mercoledì 24 dicembre 2008

Favola(?) di Natale

Ti avevamo lasciato lì, con il tuo cappellino per proteggerti dalla neve, sorridente, seduto sul muretto. "ci vediamo qui domani" ci avevi detto. Ma l'indomani il muretto era vuoto. Ti abbiamo cercato in tutti i luoghi dove avresti potuto essere, ma senza risultato. Non c'eri.


Ogni traccia della tua presenza era stata cancellata, non un'impronta, non un indizio che ci potesse far risalire alla tua sorte.


Già immaginavo la scena: tu, pallido, con i sudori freddi, piccolissimo fra i rapitori, che ti puntavano alla testa quell'arnese malefico, pronto a far fuoco. Ma sapevo che in ogni caso avresti mantenuto il tuo sangue freddo ...


Ma poi abbiamo capito.


Niente impronte, niente resti, niente


Eri così bellino che un bimbo si è innamorato di te e ti ha portato via con lui, e ti ha piazzato nel suo giardino.


Si, deve essere così.


Divertiti piccolo pupazzo di neve senza nome!!!!


Un bacio dai tuoi genitori e dalla tua sorellina Paris (Foto).


paris


BUON NATALE A TUTTI!


Michela


P.S.:si, lo so, è un po' amaro, che ci devo fare, mi è uscito così...

sabato 13 dicembre 2008

Gugolando verso sud

Ed ecco a voi una nuova entusiasmante puntata di Rieduchescional Ciannel! Indiana Michi risponderà ai vostri quesiti e risolverà i dubbi esistenziali che vi hanno guidata fino a lei!

1 Google .it (blog di boxe girl)
1 Google.it (splinder ginevra reggio calabria)

Hai sbagliato indirizzo, ritenta, sarai più fortunato

1 Google.it (qualcuno mi dice come ottenere una crosta del pane spessa e croccante?)

unisci alla farina un po' di cemento a presa rapida

1 Google.it (scimmia con il cappotto film animazione)

è la cugina della scimmia delle emoticon il cui nome è ancora oggetto di ricerche

2 Google.it (come si chiama la scimmia delle emoticon)

Non lo so, ma lancio un appello! Vi prego, qualcuno risponda a queste anime in pena! Comunque secondo Novecento si potrebbe tranquillamente chiamare Maometto.

1 Google.it (mi date qualcosa sul parallelepipedo )

è il motto di quelle persone che per racimolare qualche spicciolo passano le giornate in zone particolarmente turistiche, vestite da statua, in piedi su di un parallelelpipedo di legno.

1 Google .it (patatine coi topi)

Carràmba che Sorpresa! Anche i gatti leggono Paleomiki!! (e se non sei un gatto ti consiglio di cambiare dieta)

1 Google .it (TESTE ROMANE TERRACOTTA)

Aò!!! Testa de coccio nun me l'aveva detto mai nessuno! Sta' 'n campana che se te bbecco....
(NdT:"Avecce 'a testa de coccio" in romano significa essere un po' duri di comprendonio. Ricorda vagamente  l'etimologia del termine "fesso", nato nel senso di recipiente di terracotta fessurato e quindi di scarso valore e poco adatto all'utilizzo)

2 Google .it (armi paleontologhe)

Eeeeh, ce ne sono. La perfetta paleontologa armata deve possedere:

n.4 Nautilus da usare come bolas (possibilmente della specie Nautilus giganteus, circa 40 centimetri di diametro l'esemplare del Museo di Storia Naturale di Parigi)

NB: non ho trovato la foto del giganteus su internet, accontentatevi di un Nautilus un po' più piccolino.



n. 1 emimandibola di Tyrannosaurus rex da utilizzare come mazza chiodata. Nel caso non risultasse facilmente reperibile si può utilizzare anche una coda di Stegosaurus.



n.10 uova di dinosauro di medie dimensioni da lanciare con la fionda (ottime quelle del Velociraptor)


n.1 macroscafite, (varietà di ammonite in parte non avvolta) da usare come manette per bloccare gli aggressori


n.1 dente di Smilodon (la famosa tigre dai denti a scaibola, il Diego de "L'Era Glaciale" per capirci) da usare come pugnale



n.1 femore di mammut da usare come mazza


E per finire l'immancabile bifacciale in selce da usare come coltellino svizzero.


Sapevatelo! Su Rieduchescional Ciannel!

domenica 7 dicembre 2008

Scusa ma ti chiamo Amore

Ebbene si.


Ieri sera con il PMC (per chi ancora non lo avesse capito questa sigla sottintende il Paleontologo del Mio Cuore) abbiamo visto l'imperdibile "Scusa ma ti chiamo Amore", tratto dal famosissimo libro di Moccia.



No, non spaventatevi, questa scelta ha un senso: stasera andremo a vedere "Ti stramo", per capire la parodia di un film da teen-ager dovevamo vedere un film da teenager... No, non 3msc, Scamarcio non lo reggo, molto meglio Raul Bova.


Ora, dopo aver visto questo capolavoro assoluto della cinematografia italiana, alcuni dubbi mi attanagliano la mente. Qui ne riporterò alcuni.


La voce da oche idiote delle diciassettenni è voluta da Moccia oppure è un contributo personale delle giovanissime attrici?


La zeppola della protagonista è un omaggio a Muccino?


La veridicità ridotta (inferiore solo a quella di "Cappuccetto rosso") è una scelta di campo?


Solo per fare un esempio: Roma, incidente col motorino, lei 17 anni, lui 37.


Lei sale in macchina con lui (ma sei matta??? e se è un pazzo stupratore?)


Lei lascia il motorino appoggiato ad un albero senza catena o niente (a Roma ne ritrovi tre...)


Lui accetta pure di andarla a riprendere a scuola (allora i problemi te li vai a ercare...)


e così via...


