martedì 14 ottobre 2008

Cronache dallo scavo

Salve a tutti,


chiedo scusa per la prolungata assenza ma sapete comè la vita di noi archeologi, non fai in tempo a tornare dalla Germania e ti ritrovi assoldata (ma senza paga) per una missione speciale di quelle che solo tu puoi portare a termine (questa ultima affermazione non è del tutto vera, ma fate finta di crederci, please).


La missione?... beh non sono sicura di potervelo dire... sapete, noi Indiana (Jones, Michi e compagnia bella) abbiamo spesso a che fare con segreti di stato tipo l'hangar 51, e come dimostrare  sperimentalmente la legge di Murphy.  Ma vabbè, siamo fra amici.


La mia missione speciale consisteva nell'identificazione di resti organici e non al fine di tentare una ricostruzione la più accurata possibile della vita dei nostri progenitori durante il Tardiglaciale.


TA DAAAAAAN!!!!!!!!!!!


In pratica si tratta di cercare selce, ossa, conchiglie, carbone, ocra, ossa e denti di topo nei rimasugli dello scavo. E vi pare poco? Alzi la mano chi riesce trovare ad occhio e in pochi secondi un frammento di ocra gialla (minerale utilizzato dagli uomini preistorici per vari scopi) di un millimetro cubico all'interno di un vassoio pieno di sassolini, schifezzini, caccolini (termine tecnico, i Taglienti capiranno).


Per due settimane il mio lavoro è stato questo. Ora capite perché odio a morte chi mi dice "Wow, archeologia, che lavoro avventuroso!!!!!!!"  Pensano davvero che il nostro mestiere consista nell'avventurarsi in templi maledetti e salvarsi da un'esplosione atomica rifugiandosi in un frigorifero? Ma fammi il piacere! Buona parte del lavoro di noi preistorici consiste nel cercare DENTI DI TOPO (micromammiferi, per dirla con termine tecnico). Questi qui:



Con questo non voglio denigrare questo lavoro, anzi, lo adoro. Solo che Indiana Jones dà una versione un tantinello distorta della realtà e in pochi se ne rendono conto!


Beh, per adesso vi abbandono che è tempo di tornare ai miei alberi filogenetici, a presto!


Michela


P.S.: Prometto che per un paio di settimane non sparisco, o al massimo avverto!