giovedì 26 marzo 2009

Al di là dell'arcobaleno

Somewhere over the rainbow
Way up high
There's a land that I heard of
Once in a lullaby

Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Yes they do, really do come true

Someday I'll wish upon a star
And wake up where
The clouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney top
That's where you'll find me

Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly.
Birds fly over the rainbow
Why, oh why, can't I

Dedicata a una persona che 12 anni fa volò al di là dell'arcobaleno.


Mi manchi.



martedì 24 marzo 2009

La vendetta di Indiana Michi - La coinquilina.

Una delle mie due coinquiline è teteska.


Anche l'altra è nata in Germania ma non è teteska. E' alta, bionda e bella, certo, ma anche gentilissima, comprensiva, sempre allegra, espansiva e molto molto affettuosa.


La coinquilina teteska invece è bassa e scura di capelli. Ha la mamma spagnola, e forse per rimediare a questa onta si comporta da teteska DOC.



Io fino ad ora non ho mai condiviso l'appartamento con qualcuno. A Parigi vivevo da sola e facevo quello che mi pareva, se non mi andava di lavare i piatti subito li lavavo dopo un po'. E soprattutto non dovevo pulire il bagno perché ci pensava la portiera. Anche il lavaggio della cucina non era un problema, l'angolo cottura era microscopico e in 5 minuti era pulito.


Quindi quando sono arrivata qui ho spiegato il problema e ho chiesto alle due ragazze di essere comprensive.


E infatti...


Qualche tempo fa ho pulito la cucina. Ci ho messo 4 ore. Ero a casa da sola nel fine settimana e per tutto il pomeriggio ho pulito la cucina.



La teteska mi ha detto chiaro e tondo che era sporca mentre la molto più gentile non teteska mi ha proposto di pulire insieme la prossima volta in modo da vedere come si fa e da poterle chiedere chiarimenti. Così abbiamo fatto.


Poi ho pulito da sola e tutto andava bene.


Fino alla scorsa settimana. La coinquilina non teteska non c'è stata per  20 giorni. Io ho cercato di pulire il più possibile e di non lasciare mai piatti sporchi in giro. la teteska naturalmente ha lasciato imperterrrita tutti i giorni i suoi piatti sporchi della colazione in bella vista.



Poi lei è partita per non so dove martedì e io per Colonia mercoledì. Mi ha detto che tornava alla fine della settimana. Martedì sera me la sono rìpresa un po' più comoda e non ho pulito la cucina come sempre.


Venerdì mattina il messaggio: dove sei? quando torni? la cucina fa schifo e il bagno pure. Devi ricordarti che non vivi da sola. (buongiorno no, eh?)



Risposta: Ti chiedo scusa, torno stasera, comunque mi avevi detto che tornavi domenica.


La sera arrivo e pulisco perfettamente. La cucina non era particolarmente sporca, una normale cucina utilizzata. Chiariamo e le dico che deve rivolgersi a me in modo un po' più cortese. Ho riconosciuto di essere in torto ma che diamine, mica mi puoi trattare come se avessi ammazzato qualcuno per una piastra della cucina sporca di acqua.


Comunque avevamo chiarito.


Poi io ho continuato a lavare i miei piatti il più possibile e lei a lasciare i suoi sporchi.



Ieri mi ha mostrato un piatto che avevo lavato. C'era unn punto con un residuo di unto. "E' sporco, rilavalo". Miss gentilezza proprio. Certo, non puoi sciacquarlo tu insieme ai tuoi che stanno lì da due giorni. Sarebbe troppo.


Però ha usato l'aspirapolvere della non teteska per aspirare l'acqua che le è caduta. E si è inceppato. Ma come, una "perfetta donna di casa come lei" che non sa queste nozioni basilari sull'uso dell'aspirapolvere, che saprebbe anche un bambino?



E oggi ha lasciato l'oblò della lavatrice chiuso dopo aver lavato. Risultato? MUFFA.


BENE.


Da ora in poi non glie ne farò passare una alla "perfetta casalinga teteska". Vediamo se capisce.