Insomma, io chiedo scusa alle torme di diciassettenni innamorate di Moccia che leggeranno questo blog seguendo la chiave di ricerca di "scusa ma ti chiamo amore", ma secondo me il film è inguardabile, a meno che non si tratti di una parodia. Consolatevi comunque, Indiana Jones è peggio.


I grandi miti non si battono.


 

martedì 2 dicembre 2008

I have a dream

A volte sogno un paese che funziona.


Un paese in cui i politici pensano ai cittadini come ai loro datori di lavoro. E chiedono scusa quando sbagliano. E se ne vanno, quando perdono. Mi è capitato di vedere Chirac rientrare all’Eliseo su un’auto privata. Mi è capitato di sentire che Kohl, l’uomo che ha unificato la Germania, veniva espulso dal partito per un finanziamento illecito.


Sogno un paese in cui un cittadino che chiede giustizia riesce ad averla, non dico in una settimana, all’inglese, ma in un anno. Ti pare poco un anno? Trecentosessantacinque giorni per il signor Scafidi potrebbero essere molti, anche troppi, per scoprire perché suo figlio è morto per andare a scuola.


Sogno un paese in cui le mamme portano i bambini a scuola con la bicicletta, non con il cayenne. E quando ci vanno con il cayenne non lo abbandonano in mezzo alla strada perché tanto chissenefrega se l’autobus non ci passa.


Sogno un paese in cui nessuno, dico nessuno, ha il fegato di dire che non ha corrotto un giudice, ha solo evaso le tasse. Mi capita persino di sognare un paese in cui la gente le paga, le tasse. Tutta.


E a volte sogno pure un paese in cui nessuno pensa che la camorra è meglio dello Stato. E men che meno lo dice.


Sogno un paese che ha il più alto numero di medici rapportato al numero di cittadini, si chiama Italia. E non devi aspettare otto mesi per fare una mammografia.


Sogno che le cliniche private, le scuole private, le aziende private non prendono sovvenzioni dallo Stato. È il mercato, baby…


Sogno un paese in cui l’ora di religione è l’ora di storia delle religioni. Immagino che qualcuno si offenderà, ma pazienza. Ci sono anche gli altri.


Sogno un paese che produce da sé l’energia che consuma, che ricicla la spazzatura e non butta i frigoriferi in mezzo alla strada.
Proprio l’altra sera ho visto due tizi che lasciavano una lavatrice sul marciapiede. Ma non potevano essere arrestati. Siamo a Roma. Sogno anche un paese in cui la legge è uguale per tutti. Così come le lavatrici sono uguali per tutti.


Mi sogno, certe notti, un paese in cui alla tv non fanno un programma che si chiama “Raccomandati”. Perché essere raccomandati non è da furbi, è da s****zi. E io, francamente, non me ne vanterei.


Sogno un paese in cui i figli dei medici fanno gli avvocati. E i figli degli avvocati i medici. Ma perché non gli idraulici?


Sogno un paese in cui un professore universitario deve assumere un giovane ricercatore e pubblica un’inserzione come quelle che leggi su Nature, o su New Scientist. Si vedono i curriculum e “porca miseria, ma questo è bravo!”. Contratto, studiolo, fondi per la ricerca. Succede, su Marte, appena di là dalle Alpi.


Sogno un paese che va al G8 non per rappresentare il vecchio che avanza, ma perché se lo merita. Una volta il G7 e il G8 erano i gruppi dei paesi più industrializzati. Ma allora oggi noi lì che ci facciamo? Il termine di paragone al ribasso?


Faccio un sacco di sogni, io, certi giorni. Mi capita di intravedere un paese in cui il presidente del consiglio (e finitela di chiamarlo premier, che è anche più patetico…) ha 48 anni. E i ministri giù di lì.


Sogno che vado a votare e scelgo io per chi voto, non loro. Perché così è capace anche Mugabe.


Sogno davvero un sacco di cose. Troppe, a dire la verità. Perché sogno persino che i cittadini – che hanno la loro parte di responsabilità in questo sfascio – pensino che le cose pubbliche sono un po’ anche loro, e meritano rispetto.


Sogno che nessuno, dico nessuno, affitta due locali a otto extracomunitari a cinquecento euro ciascuno, per poi andare in piazza a lamentarsi degli immigrati.


Sogno che il sabato pomeriggio le discoteche sono un po’ più vuote, e le librerie piene fino a traboccare.


Sogno un paese in cui tanti bei signori di ottantacinque anni si occupano febbrilmente del Natale dei loro nipoti. Perché loro ormai sono già stati “la classe dirigente”. E i risultati si vedono.


Sogno un posto in cui la gente compra il giornale e lo legge. In cui quelli che dicono “no, io non leggo” vengono guardati con sufficienza. Non viceversa.


Sogno. Eppure sto qui. Perché sono un ottimista, anche se ho sentito dire che quelli come me li chiamano disfattisti. Siamo disfatti, non disfattisti. Ma ci diamo da fare.


Dal blog di Marco Cattaneo



P.S.: Io invece me ne vado. Non sono abbstanza ottimista per restare.

mercoledì 26 novembre 2008

AAA mtDNA cercasi

Ricerca della bibliografia: necessito di DNA mitocondriale umano proveniente dalla Grecia.


Ho trovato quello di


Sardine
Cozze
Funghi microscopici
Elefanti pigmei
Lucertole
Grilli
Gechi
Lepri
Caprioli
Maccarelli
Moscerini della frutta (è un classico)
Api
Topi
Cefali
Scorpioni
Fringuelli
Pipistrelli
Un pesce a me finora sconosciuto rispondente l nome di Barbo
Salamandre
Oniscidea (un crostaceo nemmeno tanto bellino)
Siluro
Salmone
Alici o acciughe che dir si voglia
Un piccolo gasteropode
Orata


Guest star: Il DNA di San Luca Evangelista


Aggiornamento: Forse ho trovato anche quello che cercavo. E se no almeno ci rimedio la cena...


martedì 25 novembre 2008

Quelli che... la festa

Sabato, alla festa di compleanno della mia mamma, Indiana Michi ha avuto a che fare con quelli che... Monsignor della Casa è roba che si mangia.



