martedì 26 maggio 2009

L'aeroporto stupido come un pollo

Oggi sono tornata a Magonza passando per l'aeroporto di Frankfurt Hahn (=Francoforte Pollo, grazie a Angelo per la correzione!!!).



(Piccola pausa pubblicitaria: cliccando sulla gallina si va sul sito dei Coconutz, gran bel gruppo ska che si esibisce in quel di Ferrara. Se abitate nelle vicinanze e vi piace lo ska andateli a sentire, sono proprio bravi. Fine della pubblicità)


Un nome un destino. Non ho mai visto un aeroporto più stupido.


Intanto sta lontano da ovunque. Per arrivarci ci vuole un'ora e 11 euro di pullman, che già la Ryanair ha aumentato i prezzi, se poi ci metti 22 euro di pOllman andata e ritorno invece di 7 e mezzo di treno non è proprio a buon mercato.



Poi la fermata dei pullmann sta a circa 500 metri dall'entrata dell'aeroporto. E potrebbe essere un problema. All'andata in caso di ritardo del pullman (ogni tanto capita) si deve correre (e pure in lieve salita) con bagagli e borse. Ma teoricamente all'andata ci si può organizzare. Ma al ritorno da Roma l'aereo atterra alle 10.15. E il pullman parte alle 10.15. E il successivo è dopo un'ora (o due se l'aereo arriva alle 11. 15).


Oggi l'aereo è arrivato con 10 minuti d'anticipo. Anche correndo come una matta non sono riuscita a prendere il pullman per meno di un minuto. E ho aspettato un'ora.


Ma questo sarebbe il meno.


La cosa devvero davvero intelligente è che a Francoforte pollo il tempo fa sempre schifo. O neve, o pioggia, o vento, o una combinazione degli stessi. Se a Magonza c'è il sole a Hahn piove. Se a Magonza piove a Hahn nevica.


E immaginate il gaudio di farsi 500 metri in salitina con i bagagli, la borsa, sotto la pioggia e con il vento che ti trafigge e ti manda i capelli sugli occhi.


Stupido pollo!!!



E comunque i prossimi viggi me li paga l'università e alla faccia tua vado a Frankfurt Main.



 


Per Angelo: si, lo so, "pollo" e "gallo" non sono la stessa cosa. Ma questo aeroporto è davvero da polli!!!

giovedì 21 maggio 2009

Il tempo delle nespole

Sono a casa!!!


Dopodomani è il compleanno di papà, e complice un giorno di vacanza in Krukkonia ho deciso di fargli una sorpresa.


Qui è bellissimo, c'è il sole e fa caldo.


Ed è iniziato il tempo delle nespole.



Io ho un pessimo rapporto con i miei piedi. Non che siano brutti. Anzi, sono due simpatiche portaerei abbastanza graziose. Ma sono talmente diabolici....


Io amo, quando posso, vestirmi in modo femminile. Non tutti i giorni per andare all'università, ma magari la sera, per uscire...


E qui casca la nespola: che scarpe mi metto? TUTTE le scarpe mi fanno male. Ma tutte tutte.



Quelle col tacco mi fanno male sotto alla pianta. Quelle senza tacco mi fanno venire le vesciche grosse come nespole dietro al tallone, appure sul mignolino, oppure sotto alle dita.


E d'inverno la cosa è anche sopportabile (complici calze e calzini), d'estate vorrei morire.


Ogni anno stabilisco quali sono le scarpe che posso portare per più di mezza giornata. Naturalmente anche quelle mi fanno venire le nespole, ma ci mettono circa 6-8 ore a farle uscire e io ho un minimo di libertà. La cosa divertente è che ogni paio di scarpe mi fa venire vesciche in un punto diverso del piede. Quindi di solito devo usare la strategia della rotazione: lunedì vescica sul mignolo e sul tallone, maretedì altro paio di scarpe che non toccano i punti suddetti, vescica sull'alluce e sul lato del piede, mercoledì altro paio di scarpe, vescica sul collo del piede e sotto le dita, giovedì ulteriore cambio e vescica sul lato del tallone e sul secondo dito, venerdì posso rimettere le prime e il giro ricomincia.