 


SCUSATE LO SFOGO.

sabato 21 marzo 2009

Trasferta a Colonia

Per una volta il silenzio degli utlimi tre giorni non è dovuto alla mia pigrizia. Sono andata a un convegno a Colonia. organizzando il tutto il giorno prima, non avevo internet e non ho avuto modo di comunicarvelo.


ecco i fatti salienti:


äbo non c'era, si è dato malato. Grossa delusione dal punto di vista scientifico, ma non dal punto di vista estetico poichè il sostituto era un giovane parecchio belloccio (della serie, reconsolamose co l'ajetto)


Mi sono persa la sciarpa (si, la stessa che ho citato qui, ma stavolta è definitivo). Della serie daje e daje...


La prima sera abbiamo mangiato i un tipico locale tedesco del centro. Bellissimo, ma non capivo niente di quello che c'era scritto sul menù (nonostante ci fosse la traduzione in francese e in inglese). Intendevo ordinare a caso e dalla faccia del prof quando gli ho detto cosa volevo scegliere credo di aver puntato il dito verso la coda di coccodrillo alla vaccinara con salsa di scorpioni sciolti nel grasso di bue. Per fortuna ho seguito il suo consiglio e ho preso qualcos'altro. Non chiedetemi cosa, credo fosse stinco di maiale alla birra, ma non era lo stinco intero, solo metà, buonissimo. Della serie parla come magni...


La seconda sera siamo andati... indovinate un po'? In un RISTORANTE ITALIANO!!! Mi sono rifiutata di scegliere pasta o pizza e ho deviato sulla mega insalatona. Buona, ma ho fatto fatica a non mettermi a piangere guardando il piatto di rigatoni al sugo della mia vicina ricoperto dalla rucola. Della seria parla come magni II, la vendetta.


Al convegno la parte che ho capito meglio è quella che mi interessa di meno (per niente direi). Della serie quando uno è organizzato...


Al convegno a un certo punto una "capa" mi ha chiesto se mi era piaciuta una presentazione (della parte che non mi interessava ma che avevo capito meglio). Io ho risposto di si ma che non avevo capito una cosa. A lei non era piaciuto ma ha comunque offerto di spiegarmelo. Le ho esposto il mio dubbio e lei ha risposto che non lo sapeva. Della serie so' un genio...


Agli stand dei produttori di aparecchiature scientifiche ho fato incetta di penne, sottotazze, penne, peluches (un leopardo portachiavi della nici bellissimo), penne, blocchetti per scrivere, penne, portadocumenti, penne. All'università no avevo penne, ora mi bastano per i prossimi 3 anni. Della serie famose riconoscere.


Colonia è bellissima. Ho deciso che mi trasferisco lì, devo solo convincere il prof. Della serie aspetta e spera...

lunedì 16 marzo 2009

La prima volta....

Squillo di trombe


Rullo di tamburi


Siete pronti alla grande notizia?


Ebbene sí


Sabato, per la prima volta in vita mia sono entrata in un negozio e ho parlato solo tedesco.


E non una volta sola.


E MI HANNO CAPITO.


(per i maligni: E HO PARLATO, NON MI SONO LIMITATA A PAGARE E ANDARE VIA)



Entro in una libreria dell'usato (le adoro, e pure se non posso comrare i libri perché non capisco niente ci vado anche qui)


Idea geniale: mi compro un libro per bambini, magari lo riesco a capire meglio (lo avevo giá fatto qualche tempo fa, poi non sono andata oltre la seconda pagina ma vabbè). Ho salutato (in tedesco) e ho chiesto (in tedesco) al proprietario se aveva libri per bambini. Ne ho trovati tre che mi piacevan: Pippi calzelunghe, papá gambalunga e un terzo di Astrid Lindgren che peró non conoscevo.


Ho chiesto (in tedesco) al proprietario di cosa si trattava e me lo ha spiegato.


Poi... PANICO!!!! Come si chiede "Quanto costa?". Alla fine l'ho chiesto in inglese, ho pagato, ho ringraziato il proprietario (in tedesco) e lui mi ha detto che parlo il tedesco molto bene.



Avevo bisogno di una lampada per la mia stanza, magari due (una da tavolo e una a stelo da mettere vicina allo studio). Entro al Karstadt e mi innamoro. Lí, esposta nello scaffale c'era la lampada dei miei sogni. Una sfera di vetro bianco opaco. Bellissima.



Tipo questa, ma la versione da tavolo.


