (sono diventata un'ibrido fra Sandokan e Pirati dei Caraibi... baffi e barba esclusi naturalmente).


   


E non ci crederete... Ho fatto il test per l'influena suina. To pig or not to pig? This is the question.



Ieri mattina a casa mi è arrivato un pacco. Conteneva una specie di cotton fioc molto lungo, una boccettina con del liquido giallo e una boccetta più grande.


Una lettera spiegava che per monitorare l'influenza suina il Ministero della sanità (o quello che è) manda un test per individuare il virus responsabile del malessere a un piccolo campione delle persone che hanno avuto i sintomi dell'influenza.


Per farla breve mi sono infilata il cotton fioc nel naso (etciù), l'ho messo nel liquido giallo, ho chiuso il tutto nella boccettina più grande, l'ho messa nella scatola ed è pronta per essere spedita. Poi se non ho avuto l'influenza suina mi chiameranno e me lo diranno. Se invece ce l'ho avuta lo diranno al mio medico che lo dirà a me (?). Dato che non ho un medico qui ho chiesto eventualmente di essere contattata io, comunque vedremo.


Carino questo fatto del test fai da te, ma continuo ad essere perplessa. Comunque tutto è bene quello che finisce bene, sembro prossima alla guarigione definitiva e l'unico sintomo che mi è rimasto è la mancanza di appetito. Fosse per me non mangerei proprio (poi mi forzo che se no non sto in piedi).


Ma non mi preoccupo. Se la cosa continua magari riesco a perdere senza soffrire più di tanto quei due o tre etti (ma è davvero questione di etti, si si, stacce a crede) che non vogliono proprio lasciarmi. E se no ... Se vedete un maiale che starnutisce chiamatemi che mi faccio un altro giro!


martedì 21 luglio 2009

Aggiornamento

E' scoppiata la peggiore pandemia degli ultimi 14 miliardi di anni. E il centro nevralgico di tutto è Londra. Al comparire dei primi sintomi bisogna assolutamente contattare le autorità, murarsi vivi in casa e chiudere tutte le fessure con il nastro adesivo. Nel caso qualcuno si schiarisca la voce in metropolitana viene direttamente chiuso in quarantena. Le scuole di inglese chiudono e disinfettano tutte le aulee inondandole di alcool e dando fuoco a tutto.
Le compagnie aeree fanno il check in completo a tutti i passeggeri (ecografia e lastre comprese) per evitare di trasportare "infetti".



Casualmente una certa Indiana Michi si è ritrovata a Londra porprio nel periodo di fuoco.
Avendo riscontrato simpatici sintomi come mal di gola, tosse, raffreddore, dolori alle ossa, mal di testa eccetera la nostra eroina ha deciso di andare all'ospedale. Sarà la cosa migliore, no?


NO! Ecco la scena.
I.M.: Scusi, io avrei i sintomi dell'influenza...
Signora Estremamente Gentile: Coosa??? E lei è venuta qui? Non vede la televisione? (no) Deve andare dal suo medico! Insomma!
I.M.ehm, se mi lasciava finire le spiegavo che sono una turista e non ho un medico qui.
S.E.G.: Allora chiami questo numero, le diranno tutto loro.
Chiamo il numero e la voce registrata raggiunge a stento la comprensibilità di quella di Paperino infuriato.



Torno dalla S.E.G. e le chiedo
I.M.: Scusi, sono straniera, non capisco quello che dicono, non potrebbe darmi una mano?
S.E.G.: Le ho detto di chiamare il numero! Le dicono tutto loro!
I.M.: come è umana lei........


Richiamo e stavolta sono troppo "busy" per rispondere. Devo capire che c'è l'emergenza dell'influenza suina, e se devo parlare con loro urgentemente devo richiamare dopo (non fa una grinza).


Dopo un'oretta finalmene mi rispondono (non ho idea di cosa abbiano detto nei circa 10 minuti di messaggio registrato ma proviamo...)