Questo per quanto riguarda le scarpe aperte. Ma non è che quelle chiuse, con sotto i calzini, mi siano di qualche utilità. Il tempo di prodizione delle nespole è leggermente più lungo, ma non riesco comunque a portarle per più di due giorni di seguito.



Ho provato i cerotti e i loro cugini creati apposta per le vesciche ma non c'è niente da fare.


Quindi se qualcuno di voi sapesse dove posso trovare le scarpe dello stilista Magritte (sotto una foto) ve ne sarei estremamente grata.


venerdì 15 maggio 2009

Mio fratello

Non sono in molti a saperlo ma io ho un fratello.


Mio fratello è molto più alto di me, magro e sottile. I suoi occhi hanno un taglio felino.


E' un grande "guerriero pacifico" e quando è venuto per la prima volta a Roma si è commosso nel camminare dove tanti grandi guerrieri avevano camminato prima di lui.


Mio fratello ha la pelle del colore del cioccolato al latte.


Viene da un paese devastato dalla guerra, la sua casa è stata bombardata tante volte, e suo padre ogni volta la ricostruiva.


Mio fratello dice che non è possible fermare gli immigrati. A noi sembra assurdo e degradante che questi uomini affrontino rischi così grandi per venire in un paese dove faranno il venditore ambulante o la prostituta, dove vivranno di stenti e non verranno accettati. Ma mio fratello dice che per questi disperati è meglio una vita ai margini della società in Europa che nessuna vita a casa loro. Per questo pagano migliaia di dollari per venire e corrono tanti rischi.


Allora gli ho chiesto cosa si potrebbe fare. Non molto. Si potrebbero aiutare i paesi di provenienza a sviluppare un'economia più equilibrata. Ma non è facilmente realizzabile, i paesi del Terzo Mondo cercano di emulare le nazioni dove il livello medio di vita è più alto, e per questo sono diventati molto più consumisti, inquinanti e attaccati alla tecnologia (quella che hanno) di quanto non siamo noi. Ed è inutile spiegare che l'inquinamento va contrastato, ad esempio, lo prendono come un tentativo di togliere loro quei privilegi che hanno tanto faticosamente guadagnato, un tentativo dell'occidente di boicottare il loro sviluppo per tenerli maggiormente a bada. Ormai gli abbiamo insegnato che il fine di tutto è il denaro, e hanno rinunciato a tutta la loro cultura, tutte le loro idee, tutte le loro tradizioni per adeguarsi a questo.


Qualcuno viene in Europa a studiare convinto che poi tornerà a casa e aiuterà la costruzione di una società migliore ma sono in pochi quelli che effettivamente tornano.


Detto così sembra senza speranza. Ma spero di sbagliarmi.


In ogni caso non credo che la repressione sia una risposta saggia all'immigrazione. Sono convinta che se anche ci fossero soldati con il mitra lungo tutte le coste ci sarebbero comunque tanti pronti a rischiare la vita pur di arrivare, con la forza della disperazione.


Forse però se fossimo più GIUSTI. Se alle persone che vengano chiedessimo, ad esempio, di seguire le leggi mostrando che NOI PER PRIMI le seguiamo. Forse se li rispettassimo chiedendo in cambio lo stesso rispetto. Forse se non dessimo per scontato che sono tutti delinquenti, e punissimo allo atesso modo tutti i delinquenti, senza guardare il passaporto. 


Io non so quale sia la soluzione. Però sono convinta che una soluzione, almeno parziale, ci sia.  Ma non mi sembra che ci stiamo avvicinando.....


 


Scusate, una volta tanto un post serio. Per i curiosi: mio fratello non è stato adottato.,Semplicemente un giorno ci siamo conosciuti e abbiamo deciso che eravamo fratelli.

mercoledì 13 maggio 2009

Suedtiroler Volksmusik, lesson #1

Angelo mi ha chiesto maggiori informazioni sulla Suedtiroler Volksmusik. Eccco un primo assaggio (l'assunzione prolungata fa molto male).