Quelli che... fanno come se fossero a casa loro:


Candela EVIDENTEMENTE ornamentale, conservata gelosamente intatta per anni trovata accesa da ignoto piromane. Cercasi il delinquente per cioncargli le mani a mozzichi.



Quelli che... non gliene va mai bene una:


Sottofondo, musica di Glenn Miller
Ospite: Aò che palle, cambia un po' 'sta musica...(Vieni da Oxford o da Cambridge?)
Sottofondo: Colonna sonora di Shall We Dance (tango, latinoamericani, ballabili vari)
O (sempre lo stesso): E no, questa non la reggo proprio, cambia un po'
Sottofondo: Dave Brubeck
Altro O: Ma la musica è proprio necessaria?
ANDATE A QUEL PAESE, VOI, LA MUSICA E L'ATMOSFERA. E se ci tenete tanto a sentire quello che vi piace, la prossima volta invece di 25 sciarpe regalate un cd.



(o io vi metterò questo per punirvi...)


Quelli che... poverini sono cresciuti durante la guerra


Tempo medio di sopravvivenza di tre chili di mandarini sulla tavola: 30 secondi



E l'oscar della serata:



Quelli che... non hanno neanche finito di salutarti e già ti insultano:


Ospite: Ciao!!! E Allora, come va con il PMC?
Indiana Michi: Tutto bene grazie!
O: Allora che fai? Te lo sposi?
I.M.: Ma scusa, sto per andarmene tre anni in Germania (sottotitolo: ma chi ce pensa a sposarsi a 24 anni? Io no di certo....)
O: Paracadutista che non sei altro (chiaramente la parola era un'altra, inizia per parac e finisce per a)
I.M.:?????????(aria allibita)
O: Si si, vai in Germania che ti trovi un bel sosia di george Clooney e molli il PMC
I:M: ??????????????? (aria ancora più allibita)
O: Beh, certo, non preferiresti George Clooney al PMC?
I.M.: NO
O: Seeeee, stacce a crede.... Paracadutista!


e si allontana.


Applausi, tappeto rosso, e statuetta dorata al vincitore per il Miglior Buzzurro non protagonista. E guai se mamma ti invita alla prossima edizione.



 

giovedì 20 novembre 2008

Eh, questi giovani d'oggi...

Ieri ero alla presentazione di un libro ("Piazza del Popolo", di Luciano Luisi)


Essendo arrivata con una mezz'ora di anticipo ho trovato tranquillamente posto a sedere.


Poi la sala si è riempita e un po' di gente è dovuta rimanere in piedi. Accanto a me era seduta una cara amica di famiglia di una certa età e sottoposta a vari interventi chirurgici. Vista una signora, evidentemente sua conoscente, rimasta in piedi, le ha cortesemente offerto il posto a sedere. Al che mi sono alzata io. La signora in questione si è fiondata sul posto senza rivolgermi nè un "grazie" nè un minimo segno di gratitudine....


E poi dicono che sono i giovani ad essere maleducati....

lunedì 17 novembre 2008

Posso contarci II

Vi starete chiedendo l'esito del rimborso, vero?


Bene, eccovi il resoconto!


La sottoscritta, previa consultazione con il Paleontologo del Mio Cuore (amichevolmente detto PMC), aveva deciso di dare fiducia alla banca e imputare la colpa di tutto al fatto di aver scelto una sede regionale e non una sede normale.


Allora ci siamo recati in una zona turistica. Ma non una zona turistica qualsiasi, ma una di quelle in cui passano millemila persone al secondo, dove il rischio di essere investiti dai giapponesi è pari soltanto a quello di avere pioggia nel week end programmato per la vacanza al mare.


La banca naturalmente era vuota. Tutta ringalluzzita mi avvicino allo sportello e con un sorriso porgo il foglio mandatomi dall'università all'addetto, il quale, dopo uno sguardo, afferma "ah, si, l'università, siamo noi che ci occupiamo dei pagamenti".


Già percepivo il coro degli Angeli cantare l'Alleluia.



Dopo aver smanettato col computer chiama il collega, si consultano e iniziano a chiamare vari numeri.


Già il coro siera affievolito, e dalle voci mi sembravano i Beati...


Finalmente l'addetto trova la persona che cerca. Disquisisce per una mezz'ora per sapere se è possibile. Nel frattempo i diavoletti iniziavano a sogghignarmi alle spalle.


diavoletto


Ma per questa volta mi è stata concessa la grazia...


Dopo un'ulteriore telefonata ("sì, me l'ha detto Laura come si fa... sì, Laura è davvero ad un altro divello, del resto viene dalla nome di una banca concorrente)...


MI HANNO DATO IL RIMBORSO!!!!!!



da non credere... ma del resto la banca me l'aveva detto! Posso crederci, basta che mi rivolgo alla concorrenza!


 


 


 

mercoledì 5 novembre 2008

Posso contarci...

Tragedia in due battute scritta e diretta da Paleomiki.


