mercoledì 24 dicembre 2008

Favola(?) di Natale

Ti avevamo lasciato lì, con il tuo cappellino per proteggerti dalla neve, sorridente, seduto sul muretto. "ci vediamo qui domani" ci avevi detto. Ma l'indomani il muretto era vuoto. Ti abbiamo cercato in tutti i luoghi dove avresti potuto essere, ma senza risultato. Non c'eri.


Ogni traccia della tua presenza era stata cancellata, non un'impronta, non un indizio che ci potesse far risalire alla tua sorte.


Già immaginavo la scena: tu, pallido, con i sudori freddi, piccolissimo fra i rapitori, che ti puntavano alla testa quell'arnese malefico, pronto a far fuoco. Ma sapevo che in ogni caso avresti mantenuto il tuo sangue freddo ...


Ma poi abbiamo capito.


Niente impronte, niente resti, niente


Eri così bellino che un bimbo si è innamorato di te e ti ha portato via con lui, e ti ha piazzato nel suo giardino.


Si, deve essere così.


Divertiti piccolo pupazzo di neve senza nome!!!!


Un bacio dai tuoi genitori e dalla tua sorellina Paris (Foto).


paris


BUON NATALE A TUTTI!


Michela


P.S.:si, lo so, è un po' amaro, che ci devo fare, mi è uscito così...

sabato 13 dicembre 2008

Gugolando verso sud

Ed ecco a voi una nuova entusiasmante puntata di Rieduchescional Ciannel! Indiana Michi risponderà ai vostri quesiti e risolverà i dubbi esistenziali che vi hanno guidata fino a lei!

1 Google .it (blog di boxe girl)
1 Google.it (splinder ginevra reggio calabria)

Hai sbagliato indirizzo, ritenta, sarai più fortunato

1 Google.it (qualcuno mi dice come ottenere una crosta del pane spessa e croccante?)

unisci alla farina un po' di cemento a presa rapida

1 Google.it (scimmia con il cappotto film animazione)

è la cugina della scimmia delle emoticon il cui nome è ancora oggetto di ricerche

2 Google.it (come si chiama la scimmia delle emoticon)

Non lo so, ma lancio un appello! Vi prego, qualcuno risponda a queste anime in pena! Comunque secondo Novecento si potrebbe tranquillamente chiamare Maometto.

1 Google.it (mi date qualcosa sul parallelepipedo )

è il motto di quelle persone che per racimolare qualche spicciolo passano le giornate in zone particolarmente turistiche, vestite da statua, in piedi su di un parallelelpipedo di legno.

1 Google .it (patatine coi topi)

Carràmba che Sorpresa! Anche i gatti leggono Paleomiki!! (e se non sei un gatto ti consiglio di cambiare dieta)

1 Google .it (TESTE ROMANE TERRACOTTA)

Aò!!! Testa de coccio nun me l'aveva detto mai nessuno! Sta' 'n campana che se te bbecco....
(NdT:"Avecce 'a testa de coccio" in romano significa essere un po' duri di comprendonio. Ricorda vagamente  l'etimologia del termine "fesso", nato nel senso di recipiente di terracotta fessurato e quindi di scarso valore e poco adatto all'utilizzo)

2 Google .it (armi paleontologhe)

Eeeeh, ce ne sono. La perfetta paleontologa armata deve possedere:

n.4 Nautilus da usare come bolas (possibilmente della specie Nautilus giganteus, circa 40 centimetri di diametro l'esemplare del Museo di Storia Naturale di Parigi)

NB: non ho trovato la foto del giganteus su internet, accontentatevi di un Nautilus un po' più piccolino.



n. 1 emimandibola di Tyrannosaurus rex da utilizzare come mazza chiodata. Nel caso non risultasse facilmente reperibile si può utilizzare anche una coda di Stegosaurus.



n.10 uova di dinosauro di medie dimensioni da lanciare con la fionda (ottime quelle del Velociraptor)


n.1 macroscafite, (varietà di ammonite in parte non avvolta) da usare come manette per bloccare gli aggressori


n.1 dente di Smilodon (la famosa tigre dai denti a scaibola, il Diego de "L'Era Glaciale" per capirci) da usare come pugnale



n.1 femore di mammut da usare come mazza


E per finire l'immancabile bifacciale in selce da usare come coltellino svizzero.


Sapevatelo! Su Rieduchescional Ciannel!

domenica 7 dicembre 2008

Scusa ma ti chiamo Amore

Ebbene si.


Ieri sera con il PMC (per chi ancora non lo avesse capito questa sigla sottintende il Paleontologo del Mio Cuore) abbiamo visto l'imperdibile "Scusa ma ti chiamo Amore", tratto dal famosissimo libro di Moccia.



No, non spaventatevi, questa scelta ha un senso: stasera andremo a vedere "Ti stramo", per capire la parodia di un film da teen-ager dovevamo vedere un film da teenager... No, non 3msc, Scamarcio non lo reggo, molto meglio Raul Bova.


Ora, dopo aver visto questo capolavoro assoluto della cinematografia italiana, alcuni dubbi mi attanagliano la mente. Qui ne riporterò alcuni.


La voce da oche idiote delle diciassettenni è voluta da Moccia oppure è un contributo personale delle giovanissime attrici?


La zeppola della protagonista è un omaggio a Muccino?


La veridicità ridotta (inferiore solo a quella di "Cappuccetto rosso") è una scelta di campo?