Iniziano dicendomi di andare dal mio medico. Spiego che sono straniera e blablabla. Mi chiedono se appartengo a una categoria a rischio (anziano, bambino al di sotto dei tre anni, donna incinta ecc) e mi fanno una ventina di domande per essere sicuri che io abbia davvero l'influenza e non una forma di meningite (riesce a muovere la testa e a guardarsi sopra una spalla?) o attacco cardiaco (ha avuto dolori forti al petto?) o simili. O almeno, questo è quello che ho capito.


Poi convintisi che ho solo mal di testa, tosse, mal di gola, raffreddore e febbre finalmente mi chiedono i miei dati e mi dicono che mi richiamano nelle successive due ore, se non ricevo nessuna telefonata li devo assolutamente chiamare.


Dopo 4 ore durante le quali sono andata a comprermi la ricarica del telefono (DALLI ALL'UNTORE!!!), avendo speso tutte e 10 le mie sterline visto che il numero NON era gratuito ho richiamato. Dopo le stesse 20 domande il ragazzo mi ha detto che avevo capito male, dovevo aspettare la chiamata per le successive 6 ore, non 2, mi stia bene arrivederci. Ora, vabbè che in inglese non sono una cima, ma la differenza fra TWO e SIX ancora la capisco...


Poi mi richiamano. Stessa trafila delle 20 domande, ormai rispondevo a memoria, stessa trafila delle categorie a rischio e alla fine: Lei non fa parte di una categoria a rischio, per lei non è prevista nessuna terapia particolare. Stia chiusa in casa e prenda l'aspirina finché non le passa. Arrivederci.


E non potevano dirmelo stamattina?

lunedì 20 luglio 2009

...tutta colpa di Obama

Americans once said that a black man would be president when pigs fly.
 
His first 100 days and wham!!


Pig's flu



Vi lascio indovinare il perché io abbia postato questa esilarante battuta proprio oggi...


Diciamo che i sintomi ci sono, sto aspettando per la diagnosi.


UFFIIIIII!!!!!

giovedì 16 luglio 2009

Nelle spire del pitone!

Una settimana fa il prof mi dice "Perchè non impari a programmare in Python? E' facile".


Ho iniziato. E sono finita nelle spire del pitone...



Come compiti a casa mi ha detto di scrivere un programma per modificare un file di testo in modo molto molto molto molto complicato. E Python, non date retta agli informatici, è complicato. Certo, dopo che uno ha imparato a programmare in Basic, Visual Basic,  C++, Visual Advanced, R-- e H%% ce credo che è facile.


Indiana Michi è solo una povera piccola paleoantropologa che come massimo dell'informatizzazione sa risistemare il blogghino (facendo pure un bel po' di pastrocchi). Quindi per me Python è complicato.


Comunque inizio con le cose semplici.


Primo programma semplice. In due giorni con l'aiuto di papà è ok.


Secondo programma semplice. Lo faccio ma il prof me lo riscrive da capo.


Poi ci ho preso la mano e ho iniziato a costruire un programma lungo e complicato (sempre per la povera piccola paleoantropologa Indiana Michi).


Primo pezzo è a posto.


Secondo pezzo è a posto.


Terzo pezzo è il programma del prof, quindi è a posto.


Quarto, quinto ecc. sono a posto.


Faccio correre tutto insieme e non funziona.


E dov'era l'errore?


Elementare Uòzzon...



NEL PEZZO DEL PROF!!!!!! (che devo riscrivere da capo)


Mi sa che torno a fare shopping, che è meglio....


(stamattina ho rubato due ore al lavoro per andare a fare shopping.... ho trovato il vestito dei miei sogni. Molto più divertente che lottare contro i pitoni e prendere a mazzate il computer)


mercoledì 15 luglio 2009

Calore umano II la vendetta

A me questa città piace sempre di più.


Riesce a stupirmi ogni giorno.


Stamattina, metropolitana. Una ragazza con una particolare predisposizione per il rosa sente la musica dall'aifone, cantando in playback e muovendo la testa a ritmo di musica. Di fronte a lei un ragazzo con una particolare predisposizione per il nero ascolta la musica dall'aifone muovendo la testa a ritmo.


Premessa importante: non si conoscevano.


A un certo punto alzano gli occhi e si vedono. Un sorriso guizza sulle loro labbra e iniziano a farsi il verso  a vicenda muovendo la testa così...


cat-1.gif music image by risingun_wwe


Poi scoppiano a ridere e ricominciano a ignorarsi.