INTERPRETI PRINCIPALI


Paleomiki


Il Paleontologo del Mio Cuore (PMC)


Il tizio della sicurezza


Comparse varie


 


Mattina ore 9.30, in una sede romana della Banca XXX. A fianco alla porta un cartello che spiega come questa banca facciano particolare attenzione al cliente e come abbiano accorciato i tempi di attesa, con lo slogan POSSO CONTARTCI! In sottofondo le battute iniziali di "Don't worry, be happy" (la parte ululata e fischiata, per capirci) AD LIBITUM. Sullo sfondo uno schermo con il tizio  della sicurezza immobile che ogni tanto gira la testa con uno scatto istantaneo (probabilmente era un modello virtuale). 15 persone in attesa. Tre sportelli esistenti (numeri 2, 3 e 4, l'1 probabilmente era in pausa caffè), di cui solo due aperti.  Un tecnico del computer gira pergli sportelli cinciscpiano prima con un monitor poi con una tastiera. La musica si ripete uguale a se stessa fermandosi ogni tanto e ricominciando invariabilmente quando qualcuno pronuncia con solievo la frase "oh, la musica si è fermata". Dopo 2 ore di attesa finalmente i nostri eroi accedono allo sportello 3.


Paleomiki: Devo ricevere i soldi di un rimborso, ecco la lettera che mi è arrivata a casa.


Cassiera, smanattando con il computer, telefonando: Mi dispiace ma sul computer non risulta, torni un'altra volta.


PUOI CONTARCI!!!!!


Uh uh uh uh uhuhuhuhuhuhu, uhuhuhuhuhuhu, uhuhuhuhu, don't worry be happy....(sfumando)


P.S. per i "taglienti": se commentate potreste firmare per favore? così so a chi rispondo !


 

martedì 14 ottobre 2008

Cronache dallo scavo

Salve a tutti,


chiedo scusa per la prolungata assenza ma sapete comè la vita di noi archeologi, non fai in tempo a tornare dalla Germania e ti ritrovi assoldata (ma senza paga) per una missione speciale di quelle che solo tu puoi portare a termine (questa ultima affermazione non è del tutto vera, ma fate finta di crederci, please).


La missione?... beh non sono sicura di potervelo dire... sapete, noi Indiana (Jones, Michi e compagnia bella) abbiamo spesso a che fare con segreti di stato tipo l'hangar 51, e come dimostrare  sperimentalmente la legge di Murphy.  Ma vabbè, siamo fra amici.


La mia missione speciale consisteva nell'identificazione di resti organici e non al fine di tentare una ricostruzione la più accurata possibile della vita dei nostri progenitori durante il Tardiglaciale.


TA DAAAAAAN!!!!!!!!!!!


In pratica si tratta di cercare selce, ossa, conchiglie, carbone, ocra, ossa e denti di topo nei rimasugli dello scavo. E vi pare poco? Alzi la mano chi riesce trovare ad occhio e in pochi secondi un frammento di ocra gialla (minerale utilizzato dagli uomini preistorici per vari scopi) di un millimetro cubico all'interno di un vassoio pieno di sassolini, schifezzini, caccolini (termine tecnico, i Taglienti capiranno).


Per due settimane il mio lavoro è stato questo. Ora capite perché odio a morte chi mi dice "Wow, archeologia, che lavoro avventuroso!!!!!!!"  Pensano davvero che il nostro mestiere consista nell'avventurarsi in templi maledetti e salvarsi da un'esplosione atomica rifugiandosi in un frigorifero? Ma fammi il piacere! Buona parte del lavoro di noi preistorici consiste nel cercare DENTI DI TOPO (micromammiferi, per dirla con termine tecnico). Questi qui:



Con questo non voglio denigrare questo lavoro, anzi, lo adoro. Solo che Indiana Jones dà una versione un tantinello distorta della realtà e in pochi se ne rendono conto!


Beh, per adesso vi abbandono che è tempo di tornare ai miei alberi filogenetici, a presto!


Michela


P.S.: Prometto che per un paio di settimane non sparisco, o al massimo avverto!

giovedì 25 settembre 2008

Dicesi deformazione professionale

quando sul piumone c'è scritto Home Collections e io leggo Homo collectionis (stamattina)


Quando vedo la pubblicità della birra Peroni e penso "In contrapposizione con la Bietti Sestieri secondo il Peroni l'età del Bronzo..." (un paio di anni fa, prima di un esame)


indovinate come abbiamo festeggiato il buon esito dell'esame?


100_4314


 

martedì 23 settembre 2008

Dedicato a te....

Vorrei dedicare questo post ad una persona speciale che ora abita molto lontano da qui.


Ci siamo conosciute alle medie. Lei era la straniera che veniva isolata dagli altri perchè non parlava bene l'italiano, io ero quella dimessa, timida e infantile ch veniva sempre presa in giro.


La invitai a casa mia, di quella visita, mi disse dopo, si ricordò sempre il mobile pieno di peluches che troneggiava nella mia stanza.


Iniziammo a fare i compiti insieme. Si trasferì vicino casa mia e iniziammo a vederci tutti i giorni, a passare tutto il tempo libero insieme. Parlavamo dei (suoi) primi ragazzi, decidevamo come rispondere alle lettre folli del tizio che le aveva dichiarato il suo amore in vacanza... Fu la prima persona a venire a Ferrara con me.


Durante il viaggio in treno decidemmo di ascoltare la musica sul mio walkman, che aveva due prese per le cuffie. Io avevo la cassetta di Battisti, lei quella dei Backstreet Boys. Per una settimana ascoltammo solo e soltanto i BSB (che detestavo). Imparai a memoria tutte le canzoni, e anche ora ogni volta che le sento penso a lei.



Poi andammo al liceo. Passavamo i pomeriggi a studiare latino e graco, ripetendo le declinazioni e le coniugazioni fino allo sfinimento ("fliùmai" rimase nella storia...). Ci prendemmo una cotta per lo stesso ragazzo e passavamo i pomeriggi a chiamarlo al telefono per "farci aiutare per la traduzione". Le versioni di latino e greco ci facevano impazzire, e arrivare a poche righe dalla fine decidevamo di uscire e fare un giro, le avremmo finite la sera.


Facevamo shopping da Onyx (almeno lei, a me non piaceva) mangiavamo il cornetto alla pasticceria vicino casa e passavamo ore in libreria (me lo doveva in cambio di Onyx).