Solo per fare un esempio: Roma, incidente col motorino, lei 17 anni, lui 37.


Lei sale in macchina con lui (ma sei matta??? e se è un pazzo stupratore?)


Lei lascia il motorino appoggiato ad un albero senza catena o niente (a Roma ne ritrovi tre...)


Lui accetta pure di andarla a riprendere a scuola (allora i problemi te li vai a ercare...)


e così via...


Insomma, io chiedo scusa alle torme di diciassettenni innamorate di Moccia che leggeranno questo blog seguendo la chiave di ricerca di "scusa ma ti chiamo amore", ma secondo me il film è inguardabile, a meno che non si tratti di una parodia. Consolatevi comunque, Indiana Jones è peggio.


I grandi miti non si battono.


 

martedì 2 dicembre 2008

I have a dream

A volte sogno un paese che funziona.


Un paese in cui i politici pensano ai cittadini come ai loro datori di lavoro. E chiedono scusa quando sbagliano. E se ne vanno, quando perdono. Mi è capitato di vedere Chirac rientrare all’Eliseo su un’auto privata. Mi è capitato di sentire che Kohl, l’uomo che ha unificato la Germania, veniva espulso dal partito per un finanziamento illecito.


Sogno un paese in cui un cittadino che chiede giustizia riesce ad averla, non dico in una settimana, all’inglese, ma in un anno. Ti pare poco un anno? Trecentosessantacinque giorni per il signor Scafidi potrebbero essere molti, anche troppi, per scoprire perché suo figlio è morto per andare a scuola.


Sogno un paese in cui le mamme portano i bambini a scuola con la bicicletta, non con il cayenne. E quando ci vanno con il cayenne non lo abbandonano in mezzo alla strada perché tanto chissenefrega se l’autobus non ci passa.


Sogno un paese in cui nessuno, dico nessuno, ha il fegato di dire che non ha corrotto un giudice, ha solo evaso le tasse. Mi capita persino di sognare un paese in cui la gente le paga, le tasse. Tutta.


E a volte sogno pure un paese in cui nessuno pensa che la camorra è meglio dello Stato. E men che meno lo dice.


Sogno un paese che ha il più alto numero di medici rapportato al numero di cittadini, si chiama Italia. E non devi aspettare otto mesi per fare una mammografia.


Sogno che le cliniche private, le scuole private, le aziende private non prendono sovvenzioni dallo Stato. È il mercato, baby…


Sogno un paese in cui l’ora di religione è l’ora di storia delle religioni. Immagino che qualcuno si offenderà, ma pazienza. Ci sono anche gli altri.


Sogno un paese che produce da sé l’energia che consuma, che ricicla la spazzatura e non butta i frigoriferi in mezzo alla strada.
Proprio l’altra sera ho visto due tizi che lasciavano una lavatrice sul marciapiede. Ma non potevano essere arrestati. Siamo a Roma. Sogno anche un paese in cui la legge è uguale per tutti. Così come le lavatrici sono uguali per tutti.


Mi sogno, certe notti, un paese in cui alla tv non fanno un programma che si chiama “Raccomandati”. Perché essere raccomandati non è da furbi, è da s****zi. E io, francamente, non me ne vanterei.


Sogno un paese in cui i figli dei medici fanno gli avvocati. E i figli degli avvocati i medici. Ma perché non gli idraulici?


Sogno un paese in cui un professore universitario deve assumere un giovane ricercatore e pubblica un’inserzione come quelle che leggi su Nature, o su New Scientist. Si vedono i curriculum e “porca miseria, ma questo è bravo!”. Contratto, studiolo, fondi per la ricerca. Succede, su Marte, appena di là dalle Alpi.


Sogno un paese che va al G8 non per rappresentare il vecchio che avanza, ma perché se lo merita. Una volta il G7 e il G8 erano i gruppi dei paesi più industrializzati. Ma allora oggi noi lì che ci facciamo? Il termine di paragone al ribasso?


Faccio un sacco di sogni, io, certi giorni. Mi capita di intravedere un paese in cui il presidente del consiglio (e finitela di chiamarlo premier, che è anche più patetico…) ha 48 anni. E i ministri giù di lì.


Sogno che vado a votare e scelgo io per chi voto, non loro. Perché così è capace anche Mugabe.


Sogno davvero un sacco di cose. Troppe, a dire la verità. Perché sogno persino che i cittadini – che hanno la loro parte di responsabilità in questo sfascio – pensino che le cose pubbliche sono un po’ anche loro, e meritano rispetto.


Sogno che nessuno, dico nessuno, affitta due locali a otto extracomunitari a cinquecento euro ciascuno, per poi andare in piazza a lamentarsi degli immigrati.


Sogno che il sabato pomeriggio le discoteche sono un po’ più vuote, e le librerie piene fino a traboccare.


Sogno un paese in cui tanti bei signori di ottantacinque anni si occupano febbrilmente del Natale dei loro nipoti. Perché loro ormai sono già stati “la classe dirigente”. E i risultati si vedono.


Sogno un posto in cui la gente compra il giornale e lo legge. In cui quelli che dicono “no, io non leggo” vengono guardati con sufficienza. Non viceversa.


Sogno. Eppure sto qui. Perché sono un ottimista, anche se ho sentito dire che quelli come me li chiamano disfattisti. Siamo disfatti, non disfattisti. Ma ci diamo da fare.


Dal blog di Marco Cattaneo



P.S.: Io invece me ne vado. Non sono abbstanza ottimista per restare.