mercoledì 29 aprile 2009

München... Munich... insomma, Monaco.

Domani è una giornata speciale.


Domani mattina mi sveglierò alle 7 e ritirerò i panni da fuori. Ritirerò per primi una maglietta rossa, un paio di pantaloncini rossi e gialli (Forza Roma Forza Lupi) e una fascia per capelli marrone. E li metterò in una busta di plastica cercando di toccarli il meno possibile.


Poi preparerò la valigia con il resto. Devo ricordarmi la guida della Germania e il vestito blu a pallini bianchi.



Poi mi farò la doccia e mi laverò i capelli mettendo TANTO balsamo.


Poi mi metterò lo smalto alle unghie delle mani.


Poi mi vestirò con vestiti appena lavati, prenderò la valigia, il computer e andrò all'università a piedi.


Entrerò dalla porta sul retro e cercherò di non toccare nessuno, nemmeno accidentalmente.


E poi andrò per la quarta volta nella mia vita nel laboratorio (ecco il perché del lavaggio capelli e vestiti, riduce il rischio di contaminazione), e per farlo mi vestirò come un omino michelin (ma meno sexy).(anche questo per la contaminazione)



Poi mi immergerò nella candeggina per le successive 5 o 6 ore e laverò ogni più piccola superficie esistente nel laboratorio (pareti comprese).



Poi usciirò che puzzo di candeggina, con le unghie distrutte e i capelli da folle (e puzzolenti) e andrò a prendere il treno.


Quattro ore e mezza dopo volerò nelle bracia del Paleontologo del Mio Cuore che non vedo da un mese.


dinosaur-14.jpg picture by paleomiki


rawrr.png picture by paleomiki


Andiamo a Monaco di Baviera. Io ci sono stata quando avevo circa  7 anni, lui ci è andato una volta in gita con la scuola per mezza giornata e un'altra a una fiera di fossili (non per niente è paleontologo). Non conosciamo la città.


A parte la mostra di Tutankhamon non abbiamo programmi, qualche consiglio?


 

martedì 28 aprile 2009

Korzo ti tetesko 2

Alla vigilia della seconda lezione vi faccio il resoconto della prima, l'antefatto si trova qui.


la classe ricorda molto inquetantemente questa:



La prof era una versione un pochino ingentilita di questa:



Ha parlato solo in tedesco.


E si é capito immediatamente che la classe é divisa in due gruppi: questi



Che non avevano mai studiato il tedesco (io sono la prima sulla sinistra, quella che cerca di fare la faccia intelligente)


E questi:



che parlavano fluentemente il tedesco avendo giá seguito svariati corsi (e allora che ce vengono a fare al corso per anfäger??? Si vede che studiando tanto sono entrati nella mentalitá krukka).


Quando la prof si é resa conto dell'esistenza del primo gruppo ha avuto una reazione tipo questa



E ha continuando a parlare in tedesco dicendo ogni tanto una parolina in inglese per noi "pesci".


Comunque abbiamo imparato:


A dire "Io mi chiamo Michela e vengo dall'Italia" "Come ti chiami tu? Da dove vieni tu?" "Il mio vicino viene dal Sudan/India/Ucraina/Kazakistan/Cina/Bulgaria"


I tre generi: maschile femminile e neutro, con i relativi articoli determinativi al nominativo singolare.


Il fatto che é praticamente impossibile capire dal significato se una parola è maschile femminile o neutra. i generi li mettono come gli pare ("Ragazza" è neutro e "cane" maschile. Ma "gatto" è femminile, a meno che tu non voglia proprio dire "il gatto maschio").


L'alfabeto. Carino lo spelling coi nomi cinesi o indiani.....


I numeri da 0 a 99. Abbiamo fatto pure le addizioni e le sottrazioni.


E lì il miracolo. Era il corso per dottorandi e ricercatori. Molti in ambito scientifico. Tutta gente teoricamente intelligente.


E alla domanda (in tedesco): quanto fa 22-10?


Risposta (in tedesco): 10!


Risposta alternativa (sempre in tedesco): 22!


Per sentirsi idioti basta molto poco... basta imparare una nuova lingua



 

lunedì 27 aprile 2009

Messaggio a uno sconosciuto incontrato in metropolitana.

Ci siamo inontrati qualche tempo fa sulla metropolitana di Roma (si, in effetti PARECCHIO tempo fa).


Ma da quando ti ho visto non ti ho più potuto cancellare dalla mia mente.