Ci fu la sera dei Jeans arancioni di Onyx, della Novalgina e della casa a Montefiascone, ci fu il Moquette party al mare, c'era Ellenike e "Pronto Hotel Olimpia". Ci fu Simone e il verme (io). Poi ci fu la Vipera e la litigata a casa di Paola.


Poi cambiò scuola ed iniziammo a vederci un po' meno. Con l'inizio dell'università mi trasferii in parte a Ferrara e ci vedemmo ancora meno, ma ogni incontro rinsaldava il nostro legame.


Un paio di anni fa, in un momento difficile ci riavvicinammo. Poi decise di tornare a casa. Ed è come se un pezzetto di me fosse andato a migliaia di chilometri di distanza.


Ti voglio bene, torna presto a trovarmi in Italia, ci sono ancora tanti filùmai da studiare insieme!


Zoo

lunedì 22 settembre 2008

Ce l'ho fatta

Vi ricordate il colloquio di qualche giorno fa?


Mi hanno presa.


Per tre anni lavorerò in Germania.


Seguirò un progetto che solo a pensarci mi batte forte il cuore. Di quelli che se avessi dovuto definire il mio progetto ideale non avrei saputo inventarmelo meglio.


Con uno stipendio a cui non avrei aspirato nemmeno nei miei sogni più arditi (e nonostante il 50% di tasse richieste ci si vive lussuosamente).


Considerato inoltre che da anni avrei voluto imparare il tedesco, e che probbilmente mi sarà molto utile.


Insomma... ce l'ho fatta.


Micio nero e biancoCane pastore tedesco 


Alla faccia di chi in Italia mi dava della pazza. Alla faccia di chi mi diceva "tu queste cose non potrai mai farle". Alla faccia di chi credeva in me solo per il nome che porto. Alla faccia di chi mi guardava con superiorità. Alla faccia di chi mi ha detto di lasciare perdere. Alla faccia di chi pensava che non avessi futuro.


Alla faccia vostra ce l'ho fatta.


Grazie all'aiuto e al sostegno di chi ha creduto in me anche nei momenti più difficili. Di chi si è dimostrato aperto ad un'idea nuova, nonostante fosse difficilmente realizzabile. Di chi mi è stato vicino sempre.


E quindi parto. Lascio l'Italia con tristezza e un po' di senso di colpa. Perchè se noi giovani ce ne andiamo nessuno rimetterà in piedi questo paese traballante. Ho fatto una scelta egoistica, me ne rendo conto, ma non avevo alternative.


Spero di partire a gennaio, ma forse prima.


Vedremo.


Nel frattempo un bacio a chi mi è stato vicino e una sonora pernacchia agli altri.


Michela


 

giovedì 18 settembre 2008

Quando la giornata inizia bene

sei mesi di lavoro buttati al vento.................................


buaaa


Ho voglia di mettermi a piangere...............


Michela

martedì 16 settembre 2008

Viaggio nella terra dei Krukki

Ciao a tutti!!


Si, so bene che la mia assenza nelle ultime settimane vi ha fatto temere che durante una vacanza in quel di Ginevra fossi finita dentro al buco nero derivato dal famoso esperimento, ma eccomi tornata per rassicurarvi... Il buco nero in cui ero finita era solo metaforico!


Infatti lunedì scorso sono partita per la Germania per... ebbene sì... un colloquio di lavoro.


 Non mi pronuncio sull'esito. Aspetto notizie alla fine della settimana, o forse la prossima.


Photobucket


E naturalmente il giorno del colloquio....


ma andiamo con ordine!


Il colloquio era a Magonza. L'ostello della gioventù era pieno e non ho trovato alberghi. Tutti gli alberghi che ho trovato su internet erano a Wiesbaden, cittadina sull'alra sponda del Reno, a dieci minuti di treno (4 fermate).


Ecco la mia giornata: arrivo a Magonza con il pullman dall'aeroporto, treno fino a Wiesbaden, casa, pranzo, stazione...


In stazione il primo treno aveva fra le fermate "Mainz kastel". Bene, va a Magonza, saliamo.


Dopo 5 fermate nessuna traccia di Magonza.


Alla 6 fermata chiedo informazioni. Naturalmente Mainz kastel è una fermata al di là del Reno che con Magonza vera e propria non ha nulla a che fare.


A un quarto d'ora dal colloquio mi sono ritrovata nella ridente stazione di Russelsheim, sede della fabbrica della Opel.


 


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Naturalmente niente contro le auto Opel, anzi, magari un giretto per la città me lo sarei pure fatto volentieri, ma....


Ho girato mezza Europa da sola, non mi sono mai persa, l'anno scorso in Spagna mi sono ritrovata da sola di notte in una stazione senza nessuna idea di dove dover andare (le persone che mi dovevano venire a prendere avevano di meglio da fare) e in un quarto d'ora ho risolto tutto....


E PER UNA VOLTA CHE HO UN COLLOQUIO IMPORTANTE MI PERDO IN 4 FERMATE DI TRENO???????? Accidenti a Murphy!!!


 


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Comunque il prof alla notizia che ero da qualche parte in giro invece che sulla strada per Magonza si è messo a ridere....


 E allora forte della consapevolezza di avere a che fare con una persona spiritosa ho esordito con la frase:


"Sono lieta di aver avuto la possibilità di dar prova di saper dimostrare sperimentalmente una famosa legge empirica: la legge di Murphy... "


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Se questo è l'inizio immaginate il resto! Incrociamo le dita, va'.....


Michela

venerdì 29 agosto 2008

I miei animali da compagnia

Colgo l'occasione di un commento di Moonstorm per raccontarvi dei miei animali da compagnia.


In primo luogo i miei due Diplodocus: Dino (quello giallo) e Diplo (quello viola).