Stamattina vado da Pret à manger a comprarmi il pranzo. Due cassiere, oltre alla mia nuova amica mi salutano e mi chiedono come sto, da dove vengo, e mi sorridono augurandomi un'ottima giornata.


I casi sono due, o io contagio gli inglesi con la mia allegria più di quanto non faccia coi tedeschi, oppure gli inglesi sono molto più calorosi di quanto crediamo.


Io opto per la seconda...

martedì 14 luglio 2009

Oggi NON sciopero

Oggi c'è lo sciopero dei bloggers contro il decreto Alfano.


scaricaillogoepubblicalo


Io non sciopero.


Non perchè non sia d'accordo con il concetto di base (cliccare sull'immagine)


Non sono d'accordo con l'idea di non scrivere niente in risposta.


Io alzo la voce.


Perché se la libertà di espressione viene minacciata è stupido mettersi il bavaglio da soli.


Perché un blog non è un sevizio pubblico. Se non scrivo se ne accorgeranno solo i due o tre che mi leggono. Nessuno protesterà contro il decreto Alfano perchè io oggi non ho scritto niente.


Perché se si vuole dare visibilità alla protesta lo sciopero ha l'effetto contrario


Io oggi NON sciopero.


Per quello che vale dico che l'Italia mi fa schifo, e sono andata via apposta.


Per quello che vale dico che in Parlamento non trovo nessuno che mi rappresenti.


Però voto.


E posso permettermi di dirlo che mi fanno schifo, perché ho votato.


E ora censuratemi pure. se vi va. Teoricamente chi è alla guida di questo Paese dovrebbe trovare di meglio da fare piuttosto che andarsi a leggere i blog. Teoricamente ci sarebbero problemi più importanti a cui pensare.


Ma se vi dò tanto fastidio censuratemi.


Sarà un modo in più per dimostrare come fate il lavoro per cui vi paghiamo.

Un papà

All'università, nello studio di fianco al mio lavora un prof. Ha la voce molto profonda, e complici i muri di cartapesta si sente quando in ufficio parla al telefono o con altre persone, anche se non si caisce quello che dicono.


Ho scoperto che ha una storia particolare. Ha una figlia, una bimba piccola che vive in un'altro paese, molto lontano da qui.


Una volta ho sentito una vocina dolce proveniente dalla stanza vicina. E il professore ha risposto, piegando il suo vocione baritonale a dei toni di tenerezza incredibili.


Questo dialogo è durato per un po', la vocina era chiaramente contentissima di sentire il suo papà, e il vocione sprizzava tenerezza e affetto da ogni sillaba.


Questa cosa mi ha rattristato un po'...



 

sabato 11 luglio 2009

Due nuovi amici (e uno spasimante)

Non  c'è che dire, dopo soli sei mesi in terra teutonica mi sono krukkizzata...



Se qualcuno attacca bottone sul treno lo guardo con aria allibita e anche un po' spaventata, se per strada qualcuno mi sorride sono convinta che abbia incontrato un amico che cammina proprio dietro di me, e nei negozi parlo solo il minimo indispensabile, senza nemmeno un piccolo commento con le commesse del tipo "bella questa gonna".


Poi sono arrivata qui. Primo giorno all'università, cerco di entrare ma la porta non si apre. Il custode mi sorride e mi indica come aprirla. Gli chiedo dove trovare il prof e sorridendo mi dà tutte le informazioni e mi saluta cordialmente.


Lo vedo ogni giorno quando entro e quando esco, ogni volta mi fa un sorriso e un cenno di saluto.


Primo giorno, all'università, un po' più tardi. Vado a mangiare da Pret à Manger (lo so che è pubblicità, e manco tanto occulta, ma è fantastico quel posto...). La commessa mi chiede quacosa e io non capisco..."Mi scusi, sono appena arrivata e non capisco ancora bene" "non c'è problema!" e sorride.


Il giorno dopo è sempre lì, mi sorride "Come va?". Mi guardo in giro... dice a me? pare di sì. "Tutto bene grazie!" "Studi qui?" "Si, più o meno, sono qui per due mesi" "Allora ci rivedremo! Buona giornata!!!!" E sorride.