Eri alto, magro, con gli occhiali. Capelli castani. Indossavi un completo marrone-beige di lana. Camicia beige. Cravatta in tinta. Scarpe marroni.


Ti ho guardato e mi hai sorriso. Forse in qualche modo avevi percepito la mia necessità di rivolgerti la parola, ma io non ne ho avuto il coraggio.


E non te l'ho chiesto. Ora quella domanda mi rimbomba nella testa senza risposta.


Allora ti prego, se dovessi leggere questo blog rispondimi finalmente.


Ma come ti è venuto in mente di indossare un elegante completo marrone con sotto dei visibilissimi calzini a righine AZZURRE E GIALLE?


giovedì 23 aprile 2009

Korzo ti tetesko 1 (ovvero: i teteski sono intelligenti?)

L'universitá organizza corsi di tetesko per stranieri. Ce n'è uno per gli Erasmus, uno per gli studenti, uno per dottorandi e ricercatori, ecc ecc.


Le informazioni per i corsi si trovano sul sito internet o all'ufficio lingue straniere.


Prima cosa intelligente: sul sito dell'universitá la pagina dei corsi di tetesko per stranieri è solo in lingua teteska. Che uno la capisce solo dopo averlo finito il corso (se ci arriva a farlo).



Poi si va all'ufficio lingue straniere. È nel Centro Lingue Straniere della gloriosa universitá di Magonza, ci sará qualcuno che parla inglese?


Intanto bisogna arrivarci. E' nel seminterrato e sembra di stare in un film dell'orrore, labirinti di corridoi vuoti, nessun essere vivente, ogni tanto una porta (fra cui il laboratorio di osteologia pieno di scheletri, sempre per rimanere in tema) e naturalmente l'ufficio che si cerca è irreperibile. Alla fine ho trovato qualcuno a cui chiedere e ci sono arrivata.


L'impiegata parlava un inglese alquanto traballanrte, ma almeno ci provava.


Seconda cosa intelligente: Fuori c'erano affissi orari e date dei corsi di tetesko per straneri, comprensivi di avvisi. Tutto in tetesko naturalmente (e cche tte voi spreca' a fa' 'a traduzzione pe' sti du' scemi che nun capischeno?).


Comunque il corso iniziava l'altro ieri. Non trovavo l'aula (anche quella nel seminterrato delgi orrori) e ho chiesto in un ufficio sulla cui porta erano attaccate tre bandierine: Italia, Francia e Corea. Mi sono detta: ho il 66% di probabilitá di farmi capire, proviamo...





Prima mi sono impappinata col tetesko (ensciuldigung, kann ich helfen fraghen?), poi ho provato con l'inglese (che lei non sapeva) e alla fine ci siamo accordate sul francese. Mi ha detto che era in fondo al corridoio a sinistra. Ma c'era il muro, in realtá era in fondo al corridoio a destra e poi dopo tre chilometri a sinistra. Ma vabbé.


E una volta trovata l'aula c'era un cartello che diceva che il corso era rimandato a oggi perchè il prof era malato.



In tetesKo.


 E due poveri disgraziati lí a guardarsi in faccia (è il corso per principianti) e ad aspettare la prima autoctona che potesse tradurre. Che per nostra fortuna è arrivata. Se no stavamo ancora lì.


Ma io non capisco, come puó un popolo che ha dato i natali a tanti grandi filosofi comportarsi in maniera cosí idiota?


Immanuelino* mio si stará rigirando nella tomba


Mo' sono proprio curiosa di vedere il corso... se sopravvivo domani aggiorno.


 


* (io con Kant ho un rapporto preferenziale, un giorno magari vi racconto perchè)

lunedì 20 aprile 2009

Fumare

Fumare tanto è un atto di egoismo.  Per un piacere personale si obbliga i propri cari a vivere un calvario.


Si inizia con l'affanno, che toglie il piacere delle piccole cose, prendere in braccio un nipotino, fare una sciata con il proprio figlio.


Poi le catene si stringono sempre di piú attorno al corpo e ogni atto è uno sforzo.


E i parenti assistono impotenti alle nottate interrotte dai colpi di tosse, alla mobilitá sempre piú ridotta, ai continui sacrifici perchè "non ce la faccio", a una vita in schiavitú.


Fino al momento della diagnosi. E allora spesso non c'è altro da fare che abbracciare la persona che si ama e tenerle la mano fino alla fine.


E tutto questo per cosa? per una manciata di foglie secche?


Quando accendete una sigaretta pensate a cosa puó significare per una persona che vi ama sentire il vostro torace squartato dalla tosse. O accettare quella diagnosi.