Solo che non la trovavo. Ho girato un po' e ho chiesto alla commessa del reparto dive potevo trovare quella lampada. Mi ha risposto che la prendeva lei. Poi le ho chiesto se era disponibile anche in una diimensione media (erano esposte solo una piccola e una enorme). E la volevo bianca. Me l'ha portata (dopo avermi chiesto per tre volte quante ne volevo, deve aver letto l'amore nei miei occhi). Poi ho comprato pure un faretto per lo studio ma non avevo bisogno di aiuto.


Ora è nella mia stanza, oggi comprerò la lampadina.


Finalmente sento che sto iniziando ad imparare il tedesco.



 

sabato 14 marzo 2009

Esperimento linguistico

Prendere una Indiana Michi


Sottoporla per il tragitto dall'università alla stazione a musica francese


Porla di fronte al migliore bretzelaro della città


Osservare la faccia della venditrice mentre la nostra eroina chiede "Deux bretzél s'il vous plait"


Ridere fino alle lacrime.


Tratto da una storia vera

giovedì 12 marzo 2009

La vendetta di indiana Michi parte seconda e altre amenitá

Eccomi di ritorno da un fantastico fine settimana a casa, pieno di sole, di amici, di famiglia e di relax.


 


All’aeroporto di Francoforte Gallina (e qui mi sa che giusto Lucia e Angelo capiscono) nevicava. Oggi diluvia. Vilcommen in Doisclant.


 


Ma voi vorrete sapere della Vendetta di Indiana Michi, vero?


Ebbene si, la vendetta continua…. Il capoufficio ha risposto alla mia collega dicendo che VUOLE I NOMI DELLE TRE TIZIE. Non ci credo. Non ci posso proprio credere. Sono basita. E per fortuna che le tre megere hanno firmato i miei documenti e i nomi ce li ho. Vi faró avere gli sviluppi...


 


Vi ricordate il cervello in fuga? Beh, ho ritrovato almeno l’agendina. Quella bellissima con l’orsacchiotto coccolosissimo con una margheritina nella zampa. Era a Roma. Temevo di aver perso pure le chiavi di casa italiane invece erano lì a fare compagnia all’orsacchiotto.





ag s photo 012





Non é bellissimissima??? Me l'ha regalata Indiana Acca e mi piace tantissimo, mi dispiaceva non poco averla perduta...


 


Ieri pomeriggio sono andata in piscina e mi sono divertita tantissimo. 


Poca gente e molto educata. Non c'erano le corsie, ognuno nuotava come voleva ma senza intralciare gli altri (mica come in un altro post...). Incredibilmente la gente andava piano o veloce, a dorso o a stile, chiccchierava, faceva ginnastica, andava sott'acqua senza disturbare gli altri o rendere la vita impossibile ai poveri disgraziati intorno.


Ero davvero fuori forma, ma era bellissimo nuotare con il sole che filtrava dalle finestre. Mi sono pure persa un ferma capelli ma in cambio dell’agendina mi va bene…


 


Sono in un periodo di ottimismo, speriamo che duri….

giovedì 5 marzo 2009

La vendetta di Indiana Michi

Indiana Michi ha già avuto a che fare con la Burocrazia. Ed era stata una battaglia senza esclusione di colpi.


Ma in questi giorni si è svolto uno scontro epico.


Ieri sono andata al buergerbuero. Sarebbe l'ufficio del cittadino. Credo che sia una sorta di circoscrizione o municipio, non so...


C'erano venti persone prima di me. Mi servivano due firme. Arriva il mio turno. Chiedo gentilmente alla signora se parla inglese e lei mi risponde NEIN con la gentilezza di un dobermann inferocito. Ma non solo. Mi spiega che siamo in germania e si parla il tedesco. che gli stranieri per far autenticare i titoli accademici li mandino lì a loro non interessa, si parla in tedesco.



Dopo un colloquio formato da grugniti (da parte sua) e parole in libertà in pseudo-tedesco (da parte mia) ho capito che dovevo fare copie dei documenti. Le chiedo se sa dove posso andare, ma non è un problema suo.


Casualmente la fotocopiatrice era nella stanza a fianco.


Torno e la signora chiaccherava con le amiche. Le chiedo se posso tornare da lei ma NEIN, mi devo fare altri 30 minuti di fila.