Tutti i giorni compro il pranzo da Pret à Manger e poi passo davanti a un locale dove a tutte le ore il cameriere ferma la gente per strada cercando di convincerla a mangiare lì. Il primo giorno rispondo "no grazie" Il secondo pure, il terzo per convincermi mi invita a cena (non hai ancora imparato? "no grazie"). Il locale è spagnolo, vedo che il cameriere si è adeguato...


A parte quest'ultimo siparietto quello che mi ha colpito è il calore delle persone. Il contatto fisico, anche incidentale, è bandito, ma il contatto visivo no. La gente, anche gli sconosciuti, si guardano, comunicano con gli occhi, si sorridono.



Se solo lo capissero anche i tedeschi quanto un sorriso può far sentire a casa uno straniero....

giovedì 9 luglio 2009

London sandwich

Primo giorno  di lavoro a Londra.


appuntamento alle 12. Controllo google map e memorizzo la strada per raggiungere l'università dalla fermata della metro.


Conoscendomi esco alle 10 e mezzo da casa. Alle 11 stavo lì (su google map non avevo controllato la scala, pensavo stesse a un chilometro ed erano 100 metri ).


Inizio a lavorare, poi vado a mangiare. Vado a Pret à Manger, fantastico negozio con milemila panini. Dopo un buon quarto d'ora scelgo il mio pranzo: tramezzino con un sacco di cose, compreso un ingrediente sconosciuto.


Ma che sarà mai? Cipolle macerate nell'aceto o qualcosa di simile.



Per tutto il pomeriggio ho parlato col prof, mi hanno presentato in giro ecc ecc con una fiatella da cipolla che ve la raccomando...


Vado ancora a mangiare da Pret à Manger, ma rifuggo gli ingredienti sconosciuti come una strega fa con l'aglio!


Amelia... la fattucchiera che ammalia!


 


 

mercoledì 8 luglio 2009

Londra

Ieri dopo aver partecipato a un dibattito sulla selezione naturale a livello di gruppi sono andata in una libreria a Gower Street, in mezzo allo University College, a due passi dal British Museum e sotto la casa diel mio Carletto adorato  (Darwin), e mi sono comprata 60£ di libri.


Adoro Londra!!!! 


 


P.S.: mo' per due settimane mangio pane e cipolla... ma ne vale la pena!!!


P.P.S.: pane e cipolla... vi racconterò!

domenica 5 luglio 2009

250 milioni di anni fa.... e oggi!

Poco più di 250 milioni di anni fa tutti erano felici e contenti e vivevano alla giornata senza preoccuparsi del futuro.


Già il fatto di non dover studiare geografia li aiutava molto, in quanto la geografia dell'epoca era completamente diversa da quella di oggi. Per dirne una l'Inia era attaccata all'Antartide, l'America Latina all'Africa e le Alpi si trovavano sotto il mare, se ci fossero state già le agenzie di viaggi già all'epoca tutti avrebbero fatto a gara per andarci perchè erano piene di coralli multicolori e di pesci tropicali.



C'era nello specifico un gruppo di animali che ci interessa particolarmente, i terapsidi, che se la stava spassando. Quando leggete un nome che finisce in -psidi molto probabilmente si tratta di rettili. Ma questi erano rettili molto particolari.
Da qualche tempo, infatti, stavano perdendo le carateristiche scheletriche tipiche dei rettili per assumerne delle altre. Si stavano trasformando in... ma non corriamo troppo.


250 milioni di anni fa (anno più anno meno) il 90% circa delle forme di vita si estinse. Non si sa perchè, c'è chi dice che c'entrassero i vulcani, ma non si hanno notizie più precise. Nota Bene: di tratta dell'estinzione della fine del Permiano, non della parente più famosa che avvenne alla fine del Cretaceo, quella che ha fatto fuori i dinosauri.


Di solito quando avviene un'evento di questo genere un sacco di ambienti (nicchie ecologiche) rimangono libero, e gli animali rimasti possono colonizzarli, non essendoci più nessuna competizione. Ognuna di queste nicchie presenta condizioni ambientali diverse e i gruppi che le occupano vengono sottoposti a diversi tipi di selezione diversificandosi notevolmnte gli uni dagli altri (radiazione adattativa).