Perché io ci sono passata. E putroppo ci passeró. E perdere una persona cara per un motivo cosí idiota non mi va giú.


Il cancro é una bruttissima bestia, e non vale proprio la pena di invitarlo.


Dedicato a Ugo, e a tante altre persone intelligenti che hanno fatto questa stupidaggine che é costata o costerá loro la vita.


P.S.:  quando un fumatore dice "è una mia scelta, ho il diritto di ammazzarmi come mi pare", beh, non é vero. Perche quando qualcuno sta male possono essere in tanti a vivere un inferno.

lunedì 13 aprile 2009

La ricetta della carbonara secondo la tradizione della mia famiglia

Qualche giorno fa sul blog è sorto un dibattito a proposito della carbonara. Io infatti sono romana e ho sempre sostenuto che la carbonara fosse un piatto tipico di Roma. Poi "qualcuno" ha messo in dubbio la cosa e ha insinuato che nella carbonara ci vada la panna.


Beh, io la storia vera, scientifica della carbonara non la so (Dario Bressanini, che di scienza in cucina ne sa più di me, ne ha parlato qui). Ma posso raccontarvi cosa si dice nella mia famiglia, poi vedete un po' voi.


Piccola premessa: non tutta la mia famiglia è romana, ho anche sangua terrone (e ne sono molto fiera). Però la nonna materna e il nonno paterno so' romani de Roma (quindi il mio DNA mitocondriale è romano, e se fossi un maschio anche il cromosoma Y, e anche di questo ne sono molto fiera). La famiglia della mia nonna paterna invece viene da Norcia.


Versione della famiglia di mia nonna materna: la carbonara in casa non si faceva.


Versione della famiglia di mio padre: la carbonara è un piatto romano.


Come mai questa discrepanza? Penso di aver trovato la risposta. La famiglia della mia nonna materna aveva un enorme terreno alle porte di Roma (ora sarebbe DENTRO Roma), e avevano maiali, mucche, galline, papere. Ogni domenica con le uova si faceva la pasta, da condire col sugo con le regaglie di pollo.


Ora ecco la versione di mio papà.


la carbonara è un piatto romano. La ricetta è quella che ho detto.


Altra piccola parentesi, il mio bisnonno era un norcino. Norcino, oltre che abitante di Norcia, in romani significa pizzicagnolo, quello che vende prosciutto e simili. Norcia infatti è la patria del prosciutto e ancora oggi se ne mangia di buonissimo. I norcini quindi venivano a roma per vendere la loro merce, e da qui il nome è passato ad indicare la professione.


La carbonara così come l'amatriciana sono piatti poveri di avanzi di norcineria, quindi si usano gli avanzi del bancone, raccolti alla fine della giornata, e quando si è ricchi il rosso dell'uovo, è infatti una variante ricca della pasta alla gricia che non ha uovo (presto un post anche su questa, ci ho preso gusto).


Nella Roma moderna (a cavallo degli anni '50 del'900) gli avanzi sono stati sostituiti dal guanciale, perchè a Roma la pancetta non esisteva essendo una importazione emiliana...e ovviamente niente latte o panna o cipolla, ma sono il pecorino (o come ha scritto qualcuno parmigiano e pecorino) e una spolverata di pepe macinato sopra...


Insomma, essendo piatti poveri è chiaro che la mia trisavola materna, con podere e animali non li facesse, lei con le uova ci faceva la pasta (mica scema.... devo assolutamente imparare a fare la pasta all'uovo!).


La panna probabilmente è stata aggiunta da qualcuno del nord che ha assaggiato la carbonara e non ne ha capito la ricetta. A Roma il latte non va molto di moda, l maggior parte di noi non lo digerisce...


Ecco la mia versione.


Buon appetito


Si ringraziano mamma, papà e nonna per la collaborazione

mercoledì 8 aprile 2009

Aggiornamento: Koinqvilinen

Innanzi tutto le cose importanti


Sul sito della croce rossa Italiana si possono fare donazioni di soldi o di materiali per aiutare le vittime del terremoto. Come dice giustamente l'Orso Ciccione...



Ora gli aggiornamenti...


Vi ricordate la Koinquilina Krukka? Ieri ne ha combinata un'altra delle sue...


Nel fine settimana non c'era e con la Koinquilina Gentile abbiamo fatto un sacco di giri, Wiesbaden, Ikea, abbiamo sempre mangiato insieme, visto film insieme, passato le serate a ridere come sceme, a mangiare il gelato e ad ascoltare musica krukka (non male, decisamente non male).