DSCN0161


La storia è la seguente. Il 12 maggio 1989 compivo 5 anni. Ho sempre adorato i peluches, e il mio adorato zio mi regalò uno strano animale arancione, dolcissimo e morbidoso. Inotre quando lo si muove fa RON-RON.


Non sapendo che animale fosse lo chiesi a mamma, saltò fuori che era un dinosauro, e allora lo chiamai Dino, di cognome Sauro (eh, la fantasia di una bambina di 5 anni...). Mi innamorai dei dinosauri, iniziai a farmi regalare libri e l'anno successivo (il '90, o forse il '91) vi fu una mostra a Roma, "Estinzioni". Ci andai due volte, una con mamma e una con la scuola. Insomma, quando avevo sei anni se qualcuno mi chiedeva cosa avrei voluto fare da grande la mia risposta era "la PALEONTOLOGA!" ...di solito a quel punto il mio interlocutore mi guardava con una faccia assurda, e balbettava "Ehm... beeeello.... ehm... che vuol dire?". Fra l'altro una copia in formato gigante del mio Dino era in vendita nel negozio di giocattoli al mare, e ogni volta che ci passavo davanti sognavo di comprarlo.


Piccole paleontologhe crescono, alle elementari scrissi un bellissimo tema sulla mia futura scoperta di scheletri di Triceratops scampati al Tyrannosaurus, poco più tardi raccolsi i primi fossili, ancora più tardi andai ai primi scavi e decisi che ai dinosauri preferivo l'uomo preistorico (NO, non date retta ai Flintstones, non sono vissuti nello stesso periodo).


Nel 2002 compii 18 anni. Il Dino in formato gigante era ancora lì nella vetrina del negozio al mare. Il giorno dopo il mio compleanno i miei genitori entrarono in cucina con un enorme sacco nero, e dentro c'era.... Diplo (di cognome Docus, pechè in tredici anni mi ero evoluta, adesso avevo identificato la specie!).


Dino è sempre stato al mio fanco. Da piccola in un tema scrissi l'avrei portatocon me anche al mio matrionio, e non ho ancora cambiato idea.


 


Poi vorrei presentarvi Cezanne


Micio cezanne


Non è un amore? Mi è stato regalato dai miei genitori durante l'Erasmus, quando sono scesa a Roma per le vacanze di Natale. In quel periodo stavo a Aix-en-Provence non potevo che chiamarlo così! E' morbidissimo e molto coccoloso. E' il mio micio ufficiale e inoltre ha il grosso vantaggio di non soffocare se lo metto in valigia (cosa che sucede abbastanza spesso).


 


Ed ora ecco a voi Mammutto


100_5526Mammutto è tedesco. Viene dal Museo di Preistoria di Blaubeuren, piccolo paese di campagna non lontano da Ulm circondato di scavi preistorici. Quando l'ho visto mi sono innamorata di lui e ho deciso di portarlo a casa con me. Come tutti i tedeschi che ho conosciuto Mammutto è piccolo (accidenti a chi ha inventato il mito del tedesco alto, io ne ho conosciuti solo di tappi...). Mammutto misura circa 15 centimetri, ed è dolcissimo. A Parigi mi ha fatto molta compagnia.


Ed infine sono fiera di presentarvi finalmente Dimitri!!!! (Moon, prometto che lo faccio il post sul Dimetrodon!!!)


DSCN0956


Dimitri, a discapito del nome, è parigino. E un piccolo Dimetrodon fosforescente (non è un dinosauro, ma di questo ne parlerò presto) trovato dal Paleontologo del Mio Cuore nel Jardin des Plantes di Parigi, vicino all'ingresso della Galleria dell'Evoluzione.  Naturalmente vive vicino alla mia lampada.


E voi che animali da compagnia avete?

I miei animali da compagnia

Colgo l'occasione di un commento di Moonstorm per raccontarvi dei miei animali da compagnia.
In primo luogo i miei due Diplodocus: Dino (quello giallo) e Diplo (quello viola).
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La storia è la seguente. Il 12 maggio 1989 compivo 5 anni. Ho sempre adorato i peluches, e il mio adorato zio mi regalò uno strano animale arancione, dolcissimo e morbidoso. Inotre quando lo si muove fa RON-RON.
Non sapendo che animale fosse lo chiesi a mamma, saltò fuori che era un dinosauro, e allora lo chiamai Dino, di cognome Sauro (eh, la fantasia di una bambina di 5 anni...). Mi innamorai dei dinosauri, iniziai a farmi regalare libri e l'anno successivo (il '90, o forse il '91) vi fu una mostra a Roma, "Estinzioni". Ci andai due volte, una con mamma e una con la scuola. Insomma, quando avevo sei anni se qualcuno mi chiedeva cosa avrei voluto fare da grande la mia risposta era "la PALEONTOLOGA!" ...di solito a quel punto il mio interlocutore mi guardava con una faccia assurda, e balbettava "Ehm... beeeello.... ehm... che vuol dire?". Fra l'altro una copia in formato gigante del mio Dino era in vendita nel negozio di giocattoli al mare, e ogni volta che ci passavo davanti sognavo di comprarlo.
Piccole paleontologhe crescono, alle elementari scrissi un bellissimo tema sulla mia futura scoperta di scheletri di Triceratops scampati al Tyrannosaurus, poco più tardi raccolsi i primi fossili, ancora più tardi andai ai primi scavi e decisi che ai dinosauri preferivo l'uomo preistorico (NO, non date retta ai Flintstones, non sono vissuti nello stesso periodo).
Nel 2002 compii 18 anni. Il Dino in formato gigante era ancora lì nella vetrina del negozio al mare. Il giorno dopo il mio compleanno i miei genitori entrarono in cucina con un enorme sacco nero, e dentro c'era.... Diplo (di cognome Docus, pechè in tredici anni mi ero evoluta, adesso avevo identificato la specie!).
Dino è sempre stato al mio fanco. Da piccola in un tema scrissi l'avrei portatocon me anche al mio matrionio, e non ho ancora cambiato idea.