La Volksmusik è un genere musicale che impazza in tutti i paesi di lingua tedesca. Io conosco solo quella di nascita sudtirolese.


Iniziamo con i "die Ladiner". Famosissimo gruppo gardenese che ci introduce questo genere musicale. Nel loro video possiamo infatti trovare tutte le caratteristiche salienti della Volksmusik altoatesina.


Testo in tedesco con qualche parola in italiano che fa "yeah" (tutte parole facilmente comprensibili al tedescofono medio).


La montagna


Immagini che mostrano "la vera Italia" nella concezione del tedescofono medio.


Musica alla "zumpa zumpa zumpappà".


Vestiti tirolesi. Mi stupisce che nel video ci sia qualcuno vestito normale. Ma del resto lo si vede per pochi secondi e di spalle. 


Espressione del cantante da "io sono il meglio cantore del mondo e me ne rendo perfettamente conto"



 Ora saliamo di un gradino. I Kasteruther Spatzen (usignoli di Castelrotto, ridente paesino sull'Alpe di Siusi) sono i più famosi e celebrati rappresentanti di questo genere musicale. Il cantante, tale Norbert Rier, è il meraviglioso protagonista del video presentato nel post precedente.


Eccolo in un'altra entusiasmante canzone, un po' meno zumpappà e molto più profonda. Gloria alla monthaghnia.


Prego notare che all'inizio c'è scritto MONTAGNIA.



E ora LUI.


Il mio MITO.


L'uomo più affascinante del mondo.


Rudy Giovannini (all'anagrafe Rodolfo Giovannini).


Il Caruso delle Montagne in una splendida e toccante interpretazione di That's amore. Da notare la meravigliosa espressione del viso mentre sussurra "tharanthellhaaaaaa". E' una meraviglia!!!!!!


 


 Non è fantastico?

La burocrazia (Krukka) colpisce ancora

No, non è il titolo dell'ultimo episodio della saga di Star Wars, per il semplice fatto che non è un film ma la realtà. (però magai una telefonatina a Giorgino Lucas e ne tiriamo fuori un filmone in 18 episodi partendo dal 17 e tornando indietro per poi alla fine arrivare al 18 e aggiungendo dopo -2, -1 e 0. Del resto la vena comica ce l'ha, si è visto in Indiana Jones)


star_wars.jpg star_wars image by jhdabrick


Dato che non sono George Lucas (del resto basta guardare nel mio portafoglio per accorgersene) io la storia ve l'ho raccontata in ordine cronologico e le vecchie puntate le trovate qui. Ma in questo caso alla burocrazia si somma la mentalità krukka, di cui avete avuto un assaggio qui e qui.


E ora la nostra storia.


Mi devo iscrivere all'università qui. Per farlo ho dovuto portare i miei diplomi di laurea, farli tradurre da un traduttore accreditato, farli certificare dall'ufficio del cittadino (dove ho incontrato le tre donzelle simpatiche) portarli all'università. Ora mi hanno mandato una lettera. Indovinate in che lingua? Esatto. Perché essendo una studentessa straniera in attesa di essere iscritta è chiaro che me la cavo egregiamente con la burcrazia in krukko, soprattutto quando la metà delle parole ha circa 20 lettere.


Ho chiesto a Indiana Acca di aiutarmi e via skype abbiamo iniziato la traduzione.


Io leggevo una frase e lui mi diceva più o meno il senso. Già leggere sei volte la parola "Anerkennungsurkurde" mi ha creato evidenti problemi di dislessia. Poi skype funziona male, quindi la scena era:


Indiana Michi:anbei erhalten Sie die Urkunde der Universitaet Mainz ueber die Anerkennung Ihrer auslaendischen Vorbildungsnachweise ("Anerkennungsurkurde") sowie die von Ihnen eingereichten Unterlagen


Indiana Acca: Non capisco, la connessione va e viene


I.M. la cui lingua inizia a dare forfait: anbei erhalten Sie die Urkunde der Universitaet Mainz ueber die Aner.... Anerkennung Ihrer auslaendischen Vor...... Vorbildungsnachweise ("Aner.... Anerkennungsurkurde") sowie die von Ihnen ein....eingereichten Unterlagen


I.H.: Non riesco a capire, ti sento a tratti!