I terapsidi parteciparono alla corsa alla conquista degli spazi rimasti liberi ma arrivarono secondi. La medaglia fu dei dinosauri, che colonizzarono terra, acqua e aria per decine di milioni di anni, diventendo nel frattempo a sangue caldo, formando le penne e dando vita agli uccelli (che per alcuni sono dinosauri ancora viventi).


I discedenti dei terapsidi, piccoli, probabilmente già a sangue caldo e decisamente meno feroci dei loro antagonisti rimasero letteralmente nell'ombra diventando specie notturne.


Poi, 65 milioni di anni fa (anche qui anno più anno meno) secondo alcuni un grosso meteorite si schiantò nello Yucatan e provocò ancora una volta l'estinzione di gran parte delle specie vivnti, dinosauri compresi. La storia del meteorite è un po' dubbia, ma l'estinzione è sicura.


Stavolta i discendenti dei terapsidi arrivano primi, ma non sono più rettili. Sono MAMMIFERI.


Se non ci fosse stata l'estinzione della fine del Permiano probabilmente i terapsidi sarebbero diventati mammiferi molto prima. E i dinosauri forse non ci sarebbero stati.


Passa il tempo...


Il 12 maggio del 1989 una piccolissima Indiana Michi ricevette dallo zio un bellissimo dinosauro giallo e rosa (che vedete qui) e fu amore a prima vista.


Qualche anno prima un piccolissimo Indiana Acca ricevette dalla zia un bellissimo libro sui dinosauri. E fu amore a prima vista.


I due crescevano e continuavano a rompere continuamente le scatole alle loro famiglie con questa storia dei fossili.


9 anni e un giorno fa la mamma di Indiana Michi le disse "Guarda, quel ragazzo è un paleontologo, prova a chiedergli dove si possono trovare i fossili". Non fu amore a prima vista, ma col tempo...


Insomma, se non ci fosse stata l'estinzione della fine del Permiano, che ha permesso la scalata al successo dei dinosauri, Indiana Michi e Indiana Acca 9 anni (e un giorno) fa non si sarebbero conosciuti.


Auguri Indy, e viva l'estinzione della fine del Permiano!!!!!!!


 


P.S.: sono arrivata a Londra (YEAH) e qui non ho libri sull'argomento, ho fatto tutto a memoria. Stasera faccio controllare a Indy, se ci sono inesattezze chiedo scusa...

giovedì 2 luglio 2009

Tedeschi o krukki?

Dipende.


Giulio, un nuovo lettore, mi ha scritto un commento in cui, fra vari complimenti mi dice in modo cortese che non apprezza molto chi "sputa nel piatto in cui mangia". Ha ragione. E' una cosa che dá molto fastidio anche a me.


Personalmente non credo di farlo. Il mio blog ha per mia scelta un tono leggero e ironico, e spesso prendo in giro situazioni o persone che mi mettono in difficoltá.


Ultimamente ho scritto cose poco lusinghiere su quelli che io chiamo "krukki". In effetti é un termine dispregiativo (anche se io lo intendo in modo piú scherzoso che effettivamente offensivo, se dovessi prendermela per tutte le volte che mi dicono "italiani tutti stronzi vaffanculo" credo che mi sarei suicidata da un pezzo). Ma guardiamo la realtá dei fatti: di chi ho parlato?


Dei burocrati e delle mie coinquiline (una in particolare).


I burocrati tedeschi sono il peggio del peggio. La mentalitá tedesca, di base, è organizzata, rispettosa delle regole e precisa. E sono tutte ottime qualitá, che mi piacerebbe trovare piú spesso in Italia. Peró portate all'eccesso diventano assenza totale di elasticitá mentale, idiozia e puntiglio. E quando si ha a che fare con la burocrazia si deve superare queste tre montagne. Anche in Italia, per caritá (si vedano ad esempio i post che ho scritto sulla bibliografia o i primi sulla burocrazia), ma i tedeschi a volte sono culturalmente portati ad esagerare questi difetti.