Poi vorrei presentarvi Cezanne
Micio cezanne
Non è un amore? Mi è stato regalato dai miei genitori durante l'Erasmus, quando sono scesa a Roma per le vacanze di Natale. In quel periodo stavo a Aix-en-Provence non potevo che chiamarlo così! E' morbidissimo e molto coccoloso. E' il mio micio ufficiale e inoltre ha il grosso vantaggio di non soffocare se lo metto in valigia (cosa che sucede abbastanza spesso).

Ed ora ecco a voi Mammutto
100_5526Mammutto è tedesco. Viene dal Museo di Preistoria di Blaubeuren, piccolo paese di campagna non lontano da Ulm circondato di scavi preistorici. Quando l'ho visto mi sono innamorata di lui e ho deciso di portarlo a casa con me. Come tutti i tedeschi che ho conosciuto Mammutto è piccolo (accidenti a chi ha inventato il mito del tedesco alto, io ne ho conosciuti solo di tappi...). Mammutto misura circa 15 centimetri, ed è dolcissimo. A Parigi mi ha fatto molta compagnia.
Ed infine sono fiera di presentarvi finalmente Dimitri!!!! (Moon, prometto che lo faccio il post sul Dimetrodon!!!)
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Dimitri, a discapito del nome, è parigino. E un piccolo Dimetrodon fosforescente (non è un dinosauro, ma di questo ne parlerò presto) trovato dal Paleontologo del Mio Cuore nel Jardin des Plantes di Parigi, vicino all'ingresso della Galleria dell'Evoluzione.  Naturalmente vive vicino alla mia lampada.
E voi che animali da compagnia avete?

giovedì 28 agosto 2008

In a mellow tone

Qualche giorno fa, seduta nel giardino della mia casa al mare ho sentito il suono attenuato di una tromba. Una scala, ripetuta tante volte, come per prendere confidenza con lo strumento. 


Per vari giorni si sono successi questi esercizi. Alla fine non ci facevo nemmeno più caso.


Poi improvvisamente un pomeriggio ho sentito una musica che conosco. Una canzone jazz. In a mellow tone. L'arrangiamento della versione cantata da Ella Fitzgerald nel cd che sento sempre.


E in quei passaggi in cui Ella volteggia da una nota all'altra, creando e sottolineando i raccordi fra una strofa e l'altra, la tromba si soffermava su ogni nota cercando di ricreare quell'effetto favoloso.


avrei voluto seguire quel suono e conoscere l'ignoto musicista, ringraziarlo del brivido di gioia che mi ha regalato... chissà se il fine settimana lo passa sempre a Campo di Mare?


2008, odissea all'aeroporto

Ebbene sì, il rientro in Italia è stato duro... o meglio, PESANTE.

Tutta colpa dei bagagli.

E del brutto tempo.

E del governo, naturalmente (lo dice anche il detto: piove, governo ladro).

Vi sfugge il nesso? Ora ve lo spiego.

Sono arrivata a Parigi in una gelida mattinata di inizio marzo. Avevo il mio valigione enorme, pieno di maglie, calze, scarpe e vestiti pesanti, la mia sacca con il piumone, il mio cappotto di loden e senza cappello (l'avevo lasciato sul treno, da lì l'acquisto di un fantastico cappello nero a tesa larga sugli Champs Elisées, ma quella è un'altra storia).

Poi ad aprile sono rientrata a Roma per le elezioni (grrrrr). Contavo di lasciare giù qualche maglione, il cappotto, ma le condizioni atosferiche nella capitale francese lo sconsigliavano Poi i miei sono saliti a maggio. E lì ho dovuto lasciare andare il mio adorato piumone azzurro con le roselline, accontentandomi della coperta in dotazione nella stanza, che familiarizzò immediatamente con l'amico spiffero invitandolo tutte le notti ad un lieto festino sul mio collo.


Insomma, io le maglie ho continuato ad usarle fino alla fine. A volte pure le calze. Però essendo ottimista (nonché innamorata dello shopping a Parigi) avevo anche un sacco di magliettine, vestitini, pantaloncini, nuovi e non e soprattutto mai messi.

Più i libri. In alcune librerie si trovano libri di tutti i tipi a prezzi comprsi fra 20 centesimi e 3 euro. Una goduria. Naturalmente ne ho approfittato ma al ritorno...

Insomma, bagagli con 40 chili di sovrappeso, il che significa:

  • Il tassista prenotato si è rifiutato di farci salire e ci ha mollato in mezzo alla strada in modalità tirannosauro on.
  • La scoperta che, nonostante in ogni palestra si trovino i pompati di turno che cercano di fare colpo sulle ragazze sollevando 100 chili di bilanciere, i caricatori di bagagli dell'Air France non possono solevare più di 32 chili, quindi ogni bagaglio più pesante resta a terra.
  • Una valigia l'ho inviata col corriere. L'ho rivista la settimana scorsa.

bagaglio a mano

Lasciamo perdere il costo complessivo, va...

lunedì 25 agosto 2008

Ariecchice!!!!

Ciao a tutti!!!!


sono tornata!!!!! Sono sopravvissuta al rientro in Italia!!!!


....a parte gli 80 chili di bagaglio (non scherzo) il che ha creato qualche piccolo problema! 


del resto che vi aspettavate?


beh, dai ve lo racconto domani, per adesso....


BENTORNATA A ME!!!!


Miao...

martedì 22 luglio 2008

Ferie!!!

miei cari, nei prossimi giorni avrò qualche difficoltà a connettermi ad internet, forse riuscirò a postare ogni tanto ma non posso esserne sicura quindi....


ImageChef.com


 


Avrei voluto salutarvi personalmente sui vostri blog ma non ne ho avuto il tempo... un bacio e a presto!!!


