mercoledì 3 agosto 2016

Procedure informatiche

Indiana Michi: Gentile programma R, potresti per cortesia fare questo semplice grafico che in altri programmi viene fatto tramite un singolo comando?

R: Certo, è facilissimo. inizia cercando le istruzioni in 241 pagine web, dove ovviamente non le troverai.
A quel punto leggi 12 manuali da 50 pagine l'uno.
Dopo aver lanciato le istruzioni e aver ricevuto come risposta una serie di errori astrusi impara a memoria "Il signore degli Anelli" al contrario.
Ti sarà poi ne sacrifica mezzo litro del tuo sangue versandolo sulla radice di una quercia di almeno 187 anni in una notte di luna piena senza alcuna nuvola.
A quel punto se sei fortunata dovrebbe funzionare.

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Dove si impara Matlab?

martedì 12 luglio 2016

Upgrade

Gentile cliente,
siamo lieti di informarLa che durante l'ultimo riavvio è stato installato l'aggiornamento del software "Laboratorista", che Le ha permesso di passare dalla versione 1.1, alla nuovissima 2.0. Sono di seguito riportate le caratteristiche tecniche della nuova versione.


Risoluzione di problemi

Laboratorista 1.0 aveva la tendenza a reagire a variabili inaspettate causando un crash del sistema. Le prime correzioni implementate nella versione 1.1 sono state ampliate e raccolte nel pacchetto "NunMeFreghi". Il suddetto pacchetto ottimizza il lavoro della CPU nel gestire gli errori e  le variabili impreviste. Funziona secondo il seguente algoritmo:
  • Analisi della variabile in questione
  • Sviluppo di una possibile strategia per il recupero del normale assetto del software
  • Test della strategia
L'algoritmo viene eseguito tante volte quante sono necessarie per il recupero del normale assetto del software senza sovraccaricare la CPU e causare crash di sistema.

Novità rispetto alla versione 1.1

Laboratorista 2.0 vede implementato un nuovo sistema di gestione della memoria che permette all'utente un utilizzo più performante del software. Fra le maggiori innovazioni si possono trovare 
  • Migliori performance e aumento della velocità nei task più comuni, quali "Vestizione", "Pulizia del laboratorio", "Preparazione dei reagenti" e "Lavaggio del materiale utilizzato".
  • Aumento di velocità nei task più complessi, che garantiscono una riduzione fino al 20% della durata dei processi.
  • Supportata la modalità multitasking, con estensioni specifiche per l'integrazione nel processo delle applicazioni "Pensare", "AscoltareMusicaAllaRadio", "Cantare".
  • Aumentata la durata della batteria. Se con Laboratorista 1.0 il sistema richiedeva una ricarica completa ogni 5 ore, la versione 2.0 permette di lavorare fino a 8 ore. Al di sopra delle 6 ore consecutive il sistema reagisce bene, ma è considerata una situazione di "sovraccarico". In caso di sovraccarico è fortemente consigliata una scansione completa del sistema con un software apposito (ad esempio "CenaConAmici", "CostruzioneLego", "AbbioccoTotaleSulDivano" "NottataDiSonno"). Se il sovraccarico si ripete per un periodo superiore ai 3 giorni consecutivi, per evitare danni all'hardware si consiglia di avviare uno dei programmi della suite "WeekendCon": ("WeekendConAmicoG", "WeekendConIndianaMamma", "WeekendConAmici", "WeekendACasa").
Augurandoci che la nuova versione del nostro software incontri il Suo gradimento La ringraziamo per la fiducia mostrataci e la salutiamo cordialmente.

Lo staff di Laboratorista 

In breve: dopo una settimana di pausa sono diventata una scheggia in laboratorio. Dove si firma per il prossimo aggiornamento?


P.S. si ringrazia AmicoG per la consulenza tecnica durante la stesura di questo post.

giovedì 7 luglio 2016

De-frozen, ovvero Indiana Michi "in da lab"

Da cantare sulle note di questa.

Una foto pubblicata da paleomichi (@paleomichi) in data:


The UV glows blue in the extraction fume hood
Not a spillage to be seen.
The lab, kingdom of isolation,
and it looks like I'm its Queen
The hood is howling like the swirling storm outside
And I am just here
slowly dying inside...