I.M. che ormai non è più capace di articolare nemmeno la parola "casa": anbei er....halten Sie die Ur....Urkunde der Universitaet Mainz ueber die Aner.... Anerken....nung Ihrer aus.....laendischen Vor...... Vorbil...dungs...nachweise ("Aner.... Aner.....kennung.....surkurde") sowie die von Ihnen ein....ein.....gereichten Unter......lagen


I.H.: traduce (non chiedetemi che vuol dire, non ne ho idea, so solo quello che devo fare)


 E cosa devo fare? Vi ricordate i diplomi di laurea certificati, tradotti, ricertificati e portati all'università? Sono stati accettati. E ora devo farli certificare e riportarglieli.


Che bella la vita, il sole il sole, sul cielo, sul cielo*....


*citazione dal video seguente, non ne consiglio a nessuno la visione, potreste finire per prendere a pugni il computer pur di farli smettere. E' incredibile quello che la gente riesce a sentire e apprezzare...


 



Nel caso abbiate visto il video (IMPAVIDI!!!!) ci tengo a sottolineare che i tizi di cui sopra sarebbero di nazionalità italiana.... il sole, sul cielo....

venerdì 8 maggio 2009

Le ricette krukke: la pasta al philadelphia

ATTENZIONE: IL SEGUENTE POST PUO' URTARE LA SENSIBILIT'A DEI LETTORI CON LO STOMACO DELICATO


Preparare la pasta.


Versare un pochino di olio in una padella. Una volta caldo far dorare qualche spicchio di aglio.


Aggiungere del concentrato di pomodoro e sale q.b..


Aggiungere dei Philadelphia o altro formaggio fresco, meglio se cremoso.


Amalgamare bene il tutto aggiungendo spezie secondo il gusto (pepe, origano ecc)


Versare sulla pasta.


Buona cena krukka.



Tristemente tratto da una storia vera.

martedì 5 maggio 2009

I musei che odio

Di base i musei mi piacciono. Quasi tutti. Diciamo che non essendo particolarmente interesata, che so, alla ceramica orientale, magari il museo dei vasi cinesi non è il massimo delle mie aspirazioni per un pomeriggio divertente. Però in generale i musei mi piaciono molto.


Però c'è una caratteristica di alcuni musei che decisamente non sopporto. La luminosità ridotta.


Io sono una fanatica delle foto. Giro sempre con la macchina fotografica nella borsa (e non essendo una macchina particolarmente leggera e maneggevole, la cosa ha un certo "peso") . Nei miei periodi si sono capace di fotografare un binocolo o i tuorli d'uovo in una ciotola. Giusto per capirci.



Adoro fare le foto nei musei. Soprattutto mi piacciono le foto idiote, di quelle che la gente ti guarda impietosita perchè stai mettendo la testa fra le fauci di un Carnotauro (finto, per carità, non voglio ritrovarmi a giocare al puzzle con i pezzettini di osso di 100 milioni di anni fa*).



Certo, nei musei il flash non si può usare, può danneggaire gli originali dei dipinti, o comunque i materiali delicati.


Ma poi vai in una mostra dove sono tutte copie, l'illuminazione fa schifo e non si può usare il flash. Ma perché? sono COPIE, e pure fatte male. In pratica non posso fare foto


Ecco, lì mi arrabbio. Se con questo pensavano di convincermi a comprare il catalogo non ci sono riusciti. Non solo non l'avrei comprato comunque, ma in questo caso lo faccio apposta. Non mi permetti di fare foto? Allora non compro nè catalogo nè cartoline.


Le foto amatoriali rarissimamente raggiungono la bellezza dell'immagine di un catalogo o di una cartolina. Un po' per le condizioni ambientali (luce, sfondo ecc) un po' perché non tutti hanno una macchina fotografica professionale (io ad esempio non ce l'ho).