Michela

lunedì 21 luglio 2008

Cose che amo di Parigi: 1, il cibo

Se scrivo le cose che odio devo anche bilanciare con le cose che amo, no?


Ecco di seguito elencati i cibi francesi che mi piacciono di più.


Il pane:



Il pane francese è favoloso. Vicino casa ho una panetteria di quelle serie, che oltre al pane fanno anche dolci, paste, torte e chi più ne ha più ne metta (per chi volesse provarla è a Rue Dufrenoy, a un quarto d'ora di cammino da Trocadero, la piazza di fronte alla Tour Eiffel). E anche concentrandosi solo sul pane ci sono numerose varianti. La baguette, che tutti noi conosciamo, é quel mezzo metro e più di pane dorato, croccante, fragrante. 


Nella stessa famiglia c'è il rétro (leggi retrò), ha più o meno la stessa forma della baguette ma è più corto e più pesante (infatti costa un po' di più). Rispetto alla cugina più famosa la crosta è più scura e spessa, normalmente ricoperta da un velo di farina, mentre la mollica è più densa ed elastica. E' disponibile anche nella versione demi-rétro (leggi demì retrò), più piccolo ancora, pesa la metà (e costa un po' meno della metà) ed è adatto a chi vive da solo.


Poi ci sono le ficelles (leggi fisèll) bastoncini di pane di circa 30 centimetri di lunghezza, un po' appiattiti, morbidi all'interno e abbastanza croccanti fuori, con pezzetti di olive, pancetta o formaggio (penso ne esistano anche altre varianti, comunque queste sono le più famose).


Nauralmente ho elencato solo il pane che preferisco, ma ci sono infinite varianti....


Il croque madame:



Il croque monsieur è una sorta di tost, quadrato, contiene prosciutto e formaggio ed è ricoperto da una montagna di emmental rapé. Se ci aggiungete un uovo al padellino sopra diventa un croque madame.  Naturalmente rimane sullo stomaco per tre giorni, ma è trooooopppo buoooonooooooo!!!!


La crème brulée:



Si tratta  di una ciotolina di crema (non quella inglese, e nemmeno tipo créme caramel, non ne so la ricetta precisa) ricoperta da uno spesso strato di zucchero. Lo zucchero poi viene bruciato con una particolare piastra precedentemente arroventata o con una specie di fiamma ossidrica portatile. Sciogliandosi forma una crosta marrone e croccante, da rompere per raggiungere la crema..........


no, non ce la faccio a continuare, l'elenco dei cibi finisce qui per eccessiva fame della scrivente....

venerdì 18 luglio 2008

Cose che odio di Parigi: 1, i turisti

A Parigi i turisti  sono ovunque.


Definizione di turisti: girano con la faccia da ebete, cartina con la pubblicità delle Galeries Lafayette in mano, non parlano una parola di una lingua che permetta loro di essere capiti tipo inglese o francese, si guardano intorno perplessi e non capendo dove sono, discutono di dove devono girare per andare alla tour eiffel, essendo spesso italiani o spagnoli si consultano fra di loro urlando e ogni tanto rimbrottano i due o tre bambini al seguito che, palesemente annoiati e non partecipi dell'entusiasmo di fronte ad un ammasso di ferraglia rimpiangono di aver accettato di accompagnare i genitori in cambio di una giornata ad Eurodisney (che non si chiama più così ma avete capito uguale).



Nel caso ci si rivolga a loro nella loro lingua (naturalmente nel mio caso capita con gli italiani) le loro facce passano dalla modalità "cavolodicartinanoncicapisconiente-chimel'hafattofaredivenireaParigiconmaritoefiglilaprossimavoltalimolloacasaemifaccio-levacanzeavventurose" in modalità "SALVEZZAAAAAAA!!!!". E a quel punto la gioia di sentirsi finalmene compresi li porta a intavolare una conversazione che normalmente segue il seguente schema:


Paleomiki: - serve aiuto?- (si, lo so, sarei dovuta entrare nei samaritani)


Turista: -Ciao, sei italiana? - Primo: come ti permetti di darmi del tu? Secondo: Chettefrega se sono italiana, chiedimi quello che ti serve e poi se ho tempo si può pensare a intavolare una conversazione. Terzo: no sono finlandese, non si sente dall'accento alla Nino Manfredi?


P: - Si, serve aiuto? (della serie, non ho voglia di raccontarti la mia vita, se hai bisogno di un'indicazione stradale posso cercare di aiutarti, ma non perdere tempo in chiacchiere)


T: Come si arriva a via dei Rivòli? Da dove vieni? E come mai stai a Parigi? Turista? (ma chettefrega? Vengo da Helsinki, non sono turista ma sono pagata dal consolato italiano per salvare i turisti connazionali da morte certa lungo la ricerca della Tour Eiffel)


P: a destra, poi in fondo alla strada a sinistra. Vengo da Roma. Sono qui in stage.


T(che evidentemente non ha capito un'acca delle indicazioni stradali ma che in compenso si sta interessando al mio caso): Ah, bella Roma, noi veniamo da Reggio Calabria (o Asti, o Cesenatico, o Campobasso, che qui non si fanno distinzioni geografiche). E che fai di stage? (Aridaje... )


P: Ah, non la conosco, lavoro in un museo. Allora tutto chiaro?


T: Belli i musei! Dove, al Louvre?


P: No, ehm, devo andare, arrivederci eh!


T: Aspetti, mi ha detto in fondo a destra?


P: no, a destra e poi in fondo alla strada a sinistra. Arrivederci


T: Ciao, allora in bocca al lupo per il tuo lavoro(il lei è fuori moda, eh?) grazie mille! (poi rivolta al marito) Hai visto che avevo ragione io? Perché io lo dico sempre...................(sfumando, grida di ragazzini che si allontanano)