Poi è tornata la Koinquilina Krukka e abbiamo fatto una passeggiata sul Reno e mangiato tutte insieme. Abbiamo progettato un po' di giri da fare nel week end e qualche uscita serale. Ero molto contenta perché la tensione negli ultimi giorni era diminuita, e mi farebbe molto piacere se con le altre ragazze diventassimo amiche.



Poi ieri... la Koinquilina Gentile mi ha chiesto di farle la carbonara. La Koinquilina Krukka in questo periodo preferisce non mangiare la carne per motivi di salue, allora le abbiamo chiesto se per lei andava bene, se no facevamo qualche altra cosa che piacesse a tutte e tre.


Lei ha detto che voleva finirie i crauti e pensava di fare una zuppa con carote e patate. Io ho capito che ci stava proponendo di mangiare la zuppa tutti insieme. Invece l'ha preparata e se l'è mangiata in camera.



Allora ho riproposto alla Koinquilina Gentile la pasta alla carbonara.


Preparo l'uovo e la pancetta* butto la pasta e dopo un po' mi ricordo che devo controllare una cosa sul computer. Chiedo alla Koinquilina Gentile di dare un'occhiata.


Torno e il fornello era spento. Scolo la pasta, mescolo con uovo e pancetta* e mi rendo conto che praticamente la pasta sta in piedi da sola.


Chiedo alla Koinquilina Gentile se aveva assaggiato la pasta prima di spegnere e lei mi risponde


"no, l'ha spenta Koinquilina Krukka che è passata e ha visto che l'acqua usciva fuori"


A me la pasta eccessivamente dura piace, però io dico, non poteva impicciarsi dei fornelletti sua?


Certe volte non la capisco...


 


*La ricetta tradizionale della mia famiglia ROMANA prevede il guanciale e non la pancetta, e ASSOLUTAMENTE NON LA PANNA. Chi ha orecchie per intendere... (spiegazione necessaria per "qualcuno" che ogni tanto legge il blog e che continua a fare orrori in cucina dandogli il nome "carbonara")


P.S.: anche il tempo sta dalla parte della Konquilina Krukka, ieri ha lavato i panni lei e c'era il sole, oggi li ho lavati io e diluvia... buaaa...

giovedì 2 aprile 2009

Sarà la primavera?

Sarà che oggi c'è stato il sole


sarà che il cielo era azzurro intenso


sarà che la città era piena di gemme e di fiori


sarà che ho appena visto Indiana Acca (il Paleontologo del Mio Cuore)


sarà che oggi a pranzo i miei amici hanno sempre parlato in inglese per farmi capire


sarà che abbiamo preso il caffè in terrazza


sarà che non ho messo né guanti né cappello


ma...


OGGI SONO FELICE!!!!


ed essendo felice sono andata a fare un giro in centro


ed essendo felice ed essendo andata a fare un giro in centro ho comprato un sacco di belle cose


eccole:


Asterix in dialetto Magonzese



Io adoro Asterix, li ho tutti. Una casa editrice ha deciso di tradurre alcuni albi in tutti i dialetti del tedesco, e cgoni volta che vado in una regione nuova In Germania compro Asterix nel dialetto locale.


Un centrino di feltro a forma di  fiore da mettere sotto la lampada



Il centrino è fatto allo stesso modo, ma è un fiore solo, arancione.


Una borsa rossa bellissima con i fiori da usare per l'università


QTX-NB051 QTECX BORSA NOTEBOOK 15,4" COLORE ROSSA/E FIORI TESSUTO POLIESTERE / COTONE


Non è questa ma le assomiglia


 


Due panni per spolverare tutti colorati (casalinga si, ma con stile)



I colori dei miei sono molto più bello


Tre tazze (rosa fluo, arancione fluo e giallo fluo) di plastica con lo smile disegnato sopra. Mi servono da portapenne per l'università.



Tante cartoline di mici (e una di conigli) da attaccare al muro.



ecco, questa è la cartolina dei conigli.


 


W la primavera!

mercoledì 1 aprile 2009

E' arrivata la primavera?

Ieri c'era il sole (almeno il tardo pomeriggio, sono tornata dall'Italia alle 5)


Oggi c'è il sole.


Non si vedono nuvole in giro, il che significa che per lo meno per i prossimi 10 minuti possiamo stare traquilli.


Che sia arrivata la primavera?


speriamo!!!!!