Ma il fotografo dilettante potrebbe essere interessato a un particolare, o a un punto di vista diverso che nel catalogo non ci sarà mai. Oppure vorrebbe semplicemente avere una propria foto vicino a un oggetto che ritiene bello, o comunque che gli ha regalato un'emozione.



Se il visitatore ha amato la mostra o il museo, il catalogo lo comprerà, sia che abbia scattato foto sia che non lo abbia fatto.


E se il problema sono i diritti è la soluzione è semplice. Qualche tempo fa in una mostra mi fecero firmare un'impegnativa, che non avrei potuto usare le foto a fini commerciali. Questa è serietà.


Museologi di tutto il mondo sappialeto. Ci sono persone come me che se non possono fare foto, la mostra se la godono solo a metà!

DNA

Leggo adesso questo articolo su Repubblica.


Ma è possibile che i giornalisti non sappiano nemmeno scrivere DNA?


DNA è una sigla. Acido Desossiribo Nucleico. E come tale va scritta tutta maiuscola.


Non Dna.


Non dna.


DNA.



Ma vi ci vuole così tanto? Non si tratta di concetti complessi (tralasciamo gli errori e le inesattezze dal punto di vista scientifico sche si trovano sulla maggor parte degli articoli su argomenti scientifici). Non serve una laurea in biotecnologie, basta un vocabolario.


AGGIORNAMENTO


Valeria dice:  credo sappiano come si scrive DNA, ma sono costretti a scrivere Dna o dna per ragioni estetiche. Meglio lasciare tutto in minuscolo piuttosto che creare un'alternanza, seppure sporadica, di maiuscole/minuscole. Evitare che l'occhio del lettore cada su una parola specifica. Di solito non e' ne' il giornalista ne' il direttore a decidere come scrivere cosa, sono regole di stampa.

un saluto

valeriascrive


Ha ragione, anche le altre sigle (ONU, NATO) sono scritte così. Mi scuso per il giudizio cattivo, non lo sapevo.


 

lunedì 4 maggio 2009

Mi racconti una storia?

C'era una volta un terapside. Venne l'estinzione di massa e morì.


 


By Indiana Acca


 


caro, se mai dovessimo avere dei bambini gliele racconto io le storie della buona notte, eh?

Monaco!

Eccomi di ritorno da Monaco.


Ringrazio Angelo per i preziosi consigli (che NON abbiamo seguito, ma per motivi di forza maggiore) e passo a raccontarvi del fine settimana.


Venerdì sera sono arrivata stanca, puzzolente di varechina e con la tosse (4 ore arespirare candeggina hanno i loro effetti...). Abbiamo manguiato in un posto bellissimo che faceva principalmente wienerschnitzel (cotolette alla milanese). Buone ma grassissime.


Poi il venerdì giornata culturale. La mattina siamo andati a vedere la mostra su Tutankhamon. Per arrivarci abbbiamo camminato per circa un'ora in un bellissimo parco e stranamente c'era anche il sole. La mostra è carina, ci sono le copie di tutti gli oggetti ritrovati nella tomba di Tutankhamon e la ricostruzione della stessa, ma non la consiglio a nessuno che abbia visto gli originali. Le copie sono messe in modo che si possano toccare e vedere da ogni angolazione, ma la qualità non è delle migliori.


 


Poi il pomeriggio siamo andati in un paese vicino a vedere la mostra sui dinosauri argentini (un paleontologo e una paleomichi che volete che facciano?). SPETTACOLARE. C'è la ricostruzione del dinosauro più grande mai trovato. Al di là di ogni immaginazione. Due ore di fila per entrare ma davvero meritate.


 


Poi a cena in una fantastica birreria antica (Augustiner), non quella consigliata da Angelo, però, perché mi si è rotto il cavo del computer e non mi sono potuta connettere.


Il sabato giornata di shopping, ne parliamo domani.


E domenica... tornata a casa!


Bellissimo fine settimana, peccato sia durato poco...