E uno straniero si ritrova prima a sentirsi dire "non ti serve il tedesco per venire in Germania" e poi ada andare all'ufficio dove ti guardano con aria schifata e rispondono "siamo in Germania si parla tedesco". E chi l'ha detto? Io sono straniera, mica mi hai chiesto un esame di lingua per farmi venire qui e pagare il 40% dello stipendio in tasse... le tasse te le sei prese senza fiatare, e io le pago volentieri. Ma almeno uno sportello in inglese me lo devi mettere, visto che in quanto ufficio del cittadino hai a che fare non solo con tedeschi ma con gente di tutte le nazionalitá. E non pretendo l'italiano, per caritá, ma la lingua internazionale per eccellenza sí.


 All'universitá sono sei mesi che giro per farmi registrare come studente. Sono solo in pochi a parlare inglese, e quei pochi sono degli assoluti incompetenti riguardo alle procedure, che ogni giorno me ne dicono una diversa.


Le coinquiline? Beh, in alcuni casi hanno davvero dei comportamenti bizzarri, sfido chiunque a dire di no.


In Germania ci sono delle persone meravigliose. I miei colleghi, ad esempio, o i miei superiori, sono davvero delle persone squisite. Diverse da me senza dubbio, ma squisite. E li chiamo tedeschi, li ho citati abbastanza di rado nel blog perché che vuoi dire? Sono belle persone, e questo mi basta.


E poi ci sono i krukki. Quelli che mi trattano male. E quelli li tratto male, del resto é il mio blog, no?


Comunque stavo per scrivere un post per dire che mi trovo meglio a Magonza, magari domani...


P.S. : Jerome K Jerome, nel libro "Tre uomini a zonzo" parla in modo simpatico e umoristico dei tedeschi della fine dell'800, inizi '900. Oltre ad essere un libro davvero divertente e brillante, la descrizione che dá dei tedeschi (anche alla luce di ciò che è successo in epoche successive) la condivido in pieno. A volte tedeschi e a volte krukki... preferisce i primi, e anche io.


Se sapeste che mi stanno facendo opassare i burocrati.... altro che lasciapassare A39....

mercoledì 1 luglio 2009

Burokrazia portami via (il guaio è che lo fa sul serio)

Orbene, dove eravamo arrivati?


Ah si, che mi hanno rimandato indietro dei documenti in modo che io glieli potessi portare.


Ma in realtà loro credono di avermeli rimandati, ma non è vero, quindi sono dovuta tornare all'ufficio del cittadino a farmi autenticare delle nuove copie. Ma stavolta mi sono fatta furba, ho parlato in un tedesco improbabile e MIRACOLO! La tizia mi ha parlato GENTILMENTE e quasi LENTAMENTE utilizzando solo parole con meno di 25 lettere.... miracoli della Krukkitudine.


Comunque pensavo di avercela fatta.


Poi le cose si sono complicate. Sono tornata all'ufficio degli studenti e ecco cosa ho scoperto:


La signora a cui devo consegnare i documenti non può aiutarmi a compilarli, non ha la minima idea di come si faccia (del resto ho trovato una che parla inglese, mica poteva essere competente...)


L'ufficio dove potrebbero aiutarmi a compilarli funziona solo su appuntamento, il primo posto libero è fra due settimane (del resto se risolve i problemi di tutti come risolve i miei ci credo che l'altro ufficio è oberato di lavoro). Dimenticavo di dire che sabato parto per Londra.


Non sono sicura che i documenti siano giusti perchè la tizia che ieri mi ha detto che andavano bene oggi li guardava non capendo cosa fossero e perché glieli avessi portati.


E LAST BUT NOT LEAST: Devo portare un documento firmato dal prof che dice che accetta il fatto che non parlo tedesco. Il problema è che secondo lei non posso essere accettata come studente se non parlo tedesco. Questo non me l'aveva ancora detto nessuno, nè il prof che mi ha accettato per il dottorato, nè l'ufficio studenti internazionali, nè l'altro ufficio, nè l'ufficio del cittadino, nè lei stessa qualche giorno fa.


Allora le ho fatto notare che io vengo regolarmente pagata fin da gennaio da un'università ma che questa poi non mi accetta perché non parlo tedesco?


Si rende conto che la cosa ha del surreale?


No.