Al mio turno becco una ragazza giovane. Le chiedo speranzosa se parla inglese. No perchè siamo in un ufficio tedesco e si parla tedesco. Giovane sì ma fetente più della collega. Dopo tre quarti d'ora che mi dice sempre la stessa cosa e finisce per 4 volte con la frase "se non parla tedesco deve bla bla bla bla" mi inbestialisco e me ne vado.


Torno il pomeriggio e c'erano 37 persone in attesa.


Torno stamattina con la mia coinquilina e imparo nozioni molto edificanti.



  • Negli uffici tedeschi se anche la gente parla inglese risponde per principio di no perchè siamo in un ufficio tedesco e si parla tedesco

  • la frase del giorno prima era "se non parla tedesco si faccia accompagnare da qualcuno"


Ma a questo punto è arrivato il cavaliere con l'armatura scintillante.



La mia collega ha saputo la storia, si è indignata e ha scritto una lettera di fuoco all'ufficio.


stamattina ho odiato i tedeschi, ma lei mi ha riconciliato con tutta la sua nazione.


GRAZIE RUTH!!!!!


e viva i tedeschi seri......

mercoledì 4 marzo 2009

Indiana Michi alla ricerca del cervello perduto

Chiedo scusa per la prolungata assenza ma ho dovuto intraprendere una lotta senza esclusione di colpi contro la dea occhialuta. (si perché la sfortuna, a differenza della sua quasi omonima, non solo ci vede benissimo, ma si mette pure gli occhiali per vederci meglio). Il problema è che in tutto questo il mio cervello ha deciso di partire per altri lidi. 


Indiana Acca ha trascorso una decina di giorni qui con me. Sorvolando sul fatto che fino a pochi giorni prima sembrava  che non potesse venire, (primo colpo, per fortuna schivato) ho combinato tanti e tali pasticci che non riesco nemmeno a ricordarmeli tutti.


Ho esordito appena prima del suo arrivo rompendo il letto. Vi ricordate il letto nuovo IKEA di qualche post fa? Beh, mi si è rotto. Ma proprio spaccato. In realtà il problema è che lo avevo montato male (ho capito pure l'errore, davvero minimo) ma la cosa non mi consola.



Insomma, siamo andati da Ikea due volte, portando indietro i pezzi del letto (enormi e pesantissimi) in autobus, naturalmente con 1 cambio. Miracolosamente sono riuscita a farmi ridare indietro i soldi e ho comprato un letto nuovo. Fra l'altro ho anche scoperto che il vecchio, ANEBODA, è sconsigliato persino dai commessi, dicono che sia praticamente d cartone.


Poi ho perso l'agendina.


ag s photo 012


Poi ho perso il cappello comprato a Parigi a cui tenevo tanto.



Poi ho perso uno dei guanti da sci di Indiana Acca, e i guanti da sci costano un sacco.


Poi ho perso il biglietto per due persone per Francoforte, naturalmente il controllore è passato e abbiamo pagato 80 euro di multa.


Poi ho fatto un regalo a Indiana Acca che non andava bene e per cambiarlo abbiamo girato mari e monti.


Poi il tempo ha sempre fatto schifo.


Poi ho avuto un diverbio con le mie coinquiline.


Poi mi si è rotto il cavo dell'alimentatore del computer.


Poi lo stick USB di Indiana Acca ha deiso di smettere di funzionare nel momento in cui mi serviva.


Poi ho sbattuto contro una porta a vetri (tipo film demenziale) procurandomi un discreto bernoccolo.


Poi ho laciato l'ombrello a casa di una mia amica (il giorno dopo pioveva... e ho perso il cappello)


Poi ho perso la sciarpa, ma la fortuna ha avuto pietà di me e me l'ha fatta ritrovare.


AVVISO: Se qualcuno avesse per caso visto in giro un cervello di dimensioni medie con dentro un sacco di nozioni assurde e inutili (ad esempio una conoscenza approfondita dei fumetti di Asterix e una buona collezione delle battute di Campanile) e nessuna nozione utile (da escludere tutti i cervelli che contengono più di dieci date comprese negli ultimi 4 miliardi di anni) vi prego di farmelo sapere. E ditegli di tornare a casa che mi serve. TANTO. Grazie.