The fridge is there,
it looks at me,
with his red light it's creeping me
Please man, don't die
you have inside
All work of me....

Let it flow, let it flow
so much water over the floor
All the samples are gone
it's not frozen any more
I don't care
what they're going to say
I'm leaving NOW!
I hated the lab always anyway

(negli ultimi due giorni tre freezer su sei si sono rotti. In due casi su tre ero da sola in lab, e mi sono dovuta accollare tutta la procedura necessaria: incarta, sposta, trasporta tutto il contenuto in un altro freezer, trova il modo di farcelo entrare. Però a parte un pochino di stanchezza -eufemismo- non ci sono stati problemi).

mercoledì 4 maggio 2016

Amarcord nerd

Cosa c'è di più romantico della prima dichiarazione d'amore di una coppia? Soprattutto quando, magari involontariamente, riprende le immortali parole di un grande poeta, o di un libro, o di un film.

Come dimenticare la dichiarazione d'amore di Darcy a Elizabeth?



"Ho lottato invano. Non c'è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami."

E quella di Harry a Sally?



"Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un'ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile."

Per non parlare di quella di Indiana Michi e AmicoG, mirabile, involontaria citazione da uno dei film più romantici della storia:

(l'immagine viene da qui)

Felice Star Wars day! E AmicoG, in linea con il nostro personale "episodio 5" ho un messaggio per te:


N.B. ci tengo inoltre a precisare che in quella specifica circostanza il "lo so" aveva un senso.

lunedì 2 maggio 2016

Indiana Michi in laboratorio

Negli ultimi tre mesi ho passato la quasi totalità del mio tempo lavorativo in un ambiente anonimamente bianco, sfavillante di raggi ultravioletti e maleodorante di varechina: il LABORATORIO.

Il laboratorio è stata una costante paura della mia formazione postuniversitaria. Da appena prima della laurea fino a pochi mesi fa la domanda "Lavorerai in laboratorio?" mi è stata posta in mille momenti, declinata in innumerevoli lingue e varianti. Con una unica, costante risposta: NO.

Fino a dicembre 2015, in cui il GrandeCapo mi dice affabile:
"Lavorerai in laboratorio."

"Eeeehh? Chiedo perdono, hai dimenticato un punto interrogativo alla fine, permettimi di offrirtene uno in modo da correggere il tuo errore."

Sorriso di compatimento. "Cominci domani."

Due premesse sono necessarie a questo punto della storia.

La prima è che Indiana Michi è nota ai più come una fedele seguace dell'arte dell'imbranataggine. E non parliamo solo del banale macchiare costantemente vestiti e tovaglie rovesciando qualsiasi bottiglia o cibo presente nell'arco di un metro, ma imprese di un certo livello come il far cadere le chiavi di uno scavo in uno strano buco altissimo nella parte laterale della struttura di un bagno chimico (per fortuna "all'asciutto"), o il rovesciare una carota di sedimenti di circa un metro di spessore rovinando un'intera sessione di campionamento di uno studente in tesi.

La seconda è che non stiamo parlando di un laboratorio normale. Stiamo parlando dell'incubo di tutti i laboratoristi, quello in cui entri solo bardato come un astronauta, ti cambi i guanti 20 volte all'ora, ogni cosa che tocchi va disinfettata prima, durante e dopo il contatto, se starnutisci contamini il lavoro tuo e dei successivi dieci colleghi che useranno quella stanza, e se contamini qualcosa hai sprecato migliaia di euro.

Insomma, una cosa tranquilla per una che non ha mai tenuto una pipetta in mano.



È stato un dramma. Una battaglia senza esclusione di colpi, un'ecatombe di reagenti e autostima, un coro continuo di maledizioni nei confronti di ogni oggetto contenuto in laboratorio.

Ma ho vinto io.

I sudatissimi, stupefacenti, meravigliosi risultati
della mia prima PCR. Applausi. 


mercoledì 13 aprile 2016

Dizionario febbre-italiano parte 2

Al telefono con AmicoG: "E oggi mi preparo i cosi... quelli... quelli piccoli e rosa che vivono con i pesci e vanno indietro".

Ebbene si, anche con la febbre i gamberi non fanno PRI. Sono passi avanti.

foto trovata qui

martedì 12 aprile 2016

Dizionario febbre-italiano

Indiana Michi febbricitante ma nonostante questo sulla strada verso il lavoro, al telefono con AmicoG: "Guarda! Un... un... comesichiama, un cucciolo con la coda pelosa che fa "pri" e mangia le ghiande!"

Signore e signori abbiamo presentato lo SCOIATTOLO.

Applausi.


domenica 14 febbraio 2016

Canederli

A photo posted by paleomichi (@paleomichi) on


A me piacciono i canederli, mi sono sempre piaciuti.

Quando ero piccola e andavo in settimana bianca in Alto Adige erano uno dei miei piatti preferiti, e quando anni dopo andai a vivere in Germania i canederli non mancavano mai nella mia dispensa.

Erano la cena rapida ma buona. Erano la cena delle serate solitarie in cui volevo farmi una coccola. Erano la cena della domenica sera, quando alla fine del week end triste avevo voglia di qualcosa che mi desse un po' di ottimismo per avere la forza di iniziare la settimana almeno con un mezzo sorriso stiracchiato.

Il menu di stasera prevede canederli. Canederli comprati con nostalgia in un negozietto introvabile di Londra, pieno di coni per il feuerzangenbowle e di barattoli di würstel. Canederli conservati con cura in attesa di un occasione speciale. Canederli preparati come sorpresa dopo una giornata passata insieme in treno, a fare avanti e indietro dall'aeroporto, a sbagliare le date scritte sui biglietti aerei, a correre da un desk all'altro, a comprare biglietti del treno invariabilmente sbagliati, a cancellare minuzisamente parole da un abstract per un congresso, e nonostante tutto a ridere come scemi, a guardare serie televisive sul tablet e ad abbracciarci contro il freddo gelido delle stazioni dove cambiavamo treno.

E tornati a casa sono arrivati i canederli. A ricordarmi che ogni tanto la vita cambia in meglio.

E per fortuna!

Buon San Valentino a tutti.

giovedì 28 gennaio 2016

Strategie alternative per la sollecitazione di risposte accademiche

Caro Superprofessore Megagalattico con cui sto collaborando e che da settimane non mi rimanda la bozza corretta dello spettacolare articolo che stiamo scrivendo insieme,
ti presento Arturo.

"Allora?"

Arturo è un cucciolo di coccodrillo appassionato di scienza, principalmente fisica quantistica, astrofotografia e antropologia biologica.
Da alcuni giorni ogni volta che torno a casa trovo Arturo a fissarmi con l'espressione della foto.
Non solo, appena lascio per un secondo il computer incustodito lo ritrovo che preme freneticamente il pulsante di "aggiorna casella di posta" di gmail.

"Rispondi! Dai! Rispondi!"

Il problema è che Arturo è eccitatissimo all'idea di leggere la bozza finale dell'articolo su cui stiamo lavorando e che continui imperterrito a non mandarmi, e non avrà pace finché non gli sarà possibile farlo.
Ho provato a farlo ragionare, a spiegare che deve aver pazienza, che anche io ci sto mettendo più del previsto a migliorare la bozza dell'articolo che ti devo mandare (tanto se non finisci di correggere il primo il secondo non lo guardi nemmeno), e che ossessionarsi non serve a nulla, ma non ho avuto successo.
C'è modo di dare ad Arturo una data entro la quale sarà finalmente in grado di realizzare questa sua grande aspirazione?
Grazie
Michela

Questa mail, comprese le foto, è stata effettivamente mandata stamattina. Si, davvero.
Ora Arturo ed io attendiamo impazienti la risposta. Voi incrociate le dita che il Supermegaprof galattico mi risponda (o per lo meno che non chiami la Neuro).

sabato 23 gennaio 2016

Conversazioni intelligenti di mezzanotte e un quarto

Le conversazioni di mezzanotte presentano: "alieni e cappelli: una relazione complicata".

Sai, stavo pensando.... Alien è proprio sfortunato! Pensa quanto è difficile per lui trovare un cappello! Se se ne mette uno normale gli cade in avanti!


in effetti...

E pure i Centauri di Babylon 5 hanno lo stesso problema, con la cresta che si ritrovano non c'e' speranza di trovare un cappello adatto!

come darti torto...


Pensa a quanto è più facile per i Klingon!

yeah!

...e so